Oh, stasera c'è QUESTA ROBA... Se vedete che è cosa, non mancate!
(se non è cosa, pace, ci vado io)
(di loro avevo parlato alla fine di questo vecchio post)
Scusate ma sono di fretta.
baci
a.
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purtroppo il foglio col compito me lo ha mangiato il gatto
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andrea 403
Ho una resistenza quasi infantile riguardo al dire le bugie, mi costa proprio. Anche le bugie bianche. Anche quando, a volte capita, una bugia sarebbe di gran lunga la cosa migliore per entrambi, per me che la dico e per chi se la deve sentire. Quindi molto raramente dico delle bugie.
Però sono abbastanza bravo a concepirle, le bugie. Al punto che, ogni tanto, mi capita di essere contattato per inventarne qualcuna. Quasi sempre si tratta di scuse. Mi capita (non spesso, eh) di ricevere telefonate in cui mi si chiede di inventare al volo un motivo per non partecipare a una certa cena oppure per uscire senza attriti da una certa situazione. Ovviamente mi si fornisce i dettagli utili e io fornisco un'ipotesi di storia da raccontare, se il committente avanza delle obiezioni provo a confutarle oppure si aggiusta la storia di partenza.
D'altronde è qualcosa che già faccio di mestiere. Far quadrare le storie mie e altrui. Inventare ragioni che giustifichino certi comportamenti (e se lo faccio per dei personaggi di carta posso ben farlo per un'amica che vuole trarsi d'impaccio da una situazione spiacevole).
Una volta, anni fa, cenando con un vecchio amico che di mestiere scrive romanzi (gialli, noir...) avevamo ipotizzato (per scherzo, eh) di mettere in piedi un sistema di scuse a pagamento, via telefono. Pensavamo sprattutto a scuse per non aver fatto i compiti di scuola, ma l'idea si può estendere a molti campi.

Oggi scopro (grazie a uomosenzak, su inkiostro) che esiste un servizio che si preoccupa di dare sollievo a chi è in ritardo con la consegna (via mail) di un lavoro o di un compito scolastico (il servizio è americano e si sà che lì l'università è parecchio informatizzata). Di fatto, invece che inventare scuse più o meno fantasiose e magari difficili da reggere, questi signori, semplicemente, brillantemente, ti vendono un file corrotto (di word, di excell o di powerpoint o in una ventina di altri formati) che dopo aver rinominato si può spedire, a chi sta lo attendendo, fingendo che sia il frutto delle nostre fatiche. Potendo contare così su ore o magari anche qualche giorno (se si ha fortuna e/o se ce la si gioca bene) extra per completare, per davvero, quando avremmo dovuto già finire.
www.corrupted-files.com
Però sono abbastanza bravo a concepirle, le bugie. Al punto che, ogni tanto, mi capita di essere contattato per inventarne qualcuna. Quasi sempre si tratta di scuse. Mi capita (non spesso, eh) di ricevere telefonate in cui mi si chiede di inventare al volo un motivo per non partecipare a una certa cena oppure per uscire senza attriti da una certa situazione. Ovviamente mi si fornisce i dettagli utili e io fornisco un'ipotesi di storia da raccontare, se il committente avanza delle obiezioni provo a confutarle oppure si aggiusta la storia di partenza.
D'altronde è qualcosa che già faccio di mestiere. Far quadrare le storie mie e altrui. Inventare ragioni che giustifichino certi comportamenti (e se lo faccio per dei personaggi di carta posso ben farlo per un'amica che vuole trarsi d'impaccio da una situazione spiacevole).
Una volta, anni fa, cenando con un vecchio amico che di mestiere scrive romanzi (gialli, noir...) avevamo ipotizzato (per scherzo, eh) di mettere in piedi un sistema di scuse a pagamento, via telefono. Pensavamo sprattutto a scuse per non aver fatto i compiti di scuola, ma l'idea si può estendere a molti campi.
Oggi scopro (grazie a uomosenzak, su inkiostro) che esiste un servizio che si preoccupa di dare sollievo a chi è in ritardo con la consegna (via mail) di un lavoro o di un compito scolastico (il servizio è americano e si sà che lì l'università è parecchio informatizzata). Di fatto, invece che inventare scuse più o meno fantasiose e magari difficili da reggere, questi signori, semplicemente, brillantemente, ti vendono un file corrotto (di word, di excell o di powerpoint o in una ventina di altri formati) che dopo aver rinominato si può spedire, a chi sta lo attendendo, fingendo che sia il frutto delle nostre fatiche. Potendo contare così su ore o magari anche qualche giorno (se si ha fortuna e/o se ce la si gioca bene) extra per completare, per davvero, quando avremmo dovuto già finire.
www.corrupted-files.com
I kit già pronti per il download sono in promozione a 3,95 $ fino a fine mese e riguardano file di word, di excell o di powerpoint.
Ogni kit include sei diversi documenti di diverse grandezze (per word documenti da 2, 5, 10, 20, 30, 40 pagine) tutti rigorosamente inapribili.
Per i file corrotti su misura basta specificare formato e dimensioni e pagare 8,95 $ (sempre entro fine mese, poi il prezzo passerà a 14,95 $).
Ogni kit include sei diversi documenti di diverse grandezze (per word documenti da 2, 5, 10, 20, 30, 40 pagine) tutti rigorosamente inapribili.
Per i file corrotti su misura basta specificare formato e dimensioni e pagare 8,95 $ (sempre entro fine mese, poi il prezzo passerà a 14,95 $).
"We offer a wide array of corrupted Word files that are guaranteed not to open on a Mac or PC. [...]
Cheating is not the answer to procrastination! - Corrupted-Files.com is!"
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p.s.
ben ritrovati...
ben ritrovati...
lunedì 20 aprile 2009
le parole degli altri...
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andrea 403
Da Comicsblog: "Tim Simmons è un appassionato di cinema e fumetto che ha deciso di raccogliere in un unico database chiamato The Comic Book Script Archive tutte le sceneggiature di fumetti americani sparse per il web. [...] Nell’archivio, che contiene un discreto numero di sceneggiature nonostante sia in piedi solo da ottobre 2008, trovate così lavori di Grant Morrison, Alan Moore, Warren Ellis, Mark Millar, Brian Bendis e molti altri che potete scaricare e studiare con attenzione. L’elenco degli script lo trovate QUI."
mercoledì 15 aprile 2009
tavola 26
Pubblicato da
andrea 403
Ref: 0319 - Ordre
Ref2 : 9875001
Categorie: Unclassifieds
Description: Crayonné de la page 26 de « Vol 714 pour Sydney » réalisé par Hergé en 1967. Dimensions bord à bord : 363 x 510mm Mine de plomb sur papier à dessin. Très bon état de conservation. Remarquables croquis Offert par Hergé à la fin des années 1970 et signé de sa main pour cette raison, ce crayonné particulièrement bien structuré et très enlevé présente d’autant plus d’intérêt qu’y figure ce moment crucial du récit au cours duquel, après être miraculeusement réapparu, Milou pénètre dans le bunker où son maître est enfermé et le libère de ses liens. Mais ce n’est pas la seule valeur ajoutée de ce précieux « brouillon de travail » puisque, côté pile se trouvent, outre diverses annotations, plusieurs remarquables croquis d’attitudes liés pour la plupart à l’action développée côté face. — B.T. Un certificat d’authenticité sera délivré par les Studios Hergé à l’acheteur.
Prix: 50,000€ / 70,000€
Trovato QUI
[via qui]
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giovedì 12 febbraio 2009
think no evil...
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andrea 403
"Sarebbe bello poter escludere con un semplice gesto tutto ciò che è sgradevole" questo leggo stamattina in un post di Shapa.
E subito mi viene da pensare a quale possa essere il gesto in questione. Scartata l'inelegante via simbolica, penso che forse un solo gesto non basta a escludere proprio tutto, forse ce n'è bisogno almeno di un paio. E mi vengono in mente le tre scimmiette, quelle che si tappano occhi, orecchie e bocca. Queste qui, insomma:

"Non vedo, non sento e non parlo" questa è la dida che associo a questa immagine. Subito dopo, ovviamente (che io son fatto così), mi chiedo quale sia l'origine di questa immagine. Mi rivolgo con fiducia a quel vertiginoso oracolo che è google e, con un paio di clic, ne vengo a capo.
(Nel caso interessi: qui o più spicciamente qui).
Ormai sono lontano dal punto di partenza, e riscopro una cosa che forse sapevo già e che avevo dimenticato. E così riscopro che è solo qui da noi, in italia, che le tre scimmiette hanno questo significato un po' vigliacco e omertoso.
Nell'originario giappone (ma vale anche nella cultura anglosassone e - m'immagino io - ovunque nel mondo) l'invito delle sagge scimmie è a non parlar male, a non ascoltare il male e a non guardare con occhio melevolo (speak no evil, hear no evil, see no evil) mica a starsene zitti, così, del tutto.
Ed ecco che io non riesco a dare ascolto ai precetti delle tre scimmiette giapponesi e – sia che questo fraintendimento origini dalla proverbiale italica ignoranza, sia che da noi farsi i cazzi propri sia considerato più saggio e meritevole dell'agire benevolmente – a me viene da pensar male, di noi.
E, alla fine, son qui a scriver male della mia gente.
(vabbe', buon anno e ben ritorvati qui)
E subito mi viene da pensare a quale possa essere il gesto in questione. Scartata l'inelegante via simbolica, penso che forse un solo gesto non basta a escludere proprio tutto, forse ce n'è bisogno almeno di un paio. E mi vengono in mente le tre scimmiette, quelle che si tappano occhi, orecchie e bocca. Queste qui, insomma:
"Non vedo, non sento e non parlo" questa è la dida che associo a questa immagine. Subito dopo, ovviamente (che io son fatto così), mi chiedo quale sia l'origine di questa immagine. Mi rivolgo con fiducia a quel vertiginoso oracolo che è google e, con un paio di clic, ne vengo a capo.
(Nel caso interessi: qui o più spicciamente qui).
Ormai sono lontano dal punto di partenza, e riscopro una cosa che forse sapevo già e che avevo dimenticato. E così riscopro che è solo qui da noi, in italia, che le tre scimmiette hanno questo significato un po' vigliacco e omertoso.
Nell'originario giappone (ma vale anche nella cultura anglosassone e - m'immagino io - ovunque nel mondo) l'invito delle sagge scimmie è a non parlar male, a non ascoltare il male e a non guardare con occhio melevolo (speak no evil, hear no evil, see no evil) mica a starsene zitti, così, del tutto.
Ed ecco che io non riesco a dare ascolto ai precetti delle tre scimmiette giapponesi e – sia che questo fraintendimento origini dalla proverbiale italica ignoranza, sia che da noi farsi i cazzi propri sia considerato più saggio e meritevole dell'agire benevolmente – a me viene da pensar male, di noi.
E, alla fine, son qui a scriver male della mia gente.
(vabbe', buon anno e ben ritorvati qui)
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venerdì 6 febbraio 2009
letterismi
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andrea 403
Comics grammar & tradition è un piccolo vademecum che si trova sul sito della Blambot (dei simpatici "fontai" specializzati in font per i fumettisti, un po' dei loro caratteri sono pure gratis, nel caso fateci un giro).
Raccoglie un po' di convenzioni fumettistiche relative a forma e posizione dei balloon, alle onomatopee, ai segni d'interpunzione. Insomma, a un po' di quelle cose che stanno dentro a una vignetta ma non sono disegno.
Raccoglie un po' di convenzioni fumettistiche relative a forma e posizione dei balloon, alle onomatopee, ai segni d'interpunzione. Insomma, a un po' di quelle cose che stanno dentro a una vignetta ma non sono disegno.
Occhio che si tratta di convenzioni, non di regole. Per esempio: i puntini di sospensione dopo una frase vanno attaccati all'ultima parola della frase, in genere si fa così. Ma i puntini prima di una frase non è scontato che si attacchino alla prima parola della stessa (come vediamo fare qui sopra). A memoria, mi pare che in Bonelli tra i puntini e la parola venga messo uno spazio, a Diabolik la questione è dibattuta.
(Certo che sono problemi)
[da Giavasan]
(Certo che sono problemi)
[da Giavasan]
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martedì 23 dicembre 2008
martedì 9 dicembre 2008
destrutturando disney
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andrea 403
QUI. Facendo clic sulle immagini si vede la soluzione... ma come quiz è davvero poco impegnativo.
[via giavasan]
domenica 7 dicembre 2008
gipi
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andrea 403
IL VIDEO: QUI
Pareri controversi nel mio giro di amicizie fumettistiche... chi ha disprezzato, che elogia... a me non è parsa nulla di che, più per colpa delle domande che per colpa delle risposte...
[AGGIORNO: ho rimosso il video "embedded" perché quei fresconi de La7 lo hanno modificato e mo' partiva in automatico...]
Pareri controversi nel mio giro di amicizie fumettistiche... chi ha disprezzato, che elogia... a me non è parsa nulla di che, più per colpa delle domande che per colpa delle risposte...
[AGGIORNO: ho rimosso il video "embedded" perché quei fresconi de La7 lo hanno modificato e mo' partiva in automatico...]
mercoledì 26 novembre 2008
azione che picchia duro!
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andrea 403
Steve Duin dedica un paio di post a una manciata di autopubblicità fumettistiche anni '40...
Sono QUI e QUI.
Molto gustosi per gli amanti del genere (e io un po' il genere lo amo).
Sono QUI e QUI.
Molto gustosi per gli amanti del genere (e io un po' il genere lo amo).
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venerdì 21 novembre 2008
è un uccello, è un aereo, è un pantone process cyan 2
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andrea 403
Dal blog di un fan di Aquaman (!) la tavola di riferimento dei colori ufficiali (pantone) dei principali personaggi DC Comics (peccato però che l'immagine sia piccola e non si riesca a leggere nulla)...
Ma sappiamo quelli di Aquaman: sono Orange 621, Yellow 123 e Green 254, lo so che non dormivate senza saperlo.

[via newsarama]
Ma sappiamo quelli di Aquaman: sono Orange 621, Yellow 123 e Green 254, lo so che non dormivate senza saperlo.
[via newsarama]
giovedì 20 novembre 2008
il fumetto: meridionale ma pulito
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andrea 403
Ho paura che questa cosa che il libro di Gipi è un bel libro, e che quindi in molti pensino che dovrebbe uscire dal ghetto dei fumetti ed essere letto anche da chi non legge i giornaletti dei fumetti mi porterà ancora qualche altro dispiacere...
"Gipi e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più di un semplice fumetto." [qui]
Affermazione incontestabile. E chi scrive di sicuro ama i fumetti. Però io non me lo vedo qualcuno che ama la letteratura che, parlando dell'ultimo libro del suo autore preferito, dice "Tizio e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più che semplice letteratura. Punto". A me suona strano.
Insomma del pregiudizio nei confronti del fumetto, anche quando non è di chi scrive, pare che non ci sia modo di liberarsene, perché chi scrive lo presuppone nei confronti di chi legge e se ne lascia comunque influenzare.
Non è proprio uguale, ma è un po' come voler parlar bene di un poprio amico terrone dicendo che è meridionale ma pulito. Un po'...
"Gipi e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più di un semplice fumetto." [qui]
Affermazione incontestabile. E chi scrive di sicuro ama i fumetti. Però io non me lo vedo qualcuno che ama la letteratura che, parlando dell'ultimo libro del suo autore preferito, dice "Tizio e soprattutto le sue storie sono davvero molto di più che semplice letteratura. Punto". A me suona strano.
Insomma del pregiudizio nei confronti del fumetto, anche quando non è di chi scrive, pare che non ci sia modo di liberarsene, perché chi scrive lo presuppone nei confronti di chi legge e se ne lascia comunque influenzare.
Non è proprio uguale, ma è un po' come voler parlar bene di un poprio amico terrone dicendo che è meridionale ma pulito. Un po'...