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giovedì 19 agosto 2010

un paio di giorni fa...

Come lo scorso agosto, da un paio di settimane la mia colf viene data per dispersa. E nella mia casa si scatena l'entropia. L'altro giorno mi chiama un'amica per dirmi che passerà da me col suo ganzo per un aperitivo. Benissimo! faccio io. Riattacco e mi metto a ragionare su quale può essere la porzione di casa più facile da bonificare per accoglierli senza che sentano la necessità di chiamare i miei familiari una volta usciti da casa mia.

Libero un pezzetto di tavolo (nel senso che sposto le stoviglie, i vuoti e quant'altro da quel pezzetto di tavolo a un altro tavolo) e poi mi rendo conto che per terra ci sono un po' di briciole ("un po'" quando si dice l'eufemismo...) mentre le spazzo (sotto l'altro tavolo, ovviamente, quello su cui ho già appoggiato i vuoti) mi sorprendo a chiedermi "ma tutte quelle belle formiche che c'erano l'estate scorsa, che fine hanno fatto? Che di solito ci pensavano loro a portar via le briciole!" poi mi sono reso conto dell'enormità di quel pensiero.



Per prima cosa ho pensato che quando uno comincia a pensare alle formiche come a una risorsa, a delle collaboratrici, e non a dei parassiti infestanti è vicino al punto di non ritorno. Poi ho pensato: "speriamo che la colf ritorni presto" che nonostante il fatto che quella ragazza sia strana, un po' maldestra e abbia un concetto di ordine ancora più strano, almeno ha una buona influenza su di me. Sicuramente un'influenza migliore di quella che hanno le formiche (che, purtroppo, quest'anno non ci sono).

venerdì 6 agosto 2010

chi c'è, c'è...




Questo blog, almeno per ora, non va in vacanza.
Nei prossimi giorni quindi parleremo di:

Scienziate ammirevoli
Catene di eventi improbabili
T-shirts
Un delitto perfetto
Favole corte e favole molto corte
La Madonna di Lourdes
Fatti veri da cui tirar fuori thriller di successo
e, naturalmente, di Felice Andreasi (e di molto altro ancora).

Il tutto non necessariamente in quest'ordine e inframezzato da buona musica (magari buona mica sempre sempre, di sicuro insolita)...



(bonus: vacanze sull'isola dei gabbiani, la sigla)

domenica 1 agosto 2010

happy few

Notte tra sabato e domenica. Sono appena tornato da un concerto in cui io ero l'unico spettatore pagante (nel senso che oltre a me c'erano gli organizzatori, i componenti dei tre gruppi che si sono esibiti e stop). Cinque euro ben spesi.

Sono esperienze.

lunedì 31 agosto 2009

senza passare dal via (2)

Finalmente riprende tutto. Riprende il lavoro (e a me l'idea di tornare tutti i giorni in ufficio mi mette di buon umore, che vi devo dire?) ma soprattutto questa settimana tornerò in galera dopo un mese di stacco. E non vedo l'ora. Tutto ciò secondo me dice tre cose:

1. che, in fondo, sono una brava persona
2. che in fondo e in superficie, sono una strana persona
3. che se l'ufficio e la galera mi paiono un traguardo agognato, questo agosto mica deve essermi girato poi tanto bene.

Comunque in galera dovremo metterci subito a lavorare sodo per fare la seconda puntata di quella specie di fotoromanzo che stiamo facendo. La prima è andata via liscia, ma è con la seconda che si capirà se la cosa funziona o meno. In più questa volta si parlerà di un libro sulle carceri che ha scritto la direttrice del carcere medesimo, e non ho idea i due autori come vogliano affrontare la cosa (un po' confido e un po' temo l'umorismo cattivo della detenuta). Per di più non ho capito se e quanto i due autori sono riusciti a parlarsi (perché uno è un autore ma l'altra è, in effetti, un'autrice e questo vuol dire che sono in due edifici separati e se non ci sono io a fare da chaperon, accompagnando lei da lui, questi neanche posso comunicare e riescono a vedersi solo alle riunioni di redazione congiunte del giornale del carcere, e ignoro se in agosto ce ne siano state, di riunioni).

Quando ho capito che il nostro compito era di produrre una pagina ogni due mesi mi è sembrata una cosa da nulla, probabilmente quando tutto sarà oliato, forse, la sarà pure. Al momento qualche preoccupazione per la seconda puntata io ce l'ho.

Ciò non di meno non vedo l'ora di passare quei cancelli.

mercoledì 19 agosto 2009

un uomo da sposare...



Premessa: la maldestra fatina brasiliana che, normalmente, si occupa di tenere questa casa in realtiva grazia d'iddio è in Brasile. Torna tra un po'. Fine della premessa.

Tra i tanti possibili vantaggi dell'avere un cospicuo numero di piatti e bicchieri a me ne vengono in mente due. Uno è il poter avere a cena parecchia gente, tutta insieme, e a volte mi capita pure. L'altra è di poter mangiare per settimane senza dover lavare una stoviglia che sia una. Ecco, diciamo che a milano, nel mezzo di agosto, non è che ci siano poi così tanti amici pronti a rispondere a miei eventuali inviti, quindi sto sfruttando a fondo la seconda possibilità.

Però visto che mi sono stufato di sporcare nuovi piatti e visto che di lavare i miei vecchi proprio non se parla, ho trovato un modo per tirare avanti un po' senza aumentera la già notevole entropia di 'sta casa (no, non si tratta dei piatti di plastica che quelli li sopporto poco).
Con una scusa mi faccio prestare piatti e scodelle da qualche mio vicino, così poi - dovendogliele restituire - allora, almeno quelle, le lavo.

(questo post è solo parzialmente frutto di fantasia)

(quella cosina verde in primo piano nella foto non è uno scarrafo morto, è il picciuolo di un pomodoro)