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venerdì 3 settembre 2010

travolti da catastrofico successo

Avere amici che fanno cose interessanti è una figata. Pensate, io ho questo amico che fa il traduttore, lo fa di mestiere, quindi gli capita di tradurre un po' di tutto. Perciò gli capita di tradurre anche libri molto interessanti, di cui io non avrei saputo l'esistenza (o capito l'interesse) che poi lui mi regala. Io me li leggo e godo.

Per esempio sto finendo in questi giorni una dettagliata storia dei team comici statunitensi, ossia quei comici che hanno lavorato in coppia o in gruppi più allargati (quindi Chaplin no, ma Stanlio e Ollio sì, i fratelli Marx sì, Jerry Lewis sì, ma solo fin tanto che ha fatto coppia con Dean Martin, poi no). È una storia della comicità dal vodville ai giorni nostri, che abbraccia teatro, radio, cinema e televisione. È una storia che oltre a raccontare delle vite degli artisti e delle loro carriere, cerca di evidenziare i tratti contraddistintivi dei vari personaggi e il peculiare rapporto che si instaurava tra i personaggi portati in scena da quel team (parallelamente ai rapporti reali tra gli attori nella vita fuori scena), poi l'autore spiega il perché – a suo parere – certi caratteri abbiano avuto successo in certi precisi momenti della storia americana, illustrando le ragioni psico-sociologiche del perché un certo tipo di umorismo abbia smesso di funzionare, per dire, con l'arrivo della depressione del '29 o del perché nel dopoguerra si sia affermato un genere piuttosto che un altro. Risultando quindi, in modo indiretto, anche un sunto, con taglio economico e sociale, della storia degli Stati Uniti da fine ottocento a, quasi, i giorni nostri. Il tutto per 18 euro (e a me è stato pure regalato).

Sto parlando di Quando i comici facevano touchdown di Lawrence J. Epstein (trad. Marco Bertoli, Sagoma Editore, 2010) dopo averne detto così bene mi si permetta di appuntare che titolo italiano e copertina proprio non mi paiono all'altezza del resto (che l'edizione è pure buona, curata e intelligentemente illustrata con parecchie foto degli artisti menzionati).


A volte a me capita – mentre mi lascio affascinare dalle storie che qualcuno mi sta raccontando (e in questo libro di storie se ne racconta parecchie) – che io trovi il modo di entusiasmarmi pure per certe storie che non vengono  raccontante, che vengono solo abbozzate (e così posso immaginarmele io, che certe storie sono così tanto "storie" che basta solo un accenno e quell'accenno diventa ciò che a Hollywood viene chiamato l'high concept il, brevissimo, nucleo narrativo da cui parte tutta la macchina che poi dà vita a un film. Solo che in questo caso il film avviene tutto nella mia testa).

Oggi, leggendo il capitoletto del libro dedicato alla coppia Sid Caesar e Imogene Coca trovo un paragrafo che mi pare formidabile (siamo nel 1949):
Liebman produsse l'Admiral Brodway Revue, il primo varietà televisivo di Caesar, e il primo con cast artistico e tecnico permanente. Nel primo figurava Imogene Coca. Il programma durò solo diciannove settimane. Fu cancellato per il troppo successo: lo sponsor vendette così tanti televisori che dovette risparmiare i soldi della pubblicità per investirli nella produzione degli apparecchi ordinati!

Ma voi ve lo immaginate? È praticamente già un film. C'è la trepidazione di produttore e attori per questa innovativa produzione. C'è lo sponsor, che fabbrica televisori (che già questo è un po' paradossale, perché lo show ovviamente era visto soprattutto da chi un tivù già ce lo aveva, vabbe'). C'è l'incertezza delle prime puntate, l'incertezza sull'acccoglienza che il pubblico riserverà allo show, l'incertezza sugli umori dello sponsor. Sarà soddisfatto? Continuerà a finanziare il programma? E poi c'è il successo. Esplosivo e imprevisto. E c'è la gioia degli artisti, e la gioia dello sponsor che finisce in un blitz tutte le scorte di televisori che aveva in magazzino e per produrne ancora deve smettere di sponsorizzare il programma, che – per chissà quale giro contabile – gli introiti delle vendite eccezionali non gli sono ancora entrati in tasca e lui deve investire nella produzione di nuovi apparecchi. E così a un tratto STOP. Tutti a casa. Il programma chiude i battenti. Gli affezionati spettatori, avendo comperato troppi televisori della marca sponsorizzatrice, non hanno più il loro programma preferito da guardare dentro quei televisori lì.

Poi, volendo, c'è comunque un lieto fine. Nel senso che noi sappiamo che il successo di Sid Caesar e Imogene Coca non si limitò all'Admiral Brodway Revue e altri show gli attendevano.


A me l'idea di un successo del tutto inaspettato e dagli esiti catastrofici pare divertentissima. Restando nel campo dello show business questo è il tema – benché declinato in modo tutto diverso – di quel piccolo capolavoro che è "Per favore non toccate le vecchiette" primo film diretto da Mel Brooks nel 1968 (se non lo avete visto, qui la storia non ve la racconto, che va visto, punto).


Lasciando perdere il mondo dello spettacolo, dopo aver letto quel passo del libro di Epstein, mi è venuta subito in mente una cosa letta dieci anni fa (che la mia memoria per le cazzate alle volte è fenomenale), mi ricordavo anche in quale libretto l'avevo letta e così sono andato in caccia di quel libretto lì, per le mie varie librerie (e, incredibilmente, l'ho pure trovato! e non era né nel palchetto né nella libreria che ricordavo, che la mia memoria dà e la mia memoria prende). Dalla gioia l'ho pure copiata, la cosa che mi era venuta in mente, eccola:
Si è conclusa con la svendita della Hoover all'italiana Candy quella che probabilmente passerà alla storia come l'iniziativa promozionale più scriteriata del marketing mondiale. Nel 1993 la notissima industria produttrice di aspirapolveri lanciò un'offerta senza precedenti: chi spendeva più di 100 sterline, circa 280mila lire, in prodotti della casa poteva avere in omaggio due voli per l'Europa o gli Stati Uniti. Il risultato è stato drammatico: le richieste sono state più del doppio di quelle previste, la Hoover si è ritrovata con un conto di 48 milioni di sterline in biglietti d'aereo da pagare e il mercato degli aspirapolveri britannico è rimasto per molti mesi paralizzato per l'enorme offerta di apparecchi di seconda mano, ma in realtà nuovi, comprati da chi voleva semplicemente l'aereo gratis.

Da "Storie Vere – il cadavere esploso e altri fatti realmente accaduti" (Indice Internazionale, 1999).

Come a dire: "quantevveroiddio ci rimettiamo!"

Immaginarmi gli uomini marketing della divisione britannica della Hoover che si scervellano per concepire quella campagna promozionale (in vero partita nel '92 e poi proseguita nel '93), poi esultano per il successo che sta avendo, poi strepitano per il fatto che il successo è al di là di ogni loro più rosea aspettativa e poi: a) scoprono che avevano fatto male i conti e quei biglietti aerei finiscono per costargli un perù e b) dal giorno dopo la fine della campagna le vendite degli aspirapolvere vanno a zero in tutta la Gran Bretagna (che tutti quelli che si erano comperati l'Hoover solo per avere il biglietto per andare a trovare il nipote a Boston, o per vedere Barcellona una volta nella vita, stavano rivendendo a metà prezzo quelle migliaia e migliaia di aspirapolvere nuovi) e perciò c) che la divisione britannica della Hoover viene, sostanzialmente, affondata dall'iniziativa e che alla fine deve essere data via – a prezzi di liquidazione – alla concorrente Candy (di Brugherio, Milano). Ecco, dicevo, immaginarmi tutto questo mi fa ridacchiare anche mentre ve lo sto scrivendo. In pratica un altro film fatto e finito (che la BBC ha anche realizzato, sia pure in forma di documentario).


Già che ci sono vi ricopio anche come va a finire quel passo di "Storie Vere" che mi sa tanto che il libercolo è ormai fuori catalogo e il pezzo merita, che i fatti narrati sono di una discreta comicità involontaria e così fate la conoscenza di altri geni del marketing, quelli della Wild Turkey:
Il quotidiano londinese The Indipendent ha approfittato del caso Hoover per raccontare alcune spettacolari catastrofi promozionali. Alcune erano difficilmente prevedibili, come quella che toccò nel 1984 alla McDonald's di Los Angeles che decise di offrire consumazioni gratis per ogni vittoria statunitense alle Olimpiadi di quell'anno prima che venisse annunciato il boicottaggio dei paesi del blocco comunista, cosa che portò gli Usa a un clamoroso record di successi. Più bizzarro l'errore dei marketing manager del bourbon Wild Turkey, "tacchino selvatico", che per rafforzare l'immagine dell'etichetta decisero di riempire i cieli di una città degli Stati Uniti di tacchini svolazzanti. Solo dopo che centinaia di pennuti erano già stati sganciati dai primi sei aerei cargo, allestiti per l'occasione, qualcuno si rese conto del fatto che i tacchini non sanno volare.
E con l'immagine di questi poveri tacchini che precipitano rovinosamente al suolo (e dei poveri abitanti dell'innominata cittadina, che stanno sotto questa pioggia di tacchini potenzialmente letale) direi che per oggi possiamo lasciarci così, in allegria.

giovedì 12 agosto 2010

billy jenkins

Tra la metà degli anni '80 e la fine dei '90 ho battuto regolarmente i negozietti di dischi usati, qui a milano, alla ricerca di occasioni, di scoperte, di fortuiti incontri. Ed è verso la fine degli '80 che, per due lire, ho preso "In The Nude" cd del 1987 del londinese Billy Jenkins inciso per l'etichetta tedesca West Wind (Bellaphone Records).
Non sapevo nulla di quest'uomo, ma l'elenco dei pezzi (con brani di Monk, Ellington e Gershwin), il fatto che tutto il disco era eseguito con la sola chitarra acustica e - sopratutto - la foto sul libretto mi hanno convinto che quelle due lire si potevano rischiare. Nonostante tutto (l'album alla lunga è giusto un filo noioso) sono ancora contento dell'acquisto.




Isn't She Lovely (Stevie Wonder)


Donkey Droppings (Billy Jenkins)


Oggi, volendone scrivere, lo cerco sul web e scopro che: 1 è ancora in attività, negli anni ha realizzato un frego di dischi e attualmente si propone come "Guitarist, Composer, Bandleader, Performer & Humanist Funeral Officiant...." (sì, con tutti quei puntini finali lì) e 2 nonostante parecchi suoi dischi siano stati ristampati e siano disponibili per il download, il mio non c'è. Questioni di diritti o di rimorsi? Mah...


mercoledì 4 agosto 2010

pepitin pepiton

Questo è uno dei brani che, immancabilmente, mi mettono di buon umore... loro sono i Los Machucambos un gruppo che si forma in Francia alla fine degli anni '50 dall'incontro della cantante Julia Cortes (del Costarica) con i musicisti Milton Zapata (Perù) e Rafaêl Gayoso (Spagna), presto però Zapata viene sostituito da Romano Zanotti (Italia) ed è con questa formazione che nel 1961 raggiungono il successo internazionale con Pepito.



Non sono sicuro che la versione in mio possesso sia proprio quella del 45 originale del '61, tanto per dire, la raccolta da cui la prendo è una raccolta dedicata agli anni '50 (!) completamente priva di note (però mi dice che gli autori del brano sono i latinissimi Taylor e Truscott). In ogni caso mi mette allegria e tant'è.



 



ADDENDA:

Las Hermanas Benítez (i primi 47 secondi sono di intervista, poi viene il bello - da notare la pettinatura della solista):





Mosquito, mosquito (segnalatami da marco, thanx):





In cambogiano (ma com'è che cambiando le parole cambiano anche le note?):



venerdì 5 giugno 2009

purtroppo il foglio col compito me lo ha mangiato il gatto

Ho una resistenza quasi infantile riguardo al dire le bugie, mi costa proprio. Anche le bugie bianche. Anche quando, a volte capita, una bugia sarebbe di gran lunga la cosa migliore per entrambi, per me che la dico e per chi se la deve sentire. Quindi molto raramente dico delle bugie.
Però sono abbastanza bravo a concepirle, le bugie. Al punto che, ogni tanto, mi capita di essere contattato per inventarne qualcuna. Quasi sempre si tratta di scuse. Mi capita (non spesso, eh) di ricevere telefonate in cui mi si chiede di inventare al volo un motivo per non partecipare a una certa cena oppure per uscire senza attriti da una certa situazione. Ovviamente mi si fornisce i dettagli utili e io fornisco un'ipotesi di storia da raccontare, se il committente avanza delle obiezioni provo a confutarle oppure si aggiusta la storia di partenza.

D'altronde è qualcosa che già faccio di mestiere. Far quadrare le storie mie e altrui. Inventare ragioni che giustifichino certi comportamenti (e se lo faccio per dei personaggi di carta posso ben farlo per un'amica che vuole trarsi d'impaccio da una situazione spiacevole).

Una volta, anni fa, cenando con un vecchio amico che di mestiere scrive romanzi (gialli, noir...) avevamo ipotizzato (per scherzo, eh) di mettere in piedi un sistema di scuse a pagamento, via telefono. Pensavamo sprattutto a scuse per non aver fatto i compiti di scuola, ma l'idea si può estendere a molti campi.



Oggi scopro (grazie a uomosenzak, su inkiostro) che esiste un servizio che si preoccupa di dare sollievo a chi è in ritardo con la consegna (via mail) di un lavoro o di un compito scolastico (il servizio è americano e si sà che lì l'università è parecchio informatizzata). Di fatto, invece che inventare scuse più o meno fantasiose e magari difficili da reggere, questi signori, semplicemente, brillantemente, ti vendono un file corrotto (di word, di excell o di powerpoint o in una ventina di altri formati) che dopo aver rinominato si può spedire, a chi sta lo attendendo, fingendo che sia il frutto delle nostre fatiche. Potendo contare così su ore o magari anche qualche giorno (se si ha fortuna e/o se ce la si gioca bene) extra per completare, per davvero, quando avremmo dovuto già finire.

www.corrupted-files.com

I kit già pronti per il download sono in promozione a 3,95 $ fino a fine mese e riguardano file di word, di excell o di powerpoint.
Ogni kit include sei diversi documenti di diverse grandezze (per word documenti da  2, 5, 10, 20, 30, 40 pagine) tutti rigorosamente inapribili.

Per i file corrotti su misura basta specificare formato e dimensioni e pagare 8,95 $ (sempre entro fine mese, poi il prezzo passerà a 14,95 $).


"We offer a wide array of corrupted Word files that are guaranteed not to open on a Mac or PC. [...]
Cheating is not the answer to procrastination! - Corrupted-Files.com is!"



p.s.
ben ritrovati...

domenica 9 settembre 2007

me gusta la mùsica latina

È un ex professore fillandese. È un fan del rock'nroll. È il Dottor Ammondt!

È QUI


(Dr. Ammondt - Glaudi Calcei/Blue Suede Shoes)

E nel 2001 di Blue Suede Shoes ha pure registrato una versione in sumero!

Buona domenica...

[via music for maniacs]

mercoledì 13 giugno 2007

eroi dei nostri giorni

In Giappone, il primo giugno del 2004, una bambina di 11 anni, in un'aula vuota, uccide a colpi di taglierino una sua compagna di scuola. Diventa un idolo della rete.
Nota col soprannome di Nevada-Tan (dalla scritta che ha sulla felpa nell'unica foto certa che si ha di lei, una foto di classe in cui, tra gli altri, c'è anche sua vittima) e come "Girl-A" (che è il nome usato convenzionalmente nei documenti di polizia che la riguardano) è stata "adottata" da varie comunità virtuali gaipponesi (poi anche altrove, per esempio c'è un gruppo musicale tedesco che ha preso il nome da lei).
Esistono decine e decine di esempi di "fan-art" (disegni a lei ispirati), tra i cosplayer ci sono ragazzine che si travestono da Nevada-Tan e l'università del Nevada ha registrato un boom di vendite della felpa indossata dalla piccola omicida, al punto che per un po' si è vista costretta a ritirarla dal mercato.




[questa è la replica, con piccola aggiunta, di un mio post su OT del 10 novembre scorso]

martedì 21 novembre 2006

la fatina pelosa di natale

Per fortuna che c'è il Sun! Se no come avrei scoperto dell'esistenza della fatina pelosa di Natale?
Un misterioso signore sulla cinquantina da qualche giorno appare qua e là in varie città della Cornovaglia, è stranamente abbigliato e compie buone azioni.

È vestito da fata, con tanto di alucce, scettro e tutù rosa, offre paste e biglietti della lotteria, paga la spesa ad allibiti clienti del supermercato e poi lascia sempre un biglietto con su scritto Sentirete parlare parecchio di me - la fatina pelosa di Natale.

venerdì 3 novembre 2006

li mortacci (4)

Oggi ricorrono i morti (ehm... ieri, visto che intanto che postavo è passata la mezzanotte).
E chi ha detto che non corrano dietro alle gonnelle?


Altre belle da morire qui: Zombie Pinups.

giovedì 2 novembre 2006

li mortacci (3)

Mobili di casa fatti con casse da morto
QUI mobili di casa fatti con casse da morto.

Maaa... quell'attrice sarà viva o morta?
Quando vi assalgono dubbi del genere Dead People Server è lì apposta per toglierveli.

Cofani funebri
Questa agenzia di pompe funebri ha cominciato un paio di anni fa con un calendario, da scaricare gratuitamente, illustrato da spartani fotomontaggi che mettevano assieme donne discinte a casse da morto. Oggi - grazie al successo che ha portato loro l'internet - il calendario lo realizzano con foto fatte con tanto di modelle, lo vendono e vendono anche orologi e portachiavi di gusto rigorosamente macabro.

Fantamorto
La versione nera del fantacalcio, ottiene un certo successo in rete. Più di uno i siti di lingua inglese (Dead Pool) per esempio QUI e QUI. QUI invece un sito in italiano.

Trova la tomba
Sito formidabile questo Find a Grave. Da anni raccoglie collocazioni e foto di tombe di personaggi famosi. Adesso vanta un archivio con migliaia di sepolture. Il tutto è nato da un simpatico frescone che ama farsi fotografare, soridente, davanti alle tombe di gente famosa.




Come comunicare con l'aldilà?
A questa millenaria domanda provano a rispondere quelli di Afterlife Telegrams. Il servizio proposto è questo: per 5 dollari a parola fanno imparare a memoria, a un malato terminale, il vostro messaggio per il defunto che volete contattare. Quando il "postino" passerà a miglior vita, contatterà chi deve e riferirà quanto richiesto.

li mortacci (2)

Oggi ricorrono i morti, nel caso l'accorciamento delle giornate e l'arrivo del freddo (proprio oggi per di più) stessero facendovi pensare a quale sia il modo migliore per dire addio ai vostri cari, nel caso capitasse di doverlo fare, qui di seguito qualche link utile.

Biker fino alla fine...
... e oltre, Motorcyclefunerals.com, grazie a uno speciale sidecar, permette di fare in moto anche l'ultimo viaggio.

Vivere (e morire) in armonia con la natura
Ecopod fornisce casse da morto ecologiche (realizzate in carta riciclata!).

Bella questa spilla, era di tua nonna?
No. Questa spilla era mia nonna.

Quelli di LifeGem trasformano il caro estinto in una pietra preziosa artificiale (servizio disponibile anche per animali domestici).


Non me ne andrò in silenzio
Angels Flight organizza cerimonie funebri in cui le ceneri del defunto sono mescolate alla polvere pirica dei fuochi d'artificio. Come optional si può avere servizio catering, riprese video e servizio fotografico oppure il pacchetto fuochi d'artificio sull'acqua con tanto di yacht.

giovedì 12 ottobre 2006

intimismo

Gran cosa l'invenzione dei colori atossici...

QUI quadri dipinti (con le tette) dalla doppiatrice statunitense Angel Tolentino. In realtà il sito (www.breastpals.com) che vendeva i quadri veri e propri non è più in linea da un po' (sì, seguo con interesse questo movimento artistico da qualche anno). Adesso si può comperare una vasta gamma di oggetti di merchandising riproducenti i suddetti quadri (opere, per altro, davvero brutte e infantili).

QUI in vendita quadri dipinti (con la sua natura) da ~J~ (che si può vedere all'opera qui, mentre qui si può ammirare una ricca galleria dei suoi "vagina paintings"). ~J~ realizza autoritratti di parti del suo corpo (in genere della propria vagina depilata, ma usa anche i seni e - a richiesta - altre parti ancora).
45 dollari per un quadro fatto di suo estro, 75 per un quadro su commissione. L'artista è stata censurata da eBay e quindi adesso lì non può più vendere le sue opere.

QUI in vendita quadri dipinti (letteralmente col cazzo) da Pricasso (che in italiano potrebbe tradursi Picazzo) con la firma a imitare quella del sommo pittore catalano (e così la Rete non ci ha risparmiato neanche questo). Pricasso si presenta come "The Worlds Greatest Penile Artist", il che farebbe temere l'esistenza di altri. Una tela 60 x 50 viene via a 295 dollari, ma è incluso un DVD della performance (sconti per acquisti cumulativi). Pezzo forte della collezione: un ritratto di Geroge W. Bush (parte della serie "world leaders").
E qua ci starebbe bene un caustico commento di chiusura, ma proprio non mi viene... Fate pure voi...