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martedì 8 gennaio 2013

spiagge deserte e fucili da elefanti

Se io avessi un blog, e avessi tempo ed energie da dedicare a questo blog, da un bel poì avrei un blog che parla di posti, un blog geografico insomma.

Ci sono posti incredibili e raccontando quei posti poi capita che racconti anche le storie delle persone e se avessi un blog io ne racconterei. Per esempio racconterei di Mecca Beach, di Desert Shores, di Bombay Beach.

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Bombay Beach Skeleton Crew
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Bombay Beach_HDR3
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Tutte le foto qui sopra sono state scattate a Bombay Beach. Bombay Beach non sta in India ma, assieme a Mecca Beach a Desert Shores e a qualche altro posto semi abbandonato, sta in California sulle rive del Salton Sea.
Il Salton Sea è un lago enorme (30 km per 60) salato, nato per errore circa un secolo fa. Loro avevano fatto solo un canale d'irrigazione, ma l'avevano fatto male, gli argini non tennero e le acque del Colorado andarono a riempire una vasta depressione. Ci misero un anno a riempirla tutta e alla fine, accanto al deserto, si era formato un mare interno.

Power Lines of Bombay Beach
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Per qualche decennio quelli furono luoghi turstici d'elitte (specie negli anni '50) tipo che ci andava Frank Sinatra in vacanza lì. Poi il disastro. La crescenete salinità delle acque portò a una crescente moria di pesci (che dura tuttora) i luoghi vennero abbandonati e gli attuali, pochi, abitanti dell'area formano una delle comunità più povere degli Stati Uniti.
Ma restano posti incredibili da vedere, magari ora più adatti a un romanzo di Ballard che a una villeggiatura di Frank Sinatra, ma comunque incredibili.

A Bombay Beach (e ad alcuni dei suoi abitanti) ha dedicato una specie di documentario Alma Har'el, una giovane regista di origini israeliane. Il film ha vinto, tra l'altro, il festival di Tribeca l'anno scorso.


Io ce l'ho lì da vedere, ma un po' per il fatto che l'ho in inglese senza sottotitoli e un po' per il fatto che dicono tutti che è un film "commovente" (pure Terry Gilliam lo dice) finora ho avuto qualche ritegno a vederlo (ché è un periodo in cui, di mio, mi commuovo anche con la pubblicità per le solette divoraodore, vedersi apposta una cosa che, tra i protagonisti, ha un bimbo con sindrome bipolare, io non so). Però quei posti sono incredibili.

Se io avessi un blog posterei soprattutto articoli che parlano di luoghi eccezionali. Non riuscendo ad avercelo faccio post in cui si parla (brevemente) di musica.

Nella colonna sonora di "Bombay Beach" ci sono Bob Dylan e i Beirut (che, nonostante il nome, sono un gruppo di Santa Fe, Nuovo Messico) mi pare di aver capito che nel film i protagonisti ballano pure, poi se lo guardo vi dico meglio. Alma Har'el deve essere amica dei Beirut e ha pure girato per loro due clip, uno è dal primo album ("Gulag Orkestar", 2006) per la canzone "Postcards from Italy". Un video di montaggio e basta (ma la canzone più bella dei Beirut è quella che metto per ultima, se avete poco tempo andate a quella).


L'altro girato da Alma Har'el è il video della canzone più bella dei Beirut: "Elephant Gun". La canzone più bella dei Beirut non si trova su nessuno dei loro tre (pur begli) album, è stata pubblicata su un EP ("Lon Gisland") uscito dopo il loro primo album e poi su un altro EP che porta come titolo "Elephant Gun". È pure un bel video, secondo me.

14 commenti:

Marco Bertoli ha detto...

Questa canzone infatti è bellina, sembrano i Calexico ma con un deciso colore «mariachi», anche nelle armonie vocali. Il New Mexico dev'essere un posto molto fuori dell’ordinario.

(Il video, come sempre mi capita – sempre, sempre – , non l'ho capito).

andrea 403 ha detto...

Nel video c'è della gente che suona e canta e della gente che balla... io ho capito solo questa cosa qui (ma mi è bastata).

Certo, perché il cantante a un certo punto perda i baffi resta un mistero.

Marco Bertoli ha detto...

perché il cantante a un certo punto perda i baffi resta un mistero.

È un mistero perché li avesse in the first place :-I

Marco Bertoli ha detto...

HO sentito anche la prima canzone.

Posto che il video di montaggio è molto bello, i Beirut hanno un buon bernoccolo per gli hook, i brevi incisi melodici che agganciano l'orecchio; ma poi, come anche appare dall'altra canzone, sembra che non abbiano più voglia di scrivere effettivamente la canzone…

andrea 403 ha detto...

Sulla prima ti do ragione, "Elephant Gun" invece mi pare più compiuta...

Anonimo ha detto...

è bello e consolante che tu ci sia
che non ci azzecca un belino col post ma mi va di dirtelo
ecco
vi

andrea 403 ha detto...

non ci azzecca un belino col post

ma no... ci azzecca... nel post aleggia un'aria alla volemose bene... non penso sia un caso che ti sia venuto da dirlo qui e non in quello sui funerali a 1.499 euri :)

grazie vi!

Michele Cogni ha detto...

gran bei posti da scoprire...

Jazz nel pomeriggio ha detto...

"Elephant Gun" invece mi pare più compiuta...

Più che altro, avrai apprezzato il fatto che lui suona (fa finta di suonare) un flicorno (!) (con sistema tedesco).

Jazz nel pomeriggio ha detto...

un flicorno (!) (con sistema tedesco)

Ero già a letto quando ho avvertito l'urgenza di essere più preciso: con le valvole rotative in luogo dei pistoni.

E poi forse lo suona davvero, non fa solo finta, che cosa posso saperne io.

andrea 403 ha detto...

@Michele, benvenuto!

@Jazz, la wiki mi dice che il signor Zachary Francis Condon suona la trumpetta, il flugelhorno e pure l'ukulele...

milo temesvar ha detto...

c'è niente da fare, a me l'ukulele fa sempre venire in mente A qualcuno piace caldo

Marco Bertoli ha detto...

Quello che si vede nel video comunque non è un ukulele; sembra piuttosto una prima balalaika o balalaika soprano, ma non lo è perché ha quattro corde e il corpo è troppo stretto e non esattamente triangolare.

Per altre consulenze di organologia, sapete tutti dove trovarmi.

andrea 403 ha detto...

bing

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