Robecchi dal suo blog, presentando il suo incontro di stasera a Streep con Gipi:
..."perché è in assoluto il mio disegnatore (fumettista mi sembra poco) preferito".
ahahah... così per il signor Robecchi "disegnatore" sarebbe di più che "fumettista"!
Ossia essere capace di disegnare e, al contempo, di concepire una storia, di articolarla in una serie di disegni, corredati eventualmente di dialoghi (che bisogna essere capaci di scrivere) è meno che essere capace di disegnare e basta.
Temo che Gipi faccia questo effetto a molta gente, è bravo e a molti dispiace (giustamente) che un pregiudizio "antifumettista" gli precluda una parte del pubblico. Ma invece di usare Gipi come prova che quello nei confronti dei fumetti è, appunto, un pregiudizio, a molti viene più naturale far proprio il pregiudizio e dichiarare che Gipi si eleva da quella poca cosa che è il fumetto.
Grazie, eh...
(un paio di altri esempi qui e qui)
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venerdì 23 ottobre 2009
giovedì 20 novembre 2008
il fumetto: meridionale ma pulito
Pubblicato da
andrea 403
Ho paura che questa cosa che il libro di Gipi è un bel libro, e che quindi in molti pensino che dovrebbe uscire dal ghetto dei fumetti ed essere letto anche da chi non legge i giornaletti dei fumetti mi porterà ancora qualche altro dispiacere...
"Gipi e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più di un semplice fumetto." [qui]
Affermazione incontestabile. E chi scrive di sicuro ama i fumetti. Però io non me lo vedo qualcuno che ama la letteratura che, parlando dell'ultimo libro del suo autore preferito, dice "Tizio e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più che semplice letteratura. Punto". A me suona strano.
Insomma del pregiudizio nei confronti del fumetto, anche quando non è di chi scrive, pare che non ci sia modo di liberarsene, perché chi scrive lo presuppone nei confronti di chi legge e se ne lascia comunque influenzare.
Non è proprio uguale, ma è un po' come voler parlar bene di un poprio amico terrone dicendo che è meridionale ma pulito. Un po'...
"Gipi e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più di un semplice fumetto." [qui]
Affermazione incontestabile. E chi scrive di sicuro ama i fumetti. Però io non me lo vedo qualcuno che ama la letteratura che, parlando dell'ultimo libro del suo autore preferito, dice "Tizio e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più che semplice letteratura. Punto". A me suona strano.
Insomma del pregiudizio nei confronti del fumetto, anche quando non è di chi scrive, pare che non ci sia modo di liberarsene, perché chi scrive lo presuppone nei confronti di chi legge e se ne lascia comunque influenzare.
Non è proprio uguale, ma è un po' come voler parlar bene di un poprio amico terrone dicendo che è meridionale ma pulito. Un po'...