Recent Posts

venerdì 15 agosto 2014

cosa regalare a uno che non ha più nulla?

Qualche giorno fa ho sognato che qui da noi era costume, in occasione di un funerale, fare qualcosa del genere “lista nozze” solo che era per il funerale.

La lista poteva essere stata stilata in precedenza dal morto ed allegata al testestamento oppure veniva decisa dai parenti che si occupavano delle esequie. Poteva assomigliare a una lista nozze vera e propria (“foto ovale in ceramica... porta fiori in ferro battuto...”) ma poteva anche essere un elenco di opere di bene (“donazione da 50 euro ad Amnesty Inernational... panino alla tipa che chiede i soldi al semaforo tra via Filippetti e corso di Porta Vercellina...”).

Chi intendeva partecipare a un funerale e aveva piacere a contribuire, s'informava su dove era depositata la lista per quel morto lì e poi andava a dare il suo obolo per la voce in elenco che gradiva di più (e che più era vicina alle proprie possibilità economiche).

In genere, a fine funerale c'era una cena.

E, nel mio sogno, era così per tutti i funerali o quasi.

[fonte more than horror]

Ah, buon ferragosto!

venerdì 25 luglio 2014

rosate parvenze di donne nude

Non è che, solo perché il blog era chiuso, io ho smesso di leggere i miei bravi libri da metrò. Tra i vari, ne ho letto uno dedicato ai mattoidi italiani (lo comperai da un'amica libraja quando ancora stava a milano). Tra i tanti capitoletti, dedicati ad altrettanti mattoidi, ce n'è uno dedicato a giovanni tummolo, alla sua religione e ai precetti che la suddetta vuole siano rispettati. Eccoli qui:
I nuovi comandamenti della religione misticatea sono:

1. non adorare alcun Dio, aiutati in modo che tu possa far progredire l'anima tua;

2. non prendere l'abito della bestemmia poiché ti renderebbe volgare;

3. ama i tuoi genitori, e anche se sono perversi non disprezzarli mai;

4. non uccidere; se possiedi istinti sanguinari con lo studio della religione misticatea, la ginnastica e la solitudine puoi dominarli;

5. riposati in quel giorno che più ti sembra propizio, perché non hai il dovere di santificare nessuno;

6. non commettere adulterio, sebbene non vi sia cosa più ardua che vincere i propri istinti carnali; vi sono tre soli rimedi per i mali d'amore: fuggire, distrarsi, studiare; odia la tua carne e le sue schifose voglie, combatti con tutti i mezzi per mantenerti puro, perché la purezza facilita l'evoluzione dell'anima; non rendere i piaceri carnali l'unico scopo della tua esistenza, altrimenti diverrai schifoso più di un gatto e di un cane; per facilitare il tuo compito esercitati alla ginnastica, studia la matematica, l'astronomia, la metafisica, recati a letto stracarico di sonno e non guardarti nudo; non bere vino, non recarti al cinema, non guardare le gambe delle fanciulle perché proprio dal basso sorgono i desideri ignobili, e vivi sulle vette dei monti anche se da quelle altezze solitarie ti sembrerà di scorgere rosate parvenze di donne nude fra albero e albero;

7. non rubare; e

8. non desiderare la donna d'altri.

Leggo questo decalogo monco, ridacchio e mi vengono in mente due cose.
La prima è celeberrima e riguarda gli elenchi arbitrari:
Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola "Emporio celeste di conoscimenti benevoli". Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in
(a) appartenenti all'Imperatore,
(b) imbalsamati,
(c) ammaestrati,
(d) lattonzoli,
(e) sirene,
(f) favolosi,
(g) cani randagi,
(h) inclusi in questa classificazione,
(i) che s'agitano come pazzi,
(j) innumerevoli,
(k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello,
(l) eccetera,
(m) che hanno rotto il vaso,
(n) che da lontano sembrano mosche.
Ma, soprattutto, il delirante comandamento misticateo numero sei, col suo deragliato finale allucinatorio, mi ha fatto venire in mente un'altra cosa, persino più divertente della lista di Borges.


Il libro da metrò è di Paolo Albani, "I mattoidi italiani", Quodlibet, Compagnia Extra, 2012.

Il brano di Jorge Luis Borges è tratto dal capitolo "L'idioma analitico di John Wilkins" in "Altre Inquisizioni" (traduzione di Francesco Tentori Montalto), Adelphi, 2000 (ma io l'ho preso dalla mia edizione Feltrinelli anni '90).

Infine, quel capolavoro a fumetti che avete appena letto (perché l'avete letto vero?! non siete scesi qui giù saltando il fumetto? sarebbe una sciocchezza, su leggetelo) è tratto da una perla (purtroppo) rara: il primo libro pubblicato in italia di Lewis Trondheim "Monolinguisti e altri esercizi di stile" (traduzione di Alessandro Panzeri, Silvia Alzavola e Emanuela Ghinaglia) Rasputin!libri, 1998.
Credo sia uno dei libri che più ho regalato in vita mia, finché mi è stato possibile.

mercoledì 23 luglio 2014

il cantautore sostituito

Questa notte ho sognato che i cantautori, un po' come capita per i portinai dei casamenti o i medici di base, quando andavano in vacanza dovevano trovarsi un sostituto. Un altro cantautore che facesse il lavoro al posto loro mentre erano via.

Così, quando un primo cantautore andava via per un po', c'era un secondo cantautore che ne prendeva il posto. Se c'era una canzone lasciata a metà – colla musica ma senza il testo, o colle strofe ma senza il ritornello – questo secondo cantautore la doveva finire, se c'era un concerto da fare il secondo cantautore si esibiva al posto dell'altro (ma solo colle canzoni del primo cantautore, è ovvio, però fatte col proprio stile, ché si trattava di un altro cantautore mica di un imitatore).

E io nel sogno mi chiedevo: ma chissà se questa cosa delle sostituzioni per vacanza (o anche per malattia) porterà nuovo pubblico ai due cantautori? Chissà se i fan del primo così apprezzeranno anche il secondo e viceversa?

Poi mi sono svegliato prima di scoprirlo, che stamattina faceva freschino e io ero poco coperto.

sabato 12 luglio 2014

la dura vita dei personaggi

Sto lavorando a un soggetto per il "Maledetto Criminale", sappiamo bene come inizierà, abbiamo un'idea abbastanza precisa di come andrà a finire, ma siamo ancora in una fase in cui tutto il corpo centrale della vicenda è ancora da articolare in dettaglio e, quindi, ho appena scritto questa nota di lavorazione:
Forse però la presenza nella storia di questo Giorgio non è più necessaria (vedi mie considerazioni al punto 14) nel caso si decidesse di farlo sparire penso che Rita (o, in alternativa, Anna) dovrebbe cambiare sesso.
Come l'ho scritta mi è subito venuta in mente questa striscia di Tom Gauld che avevo pubblicato anni fa:


I personaggi di un romanziere indeciso conversano...

K – Ciao Brian!
B – Non sono più Brian, in questa bozza sono Ben. Sono stato Susan per attimo, ma non parliamone.
– Io sono ancora Keith ma lui contina a cambiarmi la moglie. Mi confonde parecchio.
– Già.
– E ci va anche bene: hai sentito di Muriel?
– No.
– Cancellata completamente! E tutte le sue battute buone date al barista nel capitolo due!
– È orribile!

giovedì 10 luglio 2014

woh-oh-oh geno-o

Ho appena cominciato a vedere "Ashes to Ashes" sequel/spin off di quella bella cosa che è stata la serie inglese "Life on Mars".
Là era Manchester e gli anni '70 qua è Londra e gli anni '80... Visto che negli anni '80 io c'ero (saltuariamente anche a Londra) questa mi sta facendo un'impressione strana... in primo luogo d'imbarazzo (c'è più di un motivo per essere imbarazzati dagli anni '80) però qualche cosa da ricordare con piacere e affetto c'è, per esempio un po' di quella musica.

"Ashes to Ashes" è pieno zeppo di musica e, trattandosi di Londra, la musica non è solo nella colonna sonora ma è pure sui muri (fu una delle cose che più colpirono arrivato a Londra da ragazzino: il centro della città tappezzata dai manifesti dei 45 giri in uscita) e nella trama del telefilm. Questo secondo episodio, quello che ho visto stasera, in qualche modo ruota attorno a "We are all prostitutes"del Pop Group ma non si fa mancare nulla: da "Fade to grey" dei Visage a "(We don't need no) fascist groove thang" degli Heaven 17 epperò il leitmotiv della puntata è questa canzone qui:


I Dexys Midnight Runners (ma del gruppo originario era rimasto solo il leader Kevin Rowland) qui da noi avrebbero poi fatto il botto un paio di anni dopo con "Come On Eileen" ma "Geno" secondo me resta la loro meglio (e gran parte di quel loro primo album lo apprezzo molto ancora adesso).

---
Ah, per chiunque fosse ancora in ascolto: ben ritrovati...

sabato 8 marzo 2014

all'indietro e coi tacchi

In questo periodo di magra per quattrozerotré arriva l'otto marzo e io mando un po' di repliche.
Meglio di niente, dai.

QUI parlo dello slogan "vogliamo il pane e le rose". Uno dei primi post del presente blog, più di sette anni fa, come passa il tempo quando ci si diverte.

QUI ne riparlo e parlo dell'8 marzo e del fatto che non è nato per ricordare l'incendio di una fabbrica (un post abbastanza menoso, diciamolo).

Infine QUI parlo brillantemente di Williamina Paton Fleming, una scienziata che adopero (assieme a Ginger Rogers) come emblema della condizione femminile.

Fred Astaire: certo era un grande, ma non dimentichiamo che Ginger Rogers faceva tutto quello che faceva lui, ... andando all'indietro e coi tacchi alti.

domenica 2 marzo 2014

in fondo al mar...

Anche se trascuro il blog (e non solo il blog) alcune cose continuano come sempre, per esempio le mie quotidiane letture in metropolitana andando e tornando dal lavoro.

Da un po' sto leggendo un libro che trovo entusiasmante: "Breve storia di (quasi) tutto" di Bill Bryson, non è certo una novità, è uno dei libri di divulgazione scientifica che più hanno venduto al mondo verso la metà degli anni duemila. L'autore è un affermato scrittore di libri di viaggi che, resosi conto della sua vasta ignoranza in un sacco di cose scientifiche, ha passato tre anni a studiarsi i fondamenti di chimica, paleontologia, astronomia, biologia, antropologia, fisica e sicuramente un bel po' di altre cose che dimentico. I frutti di quello studio li ha riversati in un tomo di oltre 500 pagine che non è solo un bigino di tutto questo sapere, ma è anche un buon libro di storia della scienza che ci racconta come e quando certe cose sono state scoperte.
Nel raccontare le storie personali degli scienziati (specie di quelli del sette-ottocento) l'ho trovato, a tratti, esilarante e anche quando non fa ridere e sempre molto interessante. Spero proprio di riparlarne da queste parti.

Un piccolo limite del libro (davvero minimo) è che essendo del 2003 e parlando di ricerca scientifica alcuni fatti sono stati superati dagli eventi. Per esempio nel testo il bosone di Higgs era ancora solo un'ipotesi teorica e sul fondo fossa delle Marianne (10.918 metri sotto il livello del mare, il punto più basso del pianeta) c'erano stati solo due uomini: Jacques Piccard e Don Walsh a bordo del batiscafo Trieste e sembrava che una simile operazione difficilmente sarebbe stata replicata (mentre invece nel 2012 c'è andato, per conto suo, anche il regista James Cameron).

Leggendolo sono appena incappato in una di quelle frasi che, da sole, valgono lo spunto di un film. E, anche se c'entrano batiscafi di profondità e la marina militare americana, non sarebbe di un film d'avventure. L'argomento è la nascita del primo batiscafo Alvin.
[fonte]
Allora, i presupposti: Jacques Piccard e suo figlio Auguste sono due svizzeri che nel 1953 varano il batiscafo Trieste (battezzato in onore della città in cui fu costruito) grazie al quale compiono, da subito, imprese eccezionali (spostando il record di profondità raggiunto dall'uomo da 1.370 a oltre 4.000 metri sotto il livello del mare) e per colpa del quale arrivano a un passo dalla bancarotta (le missioni costano care).

Nel 1958 stringono quindi un accordo con la marina militare USA che diventa proprietaria del batiscafo (l'impresa sul fondo della fossa delle Marianne è del 1960 e il compagno di Piccard fu, giustappunto, un luogotenente della Marina). Ma le missioni del Trieste continuavano a essere costose e non è che alla Marina militare portassero chissà quali risultati e quindi il progetto di esplorazione oceanografica da loro venne sostanzialmente abbandonato ma non prima di aver messo in cantiere un nuovo batiscafo – più avanzato e maneggevole – il primo sommergibile della classe Alvin (detto anche DSV-2).

Cito da pagina 305 del libro di Bryson:
C'era solo un problema: i progettisti non riuscivano a trovare nessuno disposto a costruirlo. Secondo quanto scrive William J. Broad nel suo "Universe Below", «nessuna grande compagnia come la General Dynamics, costruttrice di sottomarini per la Marina militare, voleva imbarcarsi in un progetto screditato sia dal Bureau of Ships sia dall'ammiraglio Rickover, principali arbitri degli investimenti della Marina». Alla fine, in modo del tutto inverosimile, l'Alvin fu costruito dalla General Mills, un'azienda alimentare, in uno stabilimento dove si fabbricavano le macchine produttrici dei cereali per la colazione.
Ecco, io penso che forse qui sta nascosta la trama di un buon film brillante ("ispirato da una storia vera") ossia il raccontare com'è che "in modo del tutto inverosimile" un sottomarino che nel 1966, due anni dopo il suo varo, sarebbe servito per localizzare una bomba nucleare da 1,45 megatoni (finita in mare a largo delle coste spagnole dopo lo schianto accidentale del B52 che la trasportava) sia stato costruito da un'azienda produttrice di cereali per colazione. Secondo me ha buone potenzialità.


(sarebbe come se da noi avessero fatto fare un cacciatorpediniere a quelli del Mulino Bianco – "General Mills" ossia "Mulini Generali")

mercoledì 12 febbraio 2014

i bei tempi andati...

Vi ricordate Rachel Bloom? Quella di "Scopami, Ray Bradbury!"... L'anno scorso ha realizzato un video a cartoni in cui interpreta una principessa Disney storicamente accurata. Da un paio di giorni il video è stato doppiato in italiano.

Questa è la versione originale:


Questa è quella in italiano:

giovedì 6 febbraio 2014

quindici minuti fa...

Sono sul tram e sto rientrando a casa. Seduta sulle panche contrapposte, c'è una piccola masnada di ragazzini di prima media. Metà ha in mano degli smartphone grossi come mattonelle.
Uno magrolino, capelli ricci castani, si rivolge a uno cicciotto, col berretto di lana, che sta di fronte a lui e che ha in mano un iphone, bianco. Accanto al ricciolino ci sta un altro bassetto e minuto, capelli lisci, corti e faccetta un po' cattiva.

Ricciolino (sorridente) – l'iphone bianco è da ricchione!

Cicciotto (sorridente, spippolando coll'iphone) – son gustibus... [sic]

Bassetto (sorridente) – l'iphone bianco è da razzista...

Bassetto (si fa serio simulando disprezzo) – ... ariano!

giovedì 30 gennaio 2014

domani...

... Spari d'inchiostro è dal vivo a casa mia con questa cosa qui.

(due anni fa ho comperato apposta – o quasi – un televisore enorme nella speranza che Spari venisse a farla anche da me, questa sua cosa qui che all'epoca aveva appena debuttato al Forte Prenestino durante il Crack! di Roma. Forse potete provare a immaginarvi la mia gioia domani, forse)

sabato 4 gennaio 2014

sgravi fiscali sui libri, si festeggia?

C'è questa cosa dello sgravio fiscale del 19% per il 2014 sull'acquisto di libri. Da qualche settimana molti lettori forti giubilano. Io sono restato tiepidino e, visto che ancora non capisco se è il caso di gioire davvero o meno, mentre resto tiepidino e cerco di capirne di più.

[spoiler del 4 febbraio: non è vero niente, hanno scoperto che non ci sono i soldi, niente sgravi fiscali, hanno scherzato]

[fonte: Libreria Controvento, Telese Terme, BN]
Oggi la mia giornata comincia con una mail di un'amica che rimanda a un articolo de "ilLibraio.it" titolo: "Via libera agli sgravi fiscali sull'acquisto di libri!" occhiello: "Scoprite come farvi rimborsare" peccato che l'occhiello probabilmente è da intendersi come un'esortazione al lettore e non come un'indicazione sui contenuti dell'articolo che non riporta alcuna indicazione utile per la bisogna.

Anche perché questa cosa della detrazione è all'interno del decreto legge 145/2013 (del 23 dicembre) ma non contiene norme attuative che (se non ho malinteso) verranno specificate entro i 30 giorni successivi.

Comunque, detto in due parole, sarà possibile ottenere sgravi fiscali del 19% per le spese sostenute per l'acquisto di libri per un tetto massimo annuo di 1.000 euro (più altri 1.000 per testi scolastici). Il provvedimento varrà per i redditi 2014, 2015 e 2016.

Quindi, in teoria il libro che ho comperato online stanotte, mio primo acquisto del 2014, rientra. In pratica non si sa, probabilmente no.
Che tipo di documento fiscale sarà valido ai fini dello sgravio? Per esempio, se ci vorrà uno scontrino che riporti il mio codice fiscale (come già avviene per i farmaci deducibili) è facile che quel libro sia fuori.

Gli acquirenti di e-book, in compenso, sanno già che l'iniziativa non li riguarda (comma 3 dell'articolo 9 del testo): «sono esclusi gli acquisti di libri in formato digitale» d'altronde già lo sanno di essere lettori, fiscalmente, di serie B  visto che pagano l'IVA al 22% contro il 4% che paghiamo noi lettori di carta (perché è ovvio che leggere Proust su carta è un fatto culturale, mentre leggerlo su un e-reader è un mero fatto d'intrattenimento).

Visto che al momento io leggo solo su carta, di questa cosa un po' mi dispiaccio ma pace, penso al mio e mi metto a cercare se il provvedimento ha senso o meno per noi cartacei. E subito m'imbatto in un po' di articoli che ne parlano e tra i giornali regna una qual certa confusione. Per tutti però punto nodale è la copertura finanziaria dell'iniziativa. Comma 5: «Previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa previste, fruibili a seguito dell’approvazione da parte della Commissione europea del Programma Operativo Nazionale relativo alla Competitività di responsabilità del Ministero dello sviluppo economico, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo economico, è stabilito l’ammontare dell’intervento nella misura massima di 50 milioni di euro a valere sulla proposta nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari».

Ossia per prima cosa questo intervento deve ottenere l'approvazione della commissione europea, ok, quindi non è sicuro che lo fanno davvero. In secondo luogo si parla di 50 milioni di euro di copertura per i tre anni (ossia milioni 16,6 – periodico – di euro all'anno) basteranno a coprire quel 19% di sgravi fiscali? Secondo pressoché tutti: NO! Però per dirci quanto spendono gli italiani, in libri, ogni anno pare che alcuni giornalisti si siano affidati a un generatore di numeri casuali.

Qui, un articolo de "Il Giornale" parla di circa 5 miliardi l'anno ma in realtà riprende questo articolo di "Blitz quotidiano" che, semplicemente, si è inventato (!) il dato e lo dice pure (immaginandosi una ipotetica spesa pro-famiglia e moltiplicandola per il numero di famiglie italiane).

clic per ingrandire
Nell'articolo di ieri del Corriere si parla invece di circa 3 miliardi (la fonte è il direttore dell'Associazione Italiana Editori) ora – a parte che in tutto l'articolo del Corriere si parla di IVA ordinaria al 23% (ma non è appena aumentata al 22%?!) – ho provato a verificare la consistenza di questo dato e la cifra sembra un poco arrotondata per eccesso.

La fonte sembra essere il rapporto Nielsen sul mercato del libro in Italia nel 2012. Ne parla, tra i tanti, questo articolo del Sole 24 ore da cui si evince che «il giro d'affari, a prezzo di copertina, si attesta sui 3,1 miliardi di euro (2,86 miliardi di euro se si tolgono dal perimetro di consolidamento il non-book e l'usato)» parliamo però di prezzi di copertina, quanto sarà lo sconto medio sul totale? Un 5/10%? Di più?

Anche scendendo di un po' sotto i 2,5 miliardi (e considerando che non tutti chiederanno lo sgravio e anche che gli acquirenti fortissimi hanno lo sgravio solo per i primi 1000 euro di spesa) così, a spanne, mi pare che la copertura economica per il provvedimento sia insufficiente. Visto però che non sono del mestiere e che sarei il soggetto ideale per usufruire dell'iniziativa, spero proprio di sbagliarmi.

Per prima cosa vedremo il parere della commissione europea e il decreto attuativo, io, nell'attesa, non credo che smetterò di comperare libri.

Per chi, come me, si appassiona ai numeri QUI trova una presentazione (sempre Nielsen) che fotografa lo stato del mercato libraio italiano (fatta dopo il primo trimestre 2013). Mentre dal sito dell'AIE può scaricare un PDF che riprende i dati che già si trovano nell'articolo del Sole 24 ore e ci aggiunge un paio di grafici abbastanza interessanti.

---
AGGIORNAMENTO No, niente, questa cosa dello sgravio non è vero niente, avevano scherzato, si erano distratti e fatto male i conti, poi li hanno rifatti e hanno scoperto che non avevano i soldi. Allora niente, forse danno venti euro agli studenti delle superiori.

Certo, i conti li avrebbero potuti anche fare prima, si trattava di aritmetica base, roba da bambini delle elementari... ora il tag "cialtroni" (inizialmente inteso per i giornalisti) vale anche per i politici responsabili di questa figura di merda.

lunedì 30 dicembre 2013

un sogno fuori stagione

Adolf Hitler è vivo, è un po' più grassoccio e brizzolato di come lo ricordavo è i baffetti non sono così caricaturali, nel complesso, è proprio in forma. È in america a capo di una rete clandestina il cui primo passo sarà uccidere tutti i bambini della nazione.

Io sono una giovane donna, devo infiltrarmi nell'organizzazione neonazista, scoprire qual è il progetto di Hitler e farlo fallire. Sono bene addestrata, sono un capace agente segreto.

Il loro quartier generale è un grande complesso semi-industriale ai margini di una popolosa città (chicago?) le mie false credenziali sono ottime, e io sono estremamente brava, riesco ad arrivare fino al ristretto gruppo di collaboratori più fidati di Hitler. Lui stesso ci tiene a conoscermi e a illustrarmi personalmente il piano ormai a un passo dal suo compimento.

Ci affacciamo alla finestra, l'operazione è in corso, mi mostra le decine di camion in partenza e gli uomini che li stanno caricando. La merce sui camion, lo strumento di morte dei neonazisti, sono delle splendide, coloratisseme, uova di pasqua (perché, evidentemente, in questo mio sogno della notte tra il 29 e 30 dicembre, è pasqua). Il meccanismo mortale è semplice: le uova di cioccolato sono state riempite di gas venefico, quando i bimbi le romperanno per prendere la sorpresa, la vera sorpresa sarà la piccola e potente nube velenosa che ucciderà loro e chiunque sarà in quella stanza.

Ho i nervi saldi, da giovane hitleriana mi complimento, entusiasta, per la geniale ferocia dell'idea e intanto penso a un modo di lasciare quel posto e avvertire i miei superiori, molti camion sono già in viaggio per raggiungere ogni angolo d'america. Ma, colpo di scena, Hitler intuisce il mio doppio gioco (non per colpa mia, c'era un'imprecisione nelle carte della mia copertura).

Riesco comunque a fuggire di lì, Hitler mi è dietro, siamo assieme in strada, ci sono agenti della polizia locale che, vista la nostra concitazione, ci stanno venendo in contro, non so se posso fidarmi di loro.

Mi sveglio.
Prima che si possa capire se salverò i figli dell'america o no (ma sembrerebbe più sì che no).

Che altro dire?... Buona Pasqua!


La confusione pasqua/natale e la minaccia ai bambini d'america viene sicuramente dal fatto che ieri sera ho visto "Le 5 leggende" film sfacciatamente natalizio (con neve, babbo natale e tutto quanto) ambientato però a pasqua (ma si può?!).

Il fatto che io sia un'agente femmina (al netto dalle questioni psicanalitiche di cui volentieri parlerei col mio terapeuta se non ci fosse ben altro di cui discutere) viene probabilmente dal fatto che sto seguendo la serie tv del 2010 "Nikita" dove non solo la protagonista è (molto) femmina, ma lo è pure la sua complice infiltrata all'interno dell'organizzazione contro cui si battono.

lunedì 23 dicembre 2013

buon natale e felice anno nuovo!


martedì 17 dicembre 2013

spirito del natale 2: i libri

Avevo detto che lo faccio e lo faccio. Dopo i consigli di ieri, di cinzia, per i dvd, ho detto che oggi mi sarei inventato io qualcosa di regalizio natalizio libresco.
Anche se, dato il successo di accessi del post di cinzia, un po' mi dispiace toglierlo dalla testa della home di 403. Ma la vita va avanti, il natale incombe inesorabile e, se io voglio consigliare qualche libro per regali last-minute, o ora o mai più.

Ma visto che di libri da consigliare ne avrei millemila bizzeffe, devo per forza rendermi le cose difficili, più me le rendo difficili più sarà facile restringere il campo. Solo così posso farcela.
E per rendermi le cose difficilissime: niente classici, niente fumetti e niente saggi. Per uno che non legge più narrativa da lustri siamo decisamente sul facile-neanche-un-po'.

E, allora, andrò di evergreen personali: faccio mente locale e metto in fila un po' dei titoli che più ho regalato nella mia carriera di regalatore di libri (e quella di regalatore di libri è una delle carriere in cui più mi sono speso).

Quasi tutti libri leggeri e tutta roba economica che, se volete far scena, meglio che vi orientiate verso una trousse di dior o una bottiglia di laphroaig (cit.).

La zia Julia e lo scribacchino
Mario Vargas Llosa
350 pagine
Einaudi
Me lo consigliò il mio amico Eddi, saranno vent'anni, quando si bazzicava entrambi radio popolare (lui non ha mai smesso) dicendomi che secondo lui chi faceva radio doveva leggerlo per forza. Aveva ragione.
Ma la mia esperienza di regalatore librario mi dice che può piacere molto anche a chi la radio non l'ha mai fatta. È un libro brillante, fantasioso, divertente ed è una gioisa storia d'amore. C'è un diciottenne che, negli anni '50, studia legge e lavora alla Radio Panamericana di Lima. C'è l'affascinante zia (acquisita) del ragazzo. E c'è un eccezionale sceneggiatore di radio-novelas con le sue creature a occupare i capitoli pari del libro.
È l'unica cosa che abbia mai letto di Vargas Llosa e mi sta bene così. Quest'anno lo regalo a mio cugino, quello di Siena (che spero non legga il blog, in caso contrario: "ciao, sandro, scusa se ti ho sciupato la sorpresa").
Si trova nei "tascabili Einaudi" a €12,50 (isbn 8806180231) oppure rilegato in una collana dedicata ai nobel per la letteratura a €15 (isbn 886621325X) ma la sovracoperta ha una grafica bruttina, roba da club degli editori.

Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay   
Michael Chabon
832 pagine
Rizzoli
Se "La zia Julia e lo scribacchino" può piacerti anche se non hai mai fatto radio, Kavalier e Clay possono entusiasmarti anche se non hai mai scritto o disegnato un fumetto in vita tua.
Un romanzo fiume che segue la vita e le avventure di Josef Kavalier e Sam Clay giovani ragazzi ebrei che, durante la golden age del fumetto americano, danno vita "l'Escapista" eroe mascherato di grande successo. Ma non ci sono solo i fumetti dei super eroi che stanno muovendo i primi passi (in Kavalier e Clay vediamo nitido il riflesso di Jerry Siegel e Joe Shuster, i creatori di Superman) ci sono un sacco di altre cose. C'è ebraismo, c'è escapismo, ci sono le vite dei personaggi seguite, per decenni, con affetto dall'autore.
C'è anche un golem!
In edizione "BUR" a €12 (isbn 8817037524).

L'uomo di marketing e la variante limone
Walter Fontana
160 pagine
Bompiani
Il delirio dell'ambiente pubblicitario della milano anni '80/'90 raccontato in presa diretta attraverso la pianificazione della campagna pubblicitaria di un detersivo liquido per pavimenti. Un romanzo comico, ferocemente comico, scritto da uno che di lì a poco avrebbe avuto successo come autore televisivo (il libro è del '95) che lavorava in quel mondo e che, a giudicare da questo spassoso racconto, lo odiava.
Il mondo della pubblicità milanese '80/'90 io l'ho visto a distanza di sicurezza ma da vicino (il mio primo posto di lavoro è stato da redattore di un editore tecnico pubblicitario) be', era proprio così.
Nella collana "i Grandi Tascabili" (isbn 8845245799) a €7,90.

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
Audrey Niffenegger
504 pagine
Mondadori
Provate a immaginare: un amore tra lui e lei in cui non è mai esistito il primo incontro, ne esistono invece due: la prima volta in cui lei ha conosciuto lui (ma, in quel momento, lui era già sposato con lei da molto tempo) e la prima volta che lui ha conosciuto lei (ma, per lei, quella di lui era una figura familiare che la visitava, di quando in quando, da molti anni). Qui succede anche questo.
Per questo libro, qualche anno fa, ho interrotto la mia moratoria riguardo alla narrativa. Sapevo che mi sarebbe piaciuto. L'ho letto e l'ho amato. È una storia d'amore tenerissima, dolente, splendente tutto al tempo stesso. E "al tempo stesso" in questo caso non è un modo di dire. La narrazione del romanzo procede in modo sequenzialmente diverso a seconda che il punto di vista sia quello di lui o di lei. Perché lei, come tutti noi, segue l'usuale freccia del tempo che da ieri va a domani passando per oggi, lui invece – senza avere alcun controllo su questa cosa che gli capita – ogni tanto si ritrova altrove e in un altro tempo (in genere nel passato, ma non sempre) spaesato, nudo, e col  problema non da poco di tenersi fuori dai guai fino al ritorno al suo presente. Questi presupposti da racconto di fantascienza danno vita a una storia strana e commovente.
Su questo libro ci ho pianto il giusto ma in certe cose, si sa, io sono una signorina.
"Oscar contemporanea" (isbn 8804583592) €10.

Le città invisibili
Italo Calvino
224 pagine
Mondadori
Avevo detto niente classici e questo per me lo è. Quindi, in realtà, non vale. Ma in questo clima di revival narrativo non volevo chiudere senza il libro che più di ogni altro sia andato vicino allo spiegarmi qual è, per me, il senso della vita. L'ho regalato parecchie volte, ma non per questa cosa del senso della vita, ciò che funziona per me mica deve funzionare uguale anche per gli altri. L'ho regalato perché le città inventate di Calvino sono posti magici che è bello visitare, perché questo resta un capolavoro della narrativa novecentesca e perché Calvino è sempre un bel leggere.
Nella collna "Oscar opere di Italo Calvino" (isbn 8804425547) €9.

Infine un paio di libri che avrei messo volentieri in questa lista se solo fossero ancora in catalogo (putacaso che li trovate in una bancarella di libri usati):

Saga di Tonino Benacquista
Nessuna notizia di Gurb di Eduardo Mendoza
Un sacco di risate, una valle di lacrime di Jules Feiffer

lunedì 16 dicembre 2013

io sono lo spirito di questo Natale: guardami!

di CinziaZ

Si avvicina il Natale, se ci sporgiamo un po’ riusciamo già a scorgerlo mentre si precipita verso di noi, ed è inutile spostarsi, non lo si può schivare, è tutto inutile: questo vuol dire che è giunto il momento di rimboccarsi le maniche, armarsi di forza d’animo e partire alla ricerca degli ultimi regali da fare! Allora, perché non un dvd? Che, nell'era dello scarico selvaggio dal P2P, è diventato un regalo originale e perfino un filo snob.

Per l’amica sofisticata
Per quella che quando ti è seduta accanto, al cinema, ti afferra il polso ed elogia continuamente, non il film, ma “la fotografia” e “l’eleganza” della pellicola. Se ancora esci con lei e proprio le devi fare un regalo:
STOKER 
di Park Chan-Wook
India Stoker è una ragazza strana con delle belle scarpe, la madre è instabile, lo zio è misterioso.
Un perverso, morboso, giallo del regista di OldBoy.

Per quello che ancora ti parla di Goldrake
(e siamo nel 2013)
Per lui, l’eterno nostalgico, quello che: ti ricordi Ufo Robot? Ti ricordi che belli i pomeriggi a vedere Mazinga? Ti ricordi che ridere Daitarn. Ecco, regalagli questo che, magari, per un po’ parla d’altro: 
PACIFIC RIM
di Guillermo Del Toro

Ci sono dei Robot giganti che difendono la terra da alieni a forma di mostro gigante.
Tante tante botte: fracassone.

Per l'amico cinefilo
Per quello che si vede tutti i film nei cinema d’essai e dice di odiare i multisala, quello che se una sera avete voglia del film cazzaro per svagarvi, lui no, proprio non ci sta e vi attacca un pippone ammazza-serata:
TIRANNOSAURO
di Paddy Considine
Joseph c’ha tanta rabbia dentro, ma tanta tanta. Poi conosce Hannah, che è buona; però si incazza anche con lei. Tormentato.
Uno sguardo amaro sul guardarsi allo specchio.

Per i più piccini… 
Per non lasciare giovani menti davanti alla tv a vedere un maiale rosa inquietante che quando ride ti viene voglia di uccidere tutti e spaccare la casa! Se non vuoi questo, regala:
LO STRAORDINARIO MONDO DI GUMBALL
cofanetto 12 episodi

Gumball è un gatto blu che vive con la sua famiglia: sua mamma è una gatta azzurra, suo padre è un coniglio rosa, il pesce rosso ha le gambe.
Surreale, divertentissimo, imperdibile.

… E per chi non riesce a crescere
Per gli amici con l’anima da ragazzini, quelli che vi canticchiano a squarciagola le sigle più belle dei cartoni mentre voi alzate lo sguardo al cielo:
ADVENTURE TIME
cofanetto prima stagione

Finn è un ragazzino avventuroso che ha come migliore amico Jake, un cane gommoso che si trasforma in ciò che vuole. Vivono nella terra di Ooo.
Fantastico!

Per la francese nell’animo
Lei che indossa sempre il basco, capelli corti a caschetto ama Parigi, conosce a memoria tutti i film di Truffaut, ma ahimè, non vive in Francia. Per lei che soffre a stare qui:
NELLA CASA
di François Ozon
Un professore di letteratura, attraverso gli occhi di un suo allievo, s’impiccia della vita altrui.
Manipolazione colta. Talentuoso.

Per i credenti!
Per coloro che amano sognare, che nonostante le avversità della vita continuano a pensare che le cose andranno meglio, ecco:
LA PARTE DEGLI ANGELI
di Ken Loach
Quattro ragazzi problematici inseguono il profumo torbato del whisky per realizzare i loro sogni. Un film di riscatto pieno di ottimismo.
Dalla parte del popolo.

Per quelli che: “io solo film italiani!”
(ma esistono?)
VIAGGIO SOLA
di Maria Sole Tognazzi
Irene è una quarantenne single che lavora come ispettrice alberghiera: viaggia per il mondo, alloggia in alberghi di lusso, mangia cibi ricercati, ed è tutto spesato. Se ne lamenta.
Delicata riflessione sul confine tra solitudine e libertà.


Per quelli che: “visto cose che voi umani…”
Per l’amico che sostiene di aver visto tutti i film di quest’anno, quello che non gli puoi regalare un dvd perché li ha tutti, ma tutti, eh! Ecco, questo non credo lo avrà:
TRENO DI NOTTE PER LISBONA
di Bille August
Un professore svizzero, per restituire un cappotto rosso, intraprende un viaggio.
Riscoprirsi avventurosi in età matura. Discutibilmente interessante.

Infine:

Per chi soffre di dipendenza da serie tv
Per quegli amici che un tempo uscivano con voi a cena, coi quali trascorrevate ore in allegria davanti un buon bicchiere di vino. Quegli amici che ora vi mancano, perché non li vedete più, ora stanno a casa a vedere serie tv di tutto il mondo; sono tante e portano via tanto tempo, cerca di capirli, e regala loro:
BREAKING BAD
5 stagioni complete.
Walter White è un professore di chimica che scopre di avere un cancro ai polmoni e ben pochi soldi da lasciare alla famiglia quindi decide di "cucinare" metanfetamina per sbarcare il lunario. Imprevisti.
Dico solo: “spacca!”.

Oppure:

How I met your mother, tipo Friends, ma oggi.
Homeland, per restare col respiro in gola fino la fine, che ancora non c’è. 
Community, tornare al college e ridere a crepapelle. E c’è pure Chevy Chase.

---
Cinzia è un’amica. Siamo stati “Cani” assieme e son cose che forgiano caratteri e cementano legami. Ne sa di fumetti, di Giappone, di tartan, di alcuni argomenti che neanche so che esisgtono e ne sa parecchio di film e serie TV.

Questo è il suo primo post per 403. Spero bene che non sia l’ultimo.
a.

ShareThis