Cammino verso casa, un tipo alle mie spalle, a un passo da me, chiama: "andrea!". Neanche mi volto (e io mi chiamo andrea). Naturlamente non chiamava me, il tizio che veniva incontro a me, e incontro al tipo, si è illuminato in volto e l'ha salutato di rimando ("ciao Luca").
Per prima cosa ho pensato, sorridendo tra me e me, che siamo così tanti a chiamarci così che io sono abituato a non voltarmi. In spiaggia, da ragazzino, era quasi sempre un altro andrea quello che chiamavano (non sempre lo stesso, popolarissimo, si faceva un po' a turno). Per seconda cosa però ho pensato che non mi sono voltato perché quella voce lì, io, non la conoscevo.
Io sono molto fisionomista per le voci (lo so, non è giusto dire "fisionomista" per una voce) sono quasi più fisionomista (io lo uso, pace) per le voci che per le facce. L'altra sera abbiamo organizzato da me una visione di Rashōmon, io non lo avevo mai visto. È bastato che Toshirō Mifune aprisse la bocca che io dicessi "ma questo... è Arnoldo Foà" finito il film abbiamo scoperto che era proprio doppiato da Arnoldo Foà (che io, per altro, non è non lo sentissi dai tempi della Freccia Nera, o di Padre Brown, ma poco ci manca). Agli altri non mi pare che questa cosa abbia fatto l'impressione che avrebbe dovuto, a me comunque l'ha fatta, vabbe'.
Insomma, oggi ho pensato che forse (no, non è che ci credo davvero) ma, forse, sono diventato fisionomista delle voci (non si dice, non si dice, lo so) proprio perché da piccolo mi chiamavo andrea. Insomma, quando in spiaggia qualcuno gridava "andrea!" non bastava proprio riconoscere il nome che veniva chiamato (al bagno La Vela di Castiglione quanti eravamo a chiamarci andrea? in cinque? in sei? mah...). Per me era quasi più importante riconoscere la voce di chi urlava "andrea" piuttosto che il nome che veniva urlato. Quelle rare volte che "andrea" aveva un timbro che riconoscevo, ero io, altrimenti era l'altro (sì, quello popolarissimo).
Poi oggi sono arrivato a casa, ho messo su l'acqua per la pasta, e mi sono messo a pensare su come volevo condirla (che, alle volte, penso pure cose di una qualche utilità pratica).
(dopo parliamo di mani)
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martedì 31 agosto 2010
oggi, poco prima di pranzo...
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andrea 403
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