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martedì 19 gennaio 2010

il tempo al lavoro

Mi ero già occupato del tema QUI e il tema più o meno è "gente che, con infinita costanza, documeta il passare del tempo fotografando, a intervalli regolari, qualcosa, per esempio se stessi".

Oggi ci torno con un po' di filmati. Per tutti vale la regola una foto al giorno.

Una foto al giorno per tre anni di seguito parrebbe un traguardo facilemente raggiungibile, lo ha fatto Sven, lo ha fatto questa ragazza e lo ha fatto anche Lee:






Il filmato di Lee ha pure un colpo di scena nel finale (un brutto colpo di scena)...

Altri si sono cimentati su pezzature più brevi ma con filmati "a progetto" come la crescita dei capelli, della barba o della pancia (di una puerpera, però, non come quella che era venuta a me lo scorso anno) oppure di un cucciolo.

Progetti del genere penso siano l'ideale per genitori un po' ossessivi, come quelli di ellora:






Ma i due campioni di resistenza fotografica sono Noah e JK.

Noah si scatta fotografie su base quotidiana dal 2000:






JK si scatta fotografie su base quotidiana dal 1998:





 

Però dopo tutta questa immersione nell'ossessione di sé non posso che apprezzare Phil, che ha scattato foto di se stesso, ogni giorno, per il periodo di due giorni: il filmato è QUI.

mercoledì 4 aprile 2007

e intanto il tempo se ne vaaa...

Il passare del tempo, il segno visibile di questo trascorrere, mi ha sempre affascinato. Prima era un pensiero che mi affascinava e basta, poi ha anche cominciato a farmi un po' male. Non è possibile essere in giro da un po' senza perdere, prima o poi e irrimediabilmente, qualcosa d'importante.
Però ancora me la cavo, nel senso che i segni del passare del tempo continuano a essere per me molto di più qualcosa di affascinate che non doloroso.

L'idea di scattare fotografie degli stessi soggetti a distanza di tempo e per un lungo periodo di osservazione io l'avevo già da bambino, trovavo che un progetto, di una sola persona, portato avanti per venti, trent'anni avesse in sé una forza formidabile. Poi non è che a me sia mai venuto di metterlo in pratica davvero. Ma molti altri lo hanno fatto. Ve ne segnalo tre.

1. L'artista inglese Tom Phillips mi piace, lo seguo da tanto tempo (da prima di internet, per dire) e magari prima o poi riparlerò qui di lui e della sua opera più famosa A Humument. Adesso invece voglio citare un altro suo progetto 20 Sites n Years. Dal 1973, ogni anno, nello stesso periodo dell'anno (a cavallo tra maggio e giugno), Phillips fa la stessa passeggiata nel suo quartiere e scatta le stesse venti fotografie di venti luoghi diversi, sempre gli stessi di anno in anno.




L'idea di osservare i mutamenti, spesso minini, di un pezzo di città, anno dopo anno, decennio dopo decennio, mi pare davvero bellissima, però le fotine che ho visto io sono davvero sempre troppo piccole (anche nel libro su Tom Phillips che ho) quindi non è che poi me lo goda molto questo lavoro.

2. Ogni tanto faccio dei giri in rete alla ricerca di pagine che parlino di fototessere, è una cosa mia. L'altro giorno ne ho trovata una che non aveva proprio delle fototessere, ma qualcosa di molto simile. Si tratta di una famiglia (la famiglia di Diego Golberg, di Buenos Aires) che dal 1976 si fotografa, ossia ogni membro della famiglia, il 17 giugno di ogni anno, viene fotografato con un ritratto, frontale, in primissimo piano, tipo fototessara, appunto. Il primo impatto aprendo la pagina è notevole, poi ognuno credo che reagisca per come è fatto e per quello che gli è capitato.


Per esempio, penso che chi abbia sofferto e soffra per la morte prematura di qualcuno che ha amato non possa guardare queste foto senza provare tristezza o rabbia. E chi ha paura d'invecchiare non sarà rasserenato da queste foto, perché dimostrano (con prova fotografica) che - se va tutto bene - s'invecchia, è inevitabile.
I Golberg li trovate qui (e qualcosa di analogo lo trovate anche qui e qui).

3. Un anonimo signore, stufo della propria pancetta e del modesto look che poteva sfoggiare in costume da bagno, quattro anni fa si è messo a fare palestra, un altra cosa che si è messo a fare è quella di farsi fotografare, mese per mese, per tenere testimonianza dei suoi progressi "strutturali".
Io la serie delle sue foto l'ho trovata qui (ma la fonte primaria è un blog tedesco), il sito su cui l'ho trovata invita a scegliere in quale mese lo si preferisce... io su di lui non do giudizi, diciamo che per quanto riguarda me (che al momento sono abbastanza vicino alla situazione di partenza del tipo) sarei contento se potessi essere dalle parti dell'aprile 2003, già il mese dopo comincerei a farmi un po' impressione.