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lunedì 2 luglio 2012

stagione di caccia

Lasciando da parte la mia naturale modestia per un attimo, posso proprio dirlo: sono stato un grande uccisore di zanzare (con buona pace del mio karma ma tanta pace della mia epidermide) quelle mi volavano attorno con intenzioni e attenzioni di tipo alimentare e io SMAK come nella vecchia pubblicità del Sole Piatti (ma senza piatti) suggellavo con un singolo e sonoro applauso il loro ultimo istante di vita.

Poi: la presbiopia! Per uno schiffeggiatore di zanzare, pro o semi-pro, la presbiopia è la fine della carriera.
Ché quelle cabrano, vanno in picchiata e, soprattutto, s'allontanano e s'avvicinano e tu, una volta che le hai agganciate, sempre le devi seguire con lo sguardo, è lo sguardo il tuo radar, sempre a fuoco le devi tenere se vuoi suggellare con un seco battimano il loro ultimo batter d'ali.

Totale:
Il primo sintomo della presbiopia è stata la difficoltà a mettere a fuoco da vicino.
Il secondo intomo della presbiopia, per me, sono stati ponfi grossi così su braccia e gambe.


Ché come uccisore di zanzare io sarò anche al crepuscolo ma quelle, da queste parti, mica attaccano solo al crepuscolo! Qui quelle son feroci e lavorano su tre turni (come i metalmeccanici ai tempi del boom) e io ormai becco solo le più lente, le più rovinate (contribuendo così – almeno secondo Darwin – a selezionare un razza ancor più efficiente e più letale).

(e così i miei ponfi, col tempo, aumenteranno anche di più)