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mercoledì 4 dicembre 2013

sesso, mamme e donne nude

1.
I propri genitori non fanno sesso. Quantomeno non i miei e, soprattutto, non mia madre.
Sono pressoché certo che mia mamma non abbia mai fatto sesso (no, neanche per concepirmi, secondo la Chiesa è già successo in passato e mia mamma è pure cresciuta dalle suore).

Già, mia mamma è cresciuta dalle suore e non ha mai parlato di sesso, quantomeno non con me o mia sorella  (e, sono convinto, con nessun altro). Per dire, mia mamma non è nemmeno capace di dire le parolacce e mica solo quelle a sfondo sessuale, tutte quante. Quando ero bambino non riusciva neppure a dire "scemo" (se costretta, usava una variante parafonica: "scempio" e "bischeto" in vece di "bischero", neanche parlasse coi refusi). Oggi, passati i sett'antanni, almeno "scemo" riesce a dirlo ("bischero" no, non esageriamo). Ma oltre a questo non si va. Sono pressoché certo che mia mamma, al sesso, non abbia mai pensato in vita sua.

2.
"L'arte di ricordare tutto", di Joshua Foer, è stato un gustoso libro da metrò che ho letto un paio d'anni fa. È un saggio sulla memoria, sulle tecniche mnemoniche ed è al contempo il racconto di come l'autore, giovane giornalista, incuriositosi dell'argomento sia diventato, in breve tempo, il vincitore del campionato statunitense della memoria (nel 2006) facendo cose tipo associare, all'impronta, nome e cognome di novantanove sconosciuti o memorizzare l'esatta sequenza di un mazzo di cinquantadue carte da gioco (in particolare questa cosa del mazzo di carte Foer la fece in un minuto e quaranta, polverizzando il record statunitense dell'epoca).

Per vincere i campionati di memoria il sesso può essere determinante. Cito dal libro (pagg. 115/116):
Avere il chiodo fisso del sesso può essere di grande aiuto. L'evoluzione ci ha programmati in modo che il cervello trovi particolarmente interessanti, e perciò indimenticabili, due cose: le battute e il sesso, e, soprattutto, a quanto pare, le battute sul sesso. [...] Lo sottolineano persino i trattati sulla memoria scritti in epoche relativamente pudiche. Pietro da Ravenna, autore del testo sulla memoria più famoso del XV secolo, chiede innanzitutto perdono agli uomini casti e religiosi e poi rivela loro «un segreto che ho a lungo taciuto per pudore: se desideri ricordare presto, colloca nei luoghi vergini bellissime; la memoria è infatti eccitata dalla collocazione delle fanciulle».
Il "collocare nei luoghi" fa riferimento alla tecnica del palazzo della memoria, secondo la quale, per ricordare una sequenza di elementi li si colloca idealmente nei vari posti di un edificio (reale) che conosciamo bene. E, per ricordarli meglio, vanno associati a immagini forti e/o bizzarre (le donne nude, per esempio). Il mentore di Foer, Ed Cooke, come primo esercizio gli fa mandare a memoria una lista della spesa e alla voce "formaggio" gli fa associare l'immagine di Claudia Shiffer, nuda, che sguazza in una piscina di fiocchi di formaggio.

Nella citazione seguente (pagg. 208/209) si fa invece riferimento al sistema PAO in cui, anche qui, si associa qualcosa di astratto che si deve ricordare (una sequenza di numeri o una sequenza di carte da gioco) a una specifica (e bizzarra) immagine costruita da tre elementi variamente combinati: A. un personaggio – B. che compie un'azione – C. su un oggetto.
Mi serviva l'aiuto di Ed anche per un altro problema. Attenendomi alle raccomandazioni di Pietro da Ravenna e dell'Ad Herermium, la mia collezione di immagini PAO comprendeva una piccola serie di atti osceni che in alcuni Stati del Sud sono tuttora illegali e altre che forse avrebbero dovuto essere più piccanti. E dal momento che memorizzare un mazzo di carte con il sistema PAO prevedeva la ri-combinazione di immagini pre-memorizzate per crearne di nuove indimenticabili, era inevitabile che i miei familiari si ritrovassero coinvolti in scene cosi hot che temevo di star potenziando la memoria a danno del mio inconscio. Gli atti indecenti che mia nonna era costretta a compiere per farmi ricordare l'otto di cuori erano davvero indicibili (per non dire
inimmaginabili).
Spiegai a Ed la mia difficoltà. La conosceva bene. «Alla fine ho dovuto escludere mia madre dal mazzo di carte», disse. «Ti consiglio di fare la stessa cosa.»
3.
A milano ci sono parecchi numeri di telefono per chiamare un taxi: 02.400, 02.4040, 02.5353, 02.6767, 02.6969, 02.8383,  02.8585.

[fonte]
4.
Nei mesi passati ho avuto più volte ospiti a casa mia i miei genitori ed è capitato spesso di dover chiamare dei taxi. Le telefonate le ha sempre fatte mamma ricordando, sempre, il numero a memoria. Sempre lo stesso: 02.6969. Nessun altro.

E io, ogni volta, ho pensato al libro di Foer, al fatto che certe cose si ricordano più facilmente se associate a immagini sessuali, meglio se inusuali.

Però c'è un problema. Non è proprio possibile che mia mamma associ quel numero telefonico al sesso orale reciproco, lei certe cose neanche sa che esistono (e parlo del sesso tout court, figuriamoci del sesso orale, per di più reciproco!).

Sono pressoché certo che si tratti di una coincidenza.

Dev'essere per forza così.

11 commenti:

andrea 403 ha detto...

Questo avrei voluto intitolarlo "tua madre fa i pompini ai topi morti!" (citazione da Stephen King che sembra fatta apposta per esemplificare i problemi di Foer col suo PAO) ma poi mi cortocircuitava con la mia di madre e ho ripiegato su un titolo più innocuo.

MikiMoz ha detto...

Ahahaha qui hai dato il meglio di te!
I miei mi hanno concepito baciandosi, forse nudi (nudi glielo concedo, su).

Moz-

Anonimo ha detto...

Questa cosa che le mamme non fanno sesso a me sembra strana...

Shapa

chiaratiz ha detto...

ma certo hai ragione, tua madre si ricorda il '69 anno in cui l'uomo è andato sulla luna ed è solo per quello che si ricorda il numero dei taxi ;-)

Alice ha detto...

Scagioniamo la madre: 69 è più pittografico, pensa ai pesci negli oroscopi. Ciao e grazie per le belle parole (non vedo l'ora di diventare madre, giusto per tornare illibata)

andrea 403 ha detto...

@Miki ma... baciandosi con la lingua?!... e poi: i propri genitori NUDI?! Sei un pervertito, lasciatelo dire.

@Shapa la cosa ti sembra strana solo perché non sei una mamma, penso...

@chiaratiz nel '69 ci siamo trasferiti a milano dalla toscana, ora è tutto chiarissimo!

@Alice mia mamma è del segno dei pesci, ora è tutto chiarissimo! Grazie!

Lilita ha detto...

Quando ho visto questo titolo, sono quasi caduta dalla sedia (conoscendoti poi!)...
Adesso è tutto chiarissimo! E mi sono mooolto divertita. Però, sapevatelo, i miei facevano sesso e come, sia insieme che poi, separatisi, per proprio conto. Come si spiega? Perché sudamericani e, in più, ebrei? Insomma, è una cosa etnica? Questa patata bollente la lascio a voi, cari amici del 403!

andrea 403 ha detto...

Lilita, sono pressoché certo che fare sesso per conto proprio non sia cosa che bisogna essere per forza sudamericani e/o ebrei. Son capace persino io (e ho detto tutto).

Marco Bertoli ha detto...

Solo per te la mia canzone vola!

bagnarole ha detto...

mia mamma e tua mamma se si conoscessero sarebbero sicuramente amiche per la pelle

Marco Bertoli ha detto...

403 è un grande scrittore. «Bagnarole» è una ragazzaccia, ma io le voglio bene lo stesso.

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