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sabato 4 gennaio 2014

sgravi fiscali sui libri, si festeggia?

C'è questa cosa dello sgravio fiscale del 19% per il 2014 sull'acquisto di libri. Da qualche settimana molti lettori forti giubilano. Io sono restato tiepidino e, visto che ancora non capisco se è il caso di gioire davvero o meno, mentre resto tiepidino e cerco di capirne di più.

[spoiler del 4 febbraio: non è vero niente, hanno scoperto che non ci sono i soldi, niente sgravi fiscali, hanno scherzato]

[fonte: Libreria Controvento, Telese Terme, BN]
Oggi la mia giornata comincia con una mail di un'amica che rimanda a un articolo de "ilLibraio.it" titolo: "Via libera agli sgravi fiscali sull'acquisto di libri!" occhiello: "Scoprite come farvi rimborsare" peccato che l'occhiello probabilmente è da intendersi come un'esortazione al lettore e non come un'indicazione sui contenuti dell'articolo che non riporta alcuna indicazione utile per la bisogna.

Anche perché questa cosa della detrazione è all'interno del decreto legge 145/2013 (del 23 dicembre) ma non contiene norme attuative che (se non ho malinteso) verranno specificate entro i 30 giorni successivi.

Comunque, detto in due parole, sarà possibile ottenere sgravi fiscali del 19% per le spese sostenute per l'acquisto di libri per un tetto massimo annuo di 1.000 euro (più altri 1.000 per testi scolastici). Il provvedimento varrà per i redditi 2014, 2015 e 2016.

Quindi, in teoria il libro che ho comperato online stanotte, mio primo acquisto del 2014, rientra. In pratica non si sa, probabilmente no.
Che tipo di documento fiscale sarà valido ai fini dello sgravio? Per esempio, se ci vorrà uno scontrino che riporti il mio codice fiscale (come già avviene per i farmaci deducibili) è facile che quel libro sia fuori.

Gli acquirenti di e-book, in compenso, sanno già che l'iniziativa non li riguarda (comma 3 dell'articolo 9 del testo): «sono esclusi gli acquisti di libri in formato digitale» d'altronde già lo sanno di essere lettori, fiscalmente, di serie B  visto che pagano l'IVA al 22% contro il 4% che paghiamo noi lettori di carta (perché è ovvio che leggere Proust su carta è un fatto culturale, mentre leggerlo su un e-reader è un mero fatto d'intrattenimento).

Visto che al momento io leggo solo su carta, di questa cosa un po' mi dispiaccio ma pace, penso al mio e mi metto a cercare se il provvedimento ha senso o meno per noi cartacei. E subito m'imbatto in un po' di articoli che ne parlano e tra i giornali regna una qual certa confusione. Per tutti però punto nodale è la copertura finanziaria dell'iniziativa. Comma 5: «Previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa previste, fruibili a seguito dell’approvazione da parte della Commissione europea del Programma Operativo Nazionale relativo alla Competitività di responsabilità del Ministero dello sviluppo economico, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo economico, è stabilito l’ammontare dell’intervento nella misura massima di 50 milioni di euro a valere sulla proposta nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari».

Ossia per prima cosa questo intervento deve ottenere l'approvazione della commissione europea, ok, quindi non è sicuro che lo fanno davvero. In secondo luogo si parla di 50 milioni di euro di copertura per i tre anni (ossia milioni 16,6 – periodico – di euro all'anno) basteranno a coprire quel 19% di sgravi fiscali? Secondo pressoché tutti: NO! Però per dirci quanto spendono gli italiani, in libri, ogni anno pare che alcuni giornalisti si siano affidati a un generatore di numeri casuali.

Qui, un articolo de "Il Giornale" parla di circa 5 miliardi l'anno ma in realtà riprende questo articolo di "Blitz quotidiano" che, semplicemente, si è inventato (!) il dato e lo dice pure (immaginandosi una ipotetica spesa pro-famiglia e moltiplicandola per il numero di famiglie italiane).

clic per ingrandire
Nell'articolo di ieri del Corriere si parla invece di circa 3 miliardi (la fonte è il direttore dell'Associazione Italiana Editori) ora – a parte che in tutto l'articolo del Corriere si parla di IVA ordinaria al 23% (ma non è appena aumentata al 22%?!) – ho provato a verificare la consistenza di questo dato e la cifra sembra un poco arrotondata per eccesso.

La fonte sembra essere il rapporto Nielsen sul mercato del libro in Italia nel 2012. Ne parla, tra i tanti, questo articolo del Sole 24 ore da cui si evince che «il giro d'affari, a prezzo di copertina, si attesta sui 3,1 miliardi di euro (2,86 miliardi di euro se si tolgono dal perimetro di consolidamento il non-book e l'usato)» parliamo però di prezzi di copertina, quanto sarà lo sconto medio sul totale? Un 5/10%? Di più?

Anche scendendo di un po' sotto i 2,5 miliardi (e considerando che non tutti chiederanno lo sgravio e anche che gli acquirenti fortissimi hanno lo sgravio solo per i primi 1000 euro di spesa) così, a spanne, mi pare che la copertura economica per il provvedimento sia insufficiente. Visto però che non sono del mestiere e che sarei il soggetto ideale per usufruire dell'iniziativa, spero proprio di sbagliarmi.

Per prima cosa vedremo il parere della commissione europea e il decreto attuativo, io, nell'attesa, non credo che smetterò di comperare libri.

Per chi, come me, si appassiona ai numeri QUI trova una presentazione (sempre Nielsen) che fotografa lo stato del mercato libraio italiano (fatta dopo il primo trimestre 2013). Mentre dal sito dell'AIE può scaricare un PDF che riprende i dati che già si trovano nell'articolo del Sole 24 ore e ci aggiunge un paio di grafici abbastanza interessanti.

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AGGIORNAMENTO No, niente, questa cosa dello sgravio non è vero niente, avevano scherzato, si erano distratti e fatto male i conti, poi li hanno rifatti e hanno scoperto che non avevano i soldi. Allora niente, forse danno venti euro agli studenti delle superiori.

Certo, i conti li avrebbero potuti anche fare prima, si trattava di aritmetica base, roba da bambini delle elementari... ora il tag "cialtroni" (inizialmente inteso per i giornalisti) vale anche per i politici responsabili di questa figura di merda.

lunedì 14 novembre 2011

traslocando...

Visto che mi si chiedono lumi in tal senso, scrivo qui qualche informazione che spero possa risultare utile.

Una prima avvertenza. In questo momento di esodo i server di Splinder sono oberati di lavoro (stanno reggendo il peso del trasloco sia verso iobloggo, sia verso wordpress, sia verso i pc di chi si sta facendo una copia su disco del blog).

Ho letto di parecchi problemi durante il processo di migrazione verso entrambe le piattaforme. Il plug-in verso worpress s'impianta e dà errore di time-out, mentre l'importazione verso iobloggo anche quando non dà errore (e spesso lo dà) capita che si sia persa per strada parecchi post. Di questo riparlo dopo.

Comunque:

da splinder a wordpress
al momento su come traslocare verso wordpress non so nulla, solo che mi pare un po' un casino. Posso però mettere un paio di link a riguardo.

Qui ci sono informazioni riguardo al plug-in che permette di fare il trasbordo:

http://www.aioros.net/2011/11/10/splinder-importer-call-to-arms/
http://www.aioros.net/splinder-importer-2010/

Per passare a wordpress esiste anche un modo più semplice (ma che, forse, si perde per strada i commenti):

http://idiotaignorante.wordpress.com/2010/04/19/passa-a-wordpress-e-molla-splinder/

Questo secondo metodo prevede di passare, prima, da iobloggo.com.

da splinder a iobloggo

I passaggi sono questi:

per prima cosa devi aprire un account su iobloggo.com bisogna avere pazienza perché per la mail di registrazione c'è il rischio di aspettare un po' (il carico di alvoro causa esodo da splinder deve essere ingente per loro, e iobloggo non mi pare una piattaforma solidissima e attrezzatissima).

a registrazione ultimata, apri un blog su quella piattaforma e ti scegli un template per quel blog (oppure importi il tuo template da splinder, c'è una voce apposta nel menu che amministra i template, poi il template andrà sistemato un pochino, a me non pare una cosa proibitiva, ma ancora non ci ho messo la testa).

se però non sei molto vispo con codici e simili è meglio sceglierti uno dei template di iobloggo (del template di splinder puoi sempre copiarti il codice, salvartelo e farci esperimenti poi con calma passata la buriana).

creato il tuo blog su iobloggo devi andare nel menu "amministra" e scegliere la voce "importa archivi"

scegli "splinder"

e a quel punto hai una pagina che ti guida, passo passo, dicendoti cosa devi fare al tuo blog di splinder affinché iobloggo riesca a succhiarselo

in particolare bisogna:

1. segnalare, in quella pagina di iobloggo, il nome del blog di splinder da cui deve prendere i post.

2. sempre in quella pagina segnalare, con gli appositi menu a tendina, da che mese e anno a che mese e anno è stato attivo il tuo blog su splinder.

3. andare su splinder (blog -> template) e cambiare il template del tuo blog copiando il codice che trovi sulla pagina di iobloggo.

IMPORTANTE: è buona cosa che tu ti copi e ti salvi il codice del tuo template su splinder (in un file di testo) perché, finita l'operazione, dovrai rimetterlo al suo posto. Se su splinder hai un teplate di quelli standard attualmente disponibili su splinder puoi anche fregartene e poi risceglierlo tra quelli. Ma un bel copia e incolla del codice, a me, sembra più semplice anche in quel caso.

4 e 5. impostare ora e paginazione del blog di splinder come ti dicono loro (li trovi nel menu "configura" di splinder, andando poi alla voce "impaginazione" ossia blog -> configura -> impaginazione).

6. se su splinder hai un blog privato, a questo punto lo devi rendere pubblico, altrimenti non lo importa.

(se il tuo blog è privatissimo e non vuoi che gli ultimi post siano visibili durante l'operazione di importazione puoi fare un paio di post con testo a caso, tipo che ti copi un paio di voci da wikipedia, e così mentre importi non si dovrebbe leggere nulla di riservato).

IMPORTANTE: controlla bene quello che fai, e fai esattamente quello che ti dice la pagina di iobloggo, a me è capitato di non riuscire a importare un blog perché invece dell'orario avevo settato il fuso orario. Un'amica aveva dimenticato di segnare nella pagina di iobloggo il nome del suo blog su splinder. Trattandosi di operazioni poco usuali, anche se sono poche e semplici, è facile fare piccoli errori che invalidano l'operazione.

A questo punto puoi dare il via all'importazione, che prende un po' di tempo... durante l'operazione il tuo blog su splinder sarà inguardabile e non navigabile, per via del template che gli hai incollato.

alla fine dell'operazione dovresti avere un blog su iobloggo con i medesimi contenuti di quello di splinder. Però...

Però, come dicevo, attualmente è tutto un casino, sia splinder che iobloggo sono sovraccarichi, iobloggo può dare "server error" oppure dire che è andato tutto bene e invece ha importato solo parte dei post.

Per il "server error" conviene fare l'operazione a rate. Magari un anno alla volta, dal più recente ai più vecchi e, negli anni che danno errore, un mese alla volta, sempre dal più recente al più vecchio (quest'ordine pare funzioni meglio che dal più vecchio al più recente l'ho scoperto qui: http://ninoland.splinder.com/post/25749040 dove, per altro, trovate queste stesse istruzioni in modo meno discorsivo e, probabilmente, più chiaro :)

Per i post persi l'unica maniera che ho trovato è ripetere più volte l'operazione, sperando che - un po' alla volta - arrivi a casa tutto.

Come si fa a sapere se i post ci sono tutti? Splinder in organizza -> post ti dice quanti post hai nel blog e lo stesso fa iobloggo in ammistra -> statistiche -> generale, se i due numeri sono uguali, sei a posto.

A questo punto, finita tutta l'operazione rimetti su splinder il template che avevi, e ripristina la paginazione se prima l'avevi attiva.

in questo modo il blog di splinder torna leggibile....

(finché durerà splinder, ovviamente :)


venerdì 12 agosto 2011

pubblicità aggratis

Cari Tutti,
dal primo settembre entra in vigore la legge Levi sugli sconti librari, che stabilisce che non ci potranno più essere "promozioni al dettaglio" con sconti al di sopra del 15%. Gli editori (non i librai) potranno decidere di effettuare campagne promozionali non ripetibili nel corso di un anno solare e della durata non superiore a un mese, con sconti fino al 25% del prezzo di copertina (e questo, comunque, mai nel mese di dicembre, come a dire: "scordatevi promozioni nel periodo natalizio").
In soldoni: mai più sconti sopra il 15% né il libreria, né in fumetteria, né nelle librerie on-line, né (almeno in teoria) negli stand delle fiere.

Come reazione amazon.it sta applicando - fino a fine mese - uno sconto del 40% su oltre 235.000 titoli del suo catalogo italiano (sopra i 19 euro di acquisti non ci sono spese di spedizione).

Mo' lo sapete...


[foto di Ljubodrag Andric trovata qui]


(come da titolo del post, non ricevo alcun compenso per questa comunicazione pubblicitaria, anzi penso che accenderò un'ipoteca sulla casa per far fronte alle spese che mi accingo a fare su quel sito lì)

giovedì 28 ottobre 2010

l'età del consenso

Ché in italia non ha interesse nessuno a dirlo, ma qui un/una maggiorenne (foss'anche un settantenne) che andasse a letto con una/un minorenne (se sopra i quattordici anni) in genere NON commette nulla d'illegale.
Le testate vicine a berlusconi non lo dicono perché sarebbe visto come una conferma di quanto disse all'epoca veronica lario a proposito del marito, ossia, in soldoni, che è un uomo malato che pensa solo alla figa. Non hanno interesse a dirlo le testate lontane da berlusconi perché, visto che il presidente del consiglio di sicuro va con le minorenni, il fatto che molta della popolazione italiana sia convinta che sia una cosa illegale gli fa gioco. Le testate estranee o cerchiobottiste, m'immagino, che non vogliano parere schierate (o magari valutano che si abbiano meno ascolti/lettori a smorzare i toni).

Ciò detto, io penso che il fatto che uno dei principali interessi del mio capo di governo sia andare a troie (minorenni e non) anche coi miei soldi (dei voli di stato, degli appalti gonfiati...) non sia una buona cosa, e non lo sarebbe neanche se lo facesse anche solo coi suoi di soldi, per ovvie questioni legate alla sua ricatabilità e all'agenda delle sue priorità (in cui sospetto che, prima del bene del Paese, non solo venga il pararsi il culo rispetto ai processi che ha in corso, ma venga pure l'andare a puttane).

Questo però non cambia il fatto che in italia l'età del consenso sia fissata ai quattordici anni, con qualche eccezione in su e in giù. Visto che mi fa fatica spiegarlo io lo faccio spiegare dalla wiki, che a riguardo non mi pare dica cazzate.

In Italia (sebbene a causa di errate informazioni circolanti tra i media sia diffusa la convinzione che esista un reato di pedofilia che commetterebbe un maggiorenne di qualsiasi età che avesse rapporti sessuali con un minorenne di qualsiasi età), l'età del consenso è fissata a 14 anni, ma può salire o scendere a seconda dei casi. Infatti sale a 16 anni se uno dei due partner ha qualche forma di autorità o convivenza sul/la partner più giovane, ad esempio nel caso di insegnanti, catechisti, educatori, fratelli e/o sorelle maggiori, assistenti sociali, medici curanti e pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni. L'età sale a 18 anni (seppur con pene previste minori rispetto agli altri casi) se il fatto è compiuto dal genitore (anche adottivo), da un parente o dal tutore, o da una persona che convive con questi, nei confronti di un minore cha ha comunque compiuto 16 anni ed avviene abusando dei poteri connessi alla propria posizione; scende, invece, a 13 anni se i due partner sono entrambi minorenni, a condizione che vi sia una differenza d'età non superiore a 3 anni.

E per chiudere (che questo è un blog sia di ammaestramento sia d'intrattenimento) il video di "Small Town Boy", canzone dei Bronski Beat, tratta dal loro primo disco "The Age of Consent" del 1984.


domenica 12 settembre 2010

nowhere

L'ultimo film di sofia coppola è insensatamente noiso.
Ci tenevo a dirvelo.
'notte