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sabato 11 giugno 2011

la giusta temperatura

Ho già accennato che Wolfi si occupava anche del trasferimento di salme nella Jugoslavia allora in guerra. Non passava, dove c’erano i bombardamenti ma, com’è facile immaginare, i controlli erano stati intensificati e militari su jeep, con mitra spianato pattugliavano autostrade, le città e i paesi limitrofi ai confini. Spesso doveva mostrare non solo le bolle di trasporto ma era costretto ad aprire la bara per dimostrare che all’interno c’era un morto e nient’altro che potesse mettere in pericolo quel pezzo di terra slava, rimasto fuori dal conflitto.

Il suo collega Hans, ricorderete, gli aveva consigliato di non affrontare le giornate senza essere equipaggiato dell’antidepressivo più ecologico e in apparenza anche il più innocuo: la birra bavarese. Quando poi, in completa solitudine, mangi chilometro dopo chilometro senza anima viva al tuo fianco per scambiare due chiacchiere, le sigarette e il goccetto per cambiare sapore della nicotina in bocca, diventa con il tempo un gesto automatico. Ora, il carro funebre (mi è difficile capire perché ancora venga usato il nome “carro”, trattandosi in verità di una Mercedes ultimo modello fornita di accessori moderni e di tutti gli optional esistenti, ma manteniamo pure questa definizione medievale) naturalmente è provvisto di aria condizionata che permette all’autista di non soffrire del caldo estivo. Questo è un bene per il guidatore; ma la birra?

Non era possibile usare una borsa frigo, che per la quantità di bottiglieå indispensabili in un tragitto così lungo, aveva la capienza troppo limitata. Il feretro nel retro del “carro” invece sì che era in grado di risolvere il problema di Wolfi! Uscito dalla cella frigorifera per l’ultimo viaggio, il passeggero conservava per molte ore la sua freschezza e grazie a questo fatto, anche la birra si manteneva a una temperatura bevibile.

Prosit, cin-cin e buon viaggio, ci avrebbe detto a quei tempi il nostro autista Wolfi.

Mettiamoci un attimo nei suoi panni. Anche dopo uno sbigottimento iniziale, che sparisce pensando alla sua “vera sete”, non si può accusarlo d’insensibilità.

C’è la partita di Pocker con il morto! Che problema c’è se, grazie a lui poteva farsi una birra fresca!

Lucrezia

Wolfi 6 continua.

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