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sabato 3 ottobre 2015

persi e ritrovati (2)

Dicevo ieri de “La principessa sposa” di William Goldman. Le finte storie – dell'autore e del libro – me ne hanno fatti venire in mente altri due, di libri. Il primo non l'ho letto, nel secondo non c'è molto da leggere perché il libro è scomparso o almeno così sostiene l'autore (che però dice di non essere l'autore).

Se Goldman è uno sceneggiatore cinematografico Chuck Barris è un autore televisivo. Ha inventato qualche format di successo (per esempio il gioco delle coppie, nel 1965) e ha scritto un'autobiografia, nel 1984 a 55 anni, che s'intitola “Confessioni di una mente pericolosa” e che è famosa soprattutto per via del film del 2002 esordio alla regia di George Clooney. Io ho visto il film.


L'ho so che il film non è aderentissimo al libro, lo ha sceneggiato quel grancristo di Charlie Kaufman e ci ha messo un bel po' del suo. Però sia nel libro che nel film c'è questa cosa che si dice che Chuck Barris, intanto che faceva l'affermato autore televisivo, è stato assoldato dalla CIA e, in veste di agente, ha assassinato parecchie persone in giro per il mondo.

La cosa notevole è che Barris non ha mai ammesso che quella parte della sua “autobiografia non autorizzata” è del tutto inventata (come sembra plausibile e come la CIA ha seccamente e ufficialmente dichiarato, ma questo vorrebbe dir poco). A me questa cosa che uno racconta la sua vita, racconta un sacco di cose vere, ma poi ci infila anche un'enormità, con ogni probabilità falsissima, come quella di essere stato un assassino per conto della CIA mi è sempre piaciuta. Chuck Barris invece sospetto che di suo non sia un tipo molto piacevole, ma bisognerebbe conoscerlo di persona, o almeno leggere il libro, che però è uscito nel 2003 (anche questo, come la prima edizione di quello di Goldman, per Sonzogno a seguito del film, anni dopo l'uscita originale) ed è fuori catalogo.
Mi chiamo Andrea Pasini, nei primi anni Novanta ho iniziato a sceneggiare fumetti grazie a Enrico Lotti. Io ero un grafico, lui un collega giornalista che aveva appena cominciato a scrivere storie per Bonelli. Ho collaborato a Martin Mystère per tutto quel decennio. Verso la fine del '94, attraverso un ex compagno del mio primo liceo (l'Einstein qui a Milano), vengo in contatto col S.I.S.De.
Il giorno del mio trentesimo compleanno sono entrato a libro paga dell'agenzia alle dipendenze Ministero dell'interno (agenzia che proprio quel giorno lì era su tutti i giornali per le condanne del processo sui suoi fondi neri). Ho partecipato a molte operazioni in Italia e a qualcuna all'estero – in Somalia (a seguito del fallimento della missione ONU), in Albania (con agenti del SISMI, a latere della missione Alba dell'esercito), in Bosnia (in tre occasioni distinte) – ma anche in Paesi alleati che, per ora, preferisco non nominare.
Sono stato un operativo fino al novembre del 2001 e ho imparato parecchio su tecniche di combattimento, armi ed esplosivi, tutte cose che mi sono tornate utili durante la mia collaborazione con Diabolik. Collaborazione iniziata nel '99 e molto intensificata negli ultimi dieci anni. Al momento, oltre che come autore, lavoro per Diabolik anche come redattore.
Figata! Ma l'ha già fatto Chuck Barris.

Domani vi dico di quell'altro libro, quello che è scomparso o almeno così sostiene l'autore (che però dice di non essere l'autore).

lunedì 16 dicembre 2013

io sono lo spirito di questo Natale: guardami!

di CinziaZ

Si avvicina il Natale, se ci sporgiamo un po’ riusciamo già a scorgerlo mentre si precipita verso di noi, ed è inutile spostarsi, non lo si può schivare, è tutto inutile: questo vuol dire che è giunto il momento di rimboccarsi le maniche, armarsi di forza d’animo e partire alla ricerca degli ultimi regali da fare! Allora, perché non un dvd? Che, nell'era dello scarico selvaggio dal P2P, è diventato un regalo originale e perfino un filo snob.

Per l’amica sofisticata
Per quella che quando ti è seduta accanto, al cinema, ti afferra il polso ed elogia continuamente, non il film, ma “la fotografia” e “l’eleganza” della pellicola. Se ancora esci con lei e proprio le devi fare un regalo:
STOKER 
di Park Chan-Wook
India Stoker è una ragazza strana con delle belle scarpe, la madre è instabile, lo zio è misterioso.
Un perverso, morboso, giallo del regista di OldBoy.

Per quello che ancora ti parla di Goldrake
(e siamo nel 2013)
Per lui, l’eterno nostalgico, quello che: ti ricordi Ufo Robot? Ti ricordi che belli i pomeriggi a vedere Mazinga? Ti ricordi che ridere Daitarn. Ecco, regalagli questo che, magari, per un po’ parla d’altro: 
PACIFIC RIM
di Guillermo Del Toro

Ci sono dei Robot giganti che difendono la terra da alieni a forma di mostro gigante.
Tante tante botte: fracassone.

Per l'amico cinefilo
Per quello che si vede tutti i film nei cinema d’essai e dice di odiare i multisala, quello che se una sera avete voglia del film cazzaro per svagarvi, lui no, proprio non ci sta e vi attacca un pippone ammazza-serata:
TIRANNOSAURO
di Paddy Considine
Joseph c’ha tanta rabbia dentro, ma tanta tanta. Poi conosce Hannah, che è buona; però si incazza anche con lei. Tormentato.
Uno sguardo amaro sul guardarsi allo specchio.

Per i più piccini… 
Per non lasciare giovani menti davanti alla tv a vedere un maiale rosa inquietante che quando ride ti viene voglia di uccidere tutti e spaccare la casa! Se non vuoi questo, regala:
LO STRAORDINARIO MONDO DI GUMBALL
cofanetto 12 episodi

Gumball è un gatto blu che vive con la sua famiglia: sua mamma è una gatta azzurra, suo padre è un coniglio rosa, il pesce rosso ha le gambe.
Surreale, divertentissimo, imperdibile.

… E per chi non riesce a crescere
Per gli amici con l’anima da ragazzini, quelli che vi canticchiano a squarciagola le sigle più belle dei cartoni mentre voi alzate lo sguardo al cielo:
ADVENTURE TIME
cofanetto prima stagione

Finn è un ragazzino avventuroso che ha come migliore amico Jake, un cane gommoso che si trasforma in ciò che vuole. Vivono nella terra di Ooo.
Fantastico!

Per la francese nell’animo
Lei che indossa sempre il basco, capelli corti a caschetto ama Parigi, conosce a memoria tutti i film di Truffaut, ma ahimè, non vive in Francia. Per lei che soffre a stare qui:
NELLA CASA
di François Ozon
Un professore di letteratura, attraverso gli occhi di un suo allievo, s’impiccia della vita altrui.
Manipolazione colta. Talentuoso.

Per i credenti!
Per coloro che amano sognare, che nonostante le avversità della vita continuano a pensare che le cose andranno meglio, ecco:
LA PARTE DEGLI ANGELI
di Ken Loach
Quattro ragazzi problematici inseguono il profumo torbato del whisky per realizzare i loro sogni. Un film di riscatto pieno di ottimismo.
Dalla parte del popolo.

Per quelli che: “io solo film italiani!”
(ma esistono?)
VIAGGIO SOLA
di Maria Sole Tognazzi
Irene è una quarantenne single che lavora come ispettrice alberghiera: viaggia per il mondo, alloggia in alberghi di lusso, mangia cibi ricercati, ed è tutto spesato. Se ne lamenta.
Delicata riflessione sul confine tra solitudine e libertà.


Per quelli che: “visto cose che voi umani…”
Per l’amico che sostiene di aver visto tutti i film di quest’anno, quello che non gli puoi regalare un dvd perché li ha tutti, ma tutti, eh! Ecco, questo non credo lo avrà:
TRENO DI NOTTE PER LISBONA
di Bille August
Un professore svizzero, per restituire un cappotto rosso, intraprende un viaggio.
Riscoprirsi avventurosi in età matura. Discutibilmente interessante.

Infine:

Per chi soffre di dipendenza da serie tv
Per quegli amici che un tempo uscivano con voi a cena, coi quali trascorrevate ore in allegria davanti un buon bicchiere di vino. Quegli amici che ora vi mancano, perché non li vedete più, ora stanno a casa a vedere serie tv di tutto il mondo; sono tante e portano via tanto tempo, cerca di capirli, e regala loro:
BREAKING BAD
5 stagioni complete.
Walter White è un professore di chimica che scopre di avere un cancro ai polmoni e ben pochi soldi da lasciare alla famiglia quindi decide di "cucinare" metanfetamina per sbarcare il lunario. Imprevisti.
Dico solo: “spacca!”.

Oppure:

How I met your mother, tipo Friends, ma oggi.
Homeland, per restare col respiro in gola fino la fine, che ancora non c’è. 
Community, tornare al college e ridere a crepapelle. E c’è pure Chevy Chase.

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Cinzia è un’amica. Siamo stati “Cani” assieme e son cose che forgiano caratteri e cementano legami. Ne sa di fumetti, di Giappone, di tartan, di alcuni argomenti che neanche so che esisgtono e ne sa parecchio di film e serie TV.

Questo è il suo primo post per 403. Spero bene che non sia l’ultimo.
a.

domenica 8 dicembre 2013

giocare a memory coi film

"The Mentalist" quinta serie secondo episodio: "Infuso rosso" (ottobre 2012).

"Hitchcock" film di Sacha Gervasi (novembre 2012).

domenica 17 marzo 2013

meet the croods

Non vado spesso al cinema, non spesso quanto vorrei. È che son pigro. Per fortuna che c'è la mia amica cinza che ogni tanto m'invita a qualche anteprima e stamattina mi ha portato a vedere "I Croods".


Mi aspettavo di vedere un gran film (c'è dietro Chris Sanders) e, per una volta, non sono stato deluso. La storia è lienare e ampiamente prevedibile, ma il ritmo è serrato, le gag divertenti e la felicità visiva del film ti rimane appiccicata agli occhi. Dopo un po' che lo vedevo neanche mi sono più accorto che era in 3D (e io odio il 3D).

Insomma, se vi piacciono i cartoni "I Croods" vale la pena.

Lo so che la maggior parte dei miei 25 lettori (quindi almeno 13, ma temo di più) non sa chi sia Chris Sanders, ma magari avete presente "Lilo & Stitch" e "Dragon Trainer" ecco, li ha fatti lui (il personaggio di Stitch lo ha pure doppiato personalmente). Aveva anche cominciato a lavorare a un cartone che poi si sarebbe chiamato "Bolt" ma durante la lavorazione la Disney lo ha cacciato, perché "non sapeva stare al suo posto" (parole di John Lasseter, che comunque pare trovasse troppo strano il progetto di Sanders). Uno dei personaggi non rimasti in Bolt è un gatto con una benda su un occhio che Sanders ha fatto brevemente rivivere nel web comic Kiskaloo (molto debitore verso Calvin e Hobbes).
I due schizzi qua sopra vengono dal suo sito dove ci sono altri estratti dagli storyboard da "The Croods".


Ah, nel film la parola "scarpe" non viene mai detta.

sabato 31 marzo 2012

a (not so) simple life

La prima scritta dei titoli di testa di "A Simple Life" (molto hongkonghese, bello) ci dice che il film è tratto da una storia vera.

Alla fine dei titoli di coda, una scritta si premura di avvertirci che tutti i fatti e personaggi sono opera di fantasia e ogni eventuale somiglianza con persone o fatti reali è da ritenersi casuale.

[fonte]

lunedì 5 marzo 2012

cartoni futuri


mercoledì 22 febbraio 2012

e io ce l'ho

È bello avere degli amici. Io ho un amico fotografo che mi ha fatto un regalo: un pomeriggio del suo lavoro. E così abbiamo fotografato alcuni oggetti che voglio mostrare qui su 403.

Si tratta di oggetti, per me, memorabili o anche solo curiosi che se ne stanno qui a casa mia.

Comincio con un'edizione minuscola de "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret" di Brian Selznick.



È bello avere degli amici, io questo libro (non questo qui minuscolo, quello grande e leggibile) l'ho scoperto perché poco dopo l'uscita dell'edizione italiana, un mio amico (non il fotografo, un altro) mi ha mandato un sms apposta per dirmi che era uscito un libro che dovevo proprio leggere. Aveva ragione.

L'amico è Paolo e, se non avete presente che libro sia questo, uso le sue parole per spiegarvelo.
Un gioiello narrativo di 600 pagine che mette in crisi tutti i tentativi di classificazione. Le immagini occupano sempre doppie pagine, come in certa tradizione del picture book, ma si inseguono rapidamente, quasi giustapposte e sicuramente in sequenza. Non ci sono balloon e tutte le parole occupano coppie di pagine a loro esplicitamente dedicate. Il libro si compone di centinaia di pagine prive di figure e di centinaia di pagine prive di parole. Eppure, il codice verbale e quello iconico collaborano nella maniera più efficace. Il miglior libro che abbia letto da un sacco di tempo (non solo tra quelli illustrati) miscela parole e immagini e mette in crisi la definizione di fumetto in cui ci piace acciambellarci.
Poi, volendo, ci sarebbe da dire del film che è nelle sale in questo momento. Ma io ho commesso l'errore di accontentare le due amiche che lo volevano vedere in 3D e non avevo con me gli occhiali per il 2D (non li avevo perché non li ho mica comperati). Totale: ho patito per quasi tutta la proiezione e ho capito che, se i cartoni in 3D proprio non mi piacciono, i film con le persone in 3D mi fanno veramente schifo.
Ciò detto, se lo avessi visto in 2D credo lo avrei trovato carino ma non molto di più. Come spesso capita di dire: "il libro è meglio" (e per di più nel film si perdono per strada il taccuino del ragazzo, evvabbe').

Il fotografo mio amico si chiama Enrico Conti (sta qui e se ne avete bisogno ditemelo che magari vi faccio fare lo sconto) grazie Enrico! (e grazie pure a Paolo).

Ah, se fate clic sulle foto le potete vedere più grandi (e sì, ho le mani pelose).

e io ce l'ho (1)

domenica 8 gennaio 2012

sconforto e delizia

A guardare l'archivio sembrerebbe che ho importato qui il vecchio blog.
Be'... fate pure finta che non è vero. Da un primissimo esame a campione, vedo che qua e là mancano titoli e commenti (che si sono persi nel passaggio da wordpress a blogspot, perché da splinder a wordpress pare non perdersi nulla). Quando mi sarò un po' ripreso dall'amarezza mi sa che cancello tutto il pregresso e ragiono su qualche altra soluzione (ma non è che ne vedo parecchie all'orizzonte).

Però oggi non è solo una giornata grigia. Stasera ho visto The Artist e ne sono davvero soddisfatto. Ho riso e ho pianto, e sempre per le ragioni giuste. Soddisfattissimo.

lunedì 7 marzo 2011

come Y ma in Z

Verso la fine della settimana una piccola pausa dal lavoro mi ha regalato un fuggevole lampo d'intelligenza e di curiosità verso il mondo.
Quindi, se ancora aggiornassi il presente blog, settimana scorsa un paio di post – forse – le avrei pure fatti.

(Purtroppo il lampo già passato, sorry!)

Kenningar & high concept pitches – l'altro giorno mi è venuta in mente un'analogia tra analogie. In particolare ho notato una certa somiglianza tra un particolare tipo di metafora usato, dopo l'anno mille, dai poeti norreni e un altro usato, ai giorni nostri, dai cineasti hollywoodiani.

Mi è capitato in metropolitana. Il mio libro da metrò di questi giorni s'intitola Made to Stick (Why do some ideas survive and others die?) dei fratelli Chip e Dan Heath, sono a meno di un terzo e fin qui mi pare proprio buono. È un libro che in effetti è uscito anche in italiano (ma lo presi in inglese, per cui giocoforza cito dall'edizione originale, che fa pure più figo) e che insegna a metter giù le proprie idee in forma più efficace, in modo che quando le si comunica agli altri queste facciano più presa ("to stick" qui sta per "restare impresso").

Nel capitolo dedicato alla sintesi (che l'essere sintetici è uno dei dei trucchi per comunicare idee che rimangano in testa) gli autori parlano degli "high-concept pitches" usati nell'industria cinematografica statunitense. Un high concept pitch è una singola frase che racchiude il nucleo fondamentale del film in lavorazione.
Queste frasi non sono necessariamente delle metafore, ricordo di aver parlato millanta anni fa con un agente che si chiama Ervin che aveva per le mani un high-concept pitch che suonava così: "cowboy and aliens" (sintetico, efficace e non è una metafora) credevo che il progetto si fosse perduto per strada (io ne ho sentito parlare negli anni '90), ma ho fatto un controllo adesso, per questo post, e ho scoperto che alla fine il film si è fatto, esce questa estate, sono contento per Ervin.

Un high-concept pitch è uno strano oggetto, è una sola frase, ma può valere un mucchio di soldi. Se è sufficientemente forte può smuovere finanziamenti, convincere star a partecipare a un progetto, suscitare abbastanza attenzione per mettere in moto quella mastodontica macchina che è il cinema mainstream hollywoodiano. Secondo gli autori di Made to Stitck serve anche a imboccare la rotta giusta nelle prime fasi di lavorazione. Insomma sono solo parole, ma in certi momenti possono sembrare parole magiche.


Ho un divagato, dicevo che un high-concept pitch non necessariamente è una metafora ("un alieno, perso, diventa amico di un ragazzino, solo, per tornare a casa" non lo è) ma per comodità spesso lo sono: si descrive un film che ancora non c'è come un film precedente con qualcosa di diverso. Nel libro vengono fatti un paio di esempi, voi potete provare a indovinare di quali film si tratta (è abbastanza facile):

1. "Big" per ragazze
2. "Lo Squalo" in un'astronave
3. "Die Hard" sopra a un autobus

Le  soluzioni sono questa 1, questa 2 e questa 3 (ma spero che, a parte la prima, non abbiate neanche avuto bisogno di controllare).

Questo tipo di definizioni a me, per prima cosa, ha fatto venire in mente quella splendida definizione di Friendfeed che lo descrive come "Facebook senza i gattini" (di chi cazz'è questa definizione? Io continuo a trovarla seguita da "cit." tra parentesi, e nessuno che si prenda il disturbo di dire da chi è cit. la prima occorrenza che ho trovato è questa, ma anche qui c'è il cit., ma qui magari il cit. si riferisce solo ai gattini, mah...).

La seconda cosa che gli high-concept pitches mi hanno ricordato sono le kenningar.
Le kenningar sono figure proprie della poesia medioevale norrena, insomma scandinava. Una kenning è una frase usata al posto di un'altra o, più spesso, di una singola parola. È una sorta di definizione metaforico-enigmistica ("il bosco della mascella" invece di dire "la barba") usata al posto della parola originale, anche per questioni metriche e di allitterazione.
Ve ne riporto qualcuna così potete vedere se anche voi ci trovate una certa somiglianza con "lo Squalo" in un'astronave.

gallo dei morti - l'avvoltoio
tempesta di spade - la battaglia
mela nel petto - il cuore
rupi delle parole - i denti
pesce della battaglia - la spada
sole delle case - il fuoco
delizia dei corvi - il guerriero
rugiada della pena - le lacrime
campo del vichingo - il mare
frumento dei lupi - il morto
bronzo delle discordie - l'oro
signore degli anelli - il re
birra dei corvi - il sangue

Da notare come "guerriero" e "morto" siano, in buona sostanza, sinonimi (robe da vichinghi).

Sia per le kenningar sia per gli high-concept pitches la formula mi pare che sia: definisco X (la parola da sostituire nel poema oppure il film che vado a produrre) come Y (un'altra parola, un altro film) ma in (o con, o senza, o di, o per...) Z (ossia qualcosa che modifica la parola o il film che uso per definire X).

Ora, il fare una similitudine, una metafora, con annesso correttivo è pratica comunissima anche nella lingua di tutti i giorni (basti pensare a quando si dice "in gonnella" o "con le tette" per indicare una versione femminile di qualcuno: "Rambo con le tette", "Sherlock Holmes in gonnella") però a me pare che non capiti spesso  d'incappare in interi repertori di metafore costruite tutte in quel modo lì.

E questo primo pezzo l'ho finito.

Ah no, tutto ciò che so sulle kenningar l'ho letto da ragazzino in "Storia dell'eternità" di J.L. Borges, anche gli esempi sono andato a prenderli lì. Ci tenevo a dirlo.

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Siti inventati – è appena uscito "Il gioiellino", secondo lungometraggio di Andrea Molaioli. Il film racconta del crac Parmalat attribuendolo a una società alimentare fittizia, la Latte Leda.

In concomitanza all'uscita del film è stato anche messo in linea un finto sito internet della ditta: www.latteleda.it e a me, lo scoprirlo, mi ha fatto subito venire il mente il sito della Lacuna Inc. (già www.lacunainc.com) su cui capitai prima (!) dell'uscita di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (metto il titolo inglese perché "Se mi lasci ti cancello" – contrariamente al film – l'ho sempre trovato pessimo) e la cosa mi fece abbastanza impressione (visto che non sapevo ancora nulla del film e quello era un sito che pubblicizzava un servizio di rimozione dei ricordi che non vogliamo più portare con noi).

Il fatto è che il sito della Lacuna è stato cancellato e ora digitandone l'indirizzo si viene ridiretti sulla pagina del sito Universal dedicata al film in questione.

Stronzi.

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Ghost-trainspotting – ieri, domenica 6 marzo, era la IVa Giornata delle Ferrovie Dimenticate. Se, nel frattempo, il mio lampo d'ingegno non si fosse estinto mi sarei sicuramente fatto una cultura a riguardo visitando i siti: Ferrovie Dimenticate, o Ferrovie Abbandonate, o ancora Binari Morti, oppure Ferrovie Dismesse.

Ma non l'ho fatto.

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PostSecret – per questa settimana, per quanto mi riguarda, the winner is:


Quando quelli dei lavori stradali mi fanno guidare sul lato opposto della strada,
io faccio finta di essere in Inghilterra.


Sul lato di guida avrei da raccontarvi – da sempre – una bella storia, molto alla quattrozerotré. Chissà...


Di PostSecret la prima volta ho parlato qui.


segreti della settimana (79)

giovedì 6 gennaio 2011

lo sono tutti i capricorni?...

Buona epifania, raga.




(io sto sempre più sommerso dagli impegni lavorativi e para-lavorativi... speriamo di rileggerci prima dell'anno venturo)

martedì 4 gennaio 2011

micmacs à tire-larigot



Finalmente stasera l'ho visto.
Il film si colloca, come atmosfere, a metà strada tra Delicatessen e Amelie, anche se non arriva ad avere la visionarietà del primo né l'impeccabilità del secondo.
A me, ad ogni buon conto, è piaciuto proprio (e, a mio parere, si colloca buon terzo nella filmografia di Jean-Pierre Jeunet).

Menzioni speciali: a Julie Ferrier (che ho trovato splendida), la sua controfigura Julia Gunthel (molto brava e quindi, almeno per me, abbastanza disturbante) e le sculture mobili di Gilbert Peyre.

Resta da dire che a me i film di Jeunet sono piaciuti tutti. Sì, pure "Alien la clonazione".

lunedì 3 gennaio 2011

e ora qualcosa di completamente diverso

27.


1984 – I Police sono già, di fatto, sciolti e il loro chitarrista, Andy Summers, fa uscire "Bewitched" secondo album in collaborazione con Robert Fripp ("I Advance Masked", il primo, era del 1982). Parade è l'unico singolo (e video) estratto dal disco.

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28.


1941 – A inizio trama un proiezionista fa su un casino con i vari rulli da proiettare in sala e ne esce fuori un film che ha cambiato la storia della comicità occidentale: Hellzapoppin'. Qui sopra potete vederne la scena iniziale con tanto di titoli di testa (ma nel film c'è una scena di ballo, scatenato, che giocoforza prima o poi dovrò mostrarvi).

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29.


2000"Since I Left You" è il primo (e, a dieci anni di distanza, ancora unico) album degli australiani Avalanches. Un lavoro in cui l'idea di campionamento è spinta quasi all'estremo (credo se ne riparlerà qui, prima o poi, di campionamenti, ché il tema mi è caro). Frontier Psychiatrist è il terzo singolo tratto, l'anno successivo, da questo album. Il brano presenta sample da 37 diversi dischi "spoken word", per tacere di tutti quelli musicali. Anche il video (diretto da  Tom Kuntz e Mike Maguire) è un bel guazzabuglio mica da ridere.


Ah, buon lunedì!



canale 403 (7)

mercoledì 24 novembre 2010

run, baby, run

"Lola Corre" visto al cinema all'epoca e mai più rivisto, ne mantengo però un ricordo vivido. Mi piacque assai. Anche la colonna sonora, ripetitiva, pure un po' monotona, faceva bene il suo lavoro. E questo pezzo mi pare l'ideale per cominciare una giornata in cui ho da fare un sacco di cose.


 Tykwer/Klimek/Heil – Running One ("Lola  Rennt" OST, 1998)

 


Ah, la voce è quella dell'attrice protagonista: Franka Potente (che anni dopo avrebbe affiancato Matt Damon nella serie di film dedicata all'agente segreto Jason Bourne) che con un nome come Franka Potente potevano scegliere solo lei per interpretare un personaggio, Lola, che deve correre contro il tempo dall'inizio alla fine del film.

venerdì 19 novembre 2010

porci con le ali

Lo avevo visto anni fa al Pergola in giapponese coi sottitoli, rivederlo al cinema è stato un vero piacere.

(Shapa, ce la fai a vederlo, vero?)


lunedì 8 novembre 2010

l'illusionista

Visto ieri. Un film di Tati (meno comico e più malinconico dei film di Tati) disegnato benissimo, girato altrettanto bene.


domenica 24 ottobre 2010

four brothers

Comperare una tromba o un trombone, se sei un nero, negli anni Venti in America, non è facile, è roba che costa cara. Una chitarra, magari, sì ma per il resto meglio usare un kazoo. Certo, non suona come gli ottoni, ma è economico e poi quello che conta nella musica è l'anima che ci metti, il senso del ritmo che hai.

Poi un giorno (cazzarola!) ti succede pure che lo perdi il tuo kazoo. E, allora, con i tuoi fratelli, un po' per scherzo e un po' per necessità ti metti a fare la tromba con la bocca, aiutandoti con le mani e, cazzarola, funziona!
Dicendo fratelli non intendevo "fratelli neri", intendevo proprio fratelli fratelli, stessa madre e stesso padre. A quel punto cambia tutto, un fratello può fare la seconda tromba e, per quel che costa, un altro può fare il trombone. La chitarra, vera, per fortuna già c'è e cantare in famiglia si è sempre cantato.

È così che nascono i Mills Brothers: John Jr. , Herbert, Harry e Donald Mills. Un gruppo vocale che si esibisce la prima volta nel 1928 e che è ancora oggi in attività (con gli eredi, che l'ultimo dei fratelli, Donald, è morto una decina d'anni fa a ottantaquattr'anni).

Io, tanto tempo fa, un loro ciddì me lo sono pure preso, e ora potrei farvi ascoltare qualche brano, ma secondo me questi qui è meglio se ve li faccio vedere, che così si capiscono e si apprezzano più cose. E visto che Canale 403 è una televisione d'intrattenimento, oltre che di ammaestramento, in questa quarta puntata della mia tv personale per ogni filmato dei Mills ci appaio un altro filmato, che in qualche modo c'entra.

Buona visione e buon ascolto.

13 Mills Brothers – I Ain't Got Nobody i quattro fratelli alle prese con uno standard in un raro filmato dei primi anni trenta. Come d'uso all'epoca, il testo scorre in sovrimpressione e una pallina vi indica cosa cantare, e così il mio blog oltre che multimediale diventa pure interattivo.


14. Louis Prima – Just a Gigolo/I Ain't Got Nobody ho sempre amato questo cantante italo-americano e la prima volta in vita mia che ho ascoltato una versione di "Ain't Got Nobody" era fatta da lui, all'interno dell'azzeccatissimo medley (sia musicale, che come contenuti) che Prima faceva assieme alla sua interpretazione di una vecchia canzone italina di Daniele Serra.



15 Mills Brothers – Carvan tempo fa ho visto un documentario molto interessante sul ruolo dei neri nelle pellicole americane, dagli inizi del cinema fin quasi ai giorni nostri. Personaggi neri di un qualche rilievo sono stati quasi sempre assenti nelle storie di Hollywood e, per molti anni, i negri apparivano solo con personaggi marginali, stereotipati ritratti in modo spesso razzista e macchiettistico. Il filmato che segue (tratto da film a me sconosciuto) mostra abbastanza bene quello che intendo, tutti i personaggi sono mostrati secondo la classica caricatura che vede il nero buffo, animalesco, campagnolo e affamato mangiatore di cocomeri! Però questo filmato mostra altrettanto bene quanto l'abilità dei fratelli Mills consentisse loro fare a meno di trombe e tromboni.


16 Duke Elligton – Caravan lo stesso brano eseguito (nel 1952) dall'orchestra del suo autore, con un dispendio di mezzi decisamente maggiore.



17 Mills Brothers – Tiger Rag tratto dal film del 1932 "The Big Broadcast" noto anche come "Hold that tiger".


18 Dastardly e Muttley e le macchine volanti (sigla d'inizio) serie a cartoni di Hanna e Barbera, anche di questo brano avrei il disco originale, ma anche in questo caso m'immagino che siate più contenti di vedervi il filmato. Io ho trovato che, musicalmente parlando, tra "Hold That Tiger" dei Mills e "Stop the Pigeon!" delle macchine volanti, ci fosse più di una vaga somiglianza. Insomma la tigre e il piccione (nonostante siano divisi da più di trentacinque anni) potrebbero essere fratelli pure loro.



canale 403 (4)

sabato 23 ottobre 2010

quella volta che ho conosciuto uno di hollywood



Modena, 1982: io (in seconda fila) insieme a un attore hollywoodiano (giustamente in prima fila). La foto è stata scattata lo stesso giorno in cui cenai con Ray Harryhausen (ma non era un tête a tête, eravamo in metà di mille a quella cena) – foto G. Mangoni.

Ché la mia memoria è quella che è (ma è anche il 1982 che è lontano!) e non mi ricordo se l'attore della foto ha lavorato in "The 7th Voyage of Sinbad", in "Jason and the Argonauts", oppure in entrambi i film.

Simbad:

Jason:
sorrida, prego (3)

domenica 12 settembre 2010

nowhere

L'ultimo film di sofia coppola è insensatamente noiso.
Ci tenevo a dirvelo.
'notte

sabato 14 agosto 2010

il ritorno di bollywood!

Come già minacciato torno in tema "canzoni di bollywood" per pubblicare il resto dei brani che avevo tirato fuori dai miei archivi qualche giorno fa.


1. Asha Bhosle & Kishore Kumar - Lekar Ham Diwana Dil
(dal film Yaadon Ki Baarat, 1973)



2. Asha Bhosle & Rahul Dev Burman - Piya Tu Ab To Aaja
(dal film Caravan, 1971)



3. Sonu Nigam, Sudesh Bhosle & Jaspinder Narula - Sona Sona
(dal film Major Saab, 1998)


4. Asha Bhosle - Dum Maro Dum
(dal film Hare Rama Hare Krishna, 1971)





Brani: 1 e 4 da "The Best Of Asha Bhosle" 2000 etichetta Manteca. 2 da "Bollywood - Music Rough Guide" 2002. 3  da "The Very Best Bollywood Songs II" 2002.

Il ritmico ansimare del secondo brano me fa murì!

L'ultimo brano l'avevo già pubblicato l'altra volta, la registrazione mi pare la medesima, ma il missaggio però è differente (e qui dura di più).

mercoledì 11 agosto 2010

bollywood!

Visto che stamattina nominavo Asha Bhosle ho pensato che non sarebbe stato male pubblicare qualcosina dai dischi che ho dedicati alle colonne sonore dei film indiani. A quanto ne so l'India è, storicamente, il maggiore mercato cinematografico del mondo e, di conseguenza, anche discografico, visto che i pezzi musicali (in genere cantati in playback dagli attori) abbondano nella tradizione di Bollywood.


1. Asha Bhosle - Dum Maro Dum
(dal film Hare Rama Hare Krishna, 1971)


2. Udit Narayan, Alka Yagnik, Sukhiwinder Singh & Srinivas - Mitwa
(dal film Laagan, 2001)


3. Asha Bhosle & Mohammed Rafi - Chura Liya Hai Tum Ne
(dal film Yaadon Ki Baarat, 1973)


4. Kishore Kumar - Roop Tera Mastana
(dal film Aradhana, 1969)



Brani: 1 e 4 tratti da "Bollywood - Music Rough Guide" 2002 (cd trovato chissà dove, forse anche qui a milano, mah...). 2 tratto da "The Very Best Bollywood Songs II" 2002 (questo invece preso di sicuro a parigi). 4 da "The Best Of Asha Bhosle" 2000 etichetta Manteca (preso chissà dove).



Visto che di brani ne ho tirati fuori altri, prossimamente la seconda (e utlima, tranquilli...) parte di questa selezione.