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venerdì 7 dicembre 2012

let it snow...

Era un paio di giorni che qui a milano s'annusava aria di neve, ma il cielo era troppo limpido, oggi finalmente s'è deciso e fiocca già da qualche ora.

Ed è da un paio di giorni che pensando alla neve ho nelle orecchie questa canzone, come ho visto i primi fiocchi ho tirato fuori tutti i miei dischi di natale e ne ho scelte tre versioni.

The Ronettes - Frosty The Snowman

Cocteau Twins - Frosty The Snowman

Nat King Cole - Frosty The Snowman

La prima è tratta da "A Christmas Gift for You from Phil Spector" disco uscito in origine nel 1963 in cui i classici natalizi ricevono il "trattamento Motown". A me quel suono lì mi mette sempre un po' di buonumore, ma non so se applicato alle musichine di natale mi piace fino in fondo.
Quella dei Cocteau Twins viene dal cd allegato una su sorta di rivista/libro formato cd con cd allegato, era il 1992, me la regalò francesco delle shock produzioni, lo so che no è bello dirlo, ma è fose il brano dei Cocteau Twins a cui sono più affezionato.
Per ultimo volevo un crooner o qualcosa del genere, se la sono giocata Perry Como, Bing Crosby e Nat King Cole, ha vinto quest'ultimo, forse per il coretto da scoiattoli all'inizio. Per un attimo sono rimasto in dubbio anche su quella di Michael Bublé, non tanto per lui, ma perché ci sono ospiti le Puppuni Sisters, ma contro gli altri non c'era comunque storia.
Ho lasciato fuori all'ultimo una quarta verisone dei Ventures, strumentale, in cui cercano di farla come se si trattasse di "Tequila".

Avrei voluto anche pubblicare quella tratta dall'album natalizio di Spike Jones (io adoro Spike Jones) ma, dopo aver messo a soqquadro la casa alla ricerca del disco, mi sono dovuto arrendere: non ho idea di dove l'ho ficcato.

Intanto qui continua a nevicare.



sabato 22 ottobre 2011

fermami se la sai già

1987, il quarto disco degli Smiths esce che il gruppo è già, di fatto, sciolto. Tra i quattro singoli previsti ce n'è uno dal titolo bello lungo "Stop Me If You Think You've Heard This One Before" sono state anche già fatte le riprese del video, ma in patria quel quarantacinque giri non uscirà.
Il testo poco prima di arrivare a metà recita: "e il dolore è abbastanza da far sì che un timido buddista pelato rifretta e pianifichi una strage" ("a mass murder") solo che proprio quell'estate, a Hungerford, una cittadina dell'Inghilterra del Sud, un ventisettenne armato di due fucili semiautomatici e una pistola uccide sedici persone e ne ferisce quindici, prima di spararsi a sua volta. La BBC decide che, a causa di questo tragico avvenimento, non trasmetterà la canzone degli Smiths i quali scelgono quindi di non pubblicare il singolo nel Regno Unito (uscirà comunque in parecchie altri parti in giro per il mondo).
The Smiths – Stop Me If You Think You've Heard This One Before
("Strangeways here we come", 1987)


Per la BBC questa sorta di bigottismo non è certo stato un caso isolato, per dire, io ho una copia dell'album d'esorido dei Massive Attack su cui il nome del gruppo è solo "Massive" perché, essendo uscito nel 1991, durante la prima guerra del golfo, l'emittente britannica aveva chiarito bene (se non ricordo male) che non avrebbe mai mandato in onda un gruppo che avesse come nome "Attacco Massiccio".

2007, vent'anni dopo la mancata uscita del singolo degli Smith ci pensa il dj e produttore Mark Ronson a far finire quella canzone nella top ten del Regno Unito. È l'anno del secondo album a suo nome, un album tutto fatto di cover. Un album ottimo, che ho ascoltalto e riascoltato fin quasi a consumarlo. Tra i brani scelti da Ronson c'è anche "Stop me" una versione giusto un filo rimaneggiata rispetto al pezzo di Morrisey e Marr. A cantarla è l'australiano Daniel Merriweather.

Mark Ronson – Stop Me ("Version", 2007)

Nella versione di Ronson però, alla fine, appare un pezzo di testo nuovo: "lasciami libero, perché non lo fai? / esci dalla mia vita, perché non lo fai? / perché tu non mi ami davvero, no / tu mi lasci appeso a un filo". Solo che questo testo non è poi così nuovo, visto che viene dritto dritto da una canzone, portata al successo dalle Supremes, che apre un loro album uscito esattamente quarant'anni prima, nel 1967 (ma c'è da dire che il singolo è dell'ottobre dell'anno prima).

The Supremes –You Keep Me Hangin' On
("The Supremes Sing Holland-Dozier-Holland", 1967)

Io alla musica della Motown le ho sempre voluto bene. E penso che quando si è un po' giù si può sempre contare sulla musica della Motown per stare un filo meglio (certo, forse vale solo per me, voi però magari provateci).

Sempre quell'anno lì, il 1967, quella canzone lì le Supremes la pubblicano anche in italiano (ai tempi si usava, lo faceva anche Stevie Wonder). A me pare che il testo italiano sia un po' moscio e che il terzetto capitanato da Diana Ross lo proponga senza molta convizione. Meglio la versione inglese.

The Supremes – Se il filo spezzerai (1967)

Ma "Se il filo spezzerai" non è la sola traduzione italiana di questa canzone, ben più famosa è "Chi mi aiuterà", la versione che i Ribelli pubblicano alla fine dello stesso anno, reduci dal successo di "Pugni chiusi" (canzone che aveva visto il debutto nel gruppo di Demetrio Stratos).

I Ribelli – Chi mi aiuterà (1967)

Se vi siete entusiasmati per quanto l'arrangiamento nostrano dei Ribelli differisce dalla versione originale del terzetto vocale di Detroit, aspettate un attimo riponete trombette e coriandoli e sentite qua:

Vanilla Fudge – You Keep Me Hangin' On (1967)

Eh già, il nostrano arrangiamento molto deve a quello psichedelico pubblicato oltre oceano, sempre quell'anno, dai Vanilla Fudge. Però Demetrio Stratos aveva una voce che levati!...

E per finire questa lunga deriva partita nel 1987 e arrivata nel 1967, passando dal 2007, vi pubblico un'altra versione di "You Keep Me Hangin' On" che tanto quelli poco ossessivi a questo punto del post li ho già persi da mo'. Si tratta sempre della band di Carmine Appice e soci, ma qui il pezzo dura quasi il triplo, essendo che è preso dal loro ellepì di esordio.

Vanilla Fudge – You Keep Me Hangin' On ("Vanilla Fudge", 1967)