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mercoledì 4 luglio 2012

capelli e peli pubici

Il vantaggi strategici dell'avere un pollice opponibile o una struttura fisica che favorisca la postura eretta sono lampanti. Non stupisce quindi che, rispetto ai nostri antenati scimmieschi, la selezione naturale che ci ha portato a essere homo sapiens sapiens abbia operato in tali direzioni. Ma perché la selezione che ci ha voluti tutti glabri ha fatto eccezione per peli pubici, barba e capelli?

Insomma, perché abbiamo i capelli?
E, ancora, perché non smettono mai di crescere?
(una cosa che, in natura capita, solo a noi!)
E dei peli pubici? Che possiamo dire?

Non so voi, a me non è mai venuto in mente di chiedermelo. Almeno non fino a quando non me lo ha fatto notare questo libro:


Il mio libro da metrò del momento, comperato grazie alla puntuale segnalazione di un'amica (che ormai qui, nella mia combriccola, c'è una gara di solidarietà per segnalarmi titoli papabili per la carica di "libro da metrò". Di questo passo, mi toccherà fare viaggi più lunghi e/o più frequenti in metropolitana).

Del libro parlo fra un attimo. Per prima cosa però un pensiero a quelli della casa editrice (per altro, in genere, stimabile) che secondo me ha tradotto titolo e, soprattutto, sottotitolo davvero un po' a cazzo.
Da noi il libro s'intitola "Le cose che non sappiamo" e si sottotitola "501 casi di comune ignoranza" detta così parrebbe uno di quei libri che presentano raccolte di nozioni che, in genere, l'uomo comune ignora quando invece non è convinto di saperle ma le sa sbagliate (un po' come "Il libro dell'ignoranza" o "Il libro dell'ignoranza degli animali", testi per altro gustosi). L'edizione originale di questo invece fa "The Things that Nobody Knows: 501 Mysteries of Life, the Universe and Everything" come a dire "Le cose che nessuno sa: 501 misteri della vita, l'universo e tutto quanto". E proprio quello vuole essere: un repertorio di tutte quelle cose che lo scibile umano non è ancora arrivato a sapere (e in qualche caso, forse, mai saprà).

Sono a un terzo del volumone e qualche cosa già mi sento di dirla: l'idea di mappare l'intera ignoranza umana è ovviamente un'ambizione impossibile, ma l'autore (scacchista, matematico, psicologo e presentatore TV britannico) non si perde d'animo e l'affronta con una certa serietà.

Le domande (tutte con una risposta che non risponde davvero alla domanda, ma che ti spiega perché non si può dare davvero una risposta) sono divise per argomento e gli argomenti stanno in rigoroso ordine alfabetico, garantendo così un effetto "di palo in frasca" davvero gradevole: acqua, aglio, alfabeti, america, antartide... e più avanti: cosmologia, cristianesimo, dinosauri, dna... ("cristianesimo" però se lo sono dimenticati nell'indice, ma cosa avranno avuto per la testa il signor Bollati e il signor Boringhieri quando si stavano occupando di 'sto libro? Saranno stati innamorati...)

Arrivato a un terzo delle 400 e passa pagine posso dire: un po' discontinuo (non tutte le "non-risposte" le ho trovate egualmente efficaci) ma nel complesso non male, ottimo come libro da metrò, se scrivessi ancora per Martin Mystère qua e là ci troverei pure qualche spunto interessante (e non banale) per qualche storia di fanta-archelogia, fanta-storia o fanta-qualcosaltro.

Ma torniamo ai capelli, così vi copio un pezzo del libro e vi fate meglio un'idea. Questo è quello che ci racconta Hartston a riguardo (la domanda è nella sezione "capelli e peli" che si trova tra "cannibalismo" e "cartografia"):
Perché i capelli diventano così lunghi?

Da un punto di vista evoluzionistico, la nostra capacità di far crescere così tanto i capelli sembra alquanto strana. Si ritiene di norma che il comune antenato che condividiamo con i primati fosse parecchio peloso. Nel corso dell'evoluzione, durame la quale ci siamo allontanati dai nostri parenti scimmie, ci siamo disfatti gradualmente della maggior parte dei peli che ricoprivano il nostro corpo. I capelli, ovvero i peli che abbiamo sulla testa, crescono invece molto di più di quelli di qualsiasi scimmia, nonché di qualsiasi altro animale. I peli corporei crescono per lo più fino a una certa lunghezza e poi cadono, come accade alla maggior parte dei mammiferi. In testa, invece, e anche sul mento e le guance degli umani di sesso maschile, capelli e peli possono crescere fino a un metro e anche più.
Ancora una volta è stata data come spiegazione la selezione sessuale, anche se non è stato specificato se essa si basi sulla bellezza dei capelli lunghi, sulla convinzione che essi comunichino una buona forma fisica o sugli odori che possono trattenere.
E comunque sì, anche sul perché dei peli pubici non abbiamo molte certezze (ci erano utili poiché indicatori della raggiunta maturità sessuale? poiché ci proteggevano zone quantomeno delicate? perché, trattenendo i feromoni, facilitavano così l'accoppiamento? mah... non si sà).

Dai, questa volta vi metto pure la scheda seria seria, come fossimo su un blog serio serio.

William Hartston
Le cose che non sappiamo
isbn: 9788833923307
traduzione Luigi Giacone
Bollati Boringhieri
pagine 403
euri 16,50

2 commenti:

milo temesvar ha detto...

mi piace l'idea di un libro che pone domande e non dà risposte; magari un po' frustrante secondo un approccio mentale occidentale

andrea 403 ha detto...

Fino a qualche giorno fa ti avrei detto che, magari, io non lo trovo frustrante per il mestiere che faccio, ché ogni lacuna del sapere umano è un'opportunità per chi inventa storie.
Ma l'altro giorno parlavo di questo libro a uno che fa il mio stesso mestiere che mi ha risposto "ah, io non credo lo leggerei volentieri, sarei troppo frustrato"...

Quindi non ho più una teoria a riguardo.

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