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mercoledì 23 luglio 2014

il cantautore sostituito

Questa notte ho sognato che i cantautori, un po' come capita per i portinai dei casamenti o i medici di base, quando andavano in vacanza dovevano trovarsi un sostituto. Un altro cantautore che facesse il lavoro al posto loro mentre erano via.

Così, quando un primo cantautore andava via per un po', c'era un secondo cantautore che ne prendeva il posto. Se c'era una canzone lasciata a metà – colla musica ma senza il testo, o colle strofe ma senza il ritornello – questo secondo cantautore la doveva finire, se c'era un concerto da fare il secondo cantautore si esibiva al posto dell'altro (ma solo colle canzoni del primo cantautore, è ovvio, però fatte col proprio stile, ché si trattava di un altro cantautore mica di un imitatore).

E io nel sogno mi chiedevo: ma chissà se questa cosa delle sostituzioni per vacanza (o anche per malattia) porterà nuovo pubblico ai due cantautori? Chissà se i fan del primo così apprezzeranno anche il secondo e viceversa?

Poi mi sono svegliato prima di scoprirlo, che stamattina faceva freschino e io ero poco coperto.

giovedì 10 luglio 2014

woh-oh-oh geno-o

Ho appena cominciato a vedere "Ashes to Ashes" sequel/spin off di quella bella cosa che è stata la serie inglese "Life on Mars".
Là era Manchester e gli anni '70 qua è Londra e gli anni '80... Visto che negli anni '80 io c'ero (saltuariamente anche a Londra) questa mi sta facendo un'impressione strana... in primo luogo d'imbarazzo (c'è più di un motivo per essere imbarazzati dagli anni '80) però qualche cosa da ricordare con piacere e affetto c'è, per esempio un po' di quella musica.

"Ashes to Ashes" è pieno zeppo di musica e, trattandosi di Londra, la musica non è solo nella colonna sonora ma è pure sui muri (fu una delle cose che più colpirono arrivato a Londra da ragazzino: il centro della città tappezzata dai manifesti dei 45 giri in uscita) e nella trama del telefilm. Questo secondo episodio, quello che ho visto stasera, in qualche modo ruota attorno a "We are all prostitutes"del Pop Group ma non si fa mancare nulla: da "Fade to grey" dei Visage a "(We don't need no) fascist groove thang" degli Heaven 17 epperò il leitmotiv della puntata è questa canzone qui:


I Dexys Midnight Runners (ma del gruppo originario era rimasto solo il leader Kevin Rowland) qui da noi avrebbero poi fatto il botto un paio di anni dopo con "Come On Eileen" ma "Geno" secondo me resta la loro meglio (e gran parte di quel loro primo album lo apprezzo molto ancora adesso).

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Ah, per chiunque fosse ancora in ascolto: ben ritrovati...

giovedì 28 giugno 2012

e dopo i maiali, i gatti...

Tempo fa vi avevo parlato di strumenti musicali per suonare maiali, topi e pure muppet.

Ieri, grazie ai tipi del socks studio, scopro il katzenclavier, uno strumento musicale (di pura fantasia) pensato per suonar gatti e descritto da diversi autori (e perfino spacciato per vero).


Tra i vari anche quella sagoma di Athanasius Kircher, che nella sua Musurgia Universalis (1650) scrive: 
«Al fine di sollevare gli spiriti di un principe italiano gravato dalle preoccupazioni della sua posizione, un musicista creò per lui un gatto-pianoforte. Il musico selezionò gatti le cui voci fossero naturalmente ad altezze diverse e li dispose in gabbie, fianco a fianco, in modo che, quando un tasto del pianoforte fosse premuto, un meccanismo guidasse un chiodo accuminato nella coda del gatto corrispondente. Il risultato era una melodia di miagolii che si faceva più vigorosa man mano che i gatti divenivano più disperati. Chi poteva trattenersi dal ridere di questa musica? In tale modo il principe fu sollevato dalla sua malinconia»



Tiro su dai commenti un denso contribituo di Marco Bertoli:

Contribuisco alla storia dello strumento con due paragrafi da una storia del pianoforte dell'americano Stuart Isacoff, di prossima uscita per EDT:

«Dei tanti progetti di strumenti a tastiera, il più bizzarro fu forse uno in cui a produrre il suono erano degli animali vivi. Nel 1892, la "Gazzetta Musicale di Milano" pubblicò l’annuncio pubblicitario di uno strumento di nome Catano: una cassa di legno divisa in scompartimenti, ognuno dei quali alloggiava un gatto di diversa dimensione: i più grandi dovevano miagolare le note basse, i piccoli quelle acute. "Le loro teste sono bloccate in feritoie", continuava la descrizione, 'e le code sono stimolate da una specie di tastiera montata in fondo alla cassa, simile a quella di un pianoforte da concerto. Alla pressione di un tasto, una coda viene tirata e il gatto comincia a emettere lamenti più o meno forti, a seconda della forza con cui si è colpito il tasto… Il Catano può essere suonato da chiunque abbia studiato musica', sosteneva la pubblicità, 'anche se il Catano non è considerato particolarmente utile né adatto a scopo d’accompagnamento, soprattutto di musiche sacre'.

Il numero di dicembre 1869 del periodico 'Folio' informava che una versione americana del dispositivo era stata presentata a Cincinnati da un certo Curtis. Costui aveva annunciato un “grandioso concerto vocale e strumentale" con nientemeno che quarantotto gatti chiusi nel suo Cat Harmonicon. Primo pezzo in programma era stato “Auld Lang Syne”. Purtroppo, proseguiva la cronaca, i gatti erano sovraeccitati e "si erano mostrati incuranti di tempo, intonazione, ritmo o alcunché d’altro, gemendo, miaulando, stridendo, sputando e soffiando, impazziti dal dolore e dalla paura", sofocando così il suono dell’organo in un mare di versi.

A Cincinnati dev’esserci qualcosa di speciale nell’acqua. Sempre lì, a quanto pare, nel 1839 fu presentato il Porco-Forte, che usava maiali al posto di gatti».


martedì 22 maggio 2012

tutto bene...

... anzi benissimo.

Il concerto di cui al post precedente ci è venuto proprio bene. Ce lo diciamo da soli, me ce l'ha detto anche il pubblico che è venuto a Corsico a sentirci (io, parlo tutto tronfio dicendo "noi" "noi", ma sul palco c'erano Lee e Rocco, io me ne stavo in fondo a proiettare immagini, per altro pure poche).

Il programma prevedeva di tutto: dalle sigle di Supergulp e Gli eroi di cartone alla Stripsody di Cathy Berberian, da brani tratti da telefilm, film, cartoni e musical, a canzoni di gruppi rock canadesi e reperti archelogici pescati nel repertorio delle nostre canzonette anni '60. C'era perfino una canzone originale di Rocco dedicata a Héctor Oesterheld, per dire.

Ma io resto infantilmente felice, anche per essere stato coinvolto in uno spettaolo che presentava una cover (cantata da Lee!) della canzone dei titoli del film dedicato nel 1976 alle Sturmtruppen.

Rocco e Lee durante una prova a casa mia [fonte]
Adesso sarebbe il caso di farlo girare un po' questo spettacolo. Vedremo di fare il possibile, anche se, si sa, noi artisti siamo così poco capaci di venderci!...

martedì 15 maggio 2012

stripsody!

Allora, a Corsico (MI) domenica alle 18:00 c'è un concerto e io ho scritto i testi.

Non nel senso che ho scritto i testi di tutte le canzoni che saranno cantate (per carità!) nel senso che, tra una canzone e l'altra, la cantante dirà delle cose che ho scritto io. Cose sui fumetti.


Procediamo con ordine: io ho questi due amici, Lee Colbert e Rocco Rosignoli, che cantano, suonano, arrangiano e a volte compongono pure. Abbiamo cominciato a far cose assieme grazie a Rosa Luxemburg e non ci si è più fermati. I due musici hanno fatto per conto loro un concerto in Scighera e, quando si è trattato di metter giù uno spettacolo che mescolasse fumetti e canzoni, sono rientrato in campo anch'io.

Per fortuna io ho dovuto fare poco, ché nello spettacolo più che altro si suona e si canta, con l'intento di presentare una raccolta di casi in cui il mondo dei fumetti ha felicemente incontrato quello  musicale: canzoni d’autore, canzonette, colonne sonore, sigle televisive, MUSICAL! (Lee adora il musical) e poi, a un certo punto, Rocco smette di suonare la chitarra e Lee esegue “Stripsody”, composizione per sola voce di Cathy Berberian, che noi non ci facciamo mancare nulla.

Per darvi un'idea di cosa stiamo parlando vi metto qui un pezzetto della partitura di “Stripsody”.


Ganzo no?

QUI la pagina della rassegna di cui lo spettacolo fa parte (c'è anche il programma scaricabile in PDF con le nostre biografie – parlare di sé in terza persona è sempre un po' strano).

QUI la pagina facebook dell'evento (mi hanno detto che ogni evento che si rispetti deve essere anche su facebook e io, diligentemente, ho fatto la pagina facebook dell'evento).

La pagina facebook può dare l'erronea impressione che io abbia un profilo facebook, ma in realtà non è vero, quell'andrea pasini sono sì io, ma il profilo è come se non esistesse, io su facebook non ci voglio stare.

Ma starò volentieri a Corsico domenica prossima!

STRIPSODY! IL FUMETTO DIVENTA MUSICA
Corsico (MI) – Sala la Pianta, via Leopardi 7.
Inizio spettacolo ore 18:00.

(non è così fuori mano come potreste pensare e, dimenticavo, è gratis!)

martedì 3 aprile 2012

domani sera...

Copincollo dalla newsletter della Scighera [ma inserisco pure delle note mie, che a 'sta cosa ci tengo]:

mercoledì 4 aprile 2012 h 21.30
Duo Lee Colbert - Rocco Rosignoli
Quasi per caso [come per caso?! si sono conosciuti a casa mia! perché entrambi parte del nostro progetto su rosa luxemburg], una cantante [e mia cara amica] – la cantante della Moni Ovadia Stage Orkestra - [trattino lungo in apertura di incidentale, trattino corto in chiusura, l'editing della newsletter è migliorabile] e un chitarrista-cantautore [uno che conosco, un tipo a posto e che sa il fatto suo] incrociano i loro percorsi musicali [a casa mia! l'ho detto?]. La passione per la canzone in senso lato li spinge a creare in poco tempo un repertorio che va dai classici del folk revival alle songs di Brecht e Weill, dal pop al rock rivisitato in chiave minimale, per voce e chitarra [riuscite a immaginarvi tutto questo? io non del tutto, e non vedo l'ora di scoprire com'è]. La voce di Lee Colbert è la protagonista, accompagnata dolcemente dalla chitarra delicata di Rocco Rosignoli [detta così magari pensate che sono moscissimi, in realtà loro due non sono mosci per un cazzo]. La canzone come magia della parola viva, della parola cantata [ehm... già... pensavo la stessa cosa proprio ieri]. Un duo che propone una serata intima di buona musica, ricca di emozione e pathos [va buo', ci conto, loro bravi sono bravi un casino].

Ingresso con tessera Arci e sottoscrizione [ok, anche se questa cosa della sottoscrizione mi lascia un po' così, ma fissami un prezzo per il biglietto e ciao, no? oppure fallo gratis e spera che beviamo tutti come spugne... comunque io quel che c'è da pagare pago, che bravi loro son bravi un casino, l'ho detto?].

La Scighera - Via Candiani 131 - Milano, Quartiere Bovisa
Ingresso con tessera Arci
tel e fax: 02-39480616
lascighera.org 

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AGGIORNAMENTO: tre foto dalla serata (ospite, al flicorno, Massimo Marcer).

martedì 21 febbraio 2012

il mondo del silenzio

«L'idea di fare un fumetto musicale mi interessa moltissimo, perché il fumetto è il mondo del silenzio. I disegnatori come Pratt, Blutch e Sempé, che tentano di mettere in scena la musica, mettono il lettore alle corde. Gli ordinano di dare la sveglia al suo immaginario poetico e di allestire mentre legge una musica silenziosa, come se i disegni che gli mettono davanti appartenessero alla scrittura musicale.

Al pari del teatro, il fumetto chiede molto al suo pubblico. Per leggere un fumetto bisogna non solo disporre di un'attiva immaginazione, ma anche accattare una serie di convenzioni inerenti al genere. Lo spettatore cinematografico è uno smidollato, tutto quello che deve fare è mettere le chiappe sulla poltrona e mandar giù quel che c'è. Chi preferisce i fumetti o il teatro, invece, è un lavoratore nel vero senso della parola. Accetta che un solo attore faccia tutte le voci, finge di non vedere le quinte, presta fede alle maschere che gli sventolano sotto il naso, entra in una successione di avvenimenti il cui orologio non segna il tempo del mondo. Sul serio, un cliente così è un buon cliente.»


Johann Sfar in appendice a Klezmer - 1. Conquista dell'Est (traduzione di Giovanni Zucca).

Questo libro, mi sa, che salterà fuori di nuovo nella prossima programmazione di 403. Quantomeno lo spero, ché ho in mente delle cose che vi vorrei raccontare (ma è anche vero che il tempo è tiranno).

pillole di saggezza (9)

mercoledì 26 ottobre 2011

marvin suggs, topolino
e altri sadici musicisti

Stavo leggendo il mio libro da metrò del momento quando mi è venuto in mente Marvin Suggs e il suo crudele "muppaphone".


Questa qui sopra è la sua terza apparizione (nel quarto episodio della terza stagione del Muppet Show) l'informazione (e molte altre presenti in questo mio post) la prendo dalla completissima voce a lui dedicata all'interno della Muppet Wiki.
La sua prima apparizione la trovare circa a metà di questo filmato, mentre in questo sito polacco lo vedete mentre cerca d'imporsi come accompagnatore dell'attrice e cantante Lesley Ann Warren.

Perché mi è venuto in mente questo personaggio ricorrente dei Muppet?
Perché nel mio libro è riportata questa notizia qui:



L'ill'ustrazione è emblematica e non realistica, il vero "maialofono" era molto più voluminoso, ma contemplava realmente una tastiera d'organo che manovrava dei pungoli che colpivano i poveri suini, ordinati per età e stazza in modo che i loro grugniti fossero il scala dal più acuto al più grave (qui due fonti ottocentesche, in inglese, che fanno menzione dell'aneddoto).

Gli autori del Muppet avranno saputo del curioso accrocchio, voluto da Luigi XI e messo in piedi dal suo mastro musico? Non lo so, forse no, è più probabile che avessero presente una fonte d'ispirazione a loro più prossima: il signor Ewing e i suoi ventitré topini musicali:


Si tratta di Terry Jones in uno sketch della seconda puntata Monty Pyton Flying Circus (1969) poi ripreso nel loro film "E ora qualcosa di completamente diverso" (1971) questa seconda versione la trovate qui ma con la ratio sbagliata, è tutto stretto e lungo.

Se invece vogliamo trovare qualcuno che abbia colto a pieno l'eredità del maialofono quattrocentesco di Luigi XI, bisogna risalire al 1928 al debutto di Topolino: il corto "Steamboat Willie".


Avete visto (dopo aver suonato capre, gatti e anatre) che succede a partire dal minuto 5:45?

Ah, nel canale del tubo ufficiale Disney, "Steamboat Willie" è in versione censurata: hanno tagliato il topo che tocca le tette alla scrofa.

Il tag cialtroni questa volta è per loro.

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AGGIORNO: ho scoperto anche il katzenkavalier come a dire un "gattofono".

lunedì 15 agosto 2011

acta dormiendi



 


affreschi temporanei
Sogno una chiesa, che è un incrocio tra una chiesa e un planetario. Le stelle però non c'entrano. Come un planetario, questa chiesa ha un grosso proiettore al centro. L'edificio ha pareti e soffitti rigorosamente bianchi e il parroco usa il proiettore per affrescarla ogni giorno con dipinti diversi.

notte tra il 2 e il 3 aprile 1998

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un profumo

Sogno che qualcuno è riuscito a distillare un profumo ispirato a un famoso brano musicale, quando lo si mette si provano le stesse emozioni che produce l'ascolto di quel brano. Sogno anche una confezione di quel profumo strutturata a quattro spicchi. Ognuno un'essenza (e quindi una canzone) diversa. Una sorta di mini ellepì.

una notte di fine dicembre 1991

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due bevande
Faccio un altro sogno sinestetico: sogno delle bottiglie di birra che, bevendole, appagano sia la sete sia la voglia di musica. Poi sogno una bibita gassata che, versata nel bicchiere, sprigiona una sorta di brano musicale, in accordo col sapore della bibita. Il brano va a spengersi col tempo, man mano che le bollicine perdono di forza.

notte tra il 28 e il 29 novembre 1992

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solo con la "a"
Sogno una frase monovocalica:
"la mamma carda la casta lana"
(per "casta lana" s'intende "pura lana vergine").

notte tra il 28 e il 29 settmebre 1996

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lineare b
Sogno di decifrare la scrittura "lineare B", ma non quella che è già stata decifrata negli anni '50 da  Michael Ventris e John Chadwick. La "lineare B" che decifro io è una scrittura segreta usata da tagger e graffitari lungo la linea B della metropolitana di Roma.

notte tra il 25 e il 26 febbraio 1998

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la pubblicità, domani
Sogno che le multinanzionali spostano parte dei loro budget promozionali in intelligence, al fine di risolvere qualche caso di risonanza internazionale, sempre allo scopo di farsi pubblicità, ovviamente: «l'arresto di questo criminale di guerra cetnico, da anni latitante, è stato offerto da Procter & Gamble».

notte tra il 16 e il 17 ottobre 2001

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una fedifraga
Sogno un frammento di dialogo, durante una festa, tra un uomo tradito ripetutamente dalla moglie (ma che, da tempo, se n'è fatto una ragione) e un altro invitato, appena conosciuto.

Altro invitato – No, ve lo assicuro, vostra moglie stasera non ci ha provato con me, forse non le piaccio...
Marito – Strano, a me sembrate proprio il suo tipo.
Altro invitato – Ovvero?
Marito – Bipede.

notte tra l'8 e il 9 novembre 1997

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un giallo sbilenco
Sogno una storia gialla in cui tutti (vittima compresa) cospirano contro l'investigatore. Il quale, nel procedere della storia, dai vari indizi che scopre e analizza arriva a capire, non tanto chi sia l'assassino, quanto chi sia la vera vittima del complotto. Ossia lui stesso.

notte dell'ultimo dell'anno del 1992

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un imballaggio
Sogno che sono in posta e la persona prima di me deve spedire una poesia. Scopro che per spedire poesie c'è bisogno di imballi particolari, un po' come quando devi spedire qualcosa di fragile.

appunto su un foglietto volante, febbraio 1996

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un perito
Sogno un esperto in "perizie cabalistiche" che chiamano quando qualcuno viene assassinato con proiettili su cui sono stati incisi strani simboli e cifre.

notte tra il 26 e il 27 agosto 1995

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il grande misconosciuto
Sogno un grande artista che però non conosce nessuno e dire che le sue opere coinvolgono direttamente migliaia di persone. La sua è una forma d'arte del tutto particolare, che ha inventato lui e che solo lui pratica.

È un creatore di "rimossi".

Lui crea eventi che scuotono a tal punto la nostra società che questa, come reazione, li rimuove dalla coscienza collettiva. Cancellando così anche il ricordo di lui.

notte tra 27 e il 28 febbraio 1995

giovedì 30 giugno 2011

musica del tubo

In rete ci sono un sacco di filmati di persone comuni che suonano, che suonano anche bene, e c'è qualcuno che ha pensato di prendere un po' di questi filmati, frullarli (ma con criterio) e tirarne fuori qualcosa di nuovo. E a me questo cose incuriosiscono sempre il giusto.

Kutiman in realtà per davvero di chiama Ophir Kutiel, Kutiman è il nome d'arte. Lui è un musicista israeliano e nel 2009 ha realizzato un progetto intitolato ThruYOU in cui ha ottenuto una serie di brani originali (disponibili aggratis come mp3 o filmati) montando e remixando suoni tratti da filmati Youtube di musicisti più o meno amatoriali (qui i link, brano per brano, a tutti i filmati usati come materiale di partenza).

Qui sotto vi metto quello che s'intitola "La madre di tutti gli accordi funk" (però in inglese):



La cosa qui sopra mi è tornata in mente l'altro giorno a causa di Ohadi22. Ohadi22 è israeliano pure lui (sarà solo un caso?) è un musicista e uno a cui piace pasticciare col montaggio video. Anche lui è andato in giro a recuperare filmati Youtube di suonatori più o meno amatoriali, solo che lui si è impegnato a realizzare un paio di super-cover, qui sotto vi metto una versione di "Paranoid Android" pubblicata un paio di settimane fa e che mette assieme 36 diverse versioni della canzone dei Radiohead (due mesi fa ne aveva fatta un'altra con 40 diverse esecuzioni di un brano dei Porcupine Tree).



[via inkiostro]



Infine, per chi volesse emulare le gesta di Ohadi22, consiglio la visita a questo blog che scova in giro e propone video di cover variamente pregevoli: Cover Song Archive: "una raccolta di canzoni conosciute da persone sconosciute".

martedì 22 febbraio 2011

di musicassette e poco altro

Se ancora aggiorassi il blog, questa settimana l'avrei aggiornato pochissimo.

Non che proprio non mi siano venute delle idee (ma comunque meno del solito) è che il lavoro è padrone assoluto delle mie giornate.

Però un post sulle musicassette credo proprio che l'avrei fatto.



Io sono cresciuto assieme alle compact cassette, introdotte nel marcato europeo l'anno prima che nascessi (e in quello statunitense il mese prima che nascessi) hanno accompagnato la mia infanzia e soprattutto l'adolescenza.
Non le ho mai amate particolarmente, vuoi mettere la bellezza di un trentatré giri? E se poi volevi saltare una canzone? O risentirne una? Mille volte meglio il vinile.

Ma le cassette erano l'unico modo per farsi le proprie complilation, per registrare dalla radio, per registrare (di sfroso) i concerti a cui andavi, per farsi le proprie compilation con le canzoni registrate dalla radio o ai concerti. E quindi, anche se non le amavo particolarmente, ne ho usate a centinaia.



E sulla creazione delle proprie cassettine antologiche ci sarebbe da scrivere un libro, mica un post. Sull'arte di decidere la sequenza delle canzoni (ne parla anche Nick Hornby in Alta fedeltà), sullo scambio delle cassette con i propri brani preferiti come rito sociale tra adolescenti (ma quante ce ne saremo scambiate io e Carlo? a cementare un'amiciza nata sui banchi di scuola e cresciuta nei negozi di dischi, nei posti da concerto e poi fino in radio), ma anche la cassettina come forma di seduzione (anche questa da me praticata all'epoca e anche di questa ne parla Hornby nel suo romanzo).
Eravamo così abituati a ragionare sulla successione dei brani, sull'effetto che poteva fare giustapporre un pezzo a un altro, che a me non stupisce che poi, già da ragazzini, fossimo in grado di gestire la scaletta di una trasmissione radiofonica come se nulla fosse, era per via delle cassettine, ne sono sicuro (poi essere capaci di condurre, avere il ritmo giusto nel parlare, quella era tutta un'altra questione).

Se aggiornassi ancora il blog mi sarebbe venuta voglia di parlarvene dopo aver visto questo post dal blog di socks-studio, ma mi sarei trattenuto. Per poi cedere dopo quello che ha fatto Carlo sabato scorso.



Primissimi anni '80, gli anni del liceo. Ascolto di tutto, dal punk ai Duran Duran, ma i miei gruppi preferiti sono Police ed XTC. Una volta sento, e registro al volo, alla radio un brano dal titolo sconosciuto di un gruppo sconosciuto. Identici ai primi XTC, identici. Però non sono loro, la voce non è loro e poi noi la discografia degli XTC la sappiamo a memoria. Il brano finisce in una cassetta che faccio a Carlo. Da allora né lui né io abbiamo avuto pace (certo, abbiamo anche fatto altro nella vita, tipo che Carlo si è pure sposato nel frattempo, lavoriamo entrambi, abbiamo messo su case, disfatto giù case e rimesso su case, per dire, però quel rovello, in fondo, restava).
Anni fa grazie all'internet avevo anche capito chi era il gruppo, come s'intitolava il brano e che era un 45 uscito nel 1981 mai stampato su ellepì. All'epoca però né sul web, né sul mulo ce n'era traccia. Tornai a fare altro. Sabato Carlo se n'è ricordato e visto che oggidì è pieno di blog, specie su blogspot, che pubblicano mp3 di ogni cosa. Ho potuto finalmente riascoltare quella canzone (ché la mia cassetta è dispersa da tempo).


qfeel - Doctor On The Radio (1981)


Che poi la versione che avevo registrato io era comunque un po' diversa, specie nel finale, ma quello doveva essere un promo per le radio che davvero non troveremo mai e poi mai.

Galavanizzato dalla scoperta di Carlo, mi sono ricordato di un'altra canzone. Quella invece era sfacciatamente "alla Police". Di quella non ho neanche mai avuto una registrazione radiofonica su cassetta. Me la ricordavo così, per averla sentita un paio di volte, sempre nel 1981 (roba strana la memoria, specie la mia). Oggidì recuperarla è stato un attimo.


The Producers – I Love Lucy (da "The Producers", 1981)


Infine, visto che sto qui a parlar di musica derivativa dagli XTC mi pregio di pubblicare un brano dal primo EP dei Denovo, questo data 1984 e l'ispirazione gruppo inglese è evidente.


Denovo – Niente insetti su Wilma (1984)


Ecco, se ancora aggiornassi il blog, questa settimana non averi parlato di molto altro. Be', sì, ovviamente me la sarei presa coi nostri giornalisti che non perdono occasione di dimostrare quanto sciattamente facciano il loro lavoro. Ché nell'affittopoli milanese è saltato fuori il nome di Sergio Bonelli tra i beneficiati dal Pio Albergo Trivulzio (per un appartamento di 85 mq) e tutti giù a dire che si trattava dell'editore di Tex e Dylan Dog, un'idea grottesca sotto mille punti di vista per chiunque ci abbia mai avuto a che fare, con Bonelli. Poi non è compito dei giornalisti saperlo (che è un'idea grottesca) il loro compito però sarebbe verificare le cose come stanno (e sarebbe bastata una telefonata in casa editrice) e quindi raccontarlo ai lettori, nello specifico non c'era niente da raccontare ai lettori, si trattava di una banale omonimia. Buffoni (e pure "cialtroni", stavolta il tag lo metto per loro).
Me la sarei anche presa con l'ATM, la municipalizzata che qui a milano si dovrebbe occupare dei trasporti, che riesce a fare brutta figura anche quando estende la rete del metrò di due nuove fermate, ma vi va bene che, per davvero, non aggiorno e quindi non l'ho fatto e non lo fo.

Poi di sicuro non vi avrei parlato di ricette di cucina (anche se un po' avrei voluto), di Laurie Anderson e Art Spiegelman (ma questo forse prima o poi lo faccio), avrei continuato a non parlarvi degli interessantissimi libri da metro che continuo a leggere con diletto (sia pure, ormai, davvero solo in metrò) e forse non vi avrei neppure parlato Vincent Connare: l'uomo che inventò il Comic Sans.

Però, naturalmente, mi sarei occupato dei PostSecret, benché anche questa settima li abbia trovati poco interessanti (comincio a pensare sia colpa mia).

Ce n'è uno che dice che trova le biblioteche sessualmente eccitanti, e a me ne ha fatto venire in mentre un altro che pubblicarono quattro anni fa, lo avevo messo qui giù nei commenti (e me lo sono pure ricordato, roba strana la memoria).
Restando in tema (biblioteche, non sesso) ce ne sono due (uno e due) che parlano di post-it messi apposta nei libri che si restituiscono alle biblioteche (bella l'idea, brutte le cartoline relative).
Ce n'è pure uno che arriva da Orvieto.

Ma non ce n'è nessuno che mi piaccia davvero.
Per disdegnoso gusto, pubblico il segreto più stupido della settimana (e, almeno fin qui, dell'anno).



mi siedo sul cesso di lato


Di postsecret la prima volta ho parlato qui.


segreti della settimana (77)

venerdì 14 gennaio 2011

trancesiberiana

Domani, in un posto "vero", suona il gruppo di un amico mio che un anno e mezzo fa si è esibito da me (sì, ogni tanto a casa mia si tengono dei concerti e sì, ho un salotto abbastanza grande). Fu proprio un ottimo concerto.

Nel frattempo la loro formazione è cambiata, è sparito un piano, si sono aggiunte una chitarra e una cantante, non vedo più tracce di fonovaligie e c'è stato forse qualche altro cambiamento (il bassista ha venduto il basso e ora canta solo? mah...)

Insomma, anche per me sarà una sorpresa (perché io, di mio, conterei di andare, salute permettendo però, perché in questo momento, con la salute... io non so...).




Segue presentazione ufficiale:



TRANCESIBERIANA
combo psicogeografico

sabato 15 gennaio a
Unza!


 
Lionello (Lello) Colombo ... saxes
Stefano tampellini ... saxes
Lorenzo Tarantino ... chitarra
Luigi Crippa ... voce
Maurizio Daccò ... batteria
Maddalena Bolis ... voce



"quando un commando di killer della polizia uccide nel suo letto Fred Hampton, leader delle Black Panthers di Chicago, sul pavimento della stanza c’è un pila di dischi... In una foto si distingue Out To Lunch di Eric Dolphy. Immagine simbolo, più eloquente di cento trattati... Musica e politica, jam-session e Black Power, movimenti e jazzisti erano parte di una sola espressione collettiva"
(Wu Ming, novembre 2005, da “The Old New Thing a free jazz anthology”)

Questa frase riassume in un bagliore il senso che Trancesiberiana propone, l’amore per la New Thing e per tutti i suoni non omologati di quel periodo, inseriti in un contesto quale quello attuale. Sun Ra in viaggio astrale nel nostro presente.

Ingresso con nuova tessera 2011 di Unza! 1 euro

Sottoscrizione praticamente libera ma moralmente obbligatoria per i musicanti


UNZA! Cicloofficina Nord - Niguarda
Via Bianchi d'Espinosa ang. Graziano I – Milano

Orario ufficiale h 21.30
(ufficiosamente tendente alle 22)
un comodo dopo cena

martedì 7 settembre 2010

buon vicinato

C'è questa mia amica che ha qualche problema coi vicini. I suoi vicini sono inurbani, fanno chiasso, hanno un po' di figli e amano la musica. L'amore della musica è una bella cosa, ma va temperato con la buona creanza, se si traduce in un ragazzeto che fa esercizi di tromba (leggi: "suoni inarticolati") a qualunque ora del giorno gli aggrada, senza badare ai nervi dei vicini, rischia di perdere un po' di fascino.
Questa cosa della tromba è cominciata subito prima delle vacanze estive, ultimo evento di una lunga e spiacevole catena. Io e la mia amica d'agosto si era qui a milano e lei paventava il rientro della famigliola canterina (canterina anche perché il padre di famiglia, come hobby, dirige un coro che tutti i giovedì sera, e fino a tarda ora, fa le prove nel loro salotto – salotto confinante con la camera da letto della mia amica).

La mia amica è in pensione da parecchio, quindi è spesso in casa durante il giorno (ossia durante le imprevedibili ore di esercizio con la tromba del ragazzetto) con l'età lei è anche diventata un po' sorda, ma questi qui fanno un tale baccano che dubito che diventerà mai sorda abbastanza per vivere tranquilla accanto a loro (anche perché se si cerca di ragionarci assieme non ci se la fa – non so se avete presente quei genitori di sinistra che i loro figli devono esprimersi e nessuno deve permettesi di porre confini al diritto di esprimersi dei loro figli, ecco una cosa così).

I primi di agosto la mia amica mi ha chiesto di accompagnarla a comperare un impianto hi-fi compatto, sufficientemente potente da contrastare i barriti trombettistici del ragazzetto (in preparazione del loro rientro dalle vacanze). Mi ha anche chiesto se avevo da consigliarle qualche cd adatto alla "guerriglia sonica" che aveva in animo di ingaggiare, una volta tornati i vicini, se questi non fossero venuti a più miti consigli. Io qualche idea gliel'ho anche data.

Poi l'altro giorno ricevo una sua mail: ha visto su internet un cd che vuole assolutamente comperare. Il cd è questo:



Revenge CD - 20 ways to calm down your noisy neighbours. Venti tracce: 1) trapano; 2) festa (con almeno 200 persone); 3) orgasmo (notevole); 4) treno; 5) tamburo (suonato da un bambino); 6) grida inumane; 7) camminata (con tacchi alti); 8) lite domestica; 9) porte sbattute; 10) bowling; 11) cane infelice; 12) esercizi, scale musicali (violino); 13) ingorgo di traffico; 14) camion dell'immondizia; 15) neonato; 16) squillo del telefono; 17) pallacanestro; 18) piccioni; 19) pulizie di primavera (aspirapolvere); 20) chicchirichì! e in omaggio ci sono pure un paio di tappi per le orecchie!

L'idea è quella di scegliere la traccia che si ritiene più adatta per i proprii vicini, ci si infila i tappi, si mette lo stereo a palla (e noi si è già andati a comperarne uno nuovo apposta) e poi gli si dà il via mettendo la riproduzione su "ripeti brano".

La mia amica è entusiasta!

Entusiasta, ma perplessa, ha cercato in ogni modo di comperare il cd ma non ha capito come riuscirci, per questo  mi ha mandato la mail, io sono più pratico.
Essendo più pratico non ci metto molto a scoprire l'amara verità: il cd non è più in commercio. Ha avuto i suoi 15 minuti di notorietà nel 2006, ne hanno scritto divertiti blog e siti, ma adesso non lo vende più nessuno.

C'è da dire però che io sono bravo a a rovistare l'internet (questo blog si chiama "error 403" proprio per questo fatto che sono bravo a rovistare l'internet, ve l'avevo mai detto?) e visto che sono bravo a rovistare l'internet io il "rar" di quel disco l'ho trovato lo stesso, in un attimo. Certo, i tappi bisogna comprarseli in farmacia a parte, ma così io ieri ho potuto masterizzaglielo (che sabato il ragazzetto e la sua fedele tromba son tornati più arzilli che mai) e lei è venuta a prenderselo tutta felice, sembrava una bimba la mattina di natale.


01 – Drill


05 – drum (played by a child)


06 – inhuman screams


Io non so se anche voi avete, o avrete mai, dei vicini scassacazzo, di certo non ve lo auguro, comunque, nel caso, sappiate che io il file l'ho trovato qui, poi vedete voi.

martedì 9 giugno 2009

ven scia chi che t'aduperi




Trovata QUI

sabato 20 ottobre 2007

continua a correre...

La paura fa '60 (6)

Stessa canzone tre storie diverse (ma molto diverse).


(i Pooh - Vieni fuori - 1966)


(Evy - L'abito non fa il beatnik - 1966)

Evy, vero nome, Evelyn Lenton Verrecchia, cantante di origine francese attiva in Italia per breve tempo, "Vieni Fuori" è il primo singolo dei Pooh. In giro per la rete si trovano accreditate altre due diverse cover di questo pezzo scritto da Steve Winwood, una è "Batti i pugni" dei New Dada che invece è un brano originale, e l'altra è "Chi può dirmi" (incisa, tra gli altri, da Patrick Samson) che però io non ho mai sentito.


(Spencer Davis Group - Keep On Running - 1965)


Keep on running, keep on hiding
One fine day I'm gonna be the one
To make you understand
Oh, yeah, I'm gonna be your man.

Keep on running, running from my arms
One fine day I'm gonna be the one
To make you understand
Oh yeah, I'm gonna be your man.

Hey, hey, hey
Everyone is talking about me
It makes me feel so sad.
Hey, hey, hey
Everyone is laughing at me,
It makes me feel so bad,
So keep on running

Keep on running, running from my arms
One fine day I'm gonna be the one
To make you understand
Oh, yeah, I'm gonna be your man

martedì 2 ottobre 2007

musica musicanti!

Vado a torino a sentirmi il concerto di questi qui sotto, ci si ripiglia.
Statemi bene.


venerdì 28 settembre 2007

com'è che ora non ridi più?

La paura fa '60 (5)

Un'altra prodezza del paroliere più famoso d'italia. Devo dire che ci mette del suo anche il signor Gianni Pettenati (& The Juniors). Ascoltato oggi il suo cantato/parlato/cantato sembra quasi parodistico.

E poi... quelle "u" così chiuse... (giuuuu, tuuuuu)


(Gianni Pettenati & The Juniors - Come una pietra che rotola - 1966)

... roba da far rivoltare il povero Bob Dylan nella tomba :)


(Bob Dylan - Like a Rolling Stone - 1965)

lunedì 24 settembre 2007

... e infine mi hanno riallaciato il gas

Oggi la giornata è cominciata bene. Le mail mattutine hanno portato buone notizie lavorative, poi ho casualmente incrociato un paio di persone che dovevo contattare da settimane e che non trovavo mai il tempo, la voglia, la forza di contattare, il caso mi è stato amico. E infine MI HANNO RIALLACCIATO IL GAS!
Basta mangiare roba fredda e/o scaldata col fornetto elettrico, basta fare la doccia gelata o ospite dai vicini. Guardavo tutti e quattro i fornelli accesi e c'è mancato poco che mi venissero i lucciconi.


E domani, qui a milano, c'è pure il concerto di joanna newsom, io la sto aspettando da due anni almeno.


(Joanna Newsom - Sprout and the Bean)


(Joanna Newsom - The Book of Right-On)


(Joanna Newsom - Peach, Plum, Pear)


(Joanna Newsom - Emily)

venerdì 21 settembre 2007

satchmo plays disney


(Louis Armstrong - The Bare Necessities - da Il libro della jungla)


(Louis Armstrong - Chim Chim Cher-ee - da Mary Poppins)

ma soprattutto:


(Louis Armstrong - Bibbidi-Bobbidi-Boo - da Cenerentola)

buona giornata!


venerdì 14 settembre 2007

sono il tricheco e non sono solo...

La paura fa '60 (4)

Nel finesettimana sono QUI coi CANI, quindi ci si rilegge settimana prossima, non potevo però lasciarvi senza una nuova puntata della mia rubrica musicale preferita (preferita forse anche perché per ora è l'unica) e in questa puntata apriamo l'immenso capitolo Beatles...


(Gli Uh! - Non sono solo - 1970)

Forse la stralunata visionarietà del testo originale qui si è un po' persa (e anche l'arrangiamento mi pare meno lieve). In UK c'erano gli Who, noi avevamo gli Uh!, a ciascuno il suo.

Tracce bonus:


(Tufts Beelzebubs - I Am The Walrus)


(Beatles - I Am The Walrus)


(Frank Zappa - I Am The Walrus)

Quest'ultima è una registrazione di fortuna eseguita dal vivo a Mannheim il 25 maggio 1988, il suono è mediocre, l'arrangiamento proprio no.

(ah, non essendo esistito l'anno zero spero sia cosa nota che gli anni '60 iniziano col 1961 e finiscono col 1970 inclusi)