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venerdì 26 agosto 2011

un impala



[fonte immagine]


Sogno il dialogo tra due tizi che, da una certa distanza, guardano un animale, un mammifero della famiglia dei Bovidi della specie che dà il titolo a questo post. L'animale se ne sta fermo, assolutamente mobile.
 
Tale – Qull’impala è lì impalato.

Altro tale – Più che impalato direi che quell’impala è impagliato!

Tale – A ben vedere, più che impagliato direi che è posticcio, è un impala in paglia.

Altro tale – In ogni caso sarà il premio per chi, tra noi risulterà vincitore: quindi è un impala (in paglia o impagliato che sia) in palio.

Tale – Impagabile!
 
Primo sogno appuntato nella mia casa attuale, nel marzo del 2000

giovedì 2 settembre 2010

Odio le state

Odio le state e più
Quelle che un bacio no
Quelle che sì e poi no
Quelle che chiama tu
Quelle che se ti va
forse le trovi al Pois*.

Odio le chissà se
(poi sai che tutti sa)
Quelle che chissà chi
crede sia suo papà
Quelle che del tu dà
a tutti a tutte età.

Odio le cambio look
Quelle che solo rock
Quelle col taglio shock
tutti i samedi al Plastic**
Quelle che quando fuck
vuol sempre e solo Bach.

Odio le un po' retrò
tutte fri fri e fru fru
Quelle mio Dio non so
Quelle va be' fa' tu
Quelle che a notte no
non torno col metrò.

Odio le ho letto che
Quelle koinè agorà
Quelle che genio è
specie per la sua età
Quelle tutte cioè
cioè quelle come te.

di Gianni Micheloni
uno dei quattro del gruppo "Bufala Cosmica" la poesia è tratta da "Rime Tempestose" (Sperling & Kupfer, 1992)

* locale milanese di tendenza, anni '80.
** discoteca milanese di tendenza, anni '80, '90...

QUI altre tre poesie di Micheloni, monovocaliche, tratte dal medesimo libro, io sono particolarmente legato a "I Ciclisti" – "Vidi i ciclisti / in bici sì vivi, / li vidi tristi / di bici privi [...]" – all'epoca avevo anche pensato di scriverne un seguito ("I Ciclisti Bis") mi appuntai anche un po' di versi, ma poi non lo scrissi.

lunedì 25 gennaio 2010

classificare i monovocalismi

Proposta per una classificazione dei testi monovocalici in base alla loro intenzionalità (con esempi tratti dall'esperienza di me medesimo).

1. non intenzionale (o monovocalico naturale)
Si ha quando il testo monovocalico si origina spontaneamente e l'autore lo compone per altri motivi senza applicare al proprio componimento regola alcuna.

esempio:
"con box o posto moto"
(l'esempio è tratto da un modulo di pubblicità di un giornale di annunci economici che mi capitò di comporre quando ero operaio fotocompositore nel 1988)

2. preterintenzionale
Si ha quando il testo monovocalico è causato dall'applicazione di regole che hanno un fine diverso dalla composizione di un testo monovocalico e il monovocalismo è quindi solo un effetto collaterale.

esempio:
"magda fa la falsa dama"
(l'esempio è tratto dagli esercizi di dattilografia che faceva mia sorella a scuola, lo scopo era di esercitare solo alcune dita alla volta su specifici tasti, solo alcune delle frasi da battere avevano come effetto collaterale quello di essere monovocaliche)

3. intenzionale
Si ha quando l'autore compone il testo monovocalico volontariamente, allo scopo di ottenere un testo monovocalico, la maggior parte dei testi monovocalici noti ricade in questa categoria.

esempio:
"obtorto collo,
scopro lo scroto
lo mostro (poco)
gooodo!
Sono contorto?
molto! troppo!"

(l'esempio è un frammento, l'unico, del mio componimento "il timido esibizionista")