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venerdì 15 giugno 2012

intanto, in scozia...

Oggi penso a Martha Payne e mi vengono in mente i Sex Pistols e il fatto è che le due cose non c'entrano nulla.

Martha (che si firma VEG) non è un'icona del punk, è una bambina di nove anni che vive in Scozia e ha aperto un blog, ne avevo parlato su off topic e mi ero lanciato in una delle mie famose predizioni (il mio top: "il Grande Fratello non avrà mai successo in Italia" detta poco prima della prima puntata della prima stagione).

Ma procediamo con ordine. Martha va a scuola e la refezione scolastica, da lei, non è il massimo: il cibo è così così e – sopratutto – le porzioni sono striminzite, quando deve scegliere il nome del suo blog (perché io Martha la conosco per via del blog, ora ci arrivo) sarà "neverseconds" ossia "mai un bis", "mai un secondo giro"...

Martha, da grande, vorrebbe scrivere.
D'accordo con le maestre (e sotto la supervisione del papà) decide di aprire un blog, come esercizio di scrittura, in cui parla dei suoi pasti a scuola. Lo fa perché le piace scrivere e perché vuole mostrare al suo papà come mai tutti i giorni torna a casa con una fame da lupo.

L'idea del blog è semplice: ogni giorno lei fotograferà il vassoio della mensa scolastica, racconterà cosa ha mangiato e gli darà una serie di punteggi: gradimento, salubrità, numero di bocconi e di capelli trovati (a dire il vero, di capelli, solo uno in un mese e passa di blog).

L'idea del blog è semplice, ma è una bomba. Il blog di Martha ma, prima ancora del blog, l'idea del blog sembra fatta apposta per la diffusione virale. La scrittura della piccola è semplice e brillante, mentre il tema è, al contempo, frivolo (una bambina che racconta cosa le piace mangiare e cosa no) e importante (quanto, e cosa, dà da mangiare l'istituzione scolastica ai nostri figli) e in più ci sono le foto, che hanno un loro fascino, il modulo è ripetitivo ma il soggetto cambia ogni giorno.

I pasti di Martha prima del successo del blog.
Dicevo che Neverseconds sembra fatto apposta per essere virale. E infatti lo diventa subito. Neanche arrivata al quarto post, VEG è già una star. Più di 100.000 accessi. Ma Neverseconds non è solo virale è anche – come dicono i giornalisti – molto "notiziabile" e, infatti, il blog di Martha finisce un po' dappertutto, dai principali quotidiani britannici ai siti di new dal Brasile agli USA fino all'hompage del Corriere della Sera.

Nel mio tumblr con rara capacità di preveggenza dicevo: "dopo tutto questo can can è sicuro che, presto, il blog non avrà più ragione di esistere, perché con un tale ritorno stampa mi sa che l’amministrazione scolastica metterà, dietro i fornelli della mensa, Carlo Cracco".

La parte sul miglioramento della qualità e, sopratutto, della quantità del cibo era facile da azzeccare e, infatti, ci ho preso. Ai bambini è stato concesso di prendere tutta la frutta e l'insalata che volevano (sostenendo che era sempre stato così, ma a Martha e ai suoi compagni non lo aveva mai detto nessuno :) le porzioni sono aumentate e ha cominciato anche a esserci la possibilità di un bis, di quando in quando. La parte sul fatto che il blog non avesse più ragione di esistere l'ho mancata in pieno. Dopo un mese scarso Neverseconds ha superato i due milioni di pageviews.

I pasti di Martha dopo il successo del blog. 
Merito dell'impostazione del blog, che funziona anche se la bimba non è più affamata, merito della scrittura di VEG, sempre piacevole, e merito dell'idea di chiedere ai lettori che vanno ancora a scuola di mandare foto e voti dei loro pranzi scolastici. E così su Neverseconds si sono già visti pasti provenienti da Giappone, USA, Finlandia, Taiwan, India, Israele...

I pasti di due giovani lettori di Neverseconds.
E c'è anche la parte di buon cuore. Martha, consapevole che un pasto scolastico così così e non certo abbondante e molto meglio che nessun pasto, si dà anche da fare per Mary's Meals un'organizzazione di volontari che si preoccupa di dar da mangiare agli scolari di quei posti dove non c'è 'sto gran che da mangiare neanche per gli adulti.


Lei e le sue amiche hanno organizzato un mercatino a scuola e hanno raccolto 70 sterline da donare, questo prima del blog. Grazie al blog il papà di Martha ha aperto una pagina per donare a nome della figlia. Fino a ieri eravamo sotto le 2.000 sterline, in questo istante siamo sopra le 12.000 come mai 'sto balzo?

Perché ieri Martha è stata censurata.
Ha postato tutta triste che la giunta di Argyll e Bute (il posto in Scozia in cui vive) ha dato ordine alla scuola di toglierle il permesso di scattare foto: il blog di Martha deve morire. Il tutto perché il titolo di un giornale che diceva del blog li ha irritati.

Questo post è già troppo lungo perché io adesso mi metta qui a spiegarvi bene cosa penso di quei grossi imbecilli della giunta, ma tre cose le dico lo stesso:

1. Tra un mese Martha sarà in vacanza, volete chiuderle il blog? Fatelo tra un mese e mezzo, quando per forza di cose tutto si sarà raffreddato e i lettori saranno per forza in calo.

2. I punteggi dei pasti dati dalla piccola autrice sono quasi tutti altissimi già dai primissimi post del blog, la viralità è restata alta ma la sua notiziabilità no, il titolo di giornale che li avrà fatti arrabbiare o è di un giornale uscito tempo fa o è di un giornale arrivato in ritardo sulla notizia. Bastava aspettare, tutto si sarebbe sgonfiato da sé.

3. Hanno reso Martha di nuovo notiziabile e sono d'accordo con uno dei commenti al suo ultimo post (oltre 700 commenti in mezza giornata, in vertiginoso aumento) che ha evocato l'effetto Streisand. Per me, dopo averne letto negli anni scorsi, sarebbe la prima volta che assisto alle conseguenze dell'effetto Streisand in presa diretta.

Ecco ho finito.

Ah, i Sex Pisotls! Erano anche loro britannici, anche per loro il successo è arrivato quasi prima dell'uscita dei dischi/post, grazie alla loro predisposizione a far notizia, anche loro (come spero succederà a Martha Payne) grazie alla censura sono diventati molto più famosi. Per ora, grazie alla censura, la raccolta fondi di Martha per i negretti affamati, è quintuplicata in meno di un giorno e quando leggerete queste righe chissà a quanto sarà. Bene così.

–––
AGGIORNO
Come volevasi dimostrare: Martha Payne e la giunta di Argyll e Bute sono ora presenti nella wiki in inglese come il più recente dei casi di "Streisand Effect". Il divieto per VEG di fare foto è stato ritirato.

La notizia è stata seguita da Wired, negli aggiornamenti spiega come in dodici ore (sostanzialmente mentre Martha era a dormire e poi a scuola) la notizia sia stata data da 214 siti d'informazione e di come Martha abbia ottenuto il sostegno, tra gli altri, di Neil Gaiman (che tiene il suo bravo milione e settecentomila e passa follower su twitter) e dello chef Jamie Oliver (2.300.000 follower).

Un'altra cosa divertente l'ha fatta il Guardian, ha invitato i proprio lettori a twittare foto del loro pranzo con l'hashtag #MyLunchforMartha a sostegno di Martha.

venerdì 8 ottobre 2010

diego vuota il sacco

Diego cajelli, lo scrittore atomico, ha fatto un post su cosa voglia dire "opera collettiva" quando si parla della scrittura di Diabolik.
Visto che anche a me capita di scrivere soggetti e sceneggiature del "maledetto criminale" e, quasi ogni giorno, capita pure di mettere le mani nei soggetti e nelle sceneggiature altrui, direi che il pezzo di diego descrive bene una parte importante della mia vita lavorativa (da qualche anno la più importante).



Qualcosa del genere avrei voluto scriverlo io, prima o poi, ma lo ha già fatto lui (prima di me e meglio di come avrei fatto io). Bene, una cosa in meno da fare per me, che sto un po' in ritardo col lavoro, anche con quello per DK...

sabato 2 ottobre 2010

caro data vermibus

In questo momento il blog di Spari d'inchiostro è occupato da Cerebroleso, che l'ha fatto diventare una sorta di bizzarro blog umoristico-porno-grafico. Non c'entra nulla col blog di Spari ma mi piace (il blog di Spari mi manca un po', però).

Oggi pubblica un paio di disegnini, e uno mi ha fatto venire in mente un film e un disco che c'entrano coi cadaveri, il disegno è questo qui:



La prima cosa che mi ricordato è un frammento del film di John Landis (scritto da David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker) "Ridere per ridere" ("Kentuky Fried Movie" 1977), questo qui (qui in originale):



Dodici anni prima di "Weekend con il morto".
Strana cosa è la memoria, io avrei giurato che nel film c'era una scena con Johnny che partecipava a una festa di suoi coetanei con in testa un buffo cappellino, ma – evidentemente – non è così.

Un parere diverso dall'Unione Amici della Morte mi pare che lo esprimano gli Ogden Edsl (un gruppo musicale il cui nome completo sarebbe Ogden Edsl Wahalia Blues Ensemble Mondo Bizzario Band) in un loro brano pubblicato nel loro disco d'esordio (anche questo del 1977 ma in realtà io ce l'ho nella capitale raccolta "The Rhino Brothers' Circus Royalle" di due anni successiva, qui da vivo):


Ogden Edsl – Dead Puppies



I cuccioli morti, i cuccioli morti,
i cuccioli morti non sono molto divertenti.

Loro non vengono quando li chiami;
Loro non cacciano per nulla gli scoiattoli.
I cuccioli morti non sono molto divertenti.

Il mio cucciolo è morto sul finire dello scorso autunno;
Sta ancora marcendo in corridoio.
I cuccioli morti non sono molto divertenti. No, no, no.

[...]

giovedì 30 settembre 2010

si capisce

Vi ricordate il mio linguista computazionale preferito? Be' il suo blog pare tornato in vita con un riassunto per chi si fosse messo in ascolto in questo momento. Fossi in voi ne approfitterei per farmi una cultura (io l'ho fatto): QUI.

(più tardi vi metto giù un post sui cadaveri in avanzato stato di decomposizione, lo so che morite dalla voglia)

venerdì 27 agosto 2010

sorrisi, saluti e a presto

Devo farvi leggere una cosa che mi ha mandato l'altro giorno un mio amico, poi devo ancora raccontarvi che fine hanno fatto le mie formiche. C'è da parle anche di api, di scienziate, di magliette, di rapinatori tedeschi e – se trovo il coraggio – anche di Lourdes. Però ho ricominciato a lavorare e il tempo da dedicare a 'stacosa non è più quanto vorrei. Poi, oggi, mi sono pure messo in testa di andarmene in toscana dalla famiglia.

Sto partendo.

Non ho letto le previsioni del tempo, però – se non piove – a casa dei miei l'intenet c'è. Non avrò molto tempo da passare davanti al mac del babbo, ma un salutino, un piccolo post, ci può anche scappare. In ogni caso martedì sto di nuovo al mio posto.

Vi saluto con un po' di facce sorridenti e ridacchianti che ho preso da Faces in Places un blog fotografico per gente (e fatto da gente) che vede facce in ogni dove.

venerdì 19 giugno 2009

bloopers, plagi e incongruenze...

Il tutto qui: nuvoleanomale.myblog.it

domenica 9 novembre 2008

girovagando

A lucca sono stato (maldestro) interprete in uno scambio di battute tra craig yoe e salvo d'agostino (senza sapere chi fosse l'amercano e condividendo con l'italiano il banchetto dei Cani).
Tornatomene a casa, e all'amata internet ho colmato la lacuna rispetto al fumettista usa e nel suo blog ho scoperto la scansione dell'originale della prima vignetta di Pogo, originale che fa parte della collezione di craig.


(clicca e gusta)


 

domenica 14 settembre 2008

queste cose è capace anche mio figlio

Una volta ho visto a una mostra su andrea pazienza dei disegni che aveva fatto da piccolo. Be'... nulla di che, erano dei disegni che qualunque undicenne avrebbe potuto fare.
Lui li aveva fatti a quattro anni.
(o qualcosa del genere)

L'idea di mostrare i disegni dei fumettisti da piccoli mi pare molto divertente. C'è un blog che lo fa. Si chiama Ciucci. VIsto che pubblica i disegni che i fumettisti gli mandano via mail, difficilmente ci vedremo i disegni di pazienza da piccolo. Pace, tanto io li ho visti a siena a quella mostra là.

venerdì 5 ottobre 2007

un piccolo aiuto dagli amici

Sei gradi: un blogger che è anche l'allenatore della squadra di calcio di una scuola d'italiano per stranieri. La squadra è una bella cosa: integrazione... accoglienza... quelle robe lì. La squadra però ha bisogno di uno sponsor e lo sponsor non si trova. Un sogno - parteciapre a un vero campionato - rischia proprio di rimanere tale.
In zona cesarini una speranza: una sottoscrizione popolare e, se la cosa va in porto, potrebbe anche essere che lo sponsor sia la blogosfera.

C'è un conto presso PayPal legato alla mail sisteam@hotmail.it (la stessa mail può essere usata per contattare Sei gradi, per posta o su msn). Ci vogliono 60 persone che diano 20 euro, 120 che ne diano 10 o 240 che ne diano 5 (o svariate combinazioni di questi numeri qui). Per quanto mi riguarda ho appena provato l'ebrezza di entrare a far parte del pezzo di blogosfera che sta provando a sponsorizzare la squadra.

Per la prima volta in vita mia, mi sento sponsor :)

QUI il post di biancac da cui ho saputo della cosa.
QUI e QUI post di Sei gradi che spiegano meglio l'ambaradan.

(ah, nel blog di Sei gradi c'è un brano di sottofondo che parte con l'autoplay ogni volta che si carica una pagina. Lo so, è una cosa che andrebbe vietata per legge, però pur di sentirmi sponsor io l'ho sopportata ahah, potere degli sponsor, Sei gradi ha tolto la musichina ;-)

Addenda per chi dei miei amici legge il blog: sul mio conto di PayPal ho un po' di credito, se volete aderire ma siete pigri ditemelo che pago io e me li ridate in contanti (o in birre).

domenica 2 settembre 2007

del perché parlare di fumetti in italia alle volte è un casino

Paolo Interdonato ha pubblicato un libro (questo qui) che ha lo stesso titolo del suo blog (che è poi Spari d’inchiostro). La recensione del libro la faccio un’altra volta (che merita, il libro, certo, ma merita anche recensirlo, che ci sono delle cose da dire) questa volta mi concentro su un pensiero che mi è venuto leggendolo. Ossia che alle volte parlare di fumetti, qui in italia, è un po’ un casino.

Del libro per davvero parlerò in futuro, per ora – e giusto per capirsi – diciamo che nel libro ci sono tanti brevi capitoli, ognuno dedicato a una pietra miliare del fumetto mondiale, almeno secondo la personale visione dell’autore.

Uno dei capitoletti è dedicato a “Nero”, rivista nata nel ’92 con l’intento di recuperare lo spirito del fumetto nero italiano, per l’appunto (Diabolik, Kriminal…).
Qui, l’autore, passa più tempo a raccontarci com’è invecchiato male Diabolik piuttosto che spiegarci bene perché include “Nero” nella sua lista. E io invece penso che avrebbe fatto meglio a spiegarcelo perché per me la sua inclusione è un mistero ed è una scelta difficilmente condivisibile (e lo dice uno che non si è perso un numero di “Nero” e che si è dispiaciuto quando “Nero” cessò prematuramente le sue uscite).

L’autore preferisce parlarci di Diabolik, e a riguardo non è che dica tutte cazzate, però qualcuna – nodale – la dice sì.

“Diabolik vive in un mondo analogico […] Non ha mai acceso un computer. È completamente inconsapevole della rivoluzione digitale. […] Diabolik non teme di essere infettato dalla modernità”.

Si tratta, chiaramente, delle affermazioni di qualcuno che negli ultimi dieci anni ha dato agli albi della serie – se va bene – uno sguardo distratto e men che episodico. Perché le cose non stanno così. È il pregiudizio dell’autore che parla, non l’esperienza.
Diabolik, oggidì, è un esperto informatico e un hacker di prim’ordine. Pur continuando a recuperare informazioni dai canali classici non disdegna l’uso di internet e i suoi lettori l’hanno visto alle prese con le più svariate forme della rivoluzione digitale, dai bonifici via internet ai crimini informatici fino adarrivare alla realtà virtuale.

Non è vero che Diabolik non evolve e non si confronta con l’evoluzione tecnologica del mondo reale, lo fa con modi e tempi tutti suoi, ma lo fa eccome.
Di sicuro si possono fare molte critiche al modo in cui questa trasformazione di Diabolik è avvenuta e avviene, però bisogna prima fare la fatica di leggerselo, Diabolik.

- - -

A questo punto ci si potrà chiedere che senso abbia il titolo di questo post. Dov’è il casino?
Interdonato dice la sua in un libro – nessun problema – io dissento doppiamente (e su “Nero” e su Diabolik) e, per quel che vale, lo dico qui – nessun problema.

Peccato però che Interdonato inserisca tra i migliori fumetti di tutti i tempi (e di tutti i luoghi) una oscura (e per me trascurabile, se si parla di “canone del fumetto”) rivista tra i cui padri c’è il direttore della collana all’interno della quale lo stesso libro di Interdonato viene pubblicato. In parole povere l’autore inserisce tra i più fighi del mondo quello che gli ha permesso di pubblicare il libro. A qualcuno potrebbe sembrare tutto un magna magna.

Altro peccato. Io sto qui a fare le pulci a quanto l’autore dice su Diabolik. Ma, allo stato attuale delle cose, Diabolik è la mia principale fonte di reddito e non perdo occasione per dire quanto io sia contento di lavorare per la casa editrice che mensilmente lo pubblica. In parole povere io critico le critiche mosse a Diabolik e poi si scopre che a me Diabolik paga vitto e bollette. A qualcuno questo potrebbe sembrare tutto un magna magna.

- - -

È qui che volevo arrivare con questo post. A dire quanto il pollaio del fumetto italiano sia un piccolo pollaio. E noi polli che ci stiamo dentro non siamo proprio liberi di scorazzare dove ci pare senza cozzare e inciampare, non ci sono poi tanti posti dove andar a trovar becchime. Molti di noi si conoscono personalmente, scrivere (da qualsiasi parte, libri, riviste, negletti blog) una qualunque critica – negativa o positiva che sia – ci espone, spesso, alla dietrologia di chi ci legge.

Quando ero un autore di Martin Mystère ho partecipato per un po’ alle discussioni del newsgroup it.arti.fumetti. La maggior parte degli interventi li facevo con un nick non riconducibile a me. Non tanto per codardia (beh, forse anche un po’ per codardia), ma soprattutto per evitare che ci si chiedesse cosa ci fosse “sotto” se parlavo male dell’albo di un collega che non mi era piaciuto, per evitare di essere un “personaggio” oltre che un autore, in definitiva per evitare polemiche basate non su cosa dicevo, ma sul fatto che lo dicevo io.

Perché quando il pollaio è un po’ angusto è più facile che i polli si accapiglino.

Detto questo chiunque conosca bene me o Interdonato sa benissimo che sulla nostra onestà intellettuale si può contare ciecamente. Sempre. Altro che magna magna!

(Che poi c’è solo Lorenzo che conosce bene sia me sia Interdonato, ma poi ci sono un sacco di persone che conoscono bene me e altre che conoscono bene Interdonato e ognuna può testimoniare per l’area di sua competenza).

Paolo è sinceramente convinto di tutto ciò che scrive (cazzate incluse) e io non sono certo da meno (parlo delle cazzate, ovviamente).

il pollaio del fumetto italiano è piccolo ma a qualcuno gira anche bene e razzola meglio degli altri
fotogramma da Diabolik film del 1968 di Mario Bava

lunedì 27 agosto 2007

fumetti di cui vorrei parlare...

... ma di cui non trovo il tempo di parlare, non per ora

Kevin Huizenga - Maledizioni (piaciuto) [Kevin H: QUI sito, QUI blog]
Ellis/Templesmith - Fell (piaciuto molto)
Gilbert Hernandez - Nuove storie della vecchia Palomar (mah...)
Gilbert Hernandez - Pigrizia (doppio mah...)
Daniel Clowes - Ice Heavem (piaciuto molto) [QUI intervista radio, in inglese]

più un pacco d'altri ma di cui, onestamente, se anche non trovo il tempo di parlarne non è che succede qualcosa di brutto, né a me né agli altri.

venerdì 24 agosto 2007

link

Volevo farlo da tempo...
Nella colonna qui a fianco ho messo i link ai blog che linkano qui.

Già che c'ero ho anche linkato i tre blog che hanno chiuso il giorno dopo aver linkato il mio (lo so, non serve a nulla, sono broken link, pazienza...)

martedì 14 agosto 2007

tu sei buono? hai lo sguardo buono...

Un paio di giorni fa, un post di baxx che mi ha fatto pensare a quanto io sia chiuso nei confronti di chi già non conosco: QUI.

A volte ho come l'impressione che io, per essere disponibile nei confronti di qualcuno, abbia bisogno che ci sia prima qualcun altro ci presenti.

sabato 11 agosto 2007

due buone vecchie risate

Quindici vignette tratte da vecchi comic book che brillano per il loro umorismo involontario. Selezionate e pubblicate quanche tempo fa da YesButNoButYes.

Solo per chi mastica un po' l'inglese, nella maggior parte dei casi si tratta di termini gergali con doppi sensi a sfondo sessuale (però ci sono anche un paio di gustose scenette sessiste, quella qui sopra e una in cui Reed Richards dice a Sue Storm che le mogli sono fatte per essere baciate, non certo ascoltate).

venerdì 10 agosto 2007

fantaflickr

Se io fossi una casa editrice in attività forse vorrei essere la Fantagraphics.

Girovagando per Flickr sono incappato nella pagina della casa editrice di Seattle.

Oltre 450 immagini, tra riproduzioni di pagine a fumetti, foto dei volumi pubblicati e reportage dagli inconti e dagli eventi organizzati dalla casa editrice.


Questi sono i fratelli Hernadez che lo scorso febbraio firmano roba in ocasione dei 25 anni di Love & Rockets.

Questo è Joe Sacco in visita agli uffici dell'ediore, in aprile.


E questo è Stan Sakai fotografato qualche giorno fa, durante l'ultima San Diego.

QUI Flog! il blog di Fantagraphics.
QUI il loro sito.

giovedì 2 agosto 2007

non è vero (ma non ci credo)

Grazie a chiedi la luna e a parole valigia la maledizione che pareva aver colpito sto blog si è dimostrata per quella bufala che era. Vivi e paolo mi hanno messo nei loro blogroll da più di tre giorni e i loro blog sono vispissimi.

Grazie a entrambi, per i link inannzitutto e per aver funto da esorcisti :)

lunedì 23 luglio 2007

linka 403 e poi muori...

È già successo almeno tre volte: qualcuno aggiunge il mio blog nel proprio blogroll e poi cancella (non chiude, rende privato, abbandona, no no proprio cancella) il suo. Entro tre giorni (è appena ricapitato)...

Non so se sono io che porto sfiga oppure è che il mio blog attira quei blogger che stanno maturando la decisione di farla finita con la blogosfera.

Io comunque vi ho avvertiti, se ci tenete al vostro blog pensateci bene prima di linkarmi...

martedì 10 luglio 2007

acquisti odierni (2)

Supermarket Brian Wood, Kristian - BD/Supersonic (IDW)
Di Brian Wood ho letto Channel Zero (così così) e Demo che mi è piaciuto. Questo Kristian (Donaldson) invece mi è ignoto... il tratto è personale e la colorazione molto interessante (magari un po' troppo squillante, vedremo in lettura).
(QUI il blog di Brian Wood)

City of Tomorrow! Howard Chaykin - MagicPress (Wildstorm)
Io Chaykin l'ho sempre amato, l'ultima cosa che ho letto sua però non sono neanche riuscito a finirla. Merita sicuramente un po' di altre possibilità. Questa è una sua serie per la Wildstorm che lo vede come autore completo. Non molto belli i colori di Michelle Madsen.
(QUI un po' di originali di Chaykin in vendita)

100 Bullets Samurai Brian Azzarello, Eduardo Risso - Planeta DeAgostini (Vertigo)
Ancora non ho digerito che la Planeta abbia preso a pubblicare 100 Bullets a partire dal volume 7 quando la serie MagicPress si è fermata al terzo. Finora mi ero trattenuto dal comperarglieli, oggi ho ceduto. È che c'era poco da prendere in fumetteria...

Rat-Man 61 Leo Ortolani - Panini Comics
Vabbe'... è Rat-Man...

venerdì 15 giugno 2007

dopo le repliche... la pausa!

Fully smette di postare, Biancac chiude il blog, Antonomasia addiruttura lo cancella... ora a me tocca tenerlo aperto per almeno un mesetto che poi sembra che non sono un uomo di carattere (anche se l'effetto lemmings devo dire che su di me ha una presa non da poco).

Intanto settimana prossima manco dalla blogosfera per motivi familiari, come nelle giustifiche a scuola. Poi qualcosa per tirare avanti magari me la invento, non temete.

martedì 5 giugno 2007

diffida dai libri...

Adesso ci sono i graffiti e siamo tutti molto più fighi. Quando ero piccino io c'erano le scritte sui muri e si capiva cosa c'era scritto (poi c'erano anche i murales ma quelli erano rari).
A milano i muri oggi sono territorio di conquista dei tagger, non che mi spiacciano, ma sono afasici, autistici, esprimono ossessisamente (e cripticamente) solo loro stessi.
Ma vuoi mettere con le vecchie, brutte, sane scritte sui muri?
Per fortuna che c'è caserta (dove i ragazzi evidentimente non sono così fighi ma, nel bene e nel male, qualcosa da dire ce l'hanno ancora) e per fortuna che c'è il blog Casercani che documenta puntualmente il fenomeno.


[indicazione trovata in un commento a Gatti Pazzi lasciato da Aitan]
[questa è la replica di un mio post su OT del 30 novembre scorso]