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domenica 30 dicembre 2012
ciao rita...
Muore Rita Levi Montalcini a 103 anni, e la prima cosa che a me viene in mente è una frase che disse Marco alla notizia della morte del nonno centunenne di una un'amica: «nessuno è così vecchio da non poter vivere ancora un pochino».
Un libro per ragazzi della montalcini, che mi era piaciuto molto leggere, mi aveva ispitato un post di qualche tempo fa, che mi era piaciuto scrivere, è questo qui.
giovedì 7 giugno 2012
ma è morto 'sto blog?
Sicuramente è morto ray bradbury e spiace. Come ha detto una volta un amico mio "nessuno è così vecchio da non poter vivere ancora un pochino". Per il vecchio ray oggi avrei ripostato un video che già postai un paio d'anni fa, ma poi l'ha fatto Spari per me, grazie Spari.
Quanto al blog, che dire? Scrivere per 403 non mi viene facile in 'sto periodo. Il fatto è che – lavoro a parte – la mei attività intellettuali sono pressoché azzerate. Ormai mi sono trasferito a clerville e non torno qui neanche per i finesettimana.
Non che abbia molto da lamentarmi, sabato pomeriggio in realtà sarò a cremona per l'innaugurazione di questa cosa qui. Il centro fumetto andrea pazienza pubblica per l'occasione un albetto inedito di diabolik e l'ho sceneggiato io (e poi giorgio montorio l'ha disegnato) non avevo mai scritto una storia corta del maledetto criminale e mi sono divertito (dovevo fargli rubare uno stradivari).
È uscito il nuovo numero della rivista on-line quaderni d'altri tempi (non conoscevate "quaderni"? ora per vostra fortuna la conoscete). Quelli di quaderni son gente avanti coi tempi, quest'anno sono i cinquant'anni di diabolik e loro dedicano un numero a eva kant (che fa i cinquant'anni l'anno prossimo). Quelli di quaderni son gente strana, hanno fatto un'intervista doppia a me e a cajelli, però io mica lo sapevo che era così, io avevo capito che era un'intervista a me e un'altra a diego, che se l'avessi saputo mi sarei messo d'accordo con lui, almeno sulla lunghezza delle risposte (che così pare che lui è uno taciturno e asciutto e io uno che non la finisce mai di parlare, che poi io, in realtà, sono uno che non la finisce mai di parlare, è vero, ma lui, in realtà, non è poi così taciturno, dannazione!). Comunque il tutto non mi pare venuto fuori male.
Oggi poi, tra l'altro, ho scritto due dietro le quinte per altrettanti albi di diabolik firmati (o co-firmati) da me (uno è quello attualmente in edicola). Che come impegno e divertimento (almeno per me) è come se avessi scritto due bei post per 403. Insomma, scrivere per 403 proprio non mi viene facile in 'sto periodo.
swiisss!
sabato 10 marzo 2012
niente riassunti oggi
QUI lui che disegna dal vivo ad Anguleme 2009.
QUI una carrellata di suoi autoritratti.
Il titolo del mio post viene dalla puntata del Garage Ermetico da cui ho preso l'immagine (facci clic) l'idea che in una puntata ci fosse una sorta di sciopero del riassunto, mi è sempre sembrata emblematica dell'anticonvenzionalità di quella storia così sgangherata e così bella.
E moebius è stato molto molto altro.
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Il feedreader di Spari non fa che piangere, pure il mio. Tra gli altri:
QUI uno stralcio dalla prefazione di Moebius del Garage Ermetico
QUI una carrellata di foto che lo ritraggono
QUI "Gli occhi del gatto"
giovedì 3 febbraio 2011
terapia a scalare
Quindi la mia selezione dei segreti usciti domenica scorsa forse è il caso che la posti.
Non ce la faccio a cancellare i miei parenti morti dalla rubrica.
Io sono messo anche peggio di così. A me capita pure col cancellare gli sms... e neanche solo dei morti. In più il mio è un cellulare con poca memoria e lo spazio è quindi sempre meno e io giro con una sorta di biblioteca/micro-cimitero tascabile di messaggi ricevuti sia da persone che frequento e a cui voglio bene sia da persone che, per un motivo o per l'altro, non fanno più parte della mia vita. Mah...
Ho mandato sms sconci a un ragazzo in chiesa!
Questa la pubblico solo per la gioia che mi ha dato ritrovare un neologismo di word spy da qualche altra parte (che io word spy lo leggo sempre appassionatamente ma la stagrande maggioranza di quelle parole mica che poi la ritrovo in giro, di solito)
Uso di nascosto la sua carta fedeltà del supermarket
perché amo quando
la cassiera mi chiama Signora M***r
La parte migliore della giornata è quando uso il tuo numero di telefono...
così quando mi ringraziano, mi chiamano come se fossi tua moglie
Questi due segreti pressoché identici mi fanno pensare che:
1. Safeway deve essere parecchio diffuso negli stati uniti (e, in effetti, è al terzo posto nelle catene di supermarket in nord america).
2. Deve essere abbastanza diffusa anche la condizione del non essere spostata, nolentemente, con l'uomo che si ama.
3. Questa coincidenza deve aver colpito Frank, che ha pubblicato entrambi le cartoline (e, in effetti, ha colpito anche me).
Ho chiesto a mamma se
preferiva che mi rasassi
la testa o mandassi una foto
delle tette a Postecret
Questa mi pare il trionfo dell'uso improprio di PostSecret ché, chiaramente, non si tratta di un segreto. Mi pare piuttosto un ricatto/braccio di ferro tra figlia e madre. Perché se riesco a capire il desiderio di raparsi a zero i capelli, già la gioia del mandare prova fotografica delle proprie poppe al blog di Frank mi è meno presente (specie lasciando la decisione alla mamma).
Di postsecret la prima volta ho parlato qui.
segreti della settimana (74)
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Se aggiornassi ancora un blog, questa settimana vi avrei (lungamente) annoiato su quanto io sia sempre più intollerante rispetto alla sciatteria di certi sedicenti giornalisti, non avendo un blog da aggiornare me ne sono (brevemente) lamentato nel blog di qualcun altro.
Se aggiornassi ancora un blog mi sarei pubblicamente dispiaciuto della morte di John Barry. Cinque premi oscar, numerose canzoni e temi indimenticabili e un posto di rilevo nel mio olimpo personale dei compositori.
Lui è famoso soprattutto per le prime colonne sonore dei film di James Bond (Goldfinger e Diamonds Are Forever, entrambi interpretati da Dame Shirley Bassey, Thunderball cantata da Tom Jones - ma io ce l'ho anche cantata da Tony Dallara e pure da Celentano - You Only Live Twice, intepretata da Nancy Sinatra e molta altra roba) ma non ha fatto solo quello, proprio no (cito solo Un uomo da marciapiede e Nata libera l'amore per "Nata libera" mi sa che è una cosa parecchio generazionale, molti di voi neanche sapranno chi era Elsa).
Qui mi piace ricordarlo con due temi strumentali, uno tratto da "Dalla Russia con amore" che s'intitola semplicemente 007.
Il secondo è l'indimenticabile sigla d'inizio della serie tv "Attenti a quei due" ("The Persuaders").
giovedì 21 ottobre 2010
off topic
Torno a casa dopo un pranzo col capo e apro la posta. Mi scrive LinkedIn, LinkedIn è una delle cose a cui sono iscritto per finta. LinkedIn nella sua mail mi propone otto persone sconosciute a cui potrebbe farmi piacere connettermi. In realtà una so chi è. È una mia ex collega, della casa editrice dove lavoravo prima. La tipa, mi dice LinkedIn, attualmente è vice capo servizio presso quell'editore, però io ho appena saputo che l'azienda è stata messa in liquidazione e, da poco, chiusa. Tutti i mei ex colleghi hano perso il posto di lavoro. In ogni caso, la cosa non può aver riguardato più di tanto quella mia ex collega, perché quella mia ex collega a cui oggi LinkedIn mi suggerisce di connettermi se è uccisa lo scorso aprile. Mestizia 2.0.
2.
Per fortuna non ci sono ad aspettarmi solo le mail di LinkedIn. Il mio feedreader mi segnala un nuovo post di Si capisce (il mio linguista computazionale preferito) il post si imita a segnalare una parola: "coniglio" in armeno. Lui dice che forse è la parola più bella da guardare che c'è. Può essere, carina è sicuramente carina:
3.
A proposito di cose che mi sono piaciute (v. punto 2.) e di cose che lasciano l'amaro in bocca (v. punto 1) tempo fa Valentina Tanni, Swissimiss ed Ektopia mi segnalavano questa idea di Tom Scott: etichette di avvertenza, autoadesive, da applicare agli articoli di giornale (sono tante, e tutte, spesso, dolorosamente vere). Sa il cielo quanto ci sarebbe bisogno anche di una loro versione tradotta in italiano.
4.
E visto che chiudere con una cosa col retrogusto amaro non mi va, riposto qui una foto che ho trovato su Indizi dell'avvenuta catastrofe (il tumbrl che io amo!) foto che non manca mai di strapparmi un sorriso (e anche l'originale non è male):
off topic (1)
lunedì 22 febbraio 2010
ciao antonella
La ricordo mentre balla scalza al matrimonio di giorgio, anni fa. Elegante, bellissima. Ciao.
mercoledì 13 gennaio 2010
di calvino e uffici postali
Agosto 1984 elena, la mia fidanzata, è in coda con me all'uficio postale di castiglione della pescaia, dobbiamo spedire qualcosa, ma cosa? adesso non me lo ricordo (però me lo chiedo, che è strano che in piene vacanze, due ragazzi di vent'anni, debbano spedire, chessò, una raccomandata). Comunque siamo lì in fila quando elena, guardando distrattamente le buste che il signore in coda prima di noi tiene in mano, riconosce la calligrafia degli indirizzi sulle buste, si gira verso di me e mi sussurra concitata "quello è italo calvino!" io guardo le buste, guardo lui cercando di vedergli qualcosa più della nuca e, in effetti sì, quello è italo calvino.
Il perché elena fosse in grado di riconoscere la calligrafia di calvino è una storia che, prima o poi, mi piacerebbe raccontare. È un segreto. Magari non sarà presto, ma prima o poi vorrei proprio parlarne. Qui.
E quindi siamo lì in coda a dieci centimetri da italo calvino, tutti eccitati, ma visto che siamo a dieci centimetri da lui neanche possiamo parlarne. Io, all'epoca, su calvino avevo già letto parecchio e sapevo che spesso passava l'estate lì, aveva una villa sul mare vicino a castiglione. Anche io passavo tutte le estati lì, questioni di famiglia. Ma che ci potessimo incontrare nel minuscolo ufficio postale di Castiglione era impensabile.
A noi dispiace lasciar scappare calvino così, quindi, sbrigate lui le sue cose, ci precipitiamo allo sportello cercando di fare il tutto prima possibile (no, non è vero, questo non lo ricordo, e potrebbe anche essere che abbiamo direttamente rinunciato a spedire quello che dovevamo) fatto sta che fuori di lì lo pediniamo. Pedinamento breve, calvino s'infila dal macellaio tre vetrine dopo le poste. Noi restiamo fuori guardandoci in faccia concitati e indecisi. Che fare? Abbiamo italo calvino lì dal macellaio e noi che possiamo fare?...
Niente. Non abbiamo fatto niente. Non l'abbiamo neanche visto uscire. Ce ne siamo andati. È che tra le tante cose che avevo letto c'era anche una sua intervista in cui diceva che tra parigi e roma lui preferiva passaggiare per parigi, perché lì non capitava di essere fermato per strada dai fan. E visto che io a calvino volevo bene (e un po' già ero a disagio nei suoi confronti, per quella cosa che ancora non sono pronto per raccontare) ho pensato che era proprio il caso di lasciarlo in pace.
Settembre 1985 italo calvino è sempre a castiglione. Io invece sono a milano, vivo ancora coi miei, in zona fiera. Calvino è colpito da un ictus il 6 settembre, viene trasportato all'ospedale di siena, è in coma, subisce una lunga operazione, si risveglia, non si riprende. Mi dispiace. Mi dispiace così tanto che una mattina (manca ancora qualche giorno alla sua morte, per emoragia celebrale nella notte tra il 18 e il 19 settembre) io prendo e vado nel ufficietto postale che c'è dietro casa, in via sebastiano del piombo. Voglio mandargli un telegramma presso l'ospedale. Ora non ricordo il testo, di certo un segno di vicinanza e partecipazione, a lui e soprattutto a chi gli voleva bene ed era in pena, così, come mi sarà venuto.
L'impiegato delle poste con cui ho a che fare non deve avere molta idea di chi sia calvino però è colpito. Dopo che ho pagato mi guarda e mi dice qualcosa tipo "speriamo proprio che si riprenda questo calvino... questo è già il secondo telegramma che gli mando, stamani". E io sono uscito di lì commosso, pensando a tutto l'affetto che doveva circondare quell'uomo così schivo, se da un piccolo ufficio postale di milano, quella mattina gli avevamo spedito già due telegrammi, aspettando, sperando che guarisse.
lunedì 5 ottobre 2009
un anno dopo...
Un anno fa come fosse oggi moriva il mio amico marco e mi sembrano passati pochi giorni. Evidentemente non è solo quando ci si diverte che il tempo vola. Nell'aprile scorso avevo aperto una pagina flickr per mettere su un po' di foto sue (che mi ha dato sua moglie, gabriella) per quei percorsi un po' misteriosi della psiche sono riuscito in brevissimo tempo a perdere e dimenticare gli estremi per accedervi. Non ho più potuto aggiornarla e l'ho preso come un segno. Per ora ho messo in un cassetto l'idea. Per chi passa di qui e ha conosciuto marco metto lo stesso il link così almeno quelle poche foto se le può vedere. Un giorno, magari, apro una nuova pagina e ricomincio.
Il link è questo.
Ciao marco!
mercoledì 5 novembre 2008
che cosa manca: marco berrini
Provo a mettermi nei panni di qualcuno che non conoscesse Marco. Io, per cercare di capire chi è qualcuno, che cosa fa, per prima cosa provo con Google. Nel caso di Marco però è un po’ complicato, Marco Berrini ha un omonimo, nato anche lui a Milano, anche lui nel 1964, anche lui presente in rete (è un apprezzato direttore di coro). Limitando le ricerche alle pagine che non contengono la parola “coro” i risultati migliorano. Di Marco c’è qualche stringata biografia (per esempio qui) soprattutto legata ai due documentari che ha firmato con Martina Parenti (un episodio di “Checosamanca” del 2006 e “Animol” del 2003, di questo si capisce anche che ha vinto un paio di premi). Proseguendo la ricerca si scopre che ha collaborato ai testi di altri lavori televisivi e cinematografici (il più noto è forse “Fame Chimica” del 2003). Poi lo si trova nominato come sceneggiatore di fumetti (tutti scritti con me, Andrea Pasini): qualche episodio di Martin Mystère verso fine anni ‘90, tre albi realizzati dal collettivo “i Cani” per Attac Italia e, l’anno scorso, “Fuga da Oronero” un volume edito da Carthusia pensato con Medici Senza Frontiere.
Il nome di Marco compare sempre assieme ad altri autori, mai da solo. Non è un caso. Marco aveva la vocazione del co-autore, non gli piaceva proprio scrivere da solo. Può sembrare un limite, per certi versi lo è, ma nel suo caso dava ottimi risultati.
Lavorare con lui era facile, era bello. Aveva un acuto senso critico, era formidabile nello scovare che cosa mancava a un testo, a un progetto, nel capire che cosa non funzionava in un meccanismo narrativo e sapeva spiegarti perché non funzionava. A volte suggeriva il modo per rimediare, altrimenti una soluzione la si trovava insieme.
D’altronde più ancora che un autore Marco era un amico e non parlo solo per me (per me è facile, ci conoscevamo da quasi trent’anni) dico in generale. Lo diceva anche lui che – più ancora della scrittura – quello in cui riusciva meglio era il rimanere in relazione con le persone. E ha dell’incredibile (per me lo ha sempre avuto) con quante persone Marco riuscisse a mantenere, nel tempo, rapporti vivi, sinceri e profondi. Il voler bene e il farsi voler bene è sicuramente quello che ha fatto meglio e, in effetti, questo dalle schede biografiche su internet, e dall’elenco dei lavori realizzati, non lo si riesce a capire.
Scrivere qualcosa su un caro amico morto da poco è difficile. Mi rileggo e non sono molto contento.
Forse l’attacco su internet è venuto palloso e poi non sono riuscito a trovare un buon modo per citare quel libro che tutti dicevamo che Marco avrebbe proprio dovuto scrivere: “La guida Michelin degli ospedali di tutto il mondo” e quello lo poteva scrivere solo lui che, negli anni, era stato ricoverato ovunque, da Berlino alle Seychelles. Di sicuro quella cosa del co-autore potevo renderla meglio. Non ho neanche fatto cenno a quanto fosse spiritoso. Ecco, se ci fosse ancora Marco potrei mandargli una mail e chiedergli il piacere di dare un’occhiata a quello che ho scritto. E lui me lo rimanderebbe indietro con evidenziati i cambiamenti che gli sembrerebbero giusti. Magari segnalandomi anche qualcosa che ho dimenticato di dire; perché Marco è sempre stato più bravo di me a cogliere il punto delle cose, specie quando c’era da dire, in poche parole, qualcosa d’importante.
Torno per un istante a internet. In rete, per ora, c’è una sola pagina in cui si possono trovare delle sue foto ed è quella della sua biografia nel sito del documentario “Checosamanca”. L’altro giorno ho salvato il bookmark mentre raccoglievo le idee per scrivere queste righe, oggi me lo sono rivisto lì e rileggere il nome del bookmark, il titolo della pagina, fuori dal contesto, mi ha colpito “Che Cosa Manca: Marco Berrini”. Come fossero domanda e risposta. Be’ è proprio così. Marco Berrini, da ora, sarà una delle cose che mancano. Per qualcuno una delle più importanti.
giovedì 9 ottobre 2008
il cliente da lei chiamato...
All'improvviso muore uno dei miei affetti più cari, un amico che sento quasi tutti i giorni, con cui mi scrivo mail ed sms con altrettanta frequenza. In primo luogo il senso di perdita è limitato alla comunicazione, come se si fosse rotta la posta o il telefono. Un blackout che impedisce di contattare un determinato numero o indirizzo. L'utente non è raggiungibile. A volte capita che un utente non sia raggiungibile.
Il fatto è che questo utente rimarrà irraggiungibile. Lo so, ma ci vorrà ancora del tempo prima che me ne capaciti.
L'ultima comunicazione è stata per mail, poco dopo l'ultima telefonata, il giorno prima che l'utente diventasse irraggiungibile. Io gli ho spedito il link a questo filmato (viaggi e voli aerei sono sempre stata una sua fissa, voi conoscete qualcun altro che faccia collezione di orari di compagnie aeree? io no).
Questa la sua risposta:
E' bellissimo Pasi, è un sogno! Cerchiamo di ciaparne uno di quelli che vanno verso le Fiji...
Qualche ora dopo ci lasciava. Non per le Fiji però...
venerdì 20 aprile 2007
il re è un babbeo...
Io non amo fare post-coccodrilli, però il loro Wizard of Id, proprio quanto B.C., è stata tra le strisce che più mi hanno fatto compagnia e divertito da bambino... col giullare alcolista, l'eterno prigioniero, il re avido e stupido, il mago pasticcione e tutti quanti gli altri.
lunedì 9 aprile 2007
Credevo alla reincarnazione fino a 5 minuti fa
- Poi che e' successo?
- Sono morto!
(addio johnny...)
venerdì 29 dicembre 2006
giovedì 26 ottobre 2006
au revoir
lo so ritornerai
e quando tu
sarai con me
ritroverai
tutte le cose che
tu non volevi
vedere intorno a te
e scoprirai
che nulla è cambiato
che sono restato
l'illuso di sempre
E riderai
quel giorno riderai
ma non potrai
lasciarmi più
ti senti sola
con la tua libertà
ed è per questo che tu
ritornerai, ritornerai...
ti senti sola
con la tua libertà
ed è per questo che tu
ritornerai, ritornerai
ritornerai, ritornerai...

