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martedì 6 settembre 2011

ciao, mi chiamo andrea e ieri notte ho comperato un altro libro

Che uno si dice che sì, che ce la può fare, che aspettare il giorno di paga non sono poi tanti giorni. E passa la giornata in giro, con commissioni da fare, si distrae, e va a cena con due amiche, ride, scherza e proprio non ci pensa ai libri.

Ma poi la serata finisce presto. Uno torna a casa, da solo. A casa c'è solo il computer che lo aspetta, acceso. Per caso è aperto sulla pagina di abebooks.co.uk e allora uno pensa "gli do un'occhiata veloce, cinque minuti e poi a letto, tanto non compro nulla"... Ma poi i minuti da cinque diventano dieci e, dopo un quarto d'ora che gironzoli tra libri di ogni tipo, ti capita la schermata di un titolo che è fuori catalogo da sempre, che hai cercato invano, e che un venditore inglese dà via per qualche decina di pence. Fai due conti e con cambio e spese di spedizione vengono sì e no cinque euro. E allora ti dici "ma sì! ma che male vuoi che mi faccia!" e lo ordini.

Chiudi tutto. Vai a letto. Ci dormi sopra e al mattino neanche te lo ricordi. Ti alzi, ti lavi, vai in redazione. Controlli la posta e tac!
Trovi la mail di conferma d'ordine che, e ti pare quasi lo faccia con tono irridente, si complimenta pure per l'acquisto effettuato. Volevi dimenticare ciò che hai fatto, non si può.

Però il libro, a me, pare proprio una figata!

sabato 3 settembre 2011

terapia a scalare - 1

Per un momento avevo pensato d'intitolare questo post "smetto quando voglio" poi ho pensato che fosse più beneaugurale (nonché più corrispondente al vero) quello che poi ho usato.




Comperare libri mi libera endorfine. Spesso più che leggerli (lo so, non è bello da dire, ma è così).

Il mese d'agosto con amazon.it al 40% di sconto è stato impegnativo e sublime. E per fortuna che poi me ne sono andato via per qualche giorno e così il mese è finito prima.

Tirando le somme, ho speso (tra libri per me e libri da regalare, che le endorfine mi si liberano uguali) l'equivalente di quello che avrei speso per una settamana di vacanza in una qualche capitale europea. Non me ne dispiaccio. A ben vedere, quando lo leggi, ogni libro è una piccola vacanza.
E così mi sono garantito molti frammenti di vacanza, per molti mesi a venire (e, a causa del fatto che alcuni libri ordinati dieci giorni fa, hanno consegne previste fino ai primi d'ottobre, mi sono garantito anche regali a sorpresa per un po' di settimane, ché io mica mi ricordo bene bene quello che mi deve ancora arrivare, perciò ogni pacco che arriva è natale).

Di quello che ho comperato (di sicuro non di tutto, però) poi magari se ne riparla.

Oggi invece parlo di endorfine. Della mancanza di endorfine. Ahì! Perché quando per settimane pratichi qualcosa che ti fa stare bene, poi smettere, d'un botto, mica è facile. E, infatti, con moto naturale, io ho rivolto la mia attenzione da amazon.it a bookdepository.com e (in modo minore) a play.com. Però, per ora, non ho ordinato nulla. Per ora mi sono limitato a gonfiare la mia wishlist di bookdepository (un po' come quei tossici che, non potendo iniettarsi niente di buono s'iniettanto acqua, giusto per).

Le mie finanze non possono permettersi il tenore di vita bibliomaniaca che ho menato per buona parte d'agosto, però il mio organismo neanche può accontentarsi del mimare l'acquisto dei libri, qui servono endorfine.
Così ho deciso di porre regole per una terapia a scalare: non più libri fin quando non consegno (e quindi mi viene pagata) la sceneggiatura che ho in chiusura (mancano un paio di settimane al massimo) e, nel frattempo, ieri sera mi sono concesso un acquisto di quattro libri ormai fuori catalogo (presente la scrittina "4 items used and new" di amazon.com, amazon.co.uk, play.com e abebooks.co.uk? ecco quelli) con la scusa che erano occasioni da cogliere e che costavano poco o pochissimo (che poi con le spese di spedizione da stati uniti, canada o anche solo belgio, tornano a costare il giusto se non di più, ma ora non stiamo a cercare il pelo nell'uovo).

Staremo a vedere nei prossimi giorni il percorso di disintossicazione come procede.





sì, molti dei libri che ho preso (o regalato) sono fumetti
e sì, la foto su l'ho appena scattata da me, in sala

venerdì 12 agosto 2011

pubblicità aggratis

Cari Tutti,
dal primo settembre entra in vigore la legge Levi sugli sconti librari, che stabilisce che non ci potranno più essere "promozioni al dettaglio" con sconti al di sopra del 15%. Gli editori (non i librai) potranno decidere di effettuare campagne promozionali non ripetibili nel corso di un anno solare e della durata non superiore a un mese, con sconti fino al 25% del prezzo di copertina (e questo, comunque, mai nel mese di dicembre, come a dire: "scordatevi promozioni nel periodo natalizio").
In soldoni: mai più sconti sopra il 15% né il libreria, né in fumetteria, né nelle librerie on-line, né (almeno in teoria) negli stand delle fiere.

Come reazione amazon.it sta applicando - fino a fine mese - uno sconto del 40% su oltre 235.000 titoli del suo catalogo italiano (sopra i 19 euro di acquisti non ci sono spese di spedizione).

Mo' lo sapete...


[foto di Ljubodrag Andric trovata qui]


(come da titolo del post, non ricevo alcun compenso per questa comunicazione pubblicitaria, anzi penso che accenderò un'ipoteca sulla casa per far fronte alle spese che mi accingo a fare su quel sito lì)

mercoledì 15 settembre 2010

sei libri con le figure (anzi sette)

C'è questa bambina in ospedale da un po'. Ha sei anni e ancora non sta male. Presto lo starà.
Credetemi, voi questa cosa non volete sentirla raccontare e, anche se fosse, io questa cosa non voglio raccontarvela. E infatti non ve la racconto. Se è per questo in questi giorni non vi racconto molto altro, ossia è proprio per questo che da un po' di giorni non vi racconto molto altro, non ci ho la testa. Ché la mia testa è in ospedale (e spesso sta là anche tutto il resto).

Comperare libri mi fa bene, credo c'entri qualcosa con le endorfine, la dopamina, non so di preciso, bisognerebbe chiedere a un'endocrinologo appassionato di librerie. Comunque sabato ho passato il pomeriggio a comperar libri per questa bambina (e l'ho fatto più per me che per lei).
A milano abbiamo un'ottima libreria per ragazzi in via tadino, ma io non volevo andare in un posto pieno di cose belle, sceglierne un po' e tornarmene a casa. L'effetto sarebbe durato meno. Allora sono andato in centro con questa idea: battere un po' di librerie grosse e generaliste a caccia di libri per bambini che so già che mi piacciono. Meno la gioia della scoperta e più la gioia della caccia, quindi.

Mi sono passato al setaccio il reparto ragazzi di quattro grosse librerie, ci ho speso un bel pezzo del pomeriggio, e alla fine ho comperato due libri bellini, due libri selvatici e due libri da maltrattare. Un libro invece non l'ho comperato, ma solo perché era rovinato.

I due libri bellini sono:

Fabian Negrin – Favole al telefonino (Orecchio Acerbo) ve ne ho già parlato qui.
Questo l'ho preso perché mi pare un libro che possa germogliare nella fantasia di chi lo legge, fornendo i semi delle storie, delle figure per quelle storie, e lasciando al lettore (piccolo e grande) d'immaginarsi dettagli e sviluppi.




Bruno Munari – Nella nebbia di Milano (Corraini)
Io a parlare bene di Munari oggi non ci riesco, è come parlar bene degli spaghetti, è come parlar bene delle vacanze, io oggi proprio non sono così brillante. Tra le tante cose che è stato Munari (pittore, designer, bella persona, grafico editoriale, insegnante...) è stato anche un autore di libri, molti per ragazzi. Molti splendidi.
"Nella nebbia di Milano" è quello a cui sono più affezionato, non pretendo che sia il più bello (per quello c'è solo l'imbarazzo della scelta) ma io ci sono affezionato.
È un libro che comincia e finisce nella nebbia, il tutto grazie alle pagine stampate su carta da lucido che ti fanno avanzare, velo dopo velo, in mezzo alla foschia di milano per poi arrivare a un cuore coloratissimo e pieno di buchi (per guardare da una pagina all'altra) e di fantasia.
Lo so, dico cose confuse, ma io parlare di Munari oggi non son capace, ve l'ho detto (e l'illustrazione qui sotto nemmeno la prendo dal libro, ma da una mostra dedicata al libro).




Poi ho pensato che vanno bene i libri bellini, che ti metti lì e li ammiri, che ti lasci rapire. Ma se sei una bambina di sei anni all'ospedale, magari a volte puoi avere voglia di strappazzarlo un libro, di prenderlo a matitate, di avere un rapporto un po' più muscolare con lui. E allora le ho preso:

Taro Gomi – (Ancora) scarabocchi tutti diversi (Corraini)
Seconda raccolta monstre di pagine (360 e passa) in grande formato da disegnare, completare, scarabocchiare, colorare (la prima è in ristampa). Il libro suggerisce una traccia (minimale, sempre discreta) e al "lettore" è dato il compito di farselo lui il libro... insomma se il libro di Negrin ti fa lavorare dentro, con quelli di Gomi tocca anche metterci l'olio di gomito.
Era da qualche anno che aspettavo l'occasione per regalarlo a qualcuno.




Hervé Tullet – Pasticci e colori (Rizzoli) quelli della Rizzoli devono aver capito che l'internet è una moda che non dura, visto che il loro catalogo online – le poche volte che lo consulto – non perde occasione per deludermi (di questo libro trovate un'immagine della copertina a una risoluzione che fa vomitare, una scheda con tre dati in croce di cui uno – il numero di pagine – è clamorosamente sbagliato e nessuna descrizione).
Ve lo descrivo io: è come il libro precedente ma molto più fighetto, formato più largo e poche pagine (ma a colori e molto più disegnate). Insomma se sfogliando il libro di Gomi è chiaro che si sta sfogliando un libro di tracce, sfogliando questo libro si protrebbe anche pensare di essere già a posto così. Alla fine qui il lettore collabora con l'autore e quello che viene fuori è un'opera a quattro mani (mentre in scarabocchi tutti diversi Taro Gomi alla fine sparisce lasciando tutta la scena al "lettore").




Infine, trattandosi di una bambina un po' selvaggia ho pensato che potesse farle piacere leggere di altre creature selvaggie (la frase che precede è vera, ma è anche una cazzata messa lì tanto per introdurre gli ultimi due libri che ho preso, perché questi due libri quì, anche a un bambino tutto a modino io penso piacerebbero lo stesso):

Maurice Sendak – Nel paese dei mostri selvaggi (Babalibri)
Io sono sicuro che Spari saprebbe dirvi molto meglio di me che figata sia questo picture book. Spero anche che molti di voi sappiano già che figata sia questo picture book. Gli altri che non lo sanno potrebbero procurarselo e scoprirlo da soli che figata sia questo picture book (che arrivato a questo punto del post sono un po' stanco, e per essere uno che in questi giorni non ha voglia di scrivere qui, mi pare di aver scritto già un frego).
Nel paese dei mostri selvaggi è l'avventura che ogni bambino vorrebbe vivere, io di sicuro l'avrei voluto, se non lo conoscete fatevi un favore e scopritelo da soli che figata sia (se siete sulle spese e non vi spaventa leggere il testo in inglese – che di testo ce n'è poco poco qui – bookdepository ve lo manda a casa per 5 euro e 75).




Pablo Prestifilippo  – Manuale dei calzini selvaggi (Orecchio Acerbo) ve ne ho già parlato al termine di questo post qui.
Nel mio personale manuale di zoologia fantastica i calzini selvaggi hanno un posto d'onore, sono una delle invenzioni più belle in cui mi sono imbattuto negli ultimi diecianni.




Il libro che non ho preso (ché l'unica copia che ho incontrato era troppo rovinatella) e questo:

Peter Newell – Il libro sbilenco (Orecchio Acerbo) pubblicai il book-trailer qui.
Un libro che è un incubo per i librai, ché ha una forma diversa da tutti gli altri, fatta apposta per non stare bella composta negli scaffali. Un libro che con la semplice trasformazione da rettangolo a parallelogramma riesce a fondere forma e contenuto in una storia che in discesa è un aeroplano!



Di visite in ospedale ce ne saranno ancora e ancora. Se qualcuno di voi ha voglia di suggerirmi un suo libro del cuore tra quei libri con le figure mi farà piacere (ah, Ma tu lo sai cos'è un vombato? gliel'ho già regalato in altra, ben più lieta, occasione).

giovedì 26 novembre 2009

che cosa mi regalo quest'anno?

Su Friend Feed Viola sta chiedendo idee per libri da proporre ai clienti della sua libreria per natale. Ho buttato giù qualche consiglio su fumetti usciti nell'ultimo anno (o giù di lì) e poi ho pensato che se ci mettevo le figure avevo un post bello e che fatto e così l'ho fatto. Così, se riesco a convincervi, potete trarre ispirazione per farvi un regalo o due.



Per primo Il Gusto del Cloro di Bastien Vivès (Black Velvet, 18 €) un libro lento, azzurro, bellisssimo. Per tutta la storia sembra non succeda nulla poi arrivi in fondo e qualcosa d'importante è successo e non capisci bene cosa.



L'Approdo di Shaun Tan (elliot, 22 €) lui ha uno stile troppo da illustratore per i miei gusti, ma il libro è forte e commovente, una storia d’immigrazione e accoglienza raccontata con un fumetto completamente muto (e che quindi parla la lingua di tutti).



Il Gatto del Rabbino di Joann Sfar, Rizzoli ha raccolto in due volumi (dal formato un po' piccolo, uno e due, sì lo so,  è la stessa scheda ripetuta, e bravi quelli del sito Rizzoli) i primi cinque episodi della serie, i primi quattro erano già stati pubblicati (nel formato giusto) da Kappa Edizioni. Il gatto del rabbino è forse la serie francese più bella in corso di pubblicazione qui da noi, storie di ebrei d’Algeria immerse in un’atmosfera di realismo magico. I due volumi Rizzoli costano 16 € e 17,50 €, quelli Kappa 13,5 €, 13,5 €, 15 € e 16 €. Ah, la postfazione del secondo volume Rizzoli l'ha pure scritta un amico mio che la sa lunga.



La Storia del Topo Cattivo di Bryan Talbot trona finalmente in libreria dopo anni di assenza grazie a Comma 22 (che bello che nel loro sito puoi sfogliare, un po', i loro libri, il Topo è qui). Una storia dura raccontata con delicatezza. Una storia di violenza subita e di pace ritrovata. 16 € ben spesi.



I Sotterranei del Revolù di Marc-Antonine Mathieu (001 Edizioni, 15 €) per gli amanti (e solo per loro) di certa letteratura labirintica: Borges, Calvino e dintorni. Il resoconto di una vita passata a esplorare i fantastici sotterranei di un museo sconfinato. Un libro vertiginoso.



Marzi di Sylain Savoia e Marzena Sowa (Coconino/Fandango, 25 €) piccoli episodi di vita quotidiana nella Polonia della cortina di ferro visti con gli occhi di una bambina, l'ho appena iniziato e non mi pare niente male.



La signorina Else di Manuele Fior (Coconino, 17,50 €) lui è un artista friulano che però vive a Oslo e qui interpreta Arthur Schnitzler, io non l’ho ancora letto ma l'ho comperato e da sfogliare è bello.




Di cose non recenti cosa si può segnalare? Innumerevoli. Ovviamente Maus oppure il mio adorato Le Pillole Blu ma qui spendo due parole solo per i tre volumi de Il Fotografo Guibert/Lefèvre/Lemercier (Lizard, 17,50 €, 17,50 €, 21,80 €) la fotografia si intarsia nel fumetto per raccontare una spedizione di Medici Senza Frontiera durante l’invasione dell’Afganistan da parte dell’URSS. Specie i primi due volumi sono imperdibili.

(Che poi l'evento di questa fine 2009 per chi la sa di fumetti sarebbe Jimmy Corrigan di Chris Ware pubblicato, dopo anni e anni di attese, da Mondadori, io però non l'o ancora cominciato e ho in casa da tempo immemorabile l'edizione originale senza avere il coraggio di prenderla in mano, quindi di Corrigan è meglio che non parlo)

Buon Natale!

mercoledì 25 novembre 2009

i quattro colli

Per colpa di un post di Spari scopro la libreria on line Book Depository che è in UK (quindi al sicuro da qualsiasi bega doganale), fa spesso sconti e – soprattutto – non fa pagare le spese di spedizione (quindi puoi ordinare un singolo libro da tre euro, quelli te lo spediscono e tu spendi solo tre euro). Il potenziale d'impatto sulle mie finanze di questa cosa è notevole, senza il freno psicologico dell'avere un po' di libri da ordinare tutti in una volta, per ammortizzare le spese di spedizione, pavento un proliferare di acquisti.


Settimana scorsa faccio il mio primo ordine: un vecchio libro di Sendak, uno ancor più vecchio di Gorey, l'unico libro di Kit Williams che non ho e un capitolo della lega degli straordinari gentlemen ancora inedito in Italia. Quattro libri, in tutto una ventina euro, un unico ordine, tempi di consegna previsti identici.

L'altro ieri mi arrivano tutti e quattro assieme. In quattro imballi distinti. Ohibò.

La prima cosa che ho pensato (che io tanto giusto non sono) è stata «ecco, Book Depository mi sta mandando un messaggio e mi sta dicendo "guarda che per noi è davvero indifferente se ci ordini un libro alla volta oppure quattro, quindi ordinacene pure uno alla volta, che ci è così indifferente che te lo dimostriamo impacchettandoti i quattro libri che hai ordinato in quattro pacchetti diversi e facendoti quattro diverse – ancorché contemporanee – spedizioni per via aerea"». Insomma è come se Book Depository sapesse che a me pare comunque uno spreco questa cosa di farmi mandare un libro alla volta dalla Gran Bretagna e che, anche se non lo pago io questo spreco, mi dispiace lo stesso. E allora loro, che sanno che se torno a pensare che è meglio se i libri li ordino a gruppetti poi mi vendono meno roba, hanno fatto questo atto un po' violento di spedirmi quattro colli distinti per farmi vedere che loro non scherzano un cazzo, e che me ne facessi pure una ragione. Che a ordinarne quattro insieme o quattro in quattro giorni diversi non cambia nulla né per il mio portafoglio (che paga uguale) né per l'ambiente (che comunque paga uguale). Un messaggio un po' da bulli che mica apprezzo, ma che si capisce bene dove vuole andare a parare.



Lo so che non è per davvero così. E infatti ho pensato che questo è un altro di quei casi in cui vedo la differenza tra il mondo com'è e come vorrei che fosse. Ossia la differenza tra un mondo (questo) dove viene più comodo sprecare risorse (perché forse l'imballaggio e il peso in più da caricare sull'aereo che mi porta i libri costano meno dell'organizzarsi in modo più elastico ma magari no, magari è solo un lavoro fatto male, antieoconomico pure per loro) e un mondo (di fantasia) in cui c'è un pensiero dietro a tutto quello che viene fatto, e in cui anche dietro le cose sbagliate non c'è sciatteria ma un disegno preciso (fosse anche quello, non condivisibile, di ammaestrarmi allo spreco al fine di vendermi più libri). Ma, si sa, questo non è il migliore dei mondi possibile.

(e infatti nel migliore dei mondi possibile i libri da me ordinati sarebbero stati tre di più, così il titolo di questo post sarebbe venuto molto molto meglio)

sabato 14 novembre 2009

presi ieri



Il libro di Darwin Cooke non lo abbiamo preso a lucca perché ci siamo mossi tardi e quando il nostro uomo è andato al banco BD per fare l'acquisto cumulativo col mega (mega) sconto ha scoperto che: 1. l'amico che ci faceva il mega-sconto se n'era tornato a milano e quindi lo sconto a quel punto era solo ottimo e in ogni caso 2. il libro di Cooke era comunque esaurito.
L'ho preso ieri e l'ho letto subito, che ero impazzziente. Un po' mi ha deluso. È che le aspettative erano elevate, che a me Cooke mi piace come disegnatore e come sceneggiatore e una sua precedente scappata nel noir (Catwoman – Selina's Big Score) mi era piaciuta assai. Questo non è un brutto fumetto, per carità, però io - pur non avendo letto l'originale - ho sentito un po' il peso della "riduzione", è come se la storia di un romanzo di 180 pagine fosse stata un po' pressata per farcela stare in un fumetto di 140 (ehi, ma è proprio quello che è successo!). E poi, non so, ma mi parso (sto per dire una cagata, lo sento) che è come se fosse che Cooke dopo aver fatto The Spirit avesse un po' perso la propria voce (ecco l'ho detta).

Quello in mezzo è non è un fumetto, è un pop up di Maurice Sendak, anche se li adoravo da piccino io non sono uso comperarmi pop up. Ora mi divertono al momento ma mi stanco presto. Però questo è spettacolare (e l'ho pagato soprendentemente poco) l'ho preso pensando di regalarlo poi ho deciso di tenermelo e oggi sono ripassato in duomo e l'ho ricomperato per regalarlo.

Jimmy Corrigan è finalmente uscito anche in italia. Io 'sto libro di Chris Ware me l'ero pure preso anni fa in inglese, ma poi non ce l'avevo fatta a cominciarlo. Lo so che è ottimo, me lo dicono tutti che è ottimo, ma non ce l'ho fatta. Ora me lo sono preso in italiano, non solo per premiare il coraggio di chi lo ha (in fine) pubblicato (dopo un'interminabile epopea di annunci e rinvii) ma anche perché così, magari, in italiano me lo leggo davvero (e poi potrò anch'io dire che è ottimo). Che poi l'inglese mi sa che era l'ultimo dei miei problemi nell'affrontare quel tomo, comunque ora quella scusa lì non c'è più. L'edizione Mondadori (curata però da Coconino) mi pare buona, le scrittine di copertina sono forse un filo meno leggibili di quella inglese, il resto però mi sembra a posto.

martedì 3 novembre 2009

fame comica

Fumetti comperati a prezzo pieno con le dediche, a prezzo pieno senza le dediche, comperati con lo sconto,  fumetti regalati, scambiati. Insomma di tutto un po'.




(poi di questa lucca se ne riparlerà con comodo, che sono tornato ieri sera è mo' ho mille cose da fare)

mercoledì 28 ottobre 2009

acquisti recenti

In attesa di lucca...



(qualcosa che ho preso di recente qui non c'è, che di sicuro l'ho lasciata in giro per casa e non mi sono ricordato,  il libro di Visintin non è un acquisto ma un regalo di lorenzo, l'ho già letto e mi è piaciuto)

(Visintin fa anche questa bella cosa qui)

martedì 10 luglio 2007

acquisti odierni (2)

Supermarket Brian Wood, Kristian - BD/Supersonic (IDW)
Di Brian Wood ho letto Channel Zero (così così) e Demo che mi è piaciuto. Questo Kristian (Donaldson) invece mi è ignoto... il tratto è personale e la colorazione molto interessante (magari un po' troppo squillante, vedremo in lettura).
(QUI il blog di Brian Wood)

City of Tomorrow! Howard Chaykin - MagicPress (Wildstorm)
Io Chaykin l'ho sempre amato, l'ultima cosa che ho letto sua però non sono neanche riuscito a finirla. Merita sicuramente un po' di altre possibilità. Questa è una sua serie per la Wildstorm che lo vede come autore completo. Non molto belli i colori di Michelle Madsen.
(QUI un po' di originali di Chaykin in vendita)

100 Bullets Samurai Brian Azzarello, Eduardo Risso - Planeta DeAgostini (Vertigo)
Ancora non ho digerito che la Planeta abbia preso a pubblicare 100 Bullets a partire dal volume 7 quando la serie MagicPress si è fermata al terzo. Finora mi ero trattenuto dal comperarglieli, oggi ho ceduto. È che c'era poco da prendere in fumetteria...

Rat-Man 61 Leo Ortolani - Panini Comics
Vabbe'... è Rat-Man...

domenica 3 dicembre 2006

acquisti odierni

Ciao,
manco dal ng da un po' e mancherò ancora per un po', sigh, lurko il possibile ma per il resto lavoro e basta. Passerà. Anche perché prima o poi vorrei pure avere il tempo di leggerli i fumetti che compro e poi ci sarebbero anche quelle recensioni per IAF che ci terrei proprio a fare... Vabbe'... ce la farò.
Nel frattempo mi limito a elencare gli acquisti di oggi, brevemente commentati.

Garret n. 1 - Recchioni & Co. - BD/altafedeltà
visto che se ne parla tanto...

Proposal n. 1 - aa.vv. - 001 edizioni
... e poi i numeri uno, in genere, si pigliano

Fantomas le nuove avventure - aa. vv. - BD/altafedeltà
l'operazione vista così non m'interessa molto, ma alcuni degli autori invece sì, leggeremo e vedremo

Amori lontani - Laura Scarpa - Kappa Edizioni
quello che fa Laura mi piace, e poi lei regge il vino meglio di me (e forse, addirittura, meglio di Castelli) fosse anche solo per questo meriterebbe l'acquisto

S. - Gipi - Coconino Press
vabbe'... che ve lo dico a fare?

Mondo Naif n. 28 - aa. vv. - Kappa Edizioni
da un po' ho ricominciato a prenderlo, poi questo è pure il numero speciale del decennale dei kappa

Harry Moon - Memola/Pueroni - 001 Edizioni
sono curioso di leggere Federico fuori dalla gabbia bonellide

Baobab n.1 - Igort - Coconino Press
meglio tardi che mai, così decido se prendere il due :-)

Bambole di pezza: Revolta - Bazzanella/Panella - Bondai Studio
liberi di non crederci, ma Simon Panella mi ha battuto in una gara di "cosplayer estremo" a Treviso in cui eravamo travestiti da noi stessi, potevo non prendere la sua ultima fatica?

Non ho preso Demo, di Brian Wood e Becky Cloonan perché l'ho già in inglese (e mi è piaciuto) l'edizione italiana mi pare meriti...

ci si legge
a.

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