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martedì 28 agosto 2007

la paura fa '60 (1)

Come ammosciare un gran bel riff di chitarra (per tacer del resto), questo è l'originale:

(The Kinks - You Really Got Me - 1964)

e questa è la versione nostrana:

(I 4 Califfi - Ti giuro è così - 1965)

godetevela che tutto sommato è una delle più potabili del mio piccolo tesoro che ho messo assieme in anni di ricerche, tesoro che ho finalmente deciso di condivere con voi.

(e ne ho in serbo di ben più dolorose)

tu ridi sempre sai,
tu ridi sempre quando parlo a te-ee


(e probabilmente ci sarà stato il suo bel motivo...)

15 commenti:

fully53 ha detto...

in effetti il confronto è impietoso!

e vogliamo parlare della base ritmica? delle rullatine nostrane di maniera a confronto con la rude ed essenziale ritmica british?

preziosa testimonianza. grazie

giacomonanni ha detto...

ciao, è condivisibile l'ironia, ma a me la versione dei 4 califfi piace parecchio. Hai preso come esempio un pezzo che è probabilmente il prototipo di quello che sarebbe stato chiamato hard rock 5 anni più tardi, quindi il paragone è per forza ingeneroso

ma tieni conto che nel 1965 in classifica in italia fra gli stranieri troneggiava gente tipo Petula Clark o Paul Anka eccetera...per ascoltare i kinks dovevi sintonizzarti su radio londra se non erro

Oltre a questo mi pare molto interessante l'assolo di chitarra nella versione dei califfi, con quello stile vagamente surf, e comunque molto fantasioso e "primitivo" rispetto allo stile di Dave Davies, il cui riferimento è evidentemente Chuck Berry

in ogni caso se hai presente le band americane meno conosciute di quel periodo sai che ce n'è pure di peggio e meno dotate tecnicamente,

a me la versione dei califfi pare molto potente. Anche la ritmica, che trasforma il pezzo in una specie di marcetta suonata un po' alla cazzo...


purtroppo sto parlando sul serio, non è uno scherzo eheh

se ne posti ancora vengo ad ascoltare

ciao

flimsy ha detto...


E' proprio improponibile !!!



AAAAHHHHHHHHHHHHUUUUUGGGGG !!!!


403 ha detto...

Ciao fully53! Ben trovato da queste parti... e grazie.


E ciao anche a te, flimsy!


giacomo ben trovato anche a te e grazie del passaggio.


Sono d'accordo che, per dare un ponderato giudizio sulla canzone, bisogna poterla (e volerla) contestualizzare.

L'ho detto e lo ripeto, i Califfi non ne escono neanche troppo male, all'epoca c'era di peggio eccome, e qualcosa di sicuro la farò sentire anche qui.

Non sono però d'accordo su gran parte dei meriti che tu trovi nella loro esecuzione.

Scegliere di portare in Italia "You Really Got Me" è stata sicuramente una buona idea (ma il brano non era così oscuro, essendo stato un successo da vertice della classifica in Gran Bretagna) però l'operazione di "normalizzazione" dell'arrangiamento da loro operata io non l'apprezzo molto. Ti seguo abbastanza solo su quanto dici dell'assolo di chitarra.


Inoltre, il testo. Quello originale era davvero elementare (d'altronde dal rock del periodo non si chiedeva certo di più) quello che mi disturba è che volgendosi in italiano la canzone si colora di toni vittimistici che l'originale ignora. E questo è un tratto comune a un po' di cover del periodo. Ci torneremo.


Detto ciò, ci terrei a dire che questa neonata serie di post "La paura fa '60" non vuole analzzare seriamente i brani che propone (personalmente non ne avrei neppure le competenze) ma semplicemente divertirsi un po' con chi - siucuramente - si è divertito a fare musica quarant'anni fa.


Circa una volta a settimana, qui.

giacomonanni ha detto...

ok per la non seriosità, ci mancherebbe...con gente che si fa chiamare "i califfi"...

Aggiungo solo due cose.


Verissimo che i Kinks e molto del beat inglese non erano poi così oscuri, visto il successo ottenuto in patria, ma ti dico, anni fa chiesi ad un amico di una certa età, che in quegli anni c'era e si era comprato De Andrè fin dal primo LP (per dire), e non era un completo ignorante, se si ricordava i kinks, e lui mi fa: "i kings, come no". I kings erano il complesso di un certo Dino, cantante italiano che poi ebbe più fortuna come solista...magari hai qualcosa da farci ascoltare di loro. Ma era solo per fare un esempio.


Verissima anche la questione dei testi...


ciao

403 ha detto...

i Califfi negli anni '70, nei '60 "I 4 Califfi" che è forse è pure peggio :)


È vero che l'ascolto dei pezzi in originale era (tranne che per qualche raro eccezionale singolo) abitudine di pochi raffinati cultori della musica, questo spiega l'incredibile successo che ebbe il fenomeno delle cover per tutti gli anni '60 e per la prima parte dei '70, essendoci perfino un (ampio) mercato per le cover di quei gruppi che pure da noi un certo successo "in proprio" lo avevano, come i Beatles e i Rolling Stones (al giorno d'oggi sarebbe inimmaginabile, come se tutti i successi degli U2 fossero regolarmente usciti da noi rifatti in italiano da gruppi più o meno noti, ma ci pensi?)

Quello che volevo dire era solo che per un musicista, anche italiano, You Really Got Me non era molto difficile da scoprire.


"i kings, come no"


ahahaha "Dino e i Kings" la prima volta che li ho sentiti è stato su un disco comperato a londra, il primo, storico "The Exotic Beatles".[IMMAGINE]
Qui in mezzo alle più varie versioni di brani beatlsiani (dall'argentina alla malesia) si trova pure "Crica di capire" una loro cover di "I Should Have Known Better" con il testo in italiano scritto da Don Backy (il titolo è scritto male, quello vero è "Cerca di capire").


Devo proprio vincere la pigrizia e trovare un modo per mettere il streaming la musica svincolandomi da Splinder, le cui limitazioni mi costringono a centellinare tutto quello che condivido...

403 ha detto...

ehm... il titolo l'ho scritto male anch'io, quello sul disco inglese è "CIRCA di capire"... così perché almeno gli errori siano giusti...

giacomonanni ha detto...

fantastico...

guarda, per lo streming mi pare che questo player non sia male


http://www.macloo.com/examples/audio_player


penso che per utilizzarlo su splinder si possa fare come con blogger, ma non so...


alla prossima


G.

403 ha detto...

poi guardo meglio... ma ho l'impressione che quello sia solo il player, poi dovrei comunque proccuparmi di trovare un server su cui tenere i file... il mio sogno è di trovare - se esiste -qualcosa che faccia tutto lui (come capita con splinder che però ha un limite assoluto di 100 MB e uno mensile di 20 MB)...


vabbe'... un po' alla volta si fa tutto... e finché posso basarmi solo su splinder, centellino...

katiuuuscia ha detto...

vossignoria mi vorrà scusare, ma non avevo visto l'eccellentissimo post sulle copertine urania. mi copro il capo di cenere.

403 ha detto...

eh... non lo so se ti scuso... adesso ci penso un po'... :P

baxx ha detto...

simpatica la versione dei 4 califfi! certo, l'originale è un'altra cosa...

tra le versioni "bizzarre" ne ricordo una sul live degli 801, la band di Phil Manzanera e Brian Eno. che tra le altre cose contiene una bella versione di "Tomorrow never knows". ciao!

403 ha detto...

ho ben presente gli 801 non ho invece mai sentito quel loro (per altro celebre) disco, e visto che mi hai incuriosito adesso rimedio :)

anonimo ha detto...

al giorno d'oggi sarebbe inimmaginabile, come se tutti i successi degli U2 fossero regolarmente usciti da noi rifatti in italiano da gruppi più o meno noti, ma ci pensi?

È impensabile per un semplice motivo: l'insignificanza di molte delle canzoni di oggi, e da un bel po' di anni a questa parte. La vita delle canzoni è nella loro ripetibilità, riproducibilità e… deformabilità. Quelle dei Beatles (per dire) sono belle canzoni e, come quelle di Gershwin o di Brassens, resistono a quasi qualunque versione! E una volta la gente le canzoni le cantava, dopo averle sentite, era quella la prova della loro vitalità. Quando ti è capitato, di recente, di sentir cantare per strada una canzone degli U2 o dei Radiohead? Si dice che le persone oggi non cantino più - gli è che non ci sono più canzoni da cantare!

Cicce Manitù

403 ha detto...

Be'... proprio U2 e Radiohead sono i gruppi che canticchio più spesso ahahahaah. Anzi Creep dei Radiohead mi è capita di cantarla tra me e me  spesso e da anni. Poi c'è da dire che, in effetti, di Creep esiste anche una versione italiana (tremenda e dal testo stravolto) di Vasco Rossi.
Mille volte meglio quella di Mimmo Fish (per altro tradotta molto più fedelmente):






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