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lunedì 11 aprile 2011

prove tecniche di picture book

Non so se ne faremo mai qualcosa, ma oggi pomeriggio mi sono visto con una mia amica di sei anni e abbiamo riparlato di una storia che, magari, prima o poi, potremmo anche realizzare, più probabilmente no.

All'epoca, la mia proposta è stata quella di inventare insieme una storia che rispettasse tre regole:

1. deve essere una storia di paura.
2. deve essere una storia che ha per protagonista un bambino o una bambina.
3. deve finire bene.

Per la paura abbiamo deciso di partire da un classico che vale un po' per tutti, un mostro, e da una cosa che invece vale in particolar modo per me e per lei, le analisi del sangue, che io son sempre stato fobico e lei pure (poi io da poco non son più così fobico, ma non è che non mi ricordo com'è).

E allora ne è nato un mostro che di notte visita un bambino e, con un'unghia lunghissima, succhia un pochino del suo sangue. Il bambino è terrorizzato e nessuno gli crede. E ha paura, perché quel mostro ritorna e rifà quella cosa.



Perché il mostro preleva il sangue del nostro terrorizzato protagonista?

Perché è un gourmet.
Farà una cena a casa del bimbo e lo offrirà in pasto ai suoi amici mostri, ma deve decidere bene come cucinarlo e con quali salse, perché ogni bambino ha il sangue di un sapore diverso e quindi le ricette vanno studiate ad hoc.
Per questo deve fare le prove.



La storia ha anche già un finale e un finalino. Manca un po' di quello che ci va in mezzo.
Però non sto qui a raccontarvi altro per non rovinarvi la sorpresa. Putacaso che poi lo facciamo sul serio.


Lei: ma poi facciamo un libro vero che lo vendiamo?
Io: se viene bene sì.
Lei: i soldi posso tenerli io?
Io: no, si divide.

lunedì 6 dicembre 2010

tutti i bambini sono artisti...

Io lo avevo già capito da anni che sto un po' fuori dal mondo, che per scoprire cosa succede dietro casa mia lo devo leggere sui blog americani (lo spiegato anche qui).

Ecco, oggi ho saputo che l'anno scorso è stato pubblicato un libro parecchio interessante, qui in italia, e lo devo scoprire – un anno dopo – leggendo il blog (questo) di una designer svizzera che vive a new york (e che ha saputo del libro da un sito, olandese, di uno che lo ha trovato a parigi e lo vende).
Da questa scoperta è nata l'idea del presente post che mi ha portato (come relazionato nella mia entrata precedente) a cercare in internet immagini e notizie che avevo qui, a pochi metri dalla mia scrivania.
Mah...


(il vero post inizia dopo il continua, che metto perché è un post molto illustrato, con molte cose come questa qui sopra, e occupa un sacco di spazio – ma è di poche parole)

Tutto comincia con la scoperta da parte mia, tre anni e mezzo fa, del Dave DeVries' Monster Engine: un libro, un ciclo di conferenze e una mostra.

L'idea è di una semplicità geniale: si prende un bambino e gli si fa disegnare un mostro, dopodiché si dà il disegno a un illustratore professionista, anzi a più illustratori professionisti, e si fa loro reinterpretare quel disegno lì.


Un anno e mezzo dopo, grazie a ffffound! trovo qualcosa che gli assomiglia parecchio, però questa volta i mostri vengono realizzati in tre dimensioni, con lana, stoffa e imbottiture e vengono fatti pupazzi, costumi e installazioni (e non sono solo di mostri, in realtà, di un sacco di altre cose).
Si tratta del lavoro di grecolaborativo il laboratorio familiare della famiglia Greco, californiani, padre, madre e due bambini (ma accettano commissioni anche da disegni di altri bambini).

Il loro sterminato archivio su Frickr lo trovate qui.


E arriviamo così al libro che ho scoperto oggi grazie a Swiss Miss che lo ha trovato un paio di settima fa tra le cose trovate da James a parigi (ma che è uscito l'anno scorso e, almeno parte delle delle illustrazioni contenute, erano già state in mostra a bologna nel 2005).


Si tratta di "Potente di fuoco" (Mondo Infoshop, 2009) lavoro firmato congiuntamente da Leonardo e da Ericailcane, che sono poi la stessa persona.
Ma andiamo con ordine: Ericailcane è un giovane artista bolognese (graffitaro, illustratore, aimatore, regista di video), capita che i suoi genitori abbiano conservato un po' di disegni di quando era piccino, venti anni dopo glieli fanno vedere, lui li piglia su e li ridisegna. Il lavoro esce quindi a doppio nome: Leonardo (che è come si firmava nel 1985) e Ericailcane (che è come si firma vent'anni dopo).
Insomma, un'opera a quattro mani, tutte e quattro della stessa persona ma con due di queste che sono mani cucciole (il booktrailer del libro è qui).

A me "Potente di fuoco" ha ricordato un racconto di Borges ("L'altro" pubblicato nel 1975 ne "Il libro di sabbia"), in cui l'autore si ritrova seduto su una panchina accanto a se stesso molto più giovane, un fuggevole incontro, una conversazione impossibile. E anche Ericailcane si è trovato, vent'anni dopo, a conversare (a duettare) con se stesso bambino (un po' come Natalie Cole che nel '91 duettò con la voce di suo padre, Nat King Cole, proveniente dal 1961 cantando "Unforgettable" operazione poi ripetuta un paio di anni dopo con "When I Fall In Love").


A proposito di disegni a quattro mani, di cui due cucciole, e di padri e figli che duettano, non posso non ricordare un lavoro del 1969 fatto da Roland Topor su disegni di suo figlio Nicolas, di cui io vidi gli originali nel 1986 (ne parlavo, per l'appunto, nel post prima di questo).

Si tratta di una serie di disegni a doppia firma, padre e figlio, e a guardarli mi pare di poter dire che il piccolo Nicolas abbia fatto realizzato la figura ritratta, mentre Roland gli ha poi dato spessore col tratteggio.
Le immagini ve le scansiono dal catalogo della mostra milanese del 1986. Ho anche provato a vedere se esiste una specifica pubblicazione in commercio per questi disegni, mi pare pure di averla trovata, ma solo in polaccco ("Połamany ludzik" edizione del 1995 che, a giudicare dalla doppia firma e dalla copertina, sembra proprio essere ciò che cerco ma, miseriaccia, è in polacco! Metti che oltre ai disegni ci sia anche una storia, che Topor era pure romanziere, quello).

(clicca per ingrandir)


Tutti i bambini sono artisti, diceva Picasso, il problema è rimanere artista una volta che cresci.

lunedì 11 ottobre 2010

ammazzare un uomo: null'altro

In questo post si parla di orrore, di orrore vero, non di horror. Dell'orrore che ci portiamo dentro, dell'orrore che si porta dentro la "gente comune". Se preferite le musichine che pubblico di solito o i post che parlano di bei libri per l'infanzia, saltatelo pure.

Seguo un po' di blog dei fumettisti (mica tutti e mica sempre), non solo perché anche io faccio fumetti (o perché anche loro fanno fumetti, si può guardare in tutti e due i modi), ma perché spesso chi si occupa di fumetti sa, prova e racconta cose che trovo interessanti. Anche quando non si parla di fumetti (soprattuto quando non si parla di fumetti).

Sul blog di Roberto Recchioni trovo un post in cui ripubblica un video realizzato da Gipi (video e post s'intitolano "A 1562 persone piace questo elemento"), mentre sul blog di Susanna Raule trovo un suo post intitotolato "Mostri come noi" in cui parla delle attività e della fine di Ted Bundy, serial killer, e dei neuroni mirror che tutte le persone sane dovrebbero avere nella loro testa, ma – a mio parere – racconta e spiega quella stessa cosa che il video di Gipi invece mostra (e lo fa con la delicatezza del raccontare di cose passate, lontane, che però si rispecchiano in quello che abbiamo sotto gli occhi anche oggi, molto vicino).

Se fossi in voi prima leggerei il post della Raule (che è scritto bene, scorre via rapido e lo trovo, in qualche modo, propedeutico al video di Gipi) e poi mi guarderei un po' del video qui sotto (io me lo sono visto tutto, ma non è indispensabile, si capisce presto di cosa si tratta).




L'ho cercato il gruppo di facebook "Lasciate lo zio di Sarah alla folla" da cui sono tratti questi commenti (e le facce dei relativi commentatori) ma non l'ho trovato, magari è stato cancellato dopo il filmato di Gipi, magari non son bravo con facebook (anzi, questo è certo: non son bravo con facebook e va bene così). In compenso il gruppo "Pena di morte per Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi" al momento piace a 35.000 persone o giù di lì.

Ma loro sono gente molto più civile, un'avvertenza infatti spiega bene che "I commenti ESTREMAMENTE violenti che inneggiano addirittura alla tortura (ricordate che qui si parla di pene capitali in stile USA: null'altro) verrano rimossi". Insomma, lì si parla di ammazzare un uomo: null'altro.

mercoledì 15 settembre 2010

sei libri con le figure (anzi sette)

C'è questa bambina in ospedale da un po'. Ha sei anni e ancora non sta male. Presto lo starà.
Credetemi, voi questa cosa non volete sentirla raccontare e, anche se fosse, io questa cosa non voglio raccontarvela. E infatti non ve la racconto. Se è per questo in questi giorni non vi racconto molto altro, ossia è proprio per questo che da un po' di giorni non vi racconto molto altro, non ci ho la testa. Ché la mia testa è in ospedale (e spesso sta là anche tutto il resto).

Comperare libri mi fa bene, credo c'entri qualcosa con le endorfine, la dopamina, non so di preciso, bisognerebbe chiedere a un'endocrinologo appassionato di librerie. Comunque sabato ho passato il pomeriggio a comperar libri per questa bambina (e l'ho fatto più per me che per lei).
A milano abbiamo un'ottima libreria per ragazzi in via tadino, ma io non volevo andare in un posto pieno di cose belle, sceglierne un po' e tornarmene a casa. L'effetto sarebbe durato meno. Allora sono andato in centro con questa idea: battere un po' di librerie grosse e generaliste a caccia di libri per bambini che so già che mi piacciono. Meno la gioia della scoperta e più la gioia della caccia, quindi.

Mi sono passato al setaccio il reparto ragazzi di quattro grosse librerie, ci ho speso un bel pezzo del pomeriggio, e alla fine ho comperato due libri bellini, due libri selvatici e due libri da maltrattare. Un libro invece non l'ho comperato, ma solo perché era rovinato.

I due libri bellini sono:

Fabian Negrin – Favole al telefonino (Orecchio Acerbo) ve ne ho già parlato qui.
Questo l'ho preso perché mi pare un libro che possa germogliare nella fantasia di chi lo legge, fornendo i semi delle storie, delle figure per quelle storie, e lasciando al lettore (piccolo e grande) d'immaginarsi dettagli e sviluppi.




Bruno Munari – Nella nebbia di Milano (Corraini)
Io a parlare bene di Munari oggi non ci riesco, è come parlar bene degli spaghetti, è come parlar bene delle vacanze, io oggi proprio non sono così brillante. Tra le tante cose che è stato Munari (pittore, designer, bella persona, grafico editoriale, insegnante...) è stato anche un autore di libri, molti per ragazzi. Molti splendidi.
"Nella nebbia di Milano" è quello a cui sono più affezionato, non pretendo che sia il più bello (per quello c'è solo l'imbarazzo della scelta) ma io ci sono affezionato.
È un libro che comincia e finisce nella nebbia, il tutto grazie alle pagine stampate su carta da lucido che ti fanno avanzare, velo dopo velo, in mezzo alla foschia di milano per poi arrivare a un cuore coloratissimo e pieno di buchi (per guardare da una pagina all'altra) e di fantasia.
Lo so, dico cose confuse, ma io parlare di Munari oggi non son capace, ve l'ho detto (e l'illustrazione qui sotto nemmeno la prendo dal libro, ma da una mostra dedicata al libro).




Poi ho pensato che vanno bene i libri bellini, che ti metti lì e li ammiri, che ti lasci rapire. Ma se sei una bambina di sei anni all'ospedale, magari a volte puoi avere voglia di strappazzarlo un libro, di prenderlo a matitate, di avere un rapporto un po' più muscolare con lui. E allora le ho preso:

Taro Gomi – (Ancora) scarabocchi tutti diversi (Corraini)
Seconda raccolta monstre di pagine (360 e passa) in grande formato da disegnare, completare, scarabocchiare, colorare (la prima è in ristampa). Il libro suggerisce una traccia (minimale, sempre discreta) e al "lettore" è dato il compito di farselo lui il libro... insomma se il libro di Negrin ti fa lavorare dentro, con quelli di Gomi tocca anche metterci l'olio di gomito.
Era da qualche anno che aspettavo l'occasione per regalarlo a qualcuno.




Hervé Tullet – Pasticci e colori (Rizzoli) quelli della Rizzoli devono aver capito che l'internet è una moda che non dura, visto che il loro catalogo online – le poche volte che lo consulto – non perde occasione per deludermi (di questo libro trovate un'immagine della copertina a una risoluzione che fa vomitare, una scheda con tre dati in croce di cui uno – il numero di pagine – è clamorosamente sbagliato e nessuna descrizione).
Ve lo descrivo io: è come il libro precedente ma molto più fighetto, formato più largo e poche pagine (ma a colori e molto più disegnate). Insomma se sfogliando il libro di Gomi è chiaro che si sta sfogliando un libro di tracce, sfogliando questo libro si protrebbe anche pensare di essere già a posto così. Alla fine qui il lettore collabora con l'autore e quello che viene fuori è un'opera a quattro mani (mentre in scarabocchi tutti diversi Taro Gomi alla fine sparisce lasciando tutta la scena al "lettore").




Infine, trattandosi di una bambina un po' selvaggia ho pensato che potesse farle piacere leggere di altre creature selvaggie (la frase che precede è vera, ma è anche una cazzata messa lì tanto per introdurre gli ultimi due libri che ho preso, perché questi due libri quì, anche a un bambino tutto a modino io penso piacerebbero lo stesso):

Maurice Sendak – Nel paese dei mostri selvaggi (Babalibri)
Io sono sicuro che Spari saprebbe dirvi molto meglio di me che figata sia questo picture book. Spero anche che molti di voi sappiano già che figata sia questo picture book. Gli altri che non lo sanno potrebbero procurarselo e scoprirlo da soli che figata sia questo picture book (che arrivato a questo punto del post sono un po' stanco, e per essere uno che in questi giorni non ha voglia di scrivere qui, mi pare di aver scritto già un frego).
Nel paese dei mostri selvaggi è l'avventura che ogni bambino vorrebbe vivere, io di sicuro l'avrei voluto, se non lo conoscete fatevi un favore e scopritelo da soli che figata sia (se siete sulle spese e non vi spaventa leggere il testo in inglese – che di testo ce n'è poco poco qui – bookdepository ve lo manda a casa per 5 euro e 75).




Pablo Prestifilippo  – Manuale dei calzini selvaggi (Orecchio Acerbo) ve ne ho già parlato al termine di questo post qui.
Nel mio personale manuale di zoologia fantastica i calzini selvaggi hanno un posto d'onore, sono una delle invenzioni più belle in cui mi sono imbattuto negli ultimi diecianni.




Il libro che non ho preso (ché l'unica copia che ho incontrato era troppo rovinatella) e questo:

Peter Newell – Il libro sbilenco (Orecchio Acerbo) pubblicai il book-trailer qui.
Un libro che è un incubo per i librai, ché ha una forma diversa da tutti gli altri, fatta apposta per non stare bella composta negli scaffali. Un libro che con la semplice trasformazione da rettangolo a parallelogramma riesce a fondere forma e contenuto in una storia che in discesa è un aeroplano!



Di visite in ospedale ce ne saranno ancora e ancora. Se qualcuno di voi ha voglia di suggerirmi un suo libro del cuore tra quei libri con le figure mi farà piacere (ah, Ma tu lo sai cos'è un vombato? gliel'ho già regalato in altra, ben più lieta, occasione).