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mercoledì 7 settembre 2011

matite e magliette

Ognuno ha i suoi oggetti a cui è affezionato. Io ogni tanto qui parlo di matite e di magliette.

Grazie a un post di Ektopia scopro il sito che vende oggetti progettati dal designer sebastian bergne. Ci sono varie cose, attrezzi da cucina, per la casa, giochi per i bimbi, calendari. E ci sono anche delle magliette.



Si tratta di una serie di t-shirt bianche tinte con vino rosso. 25 pezzi unici, realizzati nel 2008. Qualcosa a metà "tra le maglie sportive e l'aquarello". Il sito dice che si possono indossare ma pensa sia meglio incorniciarle. E a 144 sterline al pezzo il dubbio si pone.





La "matita da cucina" è un incrocio tra un mestolo e una matita. L'idea mi pare sia che il mestolo tenesse nascosta l'anima di grafite che è stata messa a nudo facendogli la punta con un coltello da cucina. 12 sterline.





La mia preferita, nonché motivo del presente post. A una matita a sezione esagonale basta aggiungere dei puntini neri e, d'improvviso, diventa altro: un "dado matita". La si presenta come un aiutino per passare il tempo e, finanche, per prendere decisioni. 3 sterline, tasse incluse.

martedì 2 novembre 2010

riposa in pace,
ma solo fino a un certo punto

Nadine Jarvis, classe 1982, è una designer di base a Londra che ha concentrato buona parte del suo lavoro di progettazione sul post mortem.


RIP – Rest In Pieces: "riposa in pezzi" è un'urna cineraria in ceramica concepita per essere appesa a un albero, il cordino che l'assicura al ramo però è fatto per durare non più di tre anni, dopodiché si spezza, l'urna cade, va in frantumi e le ceneri vengono, di conseguenza, disperse dal vento (qui testimonzianza video della cosa, protagonista: Joseph Wald e i suoi resti mortali).


Bird Feeder: anche questo oggetto si appende agli alberi e contiene le ceneri del defunto, ma non è realizzato in ceramica bensì con mangime per uccelli pressato. La morte di un proprio caro si trova così in relazione con la vita degli uccelli e le sue ceneri vengono lentamente disperse mentre quest'urna commestibile si consuma.


Carbon Copy: dalle ceneri di un corpo umano si può produrre grafite per realizzare, in media, circa 240 matite. Una scorta che può durare anni e anni ma che, se usata, inevitabilmente finirà. Dalle foto qui sopra posso azzardare l'ipotesi che il signor Wald sia il nonno materno della Jarvis che, essendo lei un'artista, una designer e un'insegnante, avrà modo di consumarlo in molto meno tempo di quanto non ci metterei io.

Nadine Jarvis avrebbe ben due siti web: uno che, almeno al momento in cui scrivo, parrebbe morto e l'altro che parrebbe non nato (insomma, perfettamente in linea col suo lavoro).

domenica 3 ottobre 2010

non dimenticarti questo consiglio


Mina – Prendi una matita (da "2 Note", 1961)



(ve l'avevo detto che il tema di oggi erano le matite, vero?)

prendere le cose dal lato giusto

Sempre a proposito di matite (il tema di oggi è: "matite", si era capito vero?) se su internet si fa una ricerca sull'argomento "mobili fatti di matite" (perché, dico io, perdere tempo a cercare "amateur teen sex" quando si può passare il pomeriggio cercando "pencil furniture"!) si trovano due cose tutte diverse:

Questa è un'opera dell'artista tedesca Kerstin Schulz esposta a milano nel 2005 per i cento anni della Faber Castell e usa migliaia di "Castell 9000" adeguatamente appuntite:








Questa invece è una panca della Boex/3D Creative Solutions (pluripremiata nel 2007) e impiega 1.600 matite molleggiate una a una (sempre che "individually sprung" voglia dire "molleggiate una a una") tutte rimuovibili e usabili:







Scegliere di mettere la matita per un verso o per l'altro. Poggiare il culo sulla morbida gomma per cancellare o sull'accuminata punta di grafite. Mi pare che possa essere una sorta di metafora di due modi possibili di prendere l'esistenza. Che 403 è un blog che ha le cazzate ma che, alle volte, ha pure le riflessioni filosofiche sulla vita (lo so, con le cazzate ho più pratica, ma anche con le riflessioni filosofiche sulla vita non me la cavo male, secondo me).

sabato 2 ottobre 2010

macchine ammazzacattivi e altre matite

Il motto scritto sulla chitarra di Woodie Guthrie, qualcuno ha pensato di metterlo anche su un set di matite. Immagino possa servire a ricordare che ne uccide più la penna che la spada...

(si comperano qui)




[via Inkiostro]



Per matite meno impegnate politicamente (ma più strane) ci si può rivolgere a Concentrate, che vende matite pre-masticate, per guadagnare tempo, saltare la fase di raccolta idee mentre si mastica la matita e passare direttamente alla stesura delle stesse, poi nulla vieta che si tratti di idee antifascite, anzi!

(si comperano qui)



[via Nothing to do with Arbroath]



Infine una stampante a matita, economica (le matite costano meno di toner e cartucce) ed ecologica (i fogli si possono sempre cancellare e riusare). Per ora è solo un progetto.

(illustrato qui)