Recent Posts

Visualizzazione post con etichetta monty python. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta monty python. Mostra tutti i post

venerdì 23 dicembre 2011

il biglietto di auguri

 
1968: animazione di terry gilliam per il programma per bambini "Do Not Adjust Your Set", neanche un anno dopo andava in onda la prima puntata del Monty Python's Flying Circus.

mercoledì 26 ottobre 2011

marvin suggs, topolino
e altri sadici musicisti

Stavo leggendo il mio libro da metrò del momento quando mi è venuto in mente Marvin Suggs e il suo crudele "muppaphone".


Questa qui sopra è la sua terza apparizione (nel quarto episodio della terza stagione del Muppet Show) l'informazione (e molte altre presenti in questo mio post) la prendo dalla completissima voce a lui dedicata all'interno della Muppet Wiki.
La sua prima apparizione la trovare circa a metà di questo filmato, mentre in questo sito polacco lo vedete mentre cerca d'imporsi come accompagnatore dell'attrice e cantante Lesley Ann Warren.

Perché mi è venuto in mente questo personaggio ricorrente dei Muppet?
Perché nel mio libro è riportata questa notizia qui:



L'ill'ustrazione è emblematica e non realistica, il vero "maialofono" era molto più voluminoso, ma contemplava realmente una tastiera d'organo che manovrava dei pungoli che colpivano i poveri suini, ordinati per età e stazza in modo che i loro grugniti fossero il scala dal più acuto al più grave (qui due fonti ottocentesche, in inglese, che fanno menzione dell'aneddoto).

Gli autori del Muppet avranno saputo del curioso accrocchio, voluto da Luigi XI e messo in piedi dal suo mastro musico? Non lo so, forse no, è più probabile che avessero presente una fonte d'ispirazione a loro più prossima: il signor Ewing e i suoi ventitré topini musicali:


Si tratta di Terry Jones in uno sketch della seconda puntata Monty Pyton Flying Circus (1969) poi ripreso nel loro film "E ora qualcosa di completamente diverso" (1971) questa seconda versione la trovate qui ma con la ratio sbagliata, è tutto stretto e lungo.

Se invece vogliamo trovare qualcuno che abbia colto a pieno l'eredità del maialofono quattrocentesco di Luigi XI, bisogna risalire al 1928 al debutto di Topolino: il corto "Steamboat Willie".


Avete visto (dopo aver suonato capre, gatti e anatre) che succede a partire dal minuto 5:45?

Ah, nel canale del tubo ufficiale Disney, "Steamboat Willie" è in versione censurata: hanno tagliato il topo che tocca le tette alla scrofa.

Il tag cialtroni questa volta è per loro.

---
AGGIORNO: ho scoperto anche il katzenkavalier come a dire un "gattofono".

giovedì 3 marzo 2011

truppe scelte, ma di una certa età

Son lì che che lavoro di cazzuola e di lima (e, soprattutto, di forbici) alla sceneggiatura che contavo di aver già consegnato da tempo e mi accorgo che invece di "commando" ho scritto "cummenda"Splendido lapsus!

E subito mi è venuto in mente qualcosa di simile a The Crimson Permanent Assurance (il corto Terry Gilliam che fa da prologo a Il senso della vita dei Monty Python): là degli impiegati assicurativi si davano alla pirateria, nella mia fantasia invece un gruppo di commendatori milanesi (tutti con pelata e pancetta) si dà ad azioni di guerriglia.

Un piccolo sogno a occhi aperti, durato un minuto. Poi, finita la ricreazione, mi sono rimesso a lavorare di cazzuola (e, soprattutto, di forbici) alla sceneggiatura.

giovedì 6 gennaio 2011

lo sono tutti i capricorni?...

Buona epifania, raga.




(io sto sempre più sommerso dagli impegni lavorativi e para-lavorativi... speriamo di rileggerci prima dell'anno venturo)

mercoledì 17 novembre 2010

non ci siamo già visti da qualche parte?

Stasera passo da Ipofrigio prima di cena e mi mostra, sul tubo, uno sketch del Flying Circus dei Monty Python che non avevo mai visto, quello sul deja-vu:

19.

(sì, lo so, è molto in inglese, ma una volta che si sa che il conduttore sta parlando del cuoriso fenomeno mentale del deja-vu lo si capisce bene anche senza capire una cippa di quello che dice)

E questo filmato, che non avevo mai visto prima, mi fa venire in mente un'altra gag televisiva e mi ricorda un'altra serie tv inglese (non comica) di poco precedente al Flying Circus. Come dire: lo vedo e mi lascia un senso di doppio deja-vu.
La gag è qui, in fondo in fondo:

20.

(Purtroppo il filmato senza Sturby non l'ho trovato la gag di Vulvia è proprio alla fine fine, dal minuto 2:38 in poi, ma prima fa i subbaqqui, vale la pena di vederseli i subbaqqui)

La serie televisiva da cui la parte finale del filmato dei Python trae, a mio avviso, soverchia ispirazione è The Prisoners (Il Prigioniero, 1967).
Da ragazzino la vidi sul secondo canale e mi fece parecchia impresione e a più di quarant'anni dalla sua creazione non mi pare abbia perso neanche un po' di smalto (e da qualche parte devo avere quasi tutti i dvd, magari li tiro fuori).

21.

(non potendo mettere qui tutta la serie mi limito al trailer)

Sulla scorta di questa deriva mnemonico televisiva mi sono appena rivisto un po' di spezzoni del Prigioniero, tra cui la sigla, quella in cui la voce del Numero Due chiede al prigioniero informazioni, chiamandolo Numero Sei, e lui risponde che non è un numero, bensì un uomo libero. Ciò non poteva non farmi venire in mente "The Prisoner", l'omonima canzone degli Iron Maiden tratta dall'album del 1982 "The Number Of The Beast".
Gli Irons li vidi dal vivo poco dopo l'uscita di questo disco, l'unica mia volta a un loro concerto (ricordo positivo della giornata: potei assistere alle prove, una figata – ricordo negativo: a fine concerto mi feci fregare il giubbotto di pelle nuovo, un fighissimo giubbotto blu scurissimo per nulla tamarro)

22.

(Iron Maiden – Live at Hammersmith, 1982)


canale 403 (5)