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sabato 16 novembre 2013
l'edonista infelice
Buon fine settimana!
venerdì 19 ottobre 2012
oh, that's the way, uh-huh uh-huh
Questi qui sotto sono di un posto vicino a boston e, storicamente, sono uno dei gruppi che mi piacciono di più, quando poi un gruppo vocale fa la discomusic io non resito, capita pure che ballo!
giovedì 27 ottobre 2011
michael jackson songbook
41: Camille – I Wanna Be Startin' Somethin'
La voglia di questo post mi è venuta qualche giorno fa incappando su Tralalére! in questo filmato da poco andato in onda su France 2. Il brano originale era su "Thriller", uno degli innumerevoli singoli di quell'album.
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42: Pomplamoose – Beat It
Sempre un singolo di "Thriller" rifatto da Jack Conte e Nataly Dawn. Se ogni tanto non pubblico qualcosa di loro due io non sono del tutto soddisfatto. Al momento i Pomplamoose sono in tour aggiro per la west coast. Le rimanenti date di ottobre son tutte esaurite. Buon per loro.
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43: Honeywagon – Billy Jean
Versione countryeggiante di un altro dei singoli di "Thriller", per quanto io in genere non ami il country questa non mi dispiace.
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44: Mike Tompkins – P.Y.T. (Pretty Young Thing)
Sesto singolo di "Thriller", qui in versione vocale con video "didattico".
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45: Duwende – Don't Stop 'Til You Get Enough
Questo invece è il primo singolo dell'album precedente di Jackson "Off The Wall", uscito nel 1979. Ancora una versione a cappella, anche se di questa canzone avrei preferito metterci una versione di James Chance and the Contorsion, ma il video proprio non l'ho trovato.
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46: The Pride of Oklahoma – Thriller
Di Thriller a me piace la versione che ne fece Lester Bowie nel 1987, ma anche per questa di trovarne un video non se ne parla, però ho il disco, magari prima o poi ve la pubblico.
Per chiudere però va benissimo questa esecuzione bandistica qui (con tanto di balletto-zombie nel finale).
domenica 18 settembre 2011
tì che te tacchet i tacc
Mì taccat i tacc a tì?
Taccheti tì i tò tacc, tì che te tacchet i tacc!
Io attaccare i tacchi a te? Attaccateli tu i tuoi tacchi, tu che attacchi i tacchi!)
Sheila Chandra – Speaking in tongues II
("Weaving My Ancestors' Voices", 1992)
Sheila Chandra – Speaking in tongues IV
("The Zen Kiss", 1994)
lunedì 28 marzo 2011
titolo del post
(a effetto, ma che non fa capire dove voglia andare a parare)
Seconda frase del post, molto più lunga e discorsiva della prima, in cui ci si aspetta che io espliciti il tema del post ma che invece ci gira intorno, menando il can per l'aia, senza affrontarlo davvero. Lascia intendere che io la sappia lunga a riguardo, ma ancora non chiarisce al lettore quale sia l'argomento che voglio trattare.
Ultima, breve, frase con cui chiudo il post.
(PS in cui, strizzando un po' l'occhio al lettore, mi guardo bene dal chiarire il tema ;-)
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Se non masticate l'inglese, leggetevi il prossimo capoverso (così, forse, capite di cosa parla 'sto benedetto post) e poi saltate pure in fondo e leggetevi il pezzetto sui PostSecret, ché, tutto il resto di questo post, è gravemente in inglese (e non fornisco traduzioni).
Ci sono idee che possono essere declinate in vari campi espressivi, l'idea di cui affastello qualche esempio in questo post riguarda frasi che parlano di loro stesse, ovvero riguarda parodie di un genere (dalla canzone da boy band, al manifesto programmatico, al trailer cinematografico per un film da oscar) i cui testi sono composti da frasi che descrivono il tipo di frasi che normalmente compongono i testi dei generi in questione.
Se non comincio con gli esempi mi sa che non ne esco fuori.
1.
L'idea di questo post parte da un post trovato su Socks (secondo me Socks vale la pena seguirlo, poi fate voi)
A me il manifesto che descrive se stesso mi ha fatto venire in mente due cose: la prima è il trailer di un film (ma ve ne parlo per terzo) la seconda è una canzone di un gruppo vocale statunitense (ché i gruppi vocali sono un po' una mia fissa, lo sapete). Loro sono i DaVinci's Notebook (in realtà "erano", che purtroppo si sono sciolti da un po') e il brano s'intitola "Title of te song".
Ve lo metto in duplice versione: dal vivo (che a me fa più ridere perché ci sono i conduttori radiofonici che sghignazzano in primo piano) e da disco (che è musicalmente più curata e, soprattutto, si coglie di più l'intento parodistico rispetto a certi brani da boy band). Nel secondo filmato ci sono anche le parole.
Anche di questa parlò, tempo fa, Socks (ma io già la conoscevo :) in quel post trovate il testo della canzone.
3.
Il trailer di cui dicevo è questo, ovverosia il trailer (la ricetta del trailer) del film che voglia assolutamente vincere l'oscar. In meccanismo è il medesimo.
Da notare come tra i commenti a questo video su youtube (così come a quelli dei DaVinci's Notebook) ce ne siano molti del tipo "commento che si crede spiritoso, ma non lo è". Questa cosa è contagiosa.
4
Infine, tornando alle parodie musicali, ma spostando un filo il tiro (passando a: testi parodistici che prendono in giro i testi originali, prendendo in giro loro stessi) mi sono venute in mente due cover di Weird Al Yankovic (altra mia fissa).
Weird Al rifà una canzone del compianto George Harrison con un testo il cui unico argomento è la pochezza di sé medesimo e quindi rifà il più grande successo dei Nirvana (scritto dall'anch'egli compianto Kurt Cobai, mmm, se Weird Al non avesse fatto decine di altre cover verrebbe da pensare che porti sfiga). Nel caso dei Nirvana il testo riguarda la scarsa comprensibilità del testo in questione.
Qui il testo di "(This Song's) Six Word Long".
Traduco dalla wiki: «Dave Grohl dei Nirvana ha dichiarato che la band ha pensato di "avercela fatta" quando Yankovic ha registrato "Smells Like Nirvana", una parodia della hit della band grunge "Smells Like Teen Spirit". Nel suo special "Behind the Music", Yankovic ha detto che quando ha chiamato il frontman dei Nirvana, Kurt Cobain, per chiedere se poteva incidere una parodia della canzone, Cobain gli diede il permesso, poi si fermò e chiese: "uhm... non è che è sarà sul cibo, è vero?" Yankovic ha risposto: "no, sarà su come nessuno capisce i vostri testi"».
Qui il testo di "Smells Like Nirvana".
ADDENDA del 27/02/13:
The Title Poster e il suo trailer
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PostSecret – Questa settimana mi sono un po' riconciliato coi segreti postali ricevuti e scelti da Frank. Nessuno ai miei occhi brilla particolarmente, ma nel complesso mi pare che la media sia buona.
Ciò detto, the winner is...
L'unica cosa che ho provato,
è stato freddo.
Mi spiace papà.
Il nome del file dell'imagine è:
onback.hewenttocollegetopreachaboutsomethinginevercouldbelievein.imsorry.jpeg
ossia: sul retro. lui venne al college per predicare qualcosa in cui io non potrò mai credere. mi spiace. jpeg o qualcosa del genere. Frank si diverte a fare cose così.
Di PostSecret la prima volta ho parlato qui.
lunedì 28 febbraio 2011
la strategia delle camicie
Allora io, temendo la maldestra e ingegnosa fatina brasiliana, ieri ho lavato una cifra di camicie così, almeno, domattina quella avrà parecchio da stirare.
Poi c'è da dire che pure i PostSecret di questa settimana non mi dicono un granché, e oramai mi sono convinto che sia colpa mia. Ma di questo riparliamo.
Ah, ogni tanto qualcosa di buono succede anche da queste parti. Stasera alessandro ha aperto la sua trasmissione a radio popolare con una cover dei beatles che non conoscevo, fatta da una band nata dalla fusione di un gruppo rock ungherese e un quartetto vocale femminile folk russo (ma con un cantante-chitarrista irlandese, sia pur trapiantato in ungheria) che si è messa insieme ad agrigento – in una notte stellata – nel 1989.
Baba Yaga – Back in USSR
domenica 24 ottobre 2010
four brothers
Poi un giorno (cazzarola!) ti succede pure che lo perdi il tuo kazoo. E, allora, con i tuoi fratelli, un po' per scherzo e un po' per necessità ti metti a fare la tromba con la bocca, aiutandoti con le mani e, cazzarola, funziona!
Dicendo fratelli non intendevo "fratelli neri", intendevo proprio fratelli fratelli, stessa madre e stesso padre. A quel punto cambia tutto, un fratello può fare la seconda tromba e, per quel che costa, un altro può fare il trombone. La chitarra, vera, per fortuna già c'è e cantare in famiglia si è sempre cantato.
È così che nascono i Mills Brothers: John Jr. , Herbert, Harry e Donald Mills. Un gruppo vocale che si esibisce la prima volta nel 1928 e che è ancora oggi in attività (con gli eredi, che l'ultimo dei fratelli, Donald, è morto una decina d'anni fa a ottantaquattr'anni).
Io, tanto tempo fa, un loro ciddì me lo sono pure preso, e ora potrei farvi ascoltare qualche brano, ma secondo me questi qui è meglio se ve li faccio vedere, che così si capiscono e si apprezzano più cose. E visto che Canale 403 è una televisione d'intrattenimento, oltre che di ammaestramento, in questa quarta puntata della mia tv personale per ogni filmato dei Mills ci appaio un altro filmato, che in qualche modo c'entra.
Buona visione e buon ascolto.
13 Mills Brothers – I Ain't Got Nobody i quattro fratelli alle prese con uno standard in un raro filmato dei primi anni trenta. Come d'uso all'epoca, il testo scorre in sovrimpressione e una pallina vi indica cosa cantare, e così il mio blog oltre che multimediale diventa pure interattivo.
14. Louis Prima – Just a Gigolo/I Ain't Got Nobody ho sempre amato questo cantante italo-americano e la prima volta in vita mia che ho ascoltato una versione di "Ain't Got Nobody" era fatta da lui, all'interno dell'azzeccatissimo medley (sia musicale, che come contenuti) che Prima faceva assieme alla sua interpretazione di una vecchia canzone italina di Daniele Serra.
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15 Mills Brothers – Carvan tempo fa ho visto un documentario molto interessante sul ruolo dei neri nelle pellicole americane, dagli inizi del cinema fin quasi ai giorni nostri. Personaggi neri di un qualche rilievo sono stati quasi sempre assenti nelle storie di Hollywood e, per molti anni, i negri apparivano solo con personaggi marginali, stereotipati ritratti in modo spesso razzista e macchiettistico. Il filmato che segue (tratto da film a me sconosciuto) mostra abbastanza bene quello che intendo, tutti i personaggi sono mostrati secondo la classica caricatura che vede il nero buffo, animalesco, campagnolo e affamato mangiatore di cocomeri! Però questo filmato mostra altrettanto bene quanto l'abilità dei fratelli Mills consentisse loro fare a meno di trombe e tromboni.
16 Duke Elligton – Caravan lo stesso brano eseguito (nel 1952) dall'orchestra del suo autore, con un dispendio di mezzi decisamente maggiore.
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17 Mills Brothers – Tiger Rag tratto dal film del 1932 "The Big Broadcast" noto anche come "Hold that tiger".
18 Dastardly e Muttley e le macchine volanti (sigla d'inizio) serie a cartoni di Hanna e Barbera, anche di questo brano avrei il disco originale, ma anche in questo caso m'immagino che siate più contenti di vedervi il filmato. Io ho trovato che, musicalmente parlando, tra "Hold That Tiger" dei Mills e "Stop the Pigeon!" delle macchine volanti, ci fosse più di una vaga somiglianza. Insomma la tigre e il piccione (nonostante siano divisi da più di trentacinque anni) potrebbero essere fratelli pure loro.
canale 403 (4)
lunedì 11 ottobre 2010
jazz di sera
Non solo quel ciddì lo avevo già tirato fuori perché avevo intenzione di fare un post sulla cantante inglese in questione, ma marco ha scelto lo stesso brano che avevo in animo di pubblicare io: "I Fell Pretty", rifacimento di una delle canzoni di "West Side Story". Visto che mi piace parecchio la ripubblico qui, e ne approfitto per metter su qualcosa d'altro di Annie.
Annie Ross – Twisted ("King Pleasure Sings/Annie Ross Sings", 1952)
Annie Ross e Jerry Mulligan – I Feel Pretty
(da "Sings A Song With Mulligan!", 1958)
Lambert, Hendricks, & Ross – Summertime
(da "Lambert, Hendricks, & Ross!", 1959)
Lambert, Hendricks, & Ross – Main Stem (da "Sing Ellington", 1960)
Lambert, Hendricks, & Ross – Come On Home (da "High Flying", 1962)
Il vocalese è un genere di jazz cantato: si prende un brano jazz strumentale e si sostituisce la voce allo stumento solista che esegue la melodia, scrivendo a posta le parole che il brano originariamente non ha. Magari avete presente "Birdland" fatta dai Manhattan Tranfer (originariamente dei Weather Report) ecco è quella roba lì. A parte "I Feel Pretty" e "Summertime" il resto è vocalese.
"Twistet" è stato inciso nell'anno dell'osordio discografico di Annie, aveva 22 anni e ha scritto lei le parole per questo brano che il sassofonista Wardel Gray aveva pubblicato un paio di anni prima. Io però il brano l'ho scoperto solo nel 1997 quando me lo sono trovato in una raccolta della rivista Musica Jazz dedicata al vocalese e nei titoli di testa del film di Woody Allen "Harry a pezzi".
Di "I Feel Pretty" ho già detto e ha già detto marco (ma quanto mi piace "West Side Story"! Troverò modo di riparlarne).
Apprezzo moltissimo Gershwin ma non amo particolarmente "Summertime", però fatta così mi piace (e poi è particolarmente corta :) Le note del disco mi dicono che questa versione è basata sulla registrazione del brano fatta da Miles Davis e Gil Evans.
"Main Stem" è, ovviamente una composizione di Ellington (dato il disco da cui è tratta) con parole aggiunte da Jon Hendricks.
Infine un brano tratto dal settimo (e ultimo) disco del trio: "Come On Home" del pianista Horace Silver (sempre con testo aggiunto a opera di Jon Hendricks).
giovedì 19 agosto 2010
lady gaga's cover round up
Pomplamoose - Telephone
On The Rocks - Bad Romance
(grazie a madame psychosis)
Christopher Walken - Poker Face
(da Inkiostro)
mercoledì 18 agosto 2010
voci atroci
Disco d'esordio nel 1995 "Cattiveria Naif" secondo e ultimo disco (almeno fin qui) nel 1997 "Saluti da Saturno".
Con qualche rimaneggiamento di formazione le Voci Atroci (di cui attualmente fa parte pure fabrizio casalino) sono arrivate fino ai giorni nostri, e se i dischi si fermano a tredici anni fa, di concerti ancora capita che ne facciano. Un gruppo unico nel nostro panorama, il loro primo album poi è ottimo!
Da Cattiveria Naif:
Mandria
Sta calando il soul
Da Saluti da Saturno:
Barbara
Bonus: Mina insieme alle Voci Atroci rifà un pezzo dei Casino Royale, pensate un po' voi (dall'album di Mina del 1997 "Leggera"):
Suona ancora
(ah, Le Voci Atroci non hanno nulla a che vedere con Gli Atroci, non confondetevi che son proprio generi diversi)
sabato 24 luglio 2010
tutto con la bocca
Zap Mama - Mr. Brown
Marc Beacco - The Pasta Dance
The Bobs - Disco inferno
Tre brani a cappella, per pura combinazione tutti e tre del 1994.
Il primo è tratto dall'album Sabsylma delle Zap Mama, però io quel disco lì non ce l'ho, Mr. Brown l'ho invece su una compilazione della trasmissione radiofonica Caterpillar (una trasmissione che non ho mai sentito, ma che è fatta da gente che mi sta simpatica con cui ho fatto cose quando si era tutti a radio popolare).
Il secondo è tratto dall'album Scampi Fritti a firma Marc Beacco, un francese di origini friulane. Ricordo di aver trovato il cd, per caso, in un negozio di dischi usati qui a milano e la cosa mi stupì non poco. Tutte le parti vocali del disco le fai lui sovraincidendosi, in quasi tutti i brani ci sono ospiti che suonano qualcosa. The Pasta Dance è un brano leggerino ma bizzarro il giusto.
Il terzo lo avevo già pubblicato qui un tre anni fa. Ora però la qualità è meglio (i file audio di splinder hanno un po' l'effetto "scatolone"). È tratto da un album dei Bobs tutto di cover: The Bobs sing the song of... volume 2. Il disco lo presi qui a milano ma vai a ricordarti dove e in che occasione... tutto l'album è bello, ma questa versione del cassico pezzo disco dei Trammps mi mette sempre di buon umore. Sempre.
(io per i pezzi a cappella ho una passione, mi sa che ci sarà modo di tornarci sopra)
martedì 29 maggio 2007
Buon martedì
:)
Però so ancora come mettermi di buonumore almeno per un 3 minuti e 39 secondi.
Buona giornata.

