Il passare del tempo, il segno visibile di questo trascorrere, mi ha sempre affascinato. Prima era un pensiero che mi affascinava e basta, poi ha anche cominciato a farmi un po' male. Non è possibile essere in giro da un po' senza perdere, prima o poi e irrimediabilmente, qualcosa d'importante.
Però ancora me la cavo, nel senso che i segni del passare del tempo continuano a essere per me molto di più qualcosa di affascinate che non doloroso.
L'idea di scattare fotografie degli stessi soggetti a distanza di tempo e per un lungo periodo di osservazione io l'avevo già da bambino, trovavo che un progetto, di una sola persona, portato avanti per venti, trent'anni avesse in sé una forza formidabile. Poi non è che a me sia mai venuto di metterlo in pratica davvero. Ma molti altri lo hanno fatto. Ve ne segnalo tre.
1. L'artista inglese
Tom Phillips mi piace, lo seguo da tanto tempo (da prima di internet, per dire) e magari prima o poi riparlerò qui di lui e della sua opera più famosa
A Humument. Adesso invece voglio citare un altro suo progetto
20 Sites n Years. Dal 1973, ogni anno, nello stesso periodo dell'anno (a cavallo tra maggio e giugno), Phillips fa la stessa passeggiata nel suo quartiere e scatta le stesse venti fotografie di venti luoghi diversi, sempre gli stessi di anno in anno.



L'idea di osservare i mutamenti, spesso minini, di un pezzo di città, anno dopo anno, decennio dopo decennio, mi pare davvero bellissima, però le fotine che ho visto io sono davvero sempre troppo piccole (anche nel libro su Tom Phillips che ho) quindi non è che poi me lo goda molto questo lavoro.
2. Ogni tanto faccio dei giri in rete alla ricerca di pagine che parlino di
fototessere, è una cosa mia. L'altro giorno ne ho trovata una che non aveva proprio delle fototessere, ma qualcosa di molto simile. Si tratta di una famiglia (la famiglia di Diego Golberg, di Buenos Aires) che dal 1976 si fotografa, ossia ogni membro della famiglia, il 17 giugno di ogni anno, viene fotografato con un ritratto, frontale, in primissimo piano, tipo fototessara, appunto. Il primo impatto aprendo la pagina è notevole, poi ognuno credo che reagisca per come è fatto e per quello che gli è capitato.

Per esempio, penso che chi abbia sofferto e soffra per la morte prematura di qualcuno che ha amato non possa guardare queste foto senza provare tristezza o rabbia. E chi ha paura d'invecchiare non sarà rasserenato da queste foto, perché dimostrano (con
prova fotografica) che - se va tutto bene - s'invecchia, è inevitabile.
I Golberg li trovate
qui (e qualcosa di analogo lo trovate anche
qui e
qui).
3. Un anonimo signore, stufo della propria pancetta e del modesto look che poteva sfoggiare in costume da bagno, quattro anni fa si è messo a fare palestra, un altra cosa che si è messo a fare è quella di farsi fotografare, mese per mese, per tenere testimonianza dei suoi progressi "strutturali".
Io la serie delle sue foto l'ho trovata
qui (ma la fonte primaria è un blog tedesco), il sito su cui l'ho trovata invita a scegliere in quale mese lo si preferisce... io su di lui non do giudizi, diciamo che per quanto riguarda me (che al momento sono abbastanza vicino alla situazione di partenza del tipo) sarei contento se potessi essere dalle parti dell'aprile 2003, già il mese dopo comincerei a farmi un po' impressione.
