Chiacchieriamo un po' e mi racconta parecchie cose del suo passato, la più divertente è forse questa: lui è giovinotto a genova, più o meno coetaneo di gino paoli e luigi tenco, suoi amici dai tempi del liceo con cui suona nei locali della zona, fanno jazz. Lui è il pianista, paoli è alla batteria e tenco suona il sax "e cantava con una voce splendida, degna di nat king cole" mi dice.
Una sera, dopo una loro esibizione lo avvicina un impresario del posto, uno abbastanza noto, lo prende da parte e si complimenta con lui, suona proprio bene, "però" gli dice "se vuoi sfondare nel mondo della musica, devi mollare i tuoi due amici, che proprio non son capaci".
Neanche troppo tempo dopo paoli e tenco erano noti in tutta italia.
Luigi Tenco – Un giorno dopo l'altro (1966)
Questa (che i più vecchi di voi magari ricordano come sigla finale dei Maigret con Gino Cervi) prima o poi ve la faccio sentire anche cantata da Steven Brown, quello dei Tuxedomoon...