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| Under the Rug – Two weeks passed and it happened again |
È il 1953 e Peter Wenders, un editor di libri per ragazzi di Chicago, riceve la visita di un uomo che si presenta come Harris Burdick. Gli dice di aver scritto e illustrato un libro di racconti, sono quattordici e, per ciascuno di essi, gli lascia uno dei disegni che ha realizzato. Se Wenders è interessato (e lo è parecchio) l'indomani passerà portandogli i testi relativi. Non lo farà.
Di lui si perde ogni traccia. Negli anni le ricerche di Wenders si dimostrano del tutto infruttuose: gli sono restati in mano quei quattordici disegni (corredati, ciascuno, di una didascalia e del titolo del racconto a cui si riferiscono) ma non un'informazione, non un indizio per ritrovare l'autore o anche solo il testo dei racconti e tutti gli altri disegni che Wenders non ha visto ma di cui conosce l'esistenza.
Quei quattordici disegni restano a casa di Wenders per trent'anni.
Di lui si perde ogni traccia. Negli anni le ricerche di Wenders si dimostrano del tutto infruttuose: gli sono restati in mano quei quattordici disegni (corredati, ciascuno, di una didascalia e del titolo del racconto a cui si riferiscono) ma non un'informazione, non un indizio per ritrovare l'autore o anche solo il testo dei racconti e tutti gli altri disegni che Wenders non ha visto ma di cui conosce l'esistenza.
Quei quattordici disegni restano a casa di Wenders per trent'anni.
Poi, un giorno, capita che Peter Wenders mostri questi disegni e racconti la loro storia all'autore di libri per ragazzi Chris Van Allsburg e, assieme, i due decidono che quelle opere meritino la pubblicazione. Il libro “The Mysteries of Harris Burdick” esce nel 1984 e, da allora, non ha mai smesso di affascinare lettori di tutto il mondo. Per molti di loro (semplici lettori, studenti – spesso spinti dai loro insegnanti che hanno fatto del libro uno strumento didattico – ma anche scrittori autori affermati) è stato inevitabile provare a immaginare quali potessero essere le storie di quei racconti e, negli anni, ne sono stati scritti centinaia.
Quei quattordici disegni si sono dimostrati vere e proprie macchine narrative dentro la testa di chi li guardava. In realtà, le illustrazioni, macchine narrative un po' lo sono sempre ma, in questo caso, il loro autore lo ha fatto in maniera un po' più consapevole e scoperta del solito. Già, perché l'autore di quei disegni non è mica per davvero Harris Burdick, l'autore è in realtà Chris Van Allsburg.
Quei quattordici disegni si sono dimostrati vere e proprie macchine narrative dentro la testa di chi li guardava. In realtà, le illustrazioni, macchine narrative un po' lo sono sempre ma, in questo caso, il loro autore lo ha fatto in maniera un po' più consapevole e scoperta del solito. Già, perché l'autore di quei disegni non è mica per davvero Harris Burdick, l'autore è in realtà Chris Van Allsburg.
| Oscar and Alphonse – She knew it was time to send them back. The caterpillars softly wiggled in her hand, spelling out “goodbye” |
Né Harris Burdick né Peter Wenders (che secondo quanto leggo sulla wiki in inglese sarebbe morto a 91 anni nel 2000) sono mai esistiti.
| Just Desert – She lowered the knife and it grew even brighter |
I fatti inventati da Van Allsburg sono quelli che ho raccontato all'inizio, per l'uscita italiana del libro (“I misteri di Harris Burdick” Logos 2005) li ha raccontati, con un po' più di dettagli, anche un articolo del Post. La cosa un po' sconcertante è che per tutto il pezzo non si adombra neppure velatamente il sospetto che sia una storia falsa. Complicità del redattore con l'artificio narrativo dell'autore? O piatta cialtronaggine giornalistica?
(Il fatto che per tutto l'articolo il titolo del libro – nonché nome dell'autore fittizio dei disegni – sia scritto sbagliato mi fa temere per la seconda possibilità ma, per certo, non lo posso dire).
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| The House on Maple Street – It was a perfect lift-off |
Curiosamente, qui da noi, “Le cronache di Harris Burdick” (Il Castoro, 2012) è uscito un paio di anni prima del libro a cui è ispirato (che, come detto, è stato pubblicato solo quest'anno).
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| Missing in Venice – Even with her mighty engines in reverse, the ocean liner was pulled further and further into the canal |
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| A Strange Day in July – He threw with all his might, but the third stone came skipping back |
| The Seven Chair – The fifth one ended up in France |
Il prossimo post lo faccio su Diabolik.







