Ero lillì per risponderle salacemente ma poi mi son distratto e m'è passata la voglia.
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Ero lillì per risponderle salacemente ma poi mi son distratto e m'è passata la voglia.
Elio e le storie tese – Piattaforma
(1989, "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu")
«piattaforma è quella cosa
che dovrebbe stare ferma
ed invece salta e ondeggia
che ti viene il mal di mar»
pillole di saggezza (8)
403and@gmail.com
L’appello, rivolto a tutti i mezzi di comunicazione italiani, è di dedicare quotidianamente uno spazio, anche piccolo, a quanto resta da fare e anche a quanto è stato fatto e si farà a L’Aquila.
Mafalda, con la sua semplicità, lo chiede a voce alta: “L’Aquila: a che punto siamo?”. Una piccola testimonial d’eccezione, la cui immagine può essere utilizzata da tutti coloro che, sposando lo spirito di informazione alla base di tutto questo, potranno utilizzare come logo per spiegare, appunto, a che punto siamo.
coazione a ripetere
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shut up little man
Nel 1987, Eddie e Mitch si trasferirono in un appartamento economico a San Francisco dove, attraverso le sottilissime pareti, fecero la conoscenza dei loro vicini, due alcolisti di mezza età: Raymond (un furioso omofobo) e Peter (un appariscente gay). Per 18 mesi, Eddie e Mitch usarono un microfono fuori dalla finestra della loro cucina per documentare la bizzarra relazione tra i due vicini mezzi matti, dando così il via, senza volerlo, a uno dei primi fenomeni "virali" controculturali, nel mercato della audiocassette underground.
libri (in realtà uno solo, ma altri due li avevo di già)
Questa settimana, ad aspettarmi in portineria c'era solo un libro: Thomas Eccardt, Secrets of the Seven Smallest States of Europe: Andorra, Liechtenstein, Luxembourg, Malta, Monaco, San Marino and Vatican City (Hippocrene Books) che, come si può intuire dal titolo, si occupa dei sette più piccoli Stati europei. Ne sunteggia i tratti comuni nella prima parte e poi si dedica alle peculiarità del singolo stato nella seconda. In realtà di gran segreti non mi pare ne riveli, però.
Lo sto leggiucchiando, l'introduzione mi ha fatto temere il peggio da quanto è buttata lì, in realtà il libro – pur senza guizzi e con un atteggiamento un po' scolastico – è interessanete il giusto.
Il libro di questa settimana va a fare il paio con altri due, che mi sono procurato tempo addietro ("fare il paio", se si tratta di tre pezzi non si dice, diciamo allora che va a fare tripletta).
Erwin S. Strauss, How to Start Your Own Country (Paladin Press) e John Ryan, George Dunford, Simon Sellars, Micronations: The Lonely Planet Guide to Home-Made Nations (Lonely Planet). Due libri deidicati a nazioni ancor più piccole di quelle del libro di Eccart, quasi tutte più piccole ancora di Città del Vaticano!
Stiamo parlando di posti veri e propri come il Principato di Sealand ma anche di luoghi come il regno e la repubblica di Talossa, di fatto entrambi esistenti solo su internet. Io su queste cose ci perderei le ore!
(ehm... non è che ce le perderei, ce le predo davvero!)
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delle città nel tempo come fossero uova
Restando in ambito geografico vi riposto qui una bella cosa che ho trovato su Strange Maps: un'alalogia tra le uova e l'evoluzione delle città nei secoli:
uovo sodo – antica
uovo al tegamino – sec. 17/19
uova strapazzate – moderna
QUI il post di Strange Maps, che ha preso l'immagine da QUI.
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e per finire... murmuration!
Ricordate il mio post di stamattina? "Murmuration" in inglese è il termine che indica uno stormo di storni (di storni su 403 vorrei proprio riparlarne, prima o poi). "Murmuration" è anche il titolo di questo filmato sul fiume Shannon, in irlanda, realizzato da Liberty Smith e di Sophie Windsor Clive [via ticklebooth]:
Sciame, branco, stormo, banco, mandria, gregge, colonia, muta e, a volte, pure tribù. A me non ne son venuti in mente altri, ma di certo qualcuno mi è sfuggito, però quanti me ne saranno sfuggiti? Decine? Non penso...
Sto parlando di nome collettivi di animali, dai, si era capito. A molti animali fa piacere fare cose assieme. Ecco, qualche giorno fa ho scoperto che in lingua inglese esistono nomi collettivi specifici per un sacco di animali... Laddove noi abbiamo "branco", loro ne hanno a bizzeffe.
Noi abbiamo un branco di lupi, loro hanno un "pack of wolves" , noi abbiamo un branco di elefanti loro hanno un "herd of elephants", perfino per un branco di alligatori in inglese c'è una parola appropriata: "congregation", "congregazione" come per le chiese, curioso accostamento.
Le voci atroci – Mandria
Quando poi si parla di uccelli c'è da perderci il capo. Da noi si dice "stormo", magari qualche volta si usa "volo" (un "volo di quaglie") ma a me non ne vengono in mente molti altri. Per gli inglesi è diverso, molto diverso.
A causa della loro tradizione venatoria l'inglese medioevale ha adottato nomi collettivi diversi per specie di uccelli diverse, la relativa pagina della wiki ne riporta una cinquantina.
New Musik – This World Of Water ("From A To B", 1980)
Se arrivasse l'apocalisse degli zombie
io tornerei dal mio ex
lui ha un piano per sopravvivere
PostSecret sta facendo i conti col successo della sua App per iPhone: in due mesi lì ha ricevuto più messaggi di quanti la sua casella di posta cartacea non abbia fatto in sette anni! Siamo sopra i 600 mila, forse anche sopra i 700.
PostSecret dentro la App è abbastanza diverso da quello fuori, per esempio lì finiscono in evidenza "segreti" più omogenei (quasi tutte storie edificanti e/o strappalacrime) che spesso non sono segreti veri, ma fatti capitati nella vita di chi li manda (tipo "mi è appena morta la moglie", per dire).
I PostSecret cartacei da pubblicare sul sito (e sui libri) li sceglie Frank, quelli in evidenza nell'App li sceglie il pubblico dell'App. Purtoppo, ai miei occhi, sono la dimostrazione di come la democrazia compia scelte sempre meno buone rispetto a una dittatura illuminata.
Poi, visto che nessuno può garantirci che una dittatura sia davvero illuminata (anzi, chi fa domanda per diventare dittatore raramente è una brava persona, lo ammetto) la democrazia resta ancora l'unica opzione percorribile (ma non per i PostSecret cartacei, fortunatamente).
Poi Frank fa appunto di testa sua, e ho scoperto che quello che settimana scorsa mi ha spacciato come un segreto cartaceo (e che io ho pure pubblicato qui) era in realtà un segreto preso da quelli dell'App. Magari voleva un segreto per Halloween e tra i cartacei non ce n'erano e allora lo ha preso da lì. Il dittatore illuminato non è obbligato a seguire le proprie regole.
"PostSecret è un progetto artistico comunitario in divenire in cui le persone spediscono i propri segreti su un lato di una cartolina fatta a mano".
La prima volta ne ho parlato qui.
segreti della settimana (97)
1. piani per un trucco di diabolik disegnati dal direttore mario gomboli in persona. Si tratta di un sistema per bloccare un furgone blindato, narcotizzandone gli occupanti. Non posso dire di più perché la storia è lungi dall'essere pubblicata.
Sotto a questo foglio la relativa sceneggiatura, che deve essere in parte riscriitta. Titolo di lavorazione: segreto.
2. sceneggiatura che ho appena finito di scrivere e che, quanto prima, sarà inviata al disegnatore giuseppe di bernardo. Titolo di lavorazione: "La catena di ghiaccio" è il seguito dell'albo "Fermate la ghigliottina", albo che ho appoggiato lì sopra per essere sicuro che non si leggessero certi appunti di lavorazione sul primo foglio della sceneggiatura (data la qualità della foto è stata una precauzione inutile, ma visto che svelavano parte del finale, meglio andarci cauti).
3. riassuntini per le quarte di copertina delle ristampe che stanno uscendo in edicola per Mondadori.
4. lingotto d'oro da 500 grammi. In realtà è una stampata in misura, poi ritagliata, di un lingotto. Nella storia che sto scrivendo adesso, Diabolik ne ruba una ragguardevole quantitià. Il modellino mi è servito per provare alcune scene.
5. scenggiatura di diego cajelli, titolo provvisorio "Gli adepti".
Sotto alla sceneggiatura una pila di soggetti inviati dai lettori, in attesa di essere esaminati.
6. flyer pubblicitario dei lingotti di diabolik.
Sotto la Guida turistica di Clerville, strumento indispensabile per scrivere e rivedere le sceneggiature del "maledetto criminale".
Sotto ancora un'altra sceneggiatura - questa di patricia martinelli - anch'essa dal titolo provvisorio segreto.
7. product placement: acqua lauretana.
8. altri soggetti mandati dai lettori, da leggere e valutare.
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Perché tanti titoli provvisori segreti? Visto che ci troviamo a lavorare su tante storie simultaneamente, è importante che il titolo di lavorazione ci faccia ricordare SUBITO di quale storia stiamo parlando. Quindi, molto spesso, il titolo di lavorazione si riferisce all'idea cardine della storia e, spesse volte, l'idea cardine è un colpo di scena. Qualche volta è IL colpo di scena, quello che salta fuori in fondo in fondo. Ciò fa sì che i titoli di lavorazione siano spesso segretissimi e non possano essere svelati a nessuno al di fuori della redazione.
A proposito di morti, in linguaggio interno alla redazione, col termine "cadevere" indichiamo la stampata della sceneggiatura piena di correzioni che è stata sostituita da una nuova versione corretta. Di ogni sceneggiatura abbiamo quindi la stampata e almeno un cadavere (che ci serve per riscotrare le correzioni fatte). Il termine credo l'abbia coniato licia ferraresi, la mia capa.
Quella che si vede qui sopra è la tastiera della mia postazione in redazione, magari domani vi pubblico una foto (con legenda) di tutta la scrivania, che è facile non freghi a nessuno, ma io quando posso mostrare il disordine in cui opero sono sempre infantilmente contento.
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