citofono
io – sì?
citofono – sono portinaio...
io – sì?
citofono – qui c'è un po' di pacchi.
io – arrivo!
Ecco, diciamo che per qualche mese la terapia a scalare è andata bene poi stop.
È da un po' che ci sono ricascato.
Quelli sopra sono i pacchi arrivati oggi, sotto il loro contenuto (più qualcosina d'altro arrivato nei giorni scorsi). Non si tratta solo di novità, ché i libri da comprare là fuori possono essere usciti oggi o mesi o anni or sono, fa uguale. Il senso di gratificazione per me è uguale.
Niente, era solo un piccolo post per farmi bello col mio acquisto cronico e compulsivo di libri con le figure da cui proprio non mi riesce di guarire.
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venerdì 11 maggio 2012
mercoledì 25 novembre 2009
i quattro colli
Pubblicato da
andrea 403
Per colpa di un post di Spari scopro la libreria on line Book Depository che è in UK (quindi al sicuro da qualsiasi bega doganale), fa spesso sconti e – soprattutto – non fa pagare le spese di spedizione (quindi puoi ordinare un singolo libro da tre euro, quelli te lo spediscono e tu spendi solo tre euro). Il potenziale d'impatto sulle mie finanze di questa cosa è notevole, senza il freno psicologico dell'avere un po' di libri da ordinare tutti in una volta, per ammortizzare le spese di spedizione, pavento un proliferare di acquisti.
Settimana scorsa faccio il mio primo ordine: un vecchio libro di Sendak, uno ancor più vecchio di Gorey, l'unico libro di Kit Williams che non ho e un capitolo della lega degli straordinari gentlemen ancora inedito in Italia. Quattro libri, in tutto una ventina euro, un unico ordine, tempi di consegna previsti identici.
L'altro ieri mi arrivano tutti e quattro assieme. In quattro imballi distinti. Ohibò.
La prima cosa che ho pensato (che io tanto giusto non sono) è stata «ecco, Book Depository mi sta mandando un messaggio e mi sta dicendo "guarda che per noi è davvero indifferente se ci ordini un libro alla volta oppure quattro, quindi ordinacene pure uno alla volta, che ci è così indifferente che te lo dimostriamo impacchettandoti i quattro libri che hai ordinato in quattro pacchetti diversi e facendoti quattro diverse – ancorché contemporanee – spedizioni per via aerea"». Insomma è come se Book Depository sapesse che a me pare comunque uno spreco questa cosa di farmi mandare un libro alla volta dalla Gran Bretagna e che, anche se non lo pago io questo spreco, mi dispiace lo stesso. E allora loro, che sanno che se torno a pensare che è meglio se i libri li ordino a gruppetti poi mi vendono meno roba, hanno fatto questo atto un po' violento di spedirmi quattro colli distinti per farmi vedere che loro non scherzano un cazzo, e che me ne facessi pure una ragione. Che a ordinarne quattro insieme o quattro in quattro giorni diversi non cambia nulla né per il mio portafoglio (che paga uguale) né per l'ambiente (che comunque paga uguale). Un messaggio un po' da bulli che mica apprezzo, ma che si capisce bene dove vuole andare a parare.
Lo so che non è per davvero così. E infatti ho pensato che questo è un altro di quei casi in cui vedo la differenza tra il mondo com'è e come vorrei che fosse. Ossia la differenza tra un mondo (questo) dove viene più comodo sprecare risorse (perché forse l'imballaggio e il peso in più da caricare sull'aereo che mi porta i libri costano meno dell'organizzarsi in modo più elastico ma magari no, magari è solo un lavoro fatto male, antieoconomico pure per loro) e un mondo (di fantasia) in cui c'è un pensiero dietro a tutto quello che viene fatto, e in cui anche dietro le cose sbagliate non c'è sciatteria ma un disegno preciso (fosse anche quello, non condivisibile, di ammaestrarmi allo spreco al fine di vendermi più libri). Ma, si sa, questo non è il migliore dei mondi possibile.
(e infatti nel migliore dei mondi possibile i libri da me ordinati sarebbero stati tre di più, così il titolo di questo post sarebbe venuto molto molto meglio)
martedì 3 aprile 2007
il mondo com'è e come vorresti che fosse
Pubblicato da
andrea 403
Allora, spedisco questo pacco. E il gentilissimo signore dello sportello della posta mi chiede se uso internet, io sorpreso dico di sì e mi pare strano che voglia fare conversazione su quella che è la mia vita, anche perché qualcuno in fila dietro di me c'è pure e il gentilissimo signore dello sportello della posta però non vuole fare conversazione, e invece mi spiega che se metto il codice del pacco nel sito delle poste, il sito mi dice subito il pacco dov'è e anzi è anche meglio di così perché se io do al sito delle poste il mio numero di cellulare poi loro mi mandano un sms non appena il pacco viene consegnato e che comunque il pacco arriverà la mattina dopo.
E io perciò vado sul sito delle poste e inserisco sia il numero di pacco che il mio cellulare che è difficile che mi capiti di nuovo di mandare un pacco e quindi è un'occasione unica per me di sperimentare in prima persona questo tracking dei pacchi di cui si parla tanto.
Poi passa un giorno e questo pacco arriva davvero ma lo so non perché mi sia arrivato l'sms non appena il postino ha consegnato il pacco a chi lo doveva ricevere ma perché chi lo doveva ricevere mi ha scritto dicendo che grazie il pacco era arrivato.
Però l'sms niente.
Però è anche successa questa cosa, ossia che chi ha ricevuto il pacco non lo ha aperto subito, e anzi probabilmente non l'ha ancora aperto neanche adesso. E non perché non gli importi o si sia dimenticato ma perché visto che non sa bene bene cosa c'è nel pacco mi ha detto che preferisce tenenerlo lì un po' chiuso, che preferisce, e a me questo è piaciuto perché è come se a quella cosa che c'è dentro il pacco (che è un libro, questo è noto) gli si desse più peso, un po' come se quel pacchetto che si tiene chiuso, appoggiato in camera su una seggiola o su un tavolino, è come fosse un cellulare in carica, solo che quello che si sta caricando è il senso di sorpresa che si proverà aprendolo.
E io ho pensato (ma senza crederci eh...) che magari non è che le poste funzionavano male ho pensato (ma per finta) che magari le poste funzionano benissimo e quell'sms non me l'hanno mandato solo perché quel pacco lì non è ancora stato aperto, e allora finché il pacco non viene aperto e la persona che deve ricevere il libro non vede che libro è loro l'sms giustamente non me lo mandano.
E poi ho pensato che questa può essere una differenza tra il mondo com'è, con le cose che spesso non funzionano per il verso giusto, e come vorresti che fosse, con le cose che funzionano così bene da sembrare addirittura magiche.
Niente, tutto qui, era una sciocchezza che ho pensato.
E io perciò vado sul sito delle poste e inserisco sia il numero di pacco che il mio cellulare che è difficile che mi capiti di nuovo di mandare un pacco e quindi è un'occasione unica per me di sperimentare in prima persona questo tracking dei pacchi di cui si parla tanto.
Poi passa un giorno e questo pacco arriva davvero ma lo so non perché mi sia arrivato l'sms non appena il postino ha consegnato il pacco a chi lo doveva ricevere ma perché chi lo doveva ricevere mi ha scritto dicendo che grazie il pacco era arrivato.
Però l'sms niente.
Però è anche successa questa cosa, ossia che chi ha ricevuto il pacco non lo ha aperto subito, e anzi probabilmente non l'ha ancora aperto neanche adesso. E non perché non gli importi o si sia dimenticato ma perché visto che non sa bene bene cosa c'è nel pacco mi ha detto che preferisce tenenerlo lì un po' chiuso, che preferisce, e a me questo è piaciuto perché è come se a quella cosa che c'è dentro il pacco (che è un libro, questo è noto) gli si desse più peso, un po' come se quel pacchetto che si tiene chiuso, appoggiato in camera su una seggiola o su un tavolino, è come fosse un cellulare in carica, solo che quello che si sta caricando è il senso di sorpresa che si proverà aprendolo.
E io ho pensato (ma senza crederci eh...) che magari non è che le poste funzionavano male ho pensato (ma per finta) che magari le poste funzionano benissimo e quell'sms non me l'hanno mandato solo perché quel pacco lì non è ancora stato aperto, e allora finché il pacco non viene aperto e la persona che deve ricevere il libro non vede che libro è loro l'sms giustamente non me lo mandano.
E poi ho pensato che questa può essere una differenza tra il mondo com'è, con le cose che spesso non funzionano per il verso giusto, e come vorresti che fosse, con le cose che funzionano così bene da sembrare addirittura magiche.
Niente, tutto qui, era una sciocchezza che ho pensato.

