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mercoledì 6 febbraio 2013

il re del torrone

Il maledetto criminale vive in un mondo tutto suo ma, occasionalmente, fa delle capatine anche nel nostro, di mondo. La sua geografia e la nostra si sovrappongono soprattutto in occasione di albetti “fuori collana” celebrativi di un qualche evento.

L'estate scorsa ne ho sceneggiato uno, la prima storia breve di Diabolik scritta da me (ma non solo da me visto che col soggetto io non ci ho avuto a che fare ed è stato firmato – un po' come certe canzoni di sanremo – da Marco Cottarelli, Michele Ginevra, Valentina Mauri e Mario Gomboli).

Adessso, per chi ha gli occhi buoni, le sedici paginette “Uno stradivari per Eva” sono leggibili on-line sul sito ufficiale di Diabolik. I disegni (realizzati all'epoca a velocità supersonica, ché si era in un ritardo pazzesco) sono di Giorgio Montorio).

Della scrittura di quell'albetto ricordo con divertimento parecchie cose: i reportage telefonici di Michele Ginevra che andava su e giù per le scale del Torrazzo per spiegarmi bene come erano fatti certi passaggi, il fatto che la storia l'ho scritta in pochissimo tempo (abituato a trame complesse di 119 tavole, scriverne una di sole 16 è stata una sorta di vacanza) e pure il fatto di aver potuto usare come documentazione una mia tumblerata di qualche mese prima.


In realtà la vera ragione di questo post è che, parlando di Diabolik e Cremona, ho potuto usare come titolo un nomignolo che, da sempre, diamo al Re del Terrore in redazione (specie sotto Natale). E quando mai mi ricapitava un'occasione così?

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