C'è questa bambina in ospedale da un po'. Ha sei anni e ancora non sta male. Presto lo starà.
Credetemi, voi questa cosa non volete sentirla raccontare e, anche se fosse, io questa cosa non voglio raccontarvela. E infatti non ve la racconto. Se è per questo in questi giorni non vi racconto molto altro, ossia
è proprio per questo che da un po' di giorni non vi racconto molto altro, non ci ho la testa. Ché la mia testa è in ospedale (e spesso sta là anche tutto il resto).
Comperare libri mi fa bene, credo c'entri qualcosa con le endorfine, la dopamina, non so di preciso, bisognerebbe chiedere a un'endocrinologo appassionato di librerie. Comunque sabato ho passato il pomeriggio a comperar libri per questa bambina (e l'ho fatto più per me che per lei).
A milano abbiamo un'ottima libreria per ragazzi in via tadino, ma io non volevo andare in un posto pieno di cose belle, sceglierne un po' e tornarmene a casa. L'effetto sarebbe durato meno. Allora sono andato in centro con questa idea: battere un po' di librerie grosse e generaliste a caccia di libri per bambini che so già che mi piacciono. Meno la gioia della scoperta e più la gioia della caccia, quindi.
Mi sono passato al setaccio il reparto ragazzi di quattro grosse librerie, ci ho speso un bel pezzo del pomeriggio, e alla fine ho comperato due libri bellini, due libri selvatici e due libri da maltrattare. Un libro invece non l'ho comperato, ma solo perché era rovinato.
I due libri bellini sono:
Fabian Negrin – Favole al telefonino (Orecchio Acerbo) ve ne ho già parlato
qui.
Questo l'ho preso perché mi pare un libro che possa germogliare nella fantasia di chi lo legge, fornendo i semi delle storie, delle figure per quelle storie, e lasciando al lettore (piccolo e grande) d'immaginarsi dettagli e sviluppi.

Bruno Munari – Nella nebbia di Milano (Corraini)Io a parlare bene di Munari oggi non ci riesco, è come parlar bene degli spaghetti, è come parlar bene delle vacanze, io oggi proprio non sono così brillante. Tra le tante cose che è stato Munari (pittore, designer, bella persona, grafico editoriale, insegnante...) è stato anche un autore di libri, molti per ragazzi. Molti splendidi.
"Nella nebbia di Milano" è quello a cui sono più affezionato, non pretendo che sia il più bello (per quello c'è solo l'imbarazzo della scelta) ma io ci sono affezionato.
È un libro che comincia e finisce nella nebbia, il tutto grazie alle pagine stampate su carta da lucido che ti fanno avanzare, velo dopo velo, in mezzo alla foschia di milano per poi arrivare a un cuore coloratissimo e pieno di buchi (per guardare da una pagina all'altra) e di fantasia.
Lo so, dico cose confuse, ma io parlare di Munari oggi non son capace, ve l'ho detto (e l'illustrazione qui sotto nemmeno la prendo dal libro, ma da una mostra dedicata al libro).

Poi ho pensato che vanno bene i libri bellini, che ti metti lì e li ammiri, che ti lasci rapire. Ma se sei una bambina di sei anni all'ospedale, magari a volte puoi avere voglia di strappazzarlo un libro, di prenderlo a matitate, di avere un rapporto un po' più muscolare con lui. E allora le ho preso:Taro Gomi – (Ancora) scarabocchi tutti diversi (Corraini)Seconda raccolta
monstre di pagine (360 e passa) in grande formato da disegnare, completare, scarabocchiare, colorare (
la prima è in ristampa). Il libro suggerisce una traccia (minimale, sempre discreta) e al "lettore" è dato il compito di farselo lui il libro... insomma se il libro di Negrin ti fa lavorare dentro, con quelli di Gomi tocca anche metterci l'olio di gomito.
Era da qualche anno che aspettavo l'occasione per regalarlo a qualcuno.

Hervé Tullet – Pasticci e colori (Rizzoli) quelli della Rizzoli devono aver capito che l'internet è una moda che non dura, visto che il loro catalogo online – le poche volte che lo consulto – non perde occasione per deludermi (di questo libro trovate un'immagine della copertina a una risoluzione che fa vomitare, una scheda con tre dati in croce di cui uno – il numero di pagine – è clamorosamente sbagliato e nessuna descrizione).Ve lo descrivo io: è come il libro precedente ma molto più fighetto, formato più largo e poche pagine (ma a colori e molto più disegnate). Insomma se sfogliando il libro di Gomi è chiaro che si sta sfogliando un libro di tracce, sfogliando questo libro si protrebbe anche pensare di essere già a posto così. Alla fine qui il lettore collabora con l'autore e quello che viene fuori è un'opera a quattro mani (mentre in
scarabocchi tutti diversi Taro Gomi alla fine sparisce lasciando tutta la scena al "lettore").

Infine, trattandosi di una bambina un po' selvaggia ho pensato che potesse farle piacere leggere di altre creature selvaggie (la frase che precede è vera, ma è anche una cazzata messa lì tanto per introdurre gli ultimi due libri che ho preso, perché questi due libri quì, anche a un bambino tutto a modino io penso piacerebbero lo stesso):Maurice Sendak – Nel paese dei mostri selvaggi (Babalibri)Io sono sicuro che
Spari saprebbe dirvi molto meglio di me che figata sia questo picture book. Spero anche che molti di voi sappiano già che figata sia questo picture book. Gli altri che non lo sanno potrebbero procurarselo e scoprirlo da soli che figata sia questo picture book (che arrivato a questo punto del post sono un po' stanco, e per essere uno che in questi giorni non ha voglia di scrivere qui, mi pare di aver scritto già un frego).
Nel paese dei mostri selvaggi è l'avventura che ogni bambino vorrebbe vivere, io di sicuro l'avrei voluto, se non lo conoscete fatevi un favore e scopritelo da soli che figata sia (se siete sulle spese e non vi spaventa leggere il testo in inglese – che di testo ce n'è poco poco qui –
bookdepository ve lo manda a casa per 5 euro e 75).

Pablo Prestifilippo – Manuale dei calzini selvaggi (Orecchio Acerbo) ve ne ho già parlato al termine di questo post
qui.
Nel mio personale manuale di zoologia fantastica i calzini selvaggi hanno un posto d'onore, sono una delle invenzioni più belle in cui mi sono imbattuto negli ultimi diecianni.

Il libro che non ho preso (ché l'unica copia che ho incontrato era troppo rovinatella) e questo:Peter Newell – Il libro sbilenco (Orecchio Acerbo) pubblicai il book-trailer
qui.
Un libro che è un incubo per i librai, ché ha una forma diversa da tutti gli altri, fatta apposta per non stare bella composta negli scaffali. Un libro che con la semplice trasformazione da rettangolo a parallelogramma riesce a fondere forma e contenuto in una storia che in discesa è un aeroplano!

Di visite in ospedale ce ne saranno ancora e ancora. Se qualcuno di voi ha voglia di suggerirmi un suo libro del cuore tra quei libri con le figure mi farà piacere (ah, Ma tu lo sai cos'è un vombato? gliel'ho già regalato in altra, ben più lieta, occasione).