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sabato 6 ottobre 2012

chissà indott'eri...

Io sono nato in toscana e ho imparato a parlare tra prato e firenze. Poi, a neanche sei anni, son venuto a milano. Risultato: parlo con cadenza milanese e accentazione toscana (ma il massimo di toscano che dico è "spengere", "scaleo" e "cencio").

Non mi sento fiorentino, non mi sento davvero toscano e non mi sento compiutamente milanese (anche se io a milano sto bene e a io a milano voglio bene) però, quando sento certi modi di dire, ho come nostalgia di una patria lontana (quella della mia nonna paterna) a cui non sono mai appaertenuto.



Il brano qui sopra è dedicato e alla mia amica barbara (fiorentina, molto più di me, trapiantata a milano pur'ella) e alla mia amica tania (che adora "I will survive" il cui ritornello qui diventa "e ce la fo").

3 commenti:

Anonimo ha detto...

O caro, grazie assai! Devo recuperarti un libro sul vernacolo fiorentino che ogni volta che lo sfoglio sono sospesa tra il morir dal ridere e il piangere di nostalgia. Edizione locale, secondo me su Amazon non la trovi... :-)

andrea 403 ha detto...

Grazie, faccio notare che nell'altro post ti ho riconosciuta prima che io leggessi quest'altro tuo commento ben più riconoscibile :)

Anonimo ha detto...

Lo immaginavo. D'altronde quale altro anonimo può mostrare stupore per il tuo stato di salute...? Buon lunedì.

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