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martedì 21 agosto 2007

due maccheronzi bolognese, please

Facciamo finta che tanto tempo fa, in Nuova Zelanda, i nostri immigrati che per primi avevano aperto là dei ristoranti italiani si siano messi d’accordo per fare uno scherzo alle spalle di tutti gli abitanti di origine anglosassone.
Di comune accordo, i maccheroni, invece di chiamarli così, nei menù scritti sulle lavagne appese sui muri dei vari locali, facciamo finta che li abbiano chiamati maccheronzi.
A loro faceva morire dal ridere che gli ignari avventori si sedessero a tavola e ordinassero “maccheronzi for two, please”. Certo, davanti ai clienti si tenevano, ma poi in cucina, passando al cuoco l’ordinazione, giù a ghignare come maledetti. Erano altri tempi, ci si divertiva con poco.
Però il gioco è bello se dura il giusto e, col passare degli anni, non solo li divertiva più sentire quella massa d’ignoranti chiamare maccheronzi i maccheroni ma alla fin fine la cosa li scocciava pure. E così, un po’ alla spicciolata, senza consultasi e di sicuro senza dare spiegazioni ai loro clienti, i ristoratori trasformavano i maccheronzi dei vari menù nei più corretti maccheroni, e in capo a un anno in tutta Auckland erano restati giusto un paio di ristoranti ad avere ancora in lista i maccheronzi.

Ovviamente non è mai successo nulla del genere.

Però è quello che mi sono immaginato che sia successo qui a Milano con quei posti che vendono quel cibo, tipico mediorientale, costituito da un grill verticale in cui pezzi di carne fatta a brani e ricomposta in un grosso spiedo fatto a cono rovesciato vengono lentamente arrostiti.
Quando sono arrivati qui, quei posti e quel cibo si chiamavano kebab, colla "b" finale, adesso si chiamano tutti (o quasi) kebap, colla "p". Com’è che è successo? Perché? Com’è stato che, dopo anni, una “b” è diventata “p” nel volgere di qualche mese.
Ecco, io sospetto che, per davvero, quei panini, quei posti, si siano sempre chiamati kebap, ma sentir ordinare del “kebab senza piccante e senza cipolla” ai ristoratori faceva molto ridere. Poi però si sono stufati e hanno cominciato a chiamarli col nome giusto, quello con la “p”… Adesso qui le insegne sono quasi tutte diventate kebap.
Misteri della ristorazione.

Che poi a voler leggere tra le righe di wikipedia parrebbe che la grafia con la “p” finale sia più turca, mentre quella con la “b” sia più arabo/magrebina.
Però, anche se fosse, si chiude un mistero per aprirne un altro. Prospettandosi un possibile agghiacciante scenario da notte dei lunghi coltelli in cui i kebabbari di origine araba sono stati, di colpo, sostituiti dai kebappari di origine turca.

brrrrrr…

meglio, l’ipotesi maccheronzi…

2 commenti:

fairandunfair ha detto...

la maggior parte dei pizzaioli ormai sono egiziani. perchè adesso i turchi si siano messi a vendere kebap in effetti è mistero. a roma che io sappia si vende ancora il kebab

403 ha detto...

ciao fairandunfair, benvenuta...


in realtà sulla questione kebab/kebap ho un'altra ipotesi, che però è meno affasciante di quella esposta nel post... potrebbe essere che con l'aumentare del numero di kebabberie qui a milano (nell'ultimo decennio è stato un vero boom) sia cambiato il giro dei fornitori (ossia che adesso ci sia un vero giro "industriale" di fornitori, mentre prima era una cosa più artigianale). La mia impressione è che molto materiale esposto nelle kebabberie milanesi (insegne, tabelloni fotografici con su il menu, ecc.) adesso provenga dalla germania, dove c'è una comunità turca molto radicata e dove, probabilmente, in kebab è sempre stato kebap...


Probabilmente roma è fuori dall'orbita teutonca e quindi lì il kebab è restato kebab...

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