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venerdì 22 aprile 2011

avere trent'anni


«quando conosciamo qualcuno di nuovo
non gli chiediamo mai "che cosa fai nella vita?",
ma "l'hai visto l'ultimo film dei fratelli Cohen?"»


s. raule, qui

io sono più vecchio. Magari non come prima domanda, ma a me viene ancora da chiedere "che cosa fai nella vita?". Però spesso, sempre più spesso, le risposte che ricevo non sono buone.

E mica solo da parte dei trentenni.


pillole di saggezza (5)

9 commenti:

anonimo ha detto...

Però spesso, sempre più spesso, le risposte che ricevo non sono buone.

Mep! Che cosa ti rispondono? Faccio il narcotrafficante? La prostituta? Il brigatista? Il pedofilo? Il sommelier? Il nazista?

403 ha detto...

"sono disoccupata da due anni"...

"sto facendo una sostituzione maternità, finché dura..."

"sto facendo un corso professionale della regione, ma quelli del corso mi hanno già detto che per quella professione lì, poi lavoro non si trova" 

"traduco opere prime di letterati americani che in patria hanno ottenuto riconoscimenti e successo"

"ho un'attività in proprio che invece di essere una fonte di reddito  è un debito"...

cose così...
(di nazisti professionisti invece no, non ne conosco nessuno)

ehvvivi ha detto...

una volta incontravi un amico e gli chiedevi: che lavoro fai?
adesso gli chiedi: stai lavorando?

anonimo ha detto...

Rispetto al narcotrafficante, al pedofilo e al nazista, mi sembra che la prostituta sia un mestiere più che onorevole. Non credo esistano brigatisti nel 2011. E non capisco cos'abbiano in comune i sommelier con narcotrafficanti, pedofili, nazisti, prostitute e brigatisti...
a

anonimo ha detto...

Rispetto al narcotrafficante, al pedofilo e al nazista, mi sembra che la prostituta sia un mestiere più che onorevole.

Di certo fa meno danni, altrettanto certamente non è una risposta allegra alla domanda di 403 "che fai nella vita". Parere personale, eh (o tu dici che da quando hanno avuto l'upgrade a sex worker, invece, sono contente?)

Non credo esistano brigatisti nel 2011.

Neanche nazisti, almeno dicono. Così, in astratto (speriamo), restano due condizioni quanto mai deplorevoli.

E non capisco cos'abbiano in comune i sommelier con narcotrafficanti, pedofili, nazisti, prostitute e brigatisti...

Il fatto di starmi sulle palle (non le prostitute, ovviamente, che mi fanno pena)… non parlo di chi ci campa la vita, poveretto, ma dei tanti infatuati e pedanti appassionati del vino (e del cibo).

anonimo ha detto...

o tu dici che da quando hanno avuto l'upgrade a sex worker, invece, sono contente?

Sinceramente non lo so: non per l'upgrade in sé (che ovviamente non basta a renderle contente o scontente) ma non so se (o quante di loro) siano più o meno alienate di chi fa altri lavori «usuranti».

Neanche nazisti, almeno dicono.

Basta girare un po' per internet (e non solo, purtroppo) e i nazisti si trovano eccome.
Il fatto è che per essere nazisti basta avere quelle idee abiette sul mondo, sulle razze ecc., mentre per essere brigatisti le idee non sono sufficienti, giacché la «lotta armata» – o terrorismo – non esiste se non sotto forma di azioni: è il metodo turpe con cui determinati gruppi politici pretendevano di raggiungere fini che (a differenza del nazismo) non erano necessariamente turpi, non rendendosi conto che, come dicevamo già allora criticandoli, «i mezzi prefigurano i fini».

Gli «infatuati e pedanti appassionati del vino (e del cibo)» non riscuotono neppure la mia simpatia ma non penso che gli autentici sommelier meritino di essere confusi con costoro.

Ciao

a

anonimo ha detto...

Scusate non mi sono firmato.

- Luigi

anonimo ha detto...

Ero un pò in arretrato con il blog ma ho recuperato andando, secondo il mio stile, a ritroso.
Ho 29 anni e non mi stanco mai di chiedere "Che cosa fai nella vita?" anche solo per il gusto di sentire quale nuova professione mi si parerà davanti.
La mia generazione ha una gran fantasia :)

403 ha detto...

la fantasia può essere un'arma a doppio taglio :)

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