In un post di qualche giorno fa facevo cenno alla perdita di un sacchetto che conteneva i miei ricordi più cari. Be', quel sacchetto non è perso (è stato ritrovato ma dove fosse ancora non lo so) e quindi, senza stare a correggere il post originale che sono pigro, posso produrre la cartolina di cui parlavo là. Come già scrissi si tratta di una cartolina/autoritratto realizzata con una radiografia panoramica del mio arco dentale.
Sorrida Prego... (autoritratto in nero) Fotocopia della radiografia originale, cm 29,5 x 10,5 viaggiata per posta nell'estate del 1985 (data dell'annullo postale illeggibile)
Visto che l'archivio di "Impazzerà the postman" è stato ritrovato, presto (ma non prestissimo, che voglio fare le cose per bene) ne farò mostra in questo blog.
Sabato ho ripreso a postare nominando Marilyn. Il mese scorso a Las Vegas sono andate all'asta tre radiografie (del torace e del bacino) di Marilyn Monroe eseguite il 10 novembre del 1954. Le loro quotazioni hanno superato ogni previsione e sono state battute a 45.000 dollari. Quella qui sotto è una delle tre.
Quando ho letto la notizia la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la canzone Un Amore, il brano che apre il disco Alla Mia Mam... di Ricky Gianco (per l'etichetta Ultima Spiaggia, del 1976) non tutta la canzone, solo la parte iniziale (anche se proprio proprio di radiografie non si parla mai).
La seconda cosa che mi è venuta in mente è stata la prima radiografia storia. La prima radiografia mai fatta è del 22 dicembre 1895 ed è opera di Wilhelm Konrad Röntgen (Nobel per la fisica poi nel 1901) e rappresenta la mano sinistra di Anna Berthe Röntgen, sua moglie, all'anulare è intuibile pure l'anello.
Io questa cosa che Röntgen ha consegnato, per sempre, alla storia della medicina, della scienza (e pure della fotografia, a voler vedere) quello che è, in un certo qual modo, un ritratto di sua moglie l'ho sempre trovata bellissima.
Infine mi sono ricondato una cosa che ho fatto tanto tempo fa.
Negli anni '80 io e il mio amico giuseppe e io ci siamo spediti per posta qualsiasi cosa ci venisse in mente, robe che a dirle non ci si crede. Una volta ho anche usato una mia radiografia dell'arco dentale come cartolina, intitolandola "autoritratto" oppure qualcosa che aveva a che fare col sorriso, non ricordo. All'epoca avevo due orecchini (ebbene sì, ero giovane) e nella panoramica erano visibilissimi.
Con l'idea di farne una scansione e di postarla qui, ho cercato il sacchetto dove tenevo quella "cartolina" insieme a molti altri strani oggetti postali (per questioni che non sto a dire ora tutte le cose che ho spedito in quel periodo poi sono tornate in mio possesso) e non l'ho trovato. Ho passato gli ultimi due giorni a smontar casa, pezzo a pezzo, e quel sacchetto non l'ho trovato. Ormai mi sono convinto che quel sacchetto, che contenava molti tra i ricordi più cari della mia vita, deve essere stato buttato via dalla colf, per sbaglio, qualche mese fa. AGGIORNAMENTO: non era vero nulla, leggi qui.
Il fatto che i ricordi più cari della mia vita, a un'occhiata superficiale, potessero sembrare un sacchetto di monezza forse dovrebbe dirmi qualcosa, mah...
Vabbe', andiamo a chiudere 'sto post. Il filo rosso che mi pare di vedere in questi casi è il modo improprio in cui si adoperano le radiografie, un uso che abbandona la diagnostica per diventare invece una sorta di ritrattistica estrema.
Io ho una certa affezione nei confronti delle fototessere (ne riparlerò, credo) e mi pare che queste radiografie siano un po' come sono per me le fototessere, ma come delle fototessere al cubo. Nel senso di immagini concepite per uno scopo (burocratico le une, medico le altre) e usate poi in un altro modo, come foto ricordo.
tempo fa la mia cartolina diceva: "il mio ragazzo non sa che sono lesbica. nessuno lo sa" be', ora TUTTI LO SANNO e mi sento BENISSIMO!!! (postate questa invece & tenetevi la maschera!)
Scelta perché non è male e poi perché anche a me è capitato una volta di spedire per posta una mascherina con sopra scritto delle cose. In realtà, in una vita precedente a questa, mi è capitato di spedire e di ricevere per posta delle cose che a dirle non ci si crede. Magari un giorno ve le faccio vedere.