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domenica 9 novembre 2008

girovagando

A lucca sono stato (maldestro) interprete in uno scambio di battute tra craig yoe e salvo d'agostino (senza sapere chi fosse l'amercano e condividendo con l'italiano il banchetto dei Cani).
Tornatomene a casa, e all'amata internet ho colmato la lacuna rispetto al fumettista usa e nel suo blog ho scoperto la scansione dell'originale della prima vignetta di Pogo, originale che fa parte della collezione di craig.


(clicca e gusta)


 

mercoledì 5 novembre 2008

il ritorno di “acquisti recenti”

Uno torna da quattro giorni passati a Lucca Comics e ci s’immagina che parli dei fumetti che ha visto e preso lì, e invece no.

Non scrivo una recensione dall’agosto 2006 e non segnalo i miei acquisti dal luglio dell’anno dopo. Non si può dire che questo blog sia lo specchio puntuale dei miei consumi in campo fumettistico (e non è che nel frattempo non abbia letto o acquistato neanche un fumetto).
Proverò a cambiare questo andazzo e comincio dagli acquisti fatti poco prima di partire per Lucca. Qualcuno nel frattempo l’ho pure letto, qualcuno l’ho solo sfogliato, quindi questi sono in parte pre-giudizi in parte giudizi veri e propri.



Lobster Johnson: Il Prometeo di ferro

Mike Mignola e Jason Armstrong
Magic Press – 12,50 €

Quando ho scoperto che sarebbe uscito ho subito pensato “che figata!”: una mini tutta dedicata all’eroe anni ‘30/‘40 dell’universo di Hellboy, scritta da Mignola tutto da sé (!) e disegnata da uno che non conosco (vabbe').
L’ho letta e mi pare che nel complesso stia un filo sotto le aspettative, Mignola mette insieme una storia godibile ma dalla prima avventura a solo di Lobster Johnson mi sarei aspettato qualcosa di più. Armstrong qui mi sembra un po’ un “Guy Davis Wannabe” (qualcuno dei personaggi di questa storia è stato studiato proprio da Davis, che poi è quello che disegna B.P.R.D.) insomma il disegnatore se la cava anche, ma Guy Davis è un’altra cosa. Quindi lo consiglio lo stesso, ma avvertiti che ‘sto Prometeo di ferro scivola un po’ via senza lasciare troppo il segno (mentre Lobster Johnson, da che mondo è mondo, è abituato a lasciare il segno su ogni suo avversario).

Sambre
Yslaire
Panini Comics – 17 €

Quando ho scoperto che sarebbe uscito sono stato preso da sentimenti contrastanti. I primi tre capitoli li ho già letti e questa storia mi è piaciuta, aspettavo da tempo di leggere come va a finire, ma invece di uscire un quarto volume esce questo 100% cult comics che li raccoglie tutti e quattro. Quindi ho pensato:
Pro: finalmente questa serie, dopo i primi due tentativi (Glenat Italia prima e Magic Press poi), vedrà la pubblicazione completa (che poi è completa fino a un certo punto, visto che in Francia mi pare sia uscito un quinto volume nel 2003 che qui non è raccolto, m’immagino io perché apre un nuovo arco narrativo).
Contro: essendo in volume unico, per avere il solo quarto episodio dovrò ricomperarmi pure i primi tre (che io ho già nell’edizione Magic Press). Il formato poi sarà sensibilmente ridotto rispetto all’originale e un po’ ci perderà per forza.
Poi me lo sono preso e non l’ho ancora letto, ma posso dire che le tavole sono davvero mortificate nel formato comic book (e risultano ancora più sacrificate a causa della diagonale diversa, che si mangia altro spazio in testa e al piede). Insomma, per chi non ha problemi col francese consiglio l’originale e per chi ha problemi di lingua ma non di soldi consiglio di prendere i primi tre volumi nell’edizione Magic Press (ancora tutti in catalogo) e di prendersi questa uscita Panini solo per sapere come va a finire la storia.

Sette psicopatici
Fabien Vehlmann e Sean Phillips
Palenta Deagostini – 8,95 €

Di Phillips mi sono letto di recente un bel po’ di roba disegnata per gli USA (tutto Sleeper e i due volumi di Criminal fin qui usciti da noi) questa è la sua prima pubblicazione francese che vedo e direi che funziona meglio in formato comic book. Lo sceneggiatore non so chi sia e una trama che ruota attorno a un possibile piano per far fuori Hitler durante la seconda guerra mondiale non mi attirava un gran che. L’ho letto e alla fin fine l’ho trovata una storia un po’ sgangherata e solo raramente divertente. Insomma non un dramma totale ma neanche qualcosa da prendere, secondo me.
Ma allora perché l’ho preso io? Perché da quello che avevo letto una delle idee alla base del soggetto assomigliava parecchio a un'idea che era venuta a me anni fa e che ancora non ho usato e dovevo quindi verificare come stessero le cose. E in effetti sì, l’idea di base è quella, ma lo sviluppo si distanzia a sufficienza per potermi ancora permettere di usare, un giorno, la mia idea, se mai ce ne sarà l’occasione. Bene così.

I fumetti, che paura
(Love & Rockets vol. 16)
Gilbert Hernandez
Magic Press – 11 €

Sui Bros. Hernandez sono quasi completista e quindi ho preso questo volume pur avendo capito – già dallo sfoglio in fumetteria – che si tratta grossomodo di frattaglie (e infatti non è roba originariamente realizzata per la serie Love & Rockets, che nel 1996/97 – data di realizzazione di ‘ste storie - era in pausa). Qua e là si sorride anche, ma nel complesso frattaglie (come del resto erano frattaglie quelle del volume 14, sia pure frattaglie originali L&R, mentre il 15 – del solo Jaime – è molto più solido).
Solo per completisti.

Grendel: la figlia del demone
Diana Schutz e Tim Sale
Magic Press – 8 €

Non so neanche perché Matt Wagner mi stia così simpatico, di lui ho letto poco e dentro la saga del suo Grendel non sono mai riuscito a entrare. Ho letto qualcosa ma ciò nonostante per me resta terra incognita. Prendendo questo volumetto immaginavo già che non ci avrei capito una sverza, trasudava continuity a ogni pagina e, in effetti, è stato abbastanza così. O, per dirla meglio, non è che non si capisce quello che succede, è che quello che succede – svincolandolo dalla continuity, da chi sono quei personaggi fuori da questa mini – mi pare ben poco interessante. Io l’ho preso per vedere come scrive la Schutz che conoscevo solo in veste di editor Dark Horse e perché comunque a me Tim Sale piace (e anche qui non delude) non è un granché nel caratterizzare i personaggi, a mio avviso, ma nel comporre la tavola riesce sempre a piacermi.
Ultima nota per il colorista, Teddy Kristiansen, che dipinge a mano e ci tengono moltissimo a farcelo sapere. Kristiansen ha, per l’appunto, uno stile molto più pittorico che fumettoso, bravo è bravo però io per Tim Sale preferisco uno stile più fumettoso.

Spirit #2: Il giorno dei morti
Darwyn Cooke et Alii
Panini Comics – 13 €

Dello Spirit di Will Eisner ho letto poco, troppo poco. A me Darwyn Cooke piace, è un bravo fumettista. Il suo Selina's Big Score mi piacque parecchio. Anche il suo Spirit non mi pare fatto male, il primo volume l’ho letto con piacere. Resta però l’interrogativo del perché dedicarsi a questa ingiustificata resurrezione del personaggio di Eisner invece di dedicarsi ad altro, evitando così confronti, per mille motivi difficili da sostenere. Poi lo leggerò volentieri ma – santo cielo! – perché resuscitare Spirit?

che cosa manca: marco berrini

È inutile far finta che in questo momento ci sia qualcosa che mi freghi davvero scrivere. Un mese fa mi è morto un amico con cui ho diviso molto ed è stato un tale trauma che ancora neanche mi permetto di sentirmi davvero in lutto, arriverà anche quello. Nel frattempo mi è stato chiesto un contributo per il catalogo di Filmmaker che gli dedicherà qualche pagina, l'ho scritto e lo metto anche qui, dopo il continua a leggere, così ci aggiungo pure i link del caso.




(il ritratto di marco è di graziano barbaro)


Provo a mettermi nei panni di qualcuno che non conoscesse Marco. Io, per cercare di capire chi è qualcuno, che cosa fa, per prima cosa provo con Google. Nel caso di Marco però è un po’ complicato, Marco Berrini ha un omonimo, nato anche lui a Milano, anche lui nel 1964, anche lui presente in rete (è un apprezzato direttore di coro). Limitando le ricerche alle pagine che non contengono la parola “coro” i risultati migliorano. Di Marco c’è qualche stringata biografia (per esempio qui) soprattutto legata ai due documentari che ha firmato con Martina Parenti (un episodio di “Checosamanca” del 2006 e “Animol” del 2003, di questo si capisce anche che ha vinto un paio di premi). Proseguendo la ricerca si scopre che ha collaborato ai testi di altri lavori televisivi e cinematografici (il più noto è forse “Fame Chimica” del 2003). Poi lo si trova nominato come sceneggiatore di fumetti (tutti scritti con me, Andrea Pasini): qualche episodio di Martin Mystère verso fine anni ‘90, tre albi realizzati dal collettivo “i Cani” per Attac Italia e, l’anno scorso, “Fuga da Oronero” un volume edito da Carthusia pensato con Medici Senza Frontiere.
Il nome di Marco compare sempre assieme ad altri autori, mai da solo. Non è un caso. Marco aveva la vocazione del co-autore, non gli piaceva proprio scrivere da solo. Può sembrare un limite, per certi versi lo è, ma nel suo caso dava ottimi risultati.
Lavorare con lui era facile, era bello. Aveva un acuto senso critico, era formidabile nello scovare che cosa mancava a un testo, a un progetto, nel capire che cosa non funzionava in un meccanismo narrativo e sapeva spiegarti perché non funzionava. A volte suggeriva il modo per rimediare, altrimenti una soluzione la si trovava insieme.
D’altronde più ancora che un autore Marco era un amico e non parlo solo per me (per me è facile, ci conoscevamo da quasi trent’anni) dico in generale. Lo diceva anche lui che – più ancora della scrittura – quello in cui riusciva meglio era il rimanere in relazione con le persone. E ha dell’incredibile (per me lo ha sempre avuto) con quante persone Marco riuscisse a mantenere, nel tempo, rapporti vivi, sinceri e profondi. Il voler bene e il farsi voler bene è sicuramente quello che ha fatto meglio e, in effetti, questo dalle schede biografiche su internet, e dall’elenco dei lavori realizzati, non lo si riesce a capire.

Scrivere qualcosa su un caro amico morto da poco è difficile. Mi rileggo e non sono molto contento.
Forse l’attacco su internet è venuto palloso e poi non sono riuscito a trovare un buon modo per citare quel libro che tutti dicevamo che Marco avrebbe proprio dovuto scrivere: “La guida Michelin degli ospedali di tutto il mondo” e quello lo poteva scrivere solo lui che, negli anni, era stato ricoverato ovunque, da Berlino alle Seychelles. Di sicuro quella cosa del co-autore potevo renderla meglio. Non ho neanche fatto cenno a quanto fosse spiritoso. Ecco, se ci fosse ancora Marco potrei mandargli una mail e chiedergli il piacere di dare un’occhiata a quello che ho scritto. E lui me lo rimanderebbe indietro con evidenziati i cambiamenti che gli sembrerebbero giusti. Magari segnalandomi anche qualcosa che ho dimenticato di dire; perché Marco è sempre stato più bravo di me a cogliere il punto delle cose, specie quando c’era da dire, in poche parole, qualcosa d’importante.

Torno per un istante a internet. In rete, per ora, c’è una sola pagina in cui si possono trovare delle sue foto ed è quella della sua biografia nel sito del documentario “Checosamanca”. L’altro giorno ho salvato il bookmark mentre raccoglievo le idee per scrivere queste righe, oggi me lo sono rivisto lì e rileggere il nome del bookmark, il titolo della pagina, fuori dal contesto, mi ha colpito “Che Cosa Manca: Marco Berrini”. Come fossero domanda e risposta. Be’ è proprio così. Marco Berrini, da ora, sarà una delle cose che mancano. Per qualcuno una delle più importanti.

giovedì 30 ottobre 2008

a lucca

Vado a lucca, torno subito dopo.


a presto
a.

mercoledì 29 ottobre 2008

lucca




Prima o poi ci si ribecca, nel caso siate in zona sappiate che io da domani comunque io sono QUI, a pigliare freddo e pioggia (e, auspicablimente, anche un po' di fumetti, del che - nel caso, prima o poi - parlerò QUI).

martedì 21 ottobre 2008

Opus se ne va

... e io che neanche sapevo che (cinque anni fa) fosse tornato.

Mannaggia...



La notizia: QUI
Il sito di Breathed: QUI.
(al suo interno un concorso pre decidere quale sia il miglior posto in cui Opus potrebbe finire i suoi giorni)

(ovviamente in inglese, tutto)

[via wittgenstein]

martedì 14 ottobre 2008

what's new pussycat?

Il blog di vintagegirlymags.com ospita le scansioni, in buona definizione, di vecchi giornali americani con le donne nude. Nel loro post più recente è però deicato ai fumetti con la scansione del primo numero di The Adventures Of Pussycat (1968).




Non un capolavoro ma qualche sorriso lo strappa...


[via newsarama]

giovedì 9 ottobre 2008

il cliente da lei chiamato...

Mi ci vuole un po' prima di accorgermi che sono in lutto e all'inizio il lutto prende delle forme strane.

All'improvviso muore uno dei miei affetti più cari, un amico che sento quasi tutti i giorni, con cui mi scrivo mail ed sms con altrettanta frequenza. In primo luogo il senso di perdita è limitato alla comunicazione, come se si fosse rotta la posta o il telefono. Un blackout che impedisce di contattare un determinato numero o indirizzo. L'utente non è raggiungibile. A volte capita che un utente non sia raggiungibile.

Il fatto è che questo utente rimarrà irraggiungibile. Lo so, ma ci vorrà ancora del tempo prima che me ne capaciti.

L'ultima comunicazione è stata per mail, poco dopo l'ultima telefonata, il giorno prima che l'utente diventasse irraggiungibile. Io gli ho spedito il link a questo filmato (viaggi e voli aerei sono sempre stata una sua fissa, voi conoscete qualcun altro che faccia collezione di orari di compagnie aeree? io no).






Questa la sua risposta:

E' bellissimo Pasi, è un sogno! Cerchiamo di ciaparne uno di quelli che vanno verso le Fiji...

Qualche ora dopo ci lasciava. Non per le Fiji però...

martedì 7 ottobre 2008

la scienza e il ciclo ovulatorio di una ballerina di lap dance

Mi si nomina in apertura del più recente post di psicocafè (ma solo come segnalatore, non ancora come caso clinico) e poi si parla di ballerine di lapdance e dei loro cicli mestruali. Quale onore.

giovedì 2 ottobre 2008

dalla carta alla schermo...


Il perché Miller doveva evitare di adattare Spirit per il cinema spiegato con l'aiuto di 12 classiche splash page del fumetto di Eisner, il tutto sul blog io9.com

Al di là di come la si pensa, una buona occasione per rivedere un po' di belle tavole.


[via Drawn!]

lunedì 22 settembre 2008

originali: alex toth




Un po' di originiali di Alex Toth, studi, tavole a fumetti e storyboard: QUI.

[via drawn]

venerdì 19 settembre 2008

dove andremo a finire...

Da persona che coi fumetti ci campa (ma credo che lo farei anche da semplice appassionato) a volte mi chiedo cosa ne sarà del fumetto. E me lo chiedo in senso ampio. Tra le tante cose che mi chiedo c'è anche se e come il fumetto si integrà con (muterà ne) i nuovi canali di comunicazione di cui oggigiorno si fa un gran parlare.

(E in questo senso è da intendere il titolo, chissà dove andremo a finire con in nostri "fumetti", nelle playstation, nei cellulari, nell'internet?...)

Rok Comics vende fumetti scaricabili da leggere sul telefonino (la forma è quella dell'abbonamento su base mensile). Da oggi però qualcosa è anche gratis.

(mah...)

Tra i vari titoli in catalogo c'è anche un mio amore giovanile: Jeff Hawke...

(illeggibile, ahahah)



[via comics blog.it]

domenica 14 settembre 2008

queste cose è capace anche mio figlio

Una volta ho visto a una mostra su andrea pazienza dei disegni che aveva fatto da piccolo. Be'... nulla di che, erano dei disegni che qualunque undicenne avrebbe potuto fare.
Lui li aveva fatti a quattro anni.
(o qualcosa del genere)

L'idea di mostrare i disegni dei fumettisti da piccoli mi pare molto divertente. C'è un blog che lo fa. Si chiama Ciucci. VIsto che pubblica i disegni che i fumettisti gli mandano via mail, difficilmente ci vedremo i disegni di pazienza da piccolo. Pace, tanto io li ho visti a siena a quella mostra là.

venerdì 12 settembre 2008

prostituzione indoor

Questa cosa del ddl che renderebbe fuori legge la prostituzione all'aperto mi pare l'ennesimo segno di quanto siamo mal messi. L'ennesima espressione di una classe di governo bigotta e contraddittoria.

Mara Carfagna, contraddittoria ministra delle pari opportunità, e co-promotrice di questa legge contro la mercificazione del corpo (all'aperto), dichiara paradossalmente che la mercificazione del corpo (al chiuso) "non è legale e non è reato" (qui) il mondo dei tumblr naturalmente si è già scatenato citandola ripetutamente (e tirando in ballo aristotele).

La vera star del momento però, secondo me, è Filippo Berselli, senatore del PDL e Presidente della Commissione Giustizia del Senato, che non ha problemi ad ammettere di essere stato un puttaniere: "sono stato iniziato al sesso proprio da una bella di notte" poi però dice che non è più stagione "oggi come oggi i ragazzi non hanno più questa esigenza, in quanto le ragazzine sono certamente più intraprendenti dei maschi stessi. In passato non era certamente così, le ragazze non la davano e noi ragazzini dovevamo arrangiarci andando con le prostitute. I ragazzi oggi non hanno più questa necessità". Quindi a sentir lui parrebbe che i tempi siano migliorati: visto che le ragazzine ora la danno via liberalmente (e aggratis) la piaga della prostituzione (che da ragazzino, poveretto, ha colpito anche lui sottoforma di bella di notte che lo ha iniziato al sesso) non è più necessaria. Bene.
E invece no, perché questo fatto che le ragazzine la danno via liberalmente è in realtà un bel problema: "il recente boom dell'omosessualità e soprattutto della prostituzione maschile con travestiti e viado, a mio avviso, è dovuto all'eccessiva disponibilità delle ragazze di oggi, al fatto che la danno via troppo facilmente" (sempre l'ineffabile Berselli). Insomma, con troppa figa in giro i ragazzi poi si stufano e si rivolgono ad altro...

Come a dire, se le ragazzine non la danno si riempiono le strade di puttane, se la danno si riempiono le strade di trans. Filippo Berselli, il Presidente della Commissione Giustizia del Senato.

Ecco, io non vorrei essere nei panni di una ragazzina. Perché la responsabilità che le tocca sopportare oggigiorno è schiacciante. Perché se la dà via poco è causa del flagello della prostituzione, se la dà via troppo è causa del flagello che poi diventano tutti froci. Ma darla via il giusto come si fa? Speriamo che ce lo spieghi la Carfagna. Magari con un ddl in cui questa cosa viene normata un po'.

Le dichiarazioni di Berselli le ho prese qui e qui, se fossi un blogger a modino mi sarei visto i video originali dell'intervista da cui hanno origine (qui e qui). Ma io non sono un blogger a modino e non ho avuto cuore (stomaco?) di sorbirmi gli oltre dieci minuti di filmati.



Che poi, tornando un attimo al ddl anti-puttane-all'aperto, se c'è un problema legato al mercato della prostituzione è quello delle connessioni di questo mercato con la criminalità. La storia ci insegna che quando si applica il proibizionismo a un mercato, magari si riesce a ridurlo (magari, forse, chissà) di sicuro lo si consegna alla criminalità.

E poi, volendo parlare di classismo, con questo decreto verrebbero messe fuori legge le puttane da strada, le poveracce, assieme ai loro clienti "comuni". Restano legali le escort da 600 euro a botta e i loro abbienti clienti.
Però parlare di classismo mica è più stagione.

martedì 9 settembre 2008

e se domani... (e sottolineo se)






Domani potrebbe esserci la fine del mondo, oppure potrebbe essere l'inzio della fine, oppure anche no.

In caso di fine del mondo mi spiacerebbe non lasciare un saluto qui e non fare un ultimo post.

E il post lo faccio proprio sull'LHC e sulla possibile fine di tutti noi.

Mi è arrivato per posta (grazie lorenzo) un intervento del fisico ezio puppin (è una roba che gira, non è che me l'ha mandata lui personalmente, quindi sicuramente l'avrà scritta lui, però la fonte non c'è, insomma siamo in internet) e visto che esprime, con maggior cognizione di causa, i miei timori e visto che in giro per la rete non l'ho ancora trovato, lo copincollo in calce.

Intanto si è già creato un genere umoristico: "finte pagine di Repubblica on line che annunciano la fine del mondo", ne trovate una qui e una qui.

A proposito di Repubblica, ho cominciato a preoccuparmi quando ho letto un loro un articolo sull'LHC di qualche giorno fa: "gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta" (i grassetti sono miei) ora, secondo me "assolutamente nulla da temere" e "scarse possibilità" non sono termini conciliabili... perché al mio paese "assolutamente nulla" è parente solo di "NESSUNA possibilità"... e quindi ho pensato che se gli scienziati di Ginevra avessero davvero detto che le possibilità che il loro esperimento possa essere una concreta minaccia alla Terra ci sono ma sono scarse allora, ho pensato, che il futuro della razza umana è in mano a un gruppo di pazzi. Poi però ho pensato che era Repubblica on line e mi sono molto rasserenato (da quando le cose scritte su Repubblica on line sono tutte vere?!).

Intanto, al Cern si balla... Non al ritmo di un'orchestrina stile Titanic ma di un più moderno rap (d'altronde siamo nel più costoso laboratorio di ricerca al mondo, o giù di lì, un po' di aggiornamento da loro ce lo si aspetta).






E mo'... il pezzo di ezio puppin, se il mondo non finisce - prima o poi - ci si rilegge... (se il mondo finisce il fatto che 403 non avrà altri post non credo sarà il principale problema né mio né vostro).


Il fatto è noto: il 10 settembre verrà finalmente dato il via al più grande e costoso esperimento scientifico della storia. Sto parlando del fatto che, dopo varie vicissitudini, è finalmente stato completato e verrà acceso LHC (Large Hadron Collider), il più potente acceleratore di particelle mai costruito. Questa macchina è stata realizzata con l'intento di dimostrare la piena validità di alcune teorie fisiche (il modello standard e l'esistenza del cosiddetto "bosone di Higgs") e, sperabilmente, di raccogliere dati per andare oltre l'ambito delle teorie fisiche note. Una delle speranze degli sperimentatori del CERN è che, facendo sbattere gli uni contro gli altri alcuni protoni o nuclei atomici (che nel gergo della fisica delle particelle si chiamano adroni, hadrons in inglese, da cui il nome LHC) si riescano  a produrre dei piccoli buchi neri. Questo significherebbe aprire una nuova frontiere della fisica, quella che permette di collegare fra loro i fenomeni elettrici e nucleari (osservati solo a livello delle particelle "elementari") con i fenomeni gravitazionali (che per ora riguardano solo grandi quantità di materia).  

Che bello, viene da dire! Certo, qualche guastafeste potrebbe obiettare che non vale la pena spendere 5-10 miliardi di Euro per una cosa del genere. Però, bisognava dirlo prima, come hanno fatto negli anni 80 le comunità scientifiche americane che si opposero a un progetto analogo e fortemente voluto da Reagan e George Bush padre. Il progetto era noto come SSC (Superconducting Super Collider), era una macchina molto simile a LHC, ma non venne mai realizzata. Tornando a LHC ormai è fatto, i soldi sono stati spesi, si aspetta solo che venga avviato. E allora? Beh, immagino avrete letto che contro la messa in funzione di LHC ci sono stati alcuni ricorsi alla Corte Europea dei diritti umani  per chiedere che LHC non venga avviato per i possibili pericoli che la creazione dei microbuchi neri comporterebbe. Queste vicende non hanno creato particolare emozione nell'opinione pubblica e nemmeno nella comunità scientifica. Anche i media hanno riportato senza enfasi la notizia, non si sono visti quei bei dibattiti del genere di quello in cui Aldo Biscardi intervistava Antonino Zichichi sull'importanza della moviola. L'idea che prevale è che si tratti dell'iniziativa di alcuni personaggi poco qualificati in cerca di facile pubblicità.  

Visto che sono un fisico la cosa mi ha incuriosito e, pur occupandomi di cose molto diverse, ho pensato di documentarmi se non altro a livello di decorosa divulgazione scientifica Vi riassumo quello che ho capito della faccenda:  

- Parlando in senso lato, i buchi neri sono una previsione della teoria di Einstein della relatività generale. Detto in parole povere sono delle concentrazioni di massa talmente grandi da "risucchiare", per via dell'enorme forza di gravità, qualsiasi cosa passi nelle loro vicinanze, come altre masse o addirittura la luce.  

- A tutt'oggi non è del tutto certo che i buchi neri esistano, ci sono alcuni oggetti astronomici considerati come dei buoni candidati per essere dei buchi neri. Stiamo parlando comunque di oggetti enormi. Quelli che dovrebbero nascere a LHC sono oggetti microscopici.  

- Una volta detto che FORSE esistono i buchi neri, se alla relatività generale si aggiunge una spruzzata di meccanica quantistica, si desume che i buchi neri non si mangiano proprio tutto, qualcosa la sputano fuori. Questa scoperta è il contributo dato alla scienza dal celebre scienziato inglese Stephen Hawking. Oltre all'esistenza della "radiazione di hawking" il nostro ha anche previsto che quanto più piccoli sono i buchi neri tanta più roba rigurgitano, e quindi tanto prima si esauriscono. Ripeto, sono teorie attualmente prive di qualsiasi evidenza sperimentale.  

- Per riassumere, FORSE esistono i buchi neri e FORSE tanto più piccoli sono tanto meno sopravvivono. Su questa base a LHC si spera di creare dei microbuchi neri senza darsi troppo pensiero perchè, tanto, vivrebbero talmente poco da non avere il tempo per attirare dentro di sè le altre cose corcostanti.  

Siamo arrivati al punto: questi microbuchi neri sono in grado di cominciare ad attirare la massa circostante in modo inarrestabile, arrivando ad ingollarsi l'intero pianeta? Oppure no? E poi, se questo dovesse avvenire, quanto tempo ci vorrebbe? Beh, nel paese dei FORSE c'è chi dice tempi molto maggiori della vita dell'universo, chi dice qualche settimana.  

Per conto mio, arrivati a questo punto del dibattito, l'incontro è in parità: nessuno è in grado di fare previsione. Per uscire dal pantano allora i sostenitori di LHC  si spostano su un fronte diverso e portano argomenti rassicuranti per avallare l'idea che non ci sono pericoli. Uno di questi argomenti è che il nostro pianeta è investito continuamente da particelle molto più energetiche di quelle prodotte da LHC. Queste particelle di microbuchi neri ne creano a gogò e, come noto, non è mai successo niente. Questo argomento è certamente rassicurante, ma c'è un controargomento altrettanto buono che vi racconto con un minimo di dettaglio.  

I raggi cosmici sono particelle che arrivano a una velocità prossima a quella della luce e i "detriti" che si creano in seguito ai loro urti con la terra (che possiamo considerare immobile) continuano a muoversi lungo la stessa direzione dei raggi cosmici a velocità molto grandi, anche queste prossime a quella della luce. Per dirla da fisico, questa è una conseguenza della legge probabilmente più fondamentale di tutte, la conservazione della quantità di moto. Ora, se questi microbuchi neri nascono con una simile velocità, se ne vanno anche molto velocemente e quindi hanno poco tempo per combinare guai. Nel caso dei microbuchi neri di LHC però la situazione è assai diversa. Siccome a crearli sono due particelle lanciate l'una contro l'altra alla stessa velocità, la conservazione della quantità di moto ci dice che i loro detriti sono "fermi". In altre parole, i microbuchi neri di LHC non se ne vanno fuori dai piedi rapidamente, una volta nati se ne stanno lì, fermi. E che ci fa un buco nero lì fermo?  

Beh, non ho proprio idea di cosa potrebbe fare un buco nero se mi si materializzasse davanti. Però, devo dirvelo sinceramente, se fosse possibile preferirei non dovermi trovare in una situazione del genere.  

Qual'è la morale di tutta questa storia? Beh, io fisico ho provato a capirci qualcosa e quello che ho capito è che nessuno è in grado di dire cosa potrà succedere esattamente. Per volgarizzare, tutti gli argomenti per dimostrare l'una o l'altra tesi non sono basati su evidenze scientifiche o su teorie note e consolidate. Del resto, non ci sono evidenze di sorta e la costruzione di LHC è proprio finalizzata a testare le teorie note. Gl altri argomenti rassicuranti che i sostenitori di LHC possono portare sono di tipo emozionale (questa è la più grande impresa scientifica della storia, apriremo nuove frontiere, abbiamo già spesso un sacco di quattrini, ...) o probabilistico (siamo qui da miliardi di anni, figurati se facendo sbattere fra loro un paio di protoni facciamo sparire un pianeta, mica siamo in un episodio di guerre stellari). Epistemologicamente questi argomenti sono validi tanto quanto il controargomento che il 2008 è anno bisestile, e quindi funesto.  

A questo punto non ci resta che aspettare, il 10 settembre è vicino e l'avvio di LHC verrà trasmesso in diretta su internet dal Live Webcast del CERN.  

Ciao a tutti e  ... a presto.  

Ezio Puppin

AGGIORNAMENTO: Amedeo Balbi (convintissimo del fatto che non ci sarà la fine del mondo, meglio così) ha spiegato che, in ogni caso, non sarebbe per domani. Bene, in ogni caso qualche giorno in più non ce lo toglie nessuno (e fa anche bel tempo!).