Sogno un’intricata vicenda spionistica di cui, al risveglio, ricordo molto poco. Ricordo che era tutta ambientata in medioriente. Il Mossad è impegnato in una missione di contro spionaggio e contro informazione. Sapendosi scoperti dagli avversari, alcuni agenti israeliani continuano a farsi spiare come se niente fosse. Sia durante il lavoro, sia nei momenti di vita privata.
A un certo punto uno di essi, molto osservante, si reca in preghiera al muro del pianto, qui – come tradizione – lascia un foglietto, in una fessura, con una supplica a Dio.
Il biglietto viene recuperato e ispezionato dagli agenti nemici, che lo trovano estremamente criptico. Costa loro grande impegno e grande fatica ricostruirne il significato. Un significato che, alla fine, si dimostra strettamente legato all’operazione in corso da parte del Mossad. Gli agenti opposti si comportano di conseguenza e falliscono.
Ovviamente quel foglietto era un’azione di disinformazione, creata ad arte per ingannarli.
Notte tra il 12 e il 13 dicembre 1998
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martedì 23 agosto 2011
un escamotage
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andrea 403
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