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sabato 1 agosto 2009

nuvole anomale fai da te

Da quando ho scoperto nuvole anomale (vedi post precedente) non solo seguo quel blog con costanza e divertimento, ma leggo anche i fumetti con un occhio un po' diverso, da lettore della settimana enigmistica a caccia dei dieci piccoli errori.

Eccone tre trovati di recente.

1) Il mio cuore batte a destra
Gipi pare un po' confuso, è vero che questa storia è un ideale outake da "La Mia Vita Disegnata Male" ma così male da mettere il cuore dall'altra parte è forse troppo.


(Gipi - "io, te il demonio e la magia nera" su Animals numero 3 - Coniglio Editore)



2) Se vai a Roma fa' come i romani
Questo non è proprio un errore, ma è quantomeno strano. Il sindaco di New York va in visita privata dal Papa e all'aeroporto viene a prenderlo un'auto con la guida a destra. Non che sia impossibile ma è quantomeno poco giustificato.

Io penso che per uno statunitense una cosa strana come Città del Vaticano (un minuscolo Stato europeo che sta tutto dentro la capitale di un altro Stato, difeso da buffe guardie svizzere, abitato da preti e governato da un monarca assoluto che è anche il capo religioso supremo) è così bizarra (altro che la Latveria!) che - come minimo - un'auto che ti porta lì deve avere la guida a destra, ma come minimo.


(Brian K. Vaughan testi, Tony Harris disegni, Jim Clark colori -
"Ex Cathedra"
volume 7 di Ex Machina - Wildstorm/DC Comics/MagicPress)


3) The smoking gun
Il protagonista in didascalia dice "non ho sparato un colpo" ma nella tavola dopo, in una bella splash, lo vediamo steso accanto alla propria pistola... fumante! Vatti a fidare dei poliziotti.


(Howard Chaykin e David Tischman testi - David Hahn disegni -
"Bite Club"
- Vertigo/DC Comics/Planeta Deagostini)

venerdì 19 giugno 2009

bloopers, plagi e incongruenze...

Il tutto qui: nuvoleanomale.myblog.it

lunedì 13 novembre 2006

Virginia Mountweazel, 3 Lye Close, Bristol



La rubrica di Tullio De Mauro sul numero di Internazionale attualmente in edicola è dedicata alla parola inglese esquivalience.
Esquivalience significa "ostinato rifiuto delle proprie responsabilità ufficiali" e con questa accezione la si può trovare, per esempio, citata nel New Oxford American Dictionary. Solo che non è vero.
Esquivalience è una parola che i signori del New Oxford American Dictionary hanno inventato di sana pianta per ragioni loro (che poi spiego). Dopodiché capita che adesso, con questi chiari di luna, sempre più spesso, esquivalience venga usata come se fosse una parola vera (specie per parlare di George W. Bush, mi dice il De Mauro).

Sempre il De Mauro cita una parola che si era inventato lui per gioco: orchidorragia ossia "nel linguaggio medico, rottura di coglioni"... uno scherzo tra redattori dell'Enciclopedia italiana che per distrazione (e forse negligenza) ha rischiato di vedere la pubblicazione. La parola non fu pubblicata, venne beccata all'ultimo, però in qualche modo è riuscita a sopravvivere e, per misteriose ragioni, il neoDizionario ne riporta il significato (sia pure in modo eufemistico).

Esquivalience, orchidorragia, sono parole speciali, parole che hanno un significato ma che, a differenza di tutte le altre, nascono con uno scopo altro rispetto all'esprimere quel significato.
E le parole o non hanno un significato, e nascono per uno scopo che non sia quello semantico (artistico, musicale, mnemonico, magico... possono essere password o nomi in codice) oppure, se sono nomi comuni, che nascono con un significato, in genere il loro scopo originario è proprio quello di veicolare detto significato.
A dar retta all'Accademia della Crusca, in questa ristretta categoria di "parole per caso" ce ne può stare almeno un'altra: perplimere. Però io credo che non sia proprio così. Ne riparleremo presto (per questo post c'è già troppa carne al fuoco, vedrete).

Torniamo a esquivalience: cosa può spingere gli stimati redattori di uno stimato dizionario a inserire, consapevolmente, una voce falsa tra quelle vere?

Parole trappola
La spiegazione è semplice: protezione del copyright.
Il modo più semplice per dimostrare che il proprio lavoro di enciclopedista è stato copiato da qualcun altro è quello di mostrare nell'opera plagiaria gli stessi errori che ci sono nella propria.
Se io faccio un dizionario e poi ne esce un altro che contiene (proprio come il mio!) le parole casa, piede, abbambinare, sparuto, incunabolo e mamma, non è che posso pensare che questo secondo dizionario mi abbia copiato. Ma se nel mio dizionario alla lettera A c'erano quindici refusi e una definizione sbagliata e nel nuovo dizionario ritrovo i quindici refusi tali e quali e la stessa imprecisa definizione, non solo ho il dubbio, ma anche le prove che sia avvenuto un plagio.
Per questa ragione gli estensori delle opere di consultazione giungono, talvolta, a inventarsi completamente dei termini, in questo modo se un concorrente li inserisce è caduto nella trappola e tocca che paghi pegno.

E non pensate che le trap word siano le uniche copyright trap esistenti. Le trap street le usano i cartografi e sono ancora più frequenti e di ancor più antica tradizione.
Anche in questo caso, il modo migliore per dimostrare che una certa carta geografica è mia è quello di inserire qui e lì qualche luogo di mia invenzione, una forma "commerciale" di geografia fantastica.

La pratica è abbastanza diffusa ma, ovviamente, trovarne esempi (in rete o altrove) non è facile, una parola-trappola (o una strada-trappola) funziona finché nessuno ne conosce la natura, sono a tutti gli effetti delle spie, una volta che sia saltata la loro copertura sono bruciate e vanno sacrificate (a meno che, come esquivalience non abbiano cominciato ad avere un'altra vita, un'altra attività oltre a quella di spia).

La più nota "persona trappola" è sicuramente Lillian Virginia Mountweazel, nata in Ohio nel 1942, progettista di fontane prima, fotografa poi, morta tragicamente all'età di 31 anni a causa di un'esplosione mentre stava lavorando a un servizio per la rivista Combustibles.
In realtà Lillian Virginia è un'entrata fittizia (del 1975) della New Columbia Encyclopedia.

Altre "persone trappola" sono quelle inserite dagli editori di elenchi telefonici negli USA nel tentativo di proteggersi dal furto dei dati a opera della concorrenza. Decine e decine di persone fantasma, senza consistenza, senza un'esistenza ma con indirizzo e numero di telefono.

Un po' di strade fittizie le trovate elencate qui all'interno del progetto OpenStreetMap, una sorta di Wikipedia cartografica.
Qui possiamo passeggiare per Lye Close a Bristol, per Moat Lane o per Torrington Place entrambe a Finchley, Londra (N3). Ma possiamo passeggiarci solo qui, perché sono tutte trap street di varie mappe commerciali.




Reference
QUI un articolo del New Yorker (agosto 2005) dedicato all'argomento.

Il mese scorso si è occupato della cosa anche il New Scientist (ma bisogna essere abbonati paganti per leggere tutto l'articolo).

Qui un altro articolo (Chicago Tribune, settembre 2005) sull'esquivalience affair.

Qui la puntata (agosto 1991) di Straight Dope dedicata alle strade fantasma causa copyright trap. (Come? Non conoscete The Straight Dope?... male...)


Note
Honeytoken. In informatica è qualcosa che assomiglia alle trappole di cui parlo qui. Ho letto di sfuggita e capito ancor più di sfuggita.

Pensando a entrate fittizie in una enciclopedia che poi s'impongono alla realtà non è che si può evitare di pensare a Tlön, Uqbar, Orbis Tertius mirabile racconto di Jorge Luis Borges.
Qui oppure qui il testo, in italiano, del racconto di Borges.
Qui un sito italiano tutto dedicato al mondo di Tlon.
Qui l'approfondito articolo di Wikipedia (in inglese).

Altra cosa che mi viene in mente, la carriera di "Stronzo Bestiale" un fittizio ricercatore che ha firmato alcuni lavori scientifici. La storia la racconta Umberto Eco da qualche parte (non ricordo bene dove, di sicuro in un libro che se ne sta nel mio box al posto della mia auto). In rete se ne parla un po' ma molto poco.

La donna trappola è un volume a fumetti della bella Trilogia di Nikopol di Enki Bilal, Non c'entra nulla con questo post.

Nelle opere di consultazione finiscono delle voci fittizie anche per altre ragioni che non siano la difesa del copyright (errori e scherzi le cause più comuni). Questo è un altro bel tema, vasto, di cui non mi occuperò. Non qui almeno. Però già che ci sono adesso vi segnalo ancora un paio di link sull'argomento.

Dord è una parola che non esiste che, nel 1934, si è ritrovata nell'edizione del Webster's New International Dictionary. Qui tutta la storia.

Appleton's Cyclopædia of American Biography è un'enciclopedia in sei volumi, pubblicata a New York tra il 1887 e 1889, che raccoglie e propone biografie di Americani illustri. È nota soprattutto perché circa duecento di queste biografie sono di persone mai esistite. Qui la storia raccontata dal Museum Of Hoaxes (come a dire, il museo delle bufale).

La voce della Wikipedia dedicata alle voci fittizie ha una ricchissima sezione di esempi... ora però devo proprio fare dell'altro, me la leggerò in un altro momento...

lunedì 25 settembre 2006

piglia, pesa, incarta e porta a casa

Nel mio post sulle lamette dicevo che il nome dell'inventore del rasoio di sicurezza lo si trova giusto nella Wikipedia e sbagliato nell'Enciclopedia Britannica. Wikipedia è così orgogliosa di ciò (e di altre analoghe cose) che ha dedicato una delle sue voci proprio a questo: Wikipedia: Errors in the Encyclopædia Britannica that have been corrected in Wikipedia.
Sicuramente non è così, sicuramente sono io che coltivo la perfidia come passatempo, però mi piace pensare che gli estensori della succitata voce l'abbiano pensata non solo con legittimo orgoglio, ma anche con una punta di soddisfatta malignità.

Se siete appassionati di errori in famose opere di consultazione dovete assolutamente visitare l'Internet Accuracy Project (però, se siete davvero appassionati di errori in famose opere di consultazione dopo sarebbe il caso di far visitare voi da uno bravo, davvero).