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sabato 13 novembre 2010

l'assenza del pisquano

Quando ero ragazzino io, a milano, negli anni settanta, capitava di sentire, perfino con una certa frequenza, la parola "pisquano". Non che ci fossi molto affezionato, di mio poi credo di averla usata pochissimo o per nulla (come insulto di area lombarda gli ho sempre preferito il più maneggevole "pirla", ma persino il mio natio "bischero" l'ho di certo usato più spesso di "pisquano"). Però faceva parte del paesaggio lessicale che avevo intorno, quello delle mie elementari, delle medie.

Sono anni che non sento più usare "pisquano" e oggi, mentre guidavo in tangenziale, di ritorno dalla galera, senza una ragione avvertibile, mi sono reso conto che un po' mi manca. Come può mancare una casa, neanche bella, che ha fatto parte del panorama fuori dalla tua finestra e che, a un certo punto, hanno tirato giù.

Così sono tornato a casa e l'ho cercato su qualcuno dei miei dizionari. Sul garzanti 2006 non c'è (mmm...) sul devoto oli c'è (una certezza! :) sul "Dizionario degli insulti" di gianfranco lotti (prima edizione nel 1984) non c'è! (già non lo tenevo in grandissima stima). In ogni caso su wikipedia c'è.

Però mi chiedo se qualcuno lo usi ancora "pisquano".

sabato 18 settembre 2010

tema / svolgimento (1)

La_Koalina nei commenti di qualche giorno fa mi chiede:

quali altri gruppi del genere Linkin Park ti piacciono? tipo Limp Bizkit, Green Day

svolgimento:

La mia vasta e superficiale conoscenza della musica mi fa dire un po' quel che voglio, sì anche cazzate. Comunque mi pare che Linkin Park e Limp Bizkit se ne stiano da una parte e Green Day da un'alltra (i primi dalle parti del crossover i secondi – cioè i terzi – dalle parti della rilettura attuale, e più potabile, del punk), quindi risponderò a casaccio mettendoci dentro un po' di tutto (specie roba vecchia che io non sono tanto giovinastro da "nu metal"). Oggi resto però solo sul versante funk metal, rap metal, che il punk (pop o non pop) ce lo ascoltiamo un'altra volta (che a me i Green Day piacciono pure, ma tutto in un post vien troppa roba, anzi mi sa che alla fin fine le puntate saranno anche più di due).

Ah, i Limp Bizkit non mi dicono nulla quel poco che ho sentito non è stato in grado di convincermi ad ascoltarne di più.


Guano Apes – Oper Your Eyes (da "Proud Like a God" 1997)



Urban Dance Squad – Persona Non Grata (1994)
Io 'sto disco di 'sti tipetti di Amsterdam non posso dire quante volte lo avrò ascoltato, tutto, dall'inizio alla fine. Sono tante, ma tante.
Ora vi metto solo tre brani che, più di tre brani per disco in una volta, ho deciso che qui non li pubblico. Ma fosse per me ve li metterei tutti quanti (certo, lo so, il "fosse per me" in questa frase non ha alcun senso).


Demagogue


Alienated


Hangout


 



Red Hot Chili Peppers – Give It Away (da "Blood Sugar Sex Magik" 1991)
che se si parla di crossover i RHCP sono di prammatica



 



Livin Colour – Cult of Personality (da "Vivid" 1988)
primo singolo del loro primo album




Livin Colour – Leave It Alone (da "Stain" 1993)


(si tenga presente che la copertina di "Stain" è davvero così, però la scatoletta del ciddì che ho io è di plastica trasparente rossa, quindi immagine e scritte risultano tutte virate in rosso)

Infine. Ho un paio di dischi di Ice T e dei suoi Body Count (che in quel periodo me li mandavano aggratis) niente a cui sia particolarmente affezionato (anche se, lo ammetto, ogni tanto, ma raramente eh, mi sorprendo a canticchiare "body count, body motherfucking count"). In ogni caso la prima traccia di "Home invasion" (Ice T, 1993) non manca mai – mai – di mettermi di buon umore (vorrebbe essere l'equivalente parlato del bollino "Parental Advisory").


Ice T - Warning

(this is not a pop album, and by the way: suck my motherfucking dick!)



E con questa chiudo la prima puntata dello svolgimento del tema dato.

domenica 24 settembre 2006

cazzo, culo, palle, merda

Le parolacce sono molto interessanti. Sono uno dei modi più diretti per capire certi aspetti della cultura di un periodo storico o di una popolazione, oppure certe differenze tra un popolo e un altro.
Io ho avuto la fortuna di leggere da ragazzino un oscar mondadori della linguista Nora Galli de' Paratesi Le brutte parole (ma quanto era più giusto il titolo della pubblicazione originale: Semantica dell'eufemismo!) Quel libro mi ha aperto un mondo. È forse allora che ho davvero capito che "le parole sono importanti" (tanto per citare Moretti).

Un'altra cosa capitatami da ragazzino, un po' dopo, è stata questa: qualcuno (ma chi?! mah...) mi ha raccontato che se una parolaccia in italiano riguarda il cazzo in inglese riguarderà il culo.
Ohibò. Questo concetto non l'ho più incontrato da allora. Però ogni tanto ci ripenso. Be'... mica è proprio del tutto sbagliato. Spesso, quello che nelle nostre parolacce è riferito al "davanti", in inglese è riferito al "didietro".

rompipalle, rompicoglioni, rottura di coglioni -> pain in the ass (dolore nel culo)

testa di cazzo -> asshole (buco di culo), butthead (testa di culo), shithead (testa di merda)
è vero che esiste anche dickhead (testa di cazzo) ma google parla chiaro: dickhead (1.360.000 occorrenze), butthead (2.890.000 occorrenze), asshole (19 milioni di occorrenze!). Non c'è partita.

cazzata -> bullshit (merda di toro), horseshit (merda di cavallo)
Qualcuno potrebbe obiettare (no, nessuno lo fa davvero, lo so, faccio tutto da me) che in italiano esiste anche stronzate e che quindi qua stiamo alla pari. Però a me viene il forte sospetto che stronzata sia un calco dall'inglese e che il nostro termine schietto sia, appunto, cazzata.
Chiedo quindi a un'amica di controllare in ufficio quale dei due termini sia attestato prima negli scritti in lingua italiana (tutti dovrebbero avere un'amica a cui poter chiedere certe cose). Lei controlla e il risultato mi delude: "stronzata" si attesta nel 1961 mentre per "cazzata" la prima testimonianza scritta è del 1964... però...
Però sono due date troppo vicine, non fanno molto testo. Di mio, mi do ragione da solo pensando che gli antenati dialettali di "bullshit" che mi vengono in mente, stanno tutti dalla parte del cazzo (bischerata, belinata, monata, minchiata...).

Insomma, a un'analisi frettolosa e non scientifica mi pare che la testi regga. Ma questa tesi cosa ci dice?

Non lo so. Forse che la società anglo-britannica è più "sadico-anale" mentre la nostra italo-mediterranea è più "genitale"? (si noti però che io uso termini a rampazzo, la mia preparazione psicoanalitica è zero e non ho per davvero idea di cosa voglia dire "sadico-anale").
I luoghi comuni però (ad accontentarsi) ci danno ragione. È infatti noto che gli inglesi son tutti busoni mentre i latini sono tutti stalloni da monta.

Al d là di queste ultime cazzate (o stronzate, se lo gradite di più) è vero che le parolacce, o meglio gli interdetti linguistici, la dicono lunga sulla cultura che li esprime: per fare un esempio "alto" nel libro Il mondo nuovo di Aldus Huxley ci s'immagina una società futura (e aberrante) in cui la riproduzione avviene tutta in laboratorio, nessuno lì partorisce più da tempo e l'istituzione familiare non esiste più. In quella cultura la parola "madre" è considerata una parolaccia bella pesa.