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venerdì 4 novembre 2011

ancora motivi per cui il mondo di diabolik non è il nostro mondo

Visto che questa settimana l'ho come un po' dedicata a Diabolik, riprendo e (per il momento) concludo l'elenco di ragioni per cui Clerville non è logico pensare che si trovi nel nostro stesso mondo, men che meno in italia.



11. mai uno che dica "cazzo!"
È incredibile come anche tossici, spacciatori, strupatori o mafiosi il massimo di turpiloquio che si lascino sfuggire sia "malezione!", "bastardo!" o "dannazione!"
Da noi la gente, pure la brava gente, dice "cazzo" e poi "culo", "merda", "porco cazzo", "vaffanculo", "stronzo" e parecchie altre brutte parole. Per tacere delle bestemmie.

12. ci sono più gioiellerie che negozi di alimentari
E non solo, sul suolo cittadino di Clerville si contano almeno quattordici strutture carcerarie (e in giro per quel piccolo staterello ce ne sono almeno altrettante), l'attività di avvocati e agenzie investigative, porta valori e guardie giurate prospera come non mai e la presenza nel territorio di posti di polizia è ingente. Non stupisce se in un posto del genere i cittadini vivano un po' in ansia. E, in effetti, un quarto degli ospedali sono strutture psichiatriche.
Noi abbiamo indici diversi sia per quanto riguarda la criminalità sia rispetto al consumo dei beni di lusso e può essere che le due cose siano collegate.

13. se qualcuno è mancino, in fondo, un motivo ci sarà
L'economicità narrativa (caratteristica molto marcata nelle storie di Diabolik) non prevede troppe note "di colore" se qualcuno ha una qualche caratteristica che lo allontana dalla norma, prima o poi questa caratteristica dovrà servire alla storia raccontata. Per questo motivo di mancini, di obesi o ciechi ce ne sono in giro pochissimi.
Da noi circa una persona su dieci è mancina.

14. i nostri mondi cambiano a velocità diverse
A Clerville non c'è gente di colore, o quasi. Piuttosto s'incontra qualcuno dai tratti orientali (e mica spesso) ma neri ben pochi. Probabilmente nel mondo in cui esiste Clerville i flussi migratori tra continenti sono un fenomeno presente, ma meno significativo di quanto non lo sia per noi oggi. Nel 1962 Clerville assomigliava all'Italia più di quanto non ci assomigli oggi.
Anche la teconologia là ha fatto passi avanti in maniera strana. Per dire: hanno internet, ci sono gli hacker o la realtà virtuale ma in compenso non è strano vedere, persino in uffici importanti, apparecchi fax che funzionano ancora col rotolo di carta chimica e la stessa polizia scientifica è tecnologicamente al pari con la nosra solo occasionalmente.
Qui da noi il progresso è stato più omogeneo.

15. Clerville è uno Stato laico
Così laico che è quasi impossibile trovare simboli religiosi in giro. Per dire, neanche nei cimiteri è facile vedere una croce, men che meno la statua di una madonna. In quarantonove anni di avventure di Diabolik sarà capitato giusto un paio di volte di incappare in una chiesa.
Da noi no, la Chiesa è un po' più presente che da loro. A volte anche troppo.



E per concludere vi dico una cosa che prima era diversa e adesso non lo è più: da nove anni a questa parte gli abitanti di Clerville non hanno più pudore a nominare la loro moneta. Da quando è entrato in vigore l'euro, nel 2002, a Clerville nessuno ha problemi a dire la parola "euro", proprio come capita da noi. "Quanto costa questa maglietta?" "costa trenta euro", sembra una cosa facile da dire. Prima però mica era così. Prima nessuno aveva piacere a nominare la valuta locale, si parlava di 20 milioni, di 100 milioni, anche di miliardi... ma si ometteva sempre di dire miliardi di cosa, mentre da noi, prima del 2002, nessuno aveva problemi a dare un nome a quei miliardi, da noi erano lire.

(le immagini di questo post le ho prese dal catalogo Mycrom)

2 commenti:

anonimo ha detto...

Il punto 11 vale per quasi tutti i mondi "fumettistici".
Il 14, riferito alla gente di colre, forse non risulta così diverso dal nostro mondo se si pensa al fatto che Diabolik si muove in ambienti altolocati e non proletari. Però è vero che gente di colore non la si vede nemmeno sullo sfondo. Probabilmente la faccenda può essere assimilabile al punto 13, per inserire persone di colore deve esserci un motivo, altrimenti gli autori sono portati descrivere personaggi con caratteristiche etniche simili alle loro.

403 ha detto...

Il punto 11, in effetti, sì vale per molte linee editoriali (magari non per la Vertigo ma, di certo, per Disney e Bonelli sì, tanto per restare dalle nostre parti)

Poi, rispetto al punto 14, è vero che i colpi di Diabolilk sono a danno di gente ricca, ma non dimentichiamo che, neanche troppo di rado, lui frequenta i bassifondi alla ricerca di informazioni e neanche lì s'incontrano non caucasici.
Penso anch'io che sia una questione di economia narrativa, e così i neri fanno la stessa fine dei mancini.

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