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mercoledì 30 novembre 2011

via di qua...

Questo è il mio ultimo post su splinder. Da domani, se mi pungerà vaghezza di scrivere, mi troverete qui:


http://errore403.blogspot.com/


Per ora non sposto l'archivio che resta qui, nessuno dei sistemi che ho tentato finora ha funzionato al 100%. Appena mi sarà possibile farlo, sposterò lì i vecchi post e questo posto chiuderà per sempre.

Per altro, nei prossimi giorni può essere che io – là o qua che sia – aggiorni ben poco, ché il lavoro mi bracca stretto. Quindi, visto che la questione migrazione mi sta a cuore, vi lascio qualche link per continuare a seguirla in mia assenza (poi, se proprio avessi da dirvi qualcosa di urgente, aggiornando questo post o nei commenti del medesimo vi faccio sapere).

Al momento io so di due valorosi che stanno cercando di rendere commestibile a wordpress l'indigesto file xml (feed atom) che genera splinder (ricordo i tecnici di Dada tutte le sere nelle mie preghierine, se anche solo metà dei miei augurii va a buon fine dovrebbe esserci una bella recrudescenza di casi di malattie della pelle, dalla parte dei loro uffici).

Il primo è aioros, che nei commenti QUI ha già reso disponibile un plug-in per importare in un'istallazione in locale di wordpress il file prodotto da splinder.
Io l'ho appena scaricato, ci ho provato e non mi funziona nulla, ma potrebbe essere perché il ho un macintosh, chissà.
AGGIORNAMENTO (1/12):  il plugin (ora in versione 0.5) ha ancora qualche problema, però lo sviluppo continua.

L'altro è niccolò tapparo, che ha dato l'annuncio del suo nuovo plug-in in questa conversazione nell'amichevole feed di andrea beggi (in questo momento il suo è l'ultimo commento aggiunto). Il tutto è in fase di test, quando sarà rilasciato immagino che verrà detto nei commenti QUI, che è la pagina di altervista dedicata alla migrazione da qui a lì. Questo plugin dovrebbe succhiare tutto il file xml di splinder dentro un blog di altervista (senza installare nulla in locale) immagini presenti nel mediablog di splinder incluse. E poi, volendo, da alterivista credo non sia difficile migrare altrove (ma non con le immagini del mediablog, per quelle bisogna che il blog resti su altervista).
AGGIORNAMENTO (1/12):  ora il plugin c'è (io non l'ho ancora testato, però).
RI-AGGIORNAMENTO: l'ho testato: su 403 e OT fiasco totale, su un paio di altri blog (uno piccino, l'altro non so :) invece ha funzionato.

Un altro posto da tenere sotto controllo è soluzioni, qui su splinder. Da molto tempo non è più un posto in cui il sedicente supporto tecnico di splinder si fa vedere, ma gli utenti cercano di darsi una mano tra loro, a volte con successo. Se dovessero intervenire eclatanti novità, in qualcuna di quelle discussioni è facile che venga segnalato.

Ci sarebbe anche da segnalare una pagina facebook ma, al momento, mi sembra che sia un passo indietro su tutta la questione.

Ci si legge domani di là per un post di benvenuto (in realtà per il vero post d'addio a questa piattaforma) e poi non so, vedremo se e quando mi riprendo dalla mille cose da fare per il maledetto criminale...

AGGIORNAMENTO 6/12: Splinder esiste!
Non ci volevo credere, ma il supporto tecnico di splinder mi ha risposto!
Otto giorni fa gli ho scritto:

"Il file che genero non viene importato da wordpress, forse perché splinder lo crea in formato Atom invece che RSS... Dato che neanche Blogspot riesce a importarlo, che me ne faccio di un file del genere?"

E loro di rimando:




ti suggeriamo ti contattare l'assistenza di blogger in merito al messaggio di errore ricevuto e come fare per risolverlo, purtoppo splinder non può fornire assistenza sugli strumenti di altre piattaforme di blogging,"

Insomma, del tutto inutile, come ci si aspetterebbe da splinder, ma almeno mi hanno risposto!

A questo punto ci stava anche iniziare una polemica, visto che qui claudio corbetta a.d. di Dada, millantava: "I contenuti saranno messi a disposizione dell’utente stesso in un file XML in modo che possa essere importato su una delle molteplici piattaforme gratuite o a pagamento presenti in Rete."  e va da sé che se il file xml è illegibile per chiunque sarà anche un problema tecnico per chiunque tranne che per il morituro splinder ma contrasta un po' con l'idea che quel file possa essere importato da una delle molteplici piattaforme etc etc...

Ma invece di polemizzare, ho ritentato la sorte con questa nuova domanda:

"nel frattempo si è presentato un altro problema - questa volta tutto interno a splinder - quando cerco di esportate il blog [segue url di blog grossotto non mio che sto cercando di esportare conto terzi] al posto di generare il file xml mi dà invariabilmente questo errore:
Fatal error: Maximum execution time of 30 seconds exceeded in /splinder/appnew/modules/node.module on line 318
cosa devo fare?"


Chissà se stavolta che non possono scaricare il barile su una delle molteplici piattaforme etc etc mi risponderanno ugualmente?

aioros il salvatore...

Nel commento, da lui, aioros autore del padre dei tutti i plugin d'importazione verso wordpress dice:

In generale, ragazzi, ora che si può vi consiglio caldamente di esportare il file XML del vostro blog da Splinder (Blog -> Configura -> Esporta blog e attiva redirect) e di mettere da parte il file, che non fa mai male. Sto pensando molto seriamente di fare un altro plugin che parta da quel file per importare in WordPress, sarebbe un milione di volte più efficiente e funzionale.

Mezza splinder già deve essere grata a quest'uomo (gli importer di logga.me e di altervista derivano da quello messo a disposizione da lui già più di un anno fa e costantemente migliorato in questi giorni) se davvero riuscisse a rendere i file xml prodotti da splinder di una qualche utilità sarebbe utilissimo anche all'altra metà degli utenti :)

martedì 29 novembre 2011

così, una prima impressione a caldo

Il processo di esportazione di splinder non scarica un file direttamente sul tuo computer, crea invece un link, che appare nella medesima pagina "blog > configura > Esporta blog e attiva redirect". Il link è a un file xml che, m'immagino, poi va salvato con nome sul proprio computer.

L'exporter di splinder non permette di selezionare i mesi da esportare, quindi o tutto o niente... Questo può essere un problema se si vuole poi importare su blogspot che, ovviamente, è il mio caso (infatti il convertitore online di file xml per blogspot ufficialmente manovra file fino a un mega – anche se in realtà è più elastico di così – 403 esportato da splinder ne tiene più di 4 MB).

In ogni caso, anche provando a esportare un blogghino piccino picciò come AND, il fatto è che poi il file xml che scarico da splinder a me dà errore tentandolo di importare su WP, mi dà errore tentandolo di importare così com'è su blogspot e mi dà errore anche col convertitore online per blogspot.

Insomma, un en plein

AGGIORNAMENTO: pare che il problema con wordpress sia che l'xml fornito da splinder è in formato Atom mentre WP ha bisogno che sia in formato RSS. Adesso vedo di trovare uno strumento di conversione.

E, comunque, per blog appena un po' grossi, almeno per ora non funziona.

sabato 26 novembre 2011

e di tutte quelle foto che hai messo nel mediablog?

In attesa di vedere se, quando e come arriverà l'atteso exporter xml di splinder, segnalo un'ulteriore possibilità di migrazione, questa promette di essere particolarmente interessante per chi, negli anni, si è appoggiato a splinder per caricare le immagini che pubblicava sul suo blog. Tutte immagini che andranno, inevitabilmente, fuori linea a fine gennaio e che – per quanto ne so io – in nessuno dei vari metodi di migrazione fin qui emersi era possibile portarsi dietro (a parte salvarle, una a una, su un nuovo server e quindi reinserirle a mano in ogni singolo post).

Altervista (altra piattaforma basata su wordpress, come logga.me) promette di importarsi tutto quanto: blog e immagini, spostando le immagini sul loro server e mantenendo i collegamenti. Il meccanismo di import è sempre lo stesso e si basa su una variazione del solito plug-in di wordpress (alla base anche dell'importer di logga.me).
Qui ci si può registrare per aprire un blog aggratis.

Io non ho fatto prove a riguardo, ma immagino che anche altervista, come logga.me, possa essere adoperata come piattaforma di transito, importando il blog lì ed esportandolo poi in xml per migrare quindi verso wordpress.com o blogspot.
Questo, naturalmente, se non avete un mediablog fotografico su splinder da preservare, in quel caso su altervista andate e lì è bene che restiate (ché, ma sbaglierò, ma io penso che neanche quando splinder avrà comunicato "le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati" in realtà ci sarà un modo per spostare blog e mediablog insieme, senza perdersi i link).

Poi, io, il mediablog di splinder neanche lo usavo.

giovedì 24 novembre 2011

ok, ma quando?

Claudio Corbetta (amministratore delegato Dada) oggi al Post.it:

I loro contenuti dopo il 31 gennaio saranno cancellati?
I contenuti saranno messi a disposizione dell’utente stesso in un file XML in modo che possa essere importato su una delle molteplici piattaforme gratuite o a pagamento presenti in Rete.

Quindi, in teoria, la migrazione da Splinder dovrebbe risultare relativamente indolore (se l'exporter xml funzionerà bene e se non lo renderenno accessibile, chessò, il 30 gennaio sul tardi).

lunedì 21 novembre 2011

alla buon'ora!


domenica 20 novembre 2011

bollettino di guerra

I feed di splinder non funzionano... quantomeno non funzionano i feed di 403, il mio post di ieri notte ancora non risulta.

Ciwati, storico blog splinder (di un consigliere regionale lombardo del pd) da due milioni di visite, ha salutato tutti ed è migrato su worpdress.

Nonsolomamma, blogstar super-pro nata e cresciuta sempre qui su splinder, proprio in questo momento – zitta zitta – sta copiando altrove i suoi archivi.

E in tutto ciò, è sempre più assordante il silenzio della piattaforma.

la diaspora

Rifacciamo il punto, e dico "punto" perché presto qui si andrà a capo.

Queste ultime due settimane, di panico degli utenti e di silenzio di splinder, hanno dato il colpo di grazia al mio legame con questa piattaforma. Quindi, indipendentemente dalla spicciola sorte di splinder, io a breve me ne andrò.

Non prima, però, di essere rimasto qui a godermi fino all'ultimo questo clima da ragnarök che ci separa dal fatidico 24 prossimo venturo. Error 403 chiuderà i battenti il 25 novembre 2011 (ovviamente, sempre che splinder non chiuda prima).

Cosa ho fatto in questi giorni?
Per prima cosa ho aperto blog di prova un po' ovunque nella blogosfera ché, non essendomi preparato per tempo, ho dovuto prendere dimestichezza, in quattro e quattr'otto, con le possibili alternative a qua.

Per seconda cosa ho copiato ogni mio post e commento su iobloggo.com (su come fare ne ho parlato qualche post fa). Iobloggo però non mi piace molto, me lo son tenuto come ultima ratio, come back-up nel caso questa piattaforma fosse crollata prima del tempo, ma ho continuato a cercare.

Alla fine la mia idea era di spostare i miei blog da splinder a wordpress, anche se la mia anima pigerrima si ribellava alla sola idea di installare un webserver in locale (con database e tutte quante cose) per poi fare il passaggio grazie a questo plug-in. E mentre procrastinavo l'inevitabile mi è venuta in soccorso logga.me.

logga.me è una neonata piattaforma di bloggin che poggia su wordpress e che è stata in qualche modo miracolata dal disastro splinder. I primi momenti di diffusione del panico su questi lidi logga.me ospitava una trentina di blog, nel momento in cui scrivo, a pochi giorni di distanza, sono decuplicati.

I ragazzi di logga.me hanno colto la palla al balzo e hanno creato a razzo un plug-in che importa i blog direttamente da splinder a logga.me (ossia in formato wordpress!) senza dover installare nulla in locale. Il plug-in è semplice da usare e, alla fine, funziona anche per blog abbastanza cicciotti come questo o come il mio OT. Anche se, mentre lavora, il plug-in richiede un po' di collaborazione da parte dell'utente. Di fatto bisogna stare lì a tenergli la manina. Spesso ti chiede "vado avanti a importare?" tu ci clicchi su e lui va avanti, ogni tanto ti dà un errore ("Operation timed out after 60 seconds") ma tu pigi il tasto F5 e lui riprende tranquillo.
Armandosi di santa pazienza, importando un anno alla volta, mezzo anno alla volta o anche un mese alla volta (se il mese era pieno di post o se il server era in un momento trafficato) alla fine io ho portato a casa tutto (in realtà tutto meno due post, non ho capito ancora quali).

E una volta che tutto il tuo blog da splinder lo hai fatto migrare su logga.me a quel punto lo puoi salvare in locale in formato xml, che - tradotto per chi non mastica - vuol dire che lo puoi anche esportare sia verso wordpress.com sia verso blogspot.

E perché uno dovrebbe andarsene da logga.me dopo che ha trasferito lì il suo blog?

Logga.me ha un po' di pubblicità (ad-sense di google) non fastidiosa quanto il bannerone in testa ai blog di iobloggo, ma c'è. All'inizio mi pare fosse anche peggio di così, e già l'hanno resa più discreta (d'altronde sono questi annunci che permettono alla piattaforma di essere gratis) e non è detto che la cosa migliori ulteriormente in futuro (bisognerà vedere come si stabilizzeranno le cose passata questa "emergenza esodo splinder"). Altro problema: non sono riuscito a "privatizzare" i miei blog, ma potrebbe essere che non sia stato io abbastanza sveglio (ché impararsi la gestione di tre diverse piattaforme, in contemporanea, mi ha un po' disorientato).

In compenso lo staff tecnico di logga.me c'è e si sta dando molto da fare per aiutare i nuovi blogger a mettere in piedi i loro blog lì. Wordpress.com dice che gli ci vogliono tre giorni per rispondere a una richiesta via mail, logga.me risponde anche prima di tre ore (a me un paio di volte ha risposto subito).
Insomma, pubblicità a parte, logga.me mi sembra una scelta fattibile per chi volesse passare da splinder a wordpress (magari esportando da subito il file xml del proprio blog, in modo da potersi spostare su wordpress.com se logga.me si dimostrasse non all'altezza delle aspettative, del resto è piattaforma piccola e giovane, è bene non fidarsi del tutto).

Io fino a ieri ero convinto che questa sarebbe stata la mia sorte: passare da splinder a wordpress (oltre che su logga.me ho fatto esperimenti anche su wordpres.com, dove ho comunque importato un paio di miei blog, così, per vedere l'effetto che fa). Però c'è un però: i temi.

I temi (ossia i template) di wordpress mi danno i nervi. Dopo un pomeriggio di smanettamenti non ne avevo ancora trovato uno adatto a 403 e i temi di wordpress non sono di buon carattere neanche un po'... non è che se c'è una cosa che non ti garba metti mano al codice e la sistemi.

E quindi: blogspot sarà:


errore403.blogspot.com


è dove dovrei continuare a postare (chissà) e dove dovreste trovare i cinque anni di di 403.splinder.com (al momento nel passaggio da wordpress ho perso una ventina di post, con calma cercherò di capire quali). Qui dentro troverete anche i post che, all'epoca, furono pubblicati su and.splinder.com un blog di argomento fumettistico di effimera vita.


ot403.blogspot.com


è dove sposterò l'archivio di ot.splinder.com storico blog-quasi-tumblr che ho abbandonato da più di un anno e che non ho intenzione di riprendere. Quantomeno non a breve.

Entrambi i nuovi indirizzi non sono ancora accessibili, ci sto lavorando e, già lo dissi, fino al 25 io resto comunque qui.

Infine.
Il popolo di splinder è arrivato alla sua diaspora, ma più che all'esodo di un popolo eletto, qui sembra di assistere alla dispersione delle genti dopo il crollo della torre di babele (lo so, questa cosa dell'affondamento di splinder mi rende un po'  biblico e millenaristico).
Ci si affanna a lasciare in giro le nostre nuove url, ci si scambia indirizzi di posta in attesa del fulmine che farà sparire anni di contatti e pvt. E c'è chi, come Zoe, ha pensato di mettere in piedi un tumblr in cui raccogliere le segnalazioni di tutti i nuovi indirizzi degli ex splinderiani. Una sorta di rùbrica della diaspora, la trovate (e potete segnalarvi) qui:


exsplinder.tumblr.com

venerdì 18 novembre 2011

procrastinare? pensiamoci domani...

Lo so, dovrei già aver aperto altrove, scritto nuovi post, fatto chissàcché, ché qui la nave affonda. Ma invece traccheggio e tergiverso. Al punto che un'amica mi ha appena spedito questa qui.




Ero lillì per risponderle salacemente ma poi mi son distratto e m'è passata la voglia.

mercoledì 16 novembre 2011

piattaforma (2)

Visto che siamo in tema (di piattaforme e surrealtà)...


Elio e le storie tese – Piattaforma
(1989, "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu")

martedì 15 novembre 2011

piattaforma


«piattaforma è quella cosa
che dovrebbe stare ferma
ed invece salta e ondeggia
che ti viene il mal di mar»


© gabriella marchi

Quando ancora il mio blog aveva un futuro e un indirizzo certo, avevo in animo di riprendere una mia piccola serie di post pubblicandone uno antologico di anacreontiche, affiancando un po' dei versi maltusiani presi dall'Almanacco Purgativo 1914 della rivista Lacerba (almanacco di cui ho da qualche parte un fac simile), versi di Ettore Petrolini e versi, molto più recenti, presi dal blog di anacreontica.

In futuro vedremo, per ora mi limito a questa brillante definizione a mio avviso molto adatta alla condizione di Splinder (di questi giorni e non solo di questi).


pillole di saggezza (8)

lunedì 14 novembre 2011

traslocando...

Visto che mi si chiedono lumi in tal senso, scrivo qui qualche informazione che spero possa risultare utile.

Una prima avvertenza. In questo momento di esodo i server di Splinder sono oberati di lavoro (stanno reggendo il peso del trasloco sia verso iobloggo, sia verso wordpress, sia verso i pc di chi si sta facendo una copia su disco del blog).

Ho letto di parecchi problemi durante il processo di migrazione verso entrambe le piattaforme. Il plug-in verso worpress s'impianta e dà errore di time-out, mentre l'importazione verso iobloggo anche quando non dà errore (e spesso lo dà) capita che si sia persa per strada parecchi post. Di questo riparlo dopo.

Comunque:

da splinder a wordpress
al momento su come traslocare verso wordpress non so nulla, solo che mi pare un po' un casino. Posso però mettere un paio di link a riguardo.

Qui ci sono informazioni riguardo al plug-in che permette di fare il trasbordo:

http://www.aioros.net/2011/11/10/splinder-importer-call-to-arms/
http://www.aioros.net/splinder-importer-2010/

Per passare a wordpress esiste anche un modo più semplice (ma che, forse, si perde per strada i commenti):

http://idiotaignorante.wordpress.com/2010/04/19/passa-a-wordpress-e-molla-splinder/

Questo secondo metodo prevede di passare, prima, da iobloggo.com.

da splinder a iobloggo

I passaggi sono questi:

per prima cosa devi aprire un account su iobloggo.com bisogna avere pazienza perché per la mail di registrazione c'è il rischio di aspettare un po' (il carico di alvoro causa esodo da splinder deve essere ingente per loro, e iobloggo non mi pare una piattaforma solidissima e attrezzatissima).

a registrazione ultimata, apri un blog su quella piattaforma e ti scegli un template per quel blog (oppure importi il tuo template da splinder, c'è una voce apposta nel menu che amministra i template, poi il template andrà sistemato un pochino, a me non pare una cosa proibitiva, ma ancora non ci ho messo la testa).

se però non sei molto vispo con codici e simili è meglio sceglierti uno dei template di iobloggo (del template di splinder puoi sempre copiarti il codice, salvartelo e farci esperimenti poi con calma passata la buriana).

creato il tuo blog su iobloggo devi andare nel menu "amministra" e scegliere la voce "importa archivi"

scegli "splinder"

e a quel punto hai una pagina che ti guida, passo passo, dicendoti cosa devi fare al tuo blog di splinder affinché iobloggo riesca a succhiarselo

in particolare bisogna:

1. segnalare, in quella pagina di iobloggo, il nome del blog di splinder da cui deve prendere i post.

2. sempre in quella pagina segnalare, con gli appositi menu a tendina, da che mese e anno a che mese e anno è stato attivo il tuo blog su splinder.

3. andare su splinder (blog -> template) e cambiare il template del tuo blog copiando il codice che trovi sulla pagina di iobloggo.

IMPORTANTE: è buona cosa che tu ti copi e ti salvi il codice del tuo template su splinder (in un file di testo) perché, finita l'operazione, dovrai rimetterlo al suo posto. Se su splinder hai un teplate di quelli standard attualmente disponibili su splinder puoi anche fregartene e poi risceglierlo tra quelli. Ma un bel copia e incolla del codice, a me, sembra più semplice anche in quel caso.

4 e 5. impostare ora e paginazione del blog di splinder come ti dicono loro (li trovi nel menu "configura" di splinder, andando poi alla voce "impaginazione" ossia blog -> configura -> impaginazione).

6. se su splinder hai un blog privato, a questo punto lo devi rendere pubblico, altrimenti non lo importa.

(se il tuo blog è privatissimo e non vuoi che gli ultimi post siano visibili durante l'operazione di importazione puoi fare un paio di post con testo a caso, tipo che ti copi un paio di voci da wikipedia, e così mentre importi non si dovrebbe leggere nulla di riservato).

IMPORTANTE: controlla bene quello che fai, e fai esattamente quello che ti dice la pagina di iobloggo, a me è capitato di non riuscire a importare un blog perché invece dell'orario avevo settato il fuso orario. Un'amica aveva dimenticato di segnare nella pagina di iobloggo il nome del suo blog su splinder. Trattandosi di operazioni poco usuali, anche se sono poche e semplici, è facile fare piccoli errori che invalidano l'operazione.

A questo punto puoi dare il via all'importazione, che prende un po' di tempo... durante l'operazione il tuo blog su splinder sarà inguardabile e non navigabile, per via del template che gli hai incollato.

alla fine dell'operazione dovresti avere un blog su iobloggo con i medesimi contenuti di quello di splinder. Però...

Però, come dicevo, attualmente è tutto un casino, sia splinder che iobloggo sono sovraccarichi, iobloggo può dare "server error" oppure dire che è andato tutto bene e invece ha importato solo parte dei post.

Per il "server error" conviene fare l'operazione a rate. Magari un anno alla volta, dal più recente ai più vecchi e, negli anni che danno errore, un mese alla volta, sempre dal più recente al più vecchio (quest'ordine pare funzioni meglio che dal più vecchio al più recente l'ho scoperto qui: http://ninoland.splinder.com/post/25749040 dove, per altro, trovate queste stesse istruzioni in modo meno discorsivo e, probabilmente, più chiaro :)

Per i post persi l'unica maniera che ho trovato è ripetere più volte l'operazione, sperando che - un po' alla volta - arrivi a casa tutto.

Come si fa a sapere se i post ci sono tutti? Splinder in organizza -> post ti dice quanti post hai nel blog e lo stesso fa iobloggo in ammistra -> statistiche -> generale, se i due numeri sono uguali, sei a posto.

A questo punto, finita tutta l'operazione rimetti su splinder il template che avevi, e ripristina la paginazione se prima l'avevi attiva.

in questo modo il blog di splinder torna leggibile....

(finché durerà splinder, ovviamente :)


venerdì 11 novembre 2011

splinder e non più splinder

Il punto della situazione per quanto ne so io: non è certo che splinder chiuda, ma è proprio la mancanza di certezze che mi inquieta di più.

La data del 24 viene fuori dal commento 63 a questa discussione qui. E chi lo ha lasciato dice di aver parlato al telefono con qualcuno di splinder ma naturalmente potrebbe anche essere un troll, probabilmente lo sarà. Lo stesso utente che ha cominciato la discussione, in una nota successiva, invita alla calma.

In ogni caso mi pare un po' più che sospetto il fatto che:

1) splinder abbia smesso di accettare (e senza spiegazione) nuovi utenti e nuovi blog (anche gratuiti, non solo pro) ormai da mesi e solo ora lo annunci ufficialmente.

2) la voce di chiusura è ormai - da giorni - diffusissima, e la redazione di Splinder finora NON ha dato nessuna risposta in merito, quando se fosse una notizia falsa smentire sarebbe di vitale importanza, visto il numero di utenti che alla fine, se fosse una bufala, saranno comunque andati a finire altrove.

Il post che linko sopra è da "Soluzioni" il blog di assistenza di splinder, è di QUATTRO giorni fa e la redazione (che in teoria modera quel blog) NON ha lasciato neanche due righe per dire che non c'è motivo di preoccuparsi. Sarà solo colpa del passaggio di proprietà della piattaforma? Mah... Speriamolo.

Quindi è probabile che la data del 24 sia sbagliata causa troll (potrebbe essere dopo o molto dopo ma anche essere molto PRIMA! per quanto ne sappiamo) ma che splinder stia colando a picco mi pare una possibilità estremamente concreta.

Poi è vero che non c'è nulla di ufficiale a riguardo, ma dopo quattro giorni questa mi pare una cosa molto più preoccupante che confortante.

Il mio consiglio è quindi comportarsi come se Splinder dovesse chiudere, anche prima del 24, se poi non lo facesse, meglio così, sarà stata l'occasione di fare un backup del blog.

giovedì 10 novembre 2011

ok, panico

Quando Dada chiuderà Splinder io non credo che continuerò a bloggare.
Non a breve quantomeno.

Quando Dada chiuderà Splinder, per esempio il 24 novembre, non è che ci sarà da aspettarsi chissà quali annunci tempestivi. Ci sono dei precedenti a riguardo.

Quando Dada chiuderà Splinder, anche se non continuerò a bloggare (non a breve quantomeno) non vorrei che lo storico di quanto da me postato su questa piattaforma fosse perso o non più leggibile e quindi quando Dada chiuderà Splinder lo storico dei miei post su 403, su OT e su AND proverò a sportarlo altrove.
Facile che sia su 403.iobloggo.com molto meno probabile che sia su errore403.wordpress.com.

Se volete che vi avverta, se e quando riapro da qualche parte, scrivetemi qui:


403and@gmail.com


così se e quando riapro vi mando una mail e voi lo sapete (che a me, per fare un esempio, non avere più Nebbia tra i lettori, se mai ricominciassi a bloggare, a me dispiacerebbe).

Se invece dovessimo perderci di vista, è stato bello, finché è durato.

E questo è tutto, gente!

lunedì 7 novembre 2011




L’appello, rivolto a tutti i mezzi di comunicazione italiani, è di dedicare quotidianamente uno spazio, anche piccolo, a quanto resta da fare e anche a quanto è stato fatto e si farà a L’Aquila.
Mafalda, con la sua semplicità, lo chiede a voce alta: “L’Aquila: a che punto siamo?”. Una piccola testimonial d’eccezione, la cui immagine può essere utilizzata da tutti coloro che, sposando lo spirito di informazione alla base di tutto questo, potranno utilizzare come logo per spiegare, appunto, a che punto siamo.

È un'iniziativa voluta da Ivan Giovannucci dell'agenzia letteraria Caminito (che rappresenta, tra gli altri, anche Quino, l'autore di Mafalda), il comunicato stampa lo si trova QUI, la relativa pagina facebook QUI.

Indipendentemente dagli esiti di questa campagna, perdere di vista L'Aquila e la sua mancata ricorstruzione, non è un bene.
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coazione a ripetere




Secondo quelli di Oh No They Didn't! i poster da film hollywoodiani possono essere ricondotti a tredici tipi fondamentali. QUI la catalogazione con ricca casistica di esempi [via neatorama].




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shut up little man


Traduco da boingboing, post di martedì scorso:

Nel 1987, Eddie e Mitch si trasferirono in un appartamento economico a San Francisco dove, attraverso le sottilissime pareti, fecero la conoscenza dei loro vicini, due alcolisti di mezza età: Raymond (un furioso omofobo) e Peter (un appariscente gay). Per 18 mesi, Eddie e Mitch usarono un microfono fuori dalla finestra della loro cucina per documentare la bizzarra relazione tra i due vicini mezzi matti, dando così il via, senza volerlo, a uno dei primi fenomeni "virali" controculturali, nel mercato della audiocassette underground.

Su tutta questa vicenda Matthew Bate ha girato, usando interviste e ricostruzioni, un documentario che è stato presentato all'ultimo Sundance. Questo è il trailer:



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libri (in realtà uno solo, ma altri due li avevo di già)



Questa settimana, ad aspettarmi in portineria c'era solo un libro: Thomas Eccardt, Secrets of the Seven Smallest States of Europe: Andorra, Liechtenstein, Luxembourg, Malta, Monaco, San Marino and Vatican City (Hippocrene Books) che, come si può intuire dal titolo, si occupa dei sette più piccoli Stati europei. Ne sunteggia i tratti comuni nella prima parte e poi si dedica alle peculiarità del singolo stato nella seconda. In realtà di gran segreti non mi pare ne riveli, però.
Lo sto leggiucchiando, l'introduzione mi ha fatto temere il peggio da quanto è buttata lì, in realtà il libro – pur senza guizzi e con un atteggiamento un po' scolastico – è interessanete il giusto.

Il libro di questa settimana va a fare il paio con altri due, che mi sono procurato tempo addietro ("fare il paio", se si tratta di tre pezzi non si dice, diciamo allora che va a fare tripletta).



  



Erwin S. Strauss, How to Start Your Own Country (Paladin Press) e John Ryan, George Dunford, Simon Sellars, Micronations: The Lonely Planet Guide to Home-Made Nations (Lonely Planet). Due libri deidicati a nazioni ancor più piccole di quelle del libro di Eccart, quasi tutte più piccole ancora di Città del Vaticano!

Stiamo parlando di posti veri e propri come il Principato di Sealand ma anche di luoghi come il regno e la repubblica di Talossa, di fatto entrambi esistenti solo su internet. Io su queste cose ci perderei le ore!

(ehm... non è che ce le perderei, ce le predo davvero!)
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delle città nel tempo come fossero uova



Restando in ambito geografico vi riposto qui una bella cosa che ho trovato su Strange Maps: un'alalogia tra le uova e l'evoluzione delle città nei secoli:





uovo sodo – antica
uovo al tegamino – sec. 17/19
uova strapazzate – moderna

QUI il post di Strange Maps, che ha preso l'immagine da QUI.
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e per finire... murmuration!



Ricordate il mio post di stamattina? "Murmuration" in inglese è il termine che indica uno stormo di storni (di storni su 403 vorrei proprio riparlarne, prima o poi). "Murmuration" è anche il titolo di questo filmato sul fiume Shannon, in irlanda, realizzato da Liberty Smith e di Sophie Windsor Clive [via ticklebooth]:



tutti insieme appassionatamente


Sciame, branco, stormo, banco, mandria, gregge, colonia, muta e, a volte, pure tribù. A me non ne son venuti in mente altri, ma di certo qualcuno mi è sfuggito, però quanti me ne saranno sfuggiti? Decine? Non penso...
 




 



Sto parlando di nome collettivi di animali, dai, si era capito. A molti animali fa piacere fare cose assieme. Ecco, qualche giorno fa ho scoperto che in lingua inglese esistono nomi collettivi specifici per un sacco di animali... Laddove noi abbiamo "branco", loro ne hanno a bizzeffe.
 






Noi abbiamo un branco di lupi, loro hanno un "pack of wolves" , noi abbiamo un branco di elefanti loro hanno un "herd of elephants", perfino per un branco di alligatori in inglese c'è una parola appropriata: "congregation", "congregazione" come per le chiese, curioso accostamento.
 



Le voci atroci – Mandria

 



Quando poi si parla di uccelli c'è da perderci il capo. Da noi si dice "stormo", magari qualche volta si usa "volo" (un "volo di quaglie") ma a me non ne vengono in mente molti altri.  Per gli inglesi è diverso, molto diverso.
 A causa della loro tradizione venatoria l'inglese medioevale ha adottato nomi collettivi diversi per specie di uccelli diverse, la relativa pagina della wiki ne riporta una cinquantina.
 




 


Un generico stormo di uccelli è un "flock" ma se sono piccioni è un "kit", se sono passeri è un "host", se sono allodole è un "exaltation", se sono storni il termine giusto è "murmuration".

Pur avendo noi pochissimi nomi tra cui scegliere, rispetto all'inglese, può capitare che ci possano essere dei dubbi su come rendere in italiano uno dei loro nomi collettivi. Per esempio qui c'era chi si chiedeva se i pipistrelli fossero un "branco" in quanto mammiferi o uno "stormo" in quanto volatili. E può benissimo essere che siano uno stormo quando sono in volo e un branco quando stanno fermi.



Questo è un post propedeutico a quello che farò, spero, nel pomeriggio. Quello in cui metto in fila un po' di cose che mi sono appuntato nel corso della settimana. Lì, alla fine, tornerà questa cosa dei nomi degli stormi d'uccelli, uno in particolare.

can't seem to find a shore


New Musik – This World Of Water ("From A To B", 1980)


Terzo singolo presente sul primo dei tre album (uno all'anno fino all'82) del gruppo di Tony Mansfield, prima che si mettesse a fare il produttore a tempo pieno per altri (Naked Eyes, a-ah e Captain Sensible le cose più famose).

Quasi tutta la musica che ho comperato negli anni '80 mi piace ancora oggi, e i New Musik proprio non fanno eccezione.

Oggi vi buonanotto con loro.

Buona settimana!

domenica 6 novembre 2011

zombie apocalypse



Se arrivasse l'apocalisse degli zombie
io tornerei dal mio ex
lui ha un piano per sopravvivere



PostSecret sta facendo i conti col successo della sua App per iPhone: in due mesi lì ha ricevuto più messaggi di quanti la sua casella di posta cartacea non abbia fatto in sette anni! Siamo sopra i 600 mila, forse anche sopra i 700.

PostSecret dentro la App è abbastanza diverso da quello fuori, per esempio lì finiscono in evidenza "segreti" più omogenei (quasi tutte storie edificanti e/o strappalacrime) che spesso non sono segreti veri, ma fatti capitati nella vita di chi li manda (tipo "mi è appena morta la moglie", per dire).

I PostSecret cartacei da pubblicare sul sito (e sui libri) li sceglie Frank, quelli in evidenza nell'App li sceglie il pubblico dell'App. Purtoppo, ai miei occhi, sono la dimostrazione di come la democrazia compia scelte sempre meno buone rispetto a una dittatura illuminata.

Poi, visto che nessuno può garantirci che una dittatura sia davvero illuminata (anzi, chi fa domanda per diventare dittatore raramente è una brava persona, lo ammetto) la democrazia resta ancora l'unica opzione percorribile (ma non per i PostSecret cartacei, fortunatamente).

Poi Frank fa appunto di testa sua, e ho scoperto che quello che settimana scorsa mi ha spacciato come un segreto cartaceo (e che io ho pure pubblicato qui) era in realtà un segreto preso da quelli dell'App. Magari voleva un segreto per Halloween e tra i cartacei non ce n'erano e allora lo ha preso da lì. Il dittatore illuminato non è obbligato a seguire le proprie regole.

"PostSecret è un progetto artistico comunitario in divenire in cui le persone spediscono i propri segreti su un lato di una cartolina fatta a mano".

La prima volta ne ho parlato qui.



segreti della settimana (97)

sabato 5 novembre 2011

speriamo presto, eh...


venerdì 4 novembre 2011

ancora motivi per cui il mondo di diabolik non è il nostro mondo

Visto che questa settimana l'ho come un po' dedicata a Diabolik, riprendo e (per il momento) concludo l'elenco di ragioni per cui Clerville non è logico pensare che si trovi nel nostro stesso mondo, men che meno in italia.



11. mai uno che dica "cazzo!"
È incredibile come anche tossici, spacciatori, strupatori o mafiosi il massimo di turpiloquio che si lascino sfuggire sia "malezione!", "bastardo!" o "dannazione!"
Da noi la gente, pure la brava gente, dice "cazzo" e poi "culo", "merda", "porco cazzo", "vaffanculo", "stronzo" e parecchie altre brutte parole. Per tacere delle bestemmie.

12. ci sono più gioiellerie che negozi di alimentari
E non solo, sul suolo cittadino di Clerville si contano almeno quattordici strutture carcerarie (e in giro per quel piccolo staterello ce ne sono almeno altrettante), l'attività di avvocati e agenzie investigative, porta valori e guardie giurate prospera come non mai e la presenza nel territorio di posti di polizia è ingente. Non stupisce se in un posto del genere i cittadini vivano un po' in ansia. E, in effetti, un quarto degli ospedali sono strutture psichiatriche.
Noi abbiamo indici diversi sia per quanto riguarda la criminalità sia rispetto al consumo dei beni di lusso e può essere che le due cose siano collegate.

13. se qualcuno è mancino, in fondo, un motivo ci sarà
L'economicità narrativa (caratteristica molto marcata nelle storie di Diabolik) non prevede troppe note "di colore" se qualcuno ha una qualche caratteristica che lo allontana dalla norma, prima o poi questa caratteristica dovrà servire alla storia raccontata. Per questo motivo di mancini, di obesi o ciechi ce ne sono in giro pochissimi.
Da noi circa una persona su dieci è mancina.

14. i nostri mondi cambiano a velocità diverse
A Clerville non c'è gente di colore, o quasi. Piuttosto s'incontra qualcuno dai tratti orientali (e mica spesso) ma neri ben pochi. Probabilmente nel mondo in cui esiste Clerville i flussi migratori tra continenti sono un fenomeno presente, ma meno significativo di quanto non lo sia per noi oggi. Nel 1962 Clerville assomigliava all'Italia più di quanto non ci assomigli oggi.
Anche la teconologia là ha fatto passi avanti in maniera strana. Per dire: hanno internet, ci sono gli hacker o la realtà virtuale ma in compenso non è strano vedere, persino in uffici importanti, apparecchi fax che funzionano ancora col rotolo di carta chimica e la stessa polizia scientifica è tecnologicamente al pari con la nosra solo occasionalmente.
Qui da noi il progresso è stato più omogeneo.

15. Clerville è uno Stato laico
Così laico che è quasi impossibile trovare simboli religiosi in giro. Per dire, neanche nei cimiteri è facile vedere una croce, men che meno la statua di una madonna. In quarantonove anni di avventure di Diabolik sarà capitato giusto un paio di volte di incappare in una chiesa.
Da noi no, la Chiesa è un po' più presente che da loro. A volte anche troppo.



E per concludere vi dico una cosa che prima era diversa e adesso non lo è più: da nove anni a questa parte gli abitanti di Clerville non hanno più pudore a nominare la loro moneta. Da quando è entrato in vigore l'euro, nel 2002, a Clerville nessuno ha problemi a dire la parola "euro", proprio come capita da noi. "Quanto costa questa maglietta?" "costa trenta euro", sembra una cosa facile da dire. Prima però mica era così. Prima nessuno aveva piacere a nominare la valuta locale, si parlava di 20 milioni, di 100 milioni, anche di miliardi... ma si ometteva sempre di dire miliardi di cosa, mentre da noi, prima del 2002, nessuno aveva problemi a dare un nome a quei miliardi, da noi erano lire.

(le immagini di questo post le ho prese dal catalogo Mycrom)

giovedì 3 novembre 2011

l'incostanza delle parole

Quando ero ragazzo io, il linguaggio informatico cominciava a uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori, a scuola avevo uno Spectrum Plus, il mio amico carlo - ben prima di me - aveva uno ZX81, Vic20 e Commodore64 spopolavano. E poi l'incontro col primo personal IBM appena entrato nel mondo del lavoro, per passare poco dopo al mio primo Mac (sempre al lavoro, che per averne uno in casa che sostituisse il mio Olivetti M24 ce ne sarebbe voluto di tempo).

Il quel periodo la parola "default" la si usava solo nella locuzione "di default" che voleva dire "automaticamente", "in automatico" e dall'ambito strettamente informatico a volte tracimava nel linguaggio di tutti i giorni "appena torno a casa, di default, mi tolgo le scarpe". Non era necessariamente una posa, era che molti di noi (e io anche meno di altri) erano proprio immersi in quel linguaggio lì, tanto che sentirsi dire
 da un amico, al cinema, "shifta di un posto" era una cosa normale e comprensibilissima.

Oggidì quando sentiamo nominare la parola "default" in automatico ci viene da pensare subito a qualcosa d'altro, anche a me. E io ho un po' nostalgia di quando "il default" non aveva ancora sostituito "di default". 

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Quando ero ragazzo, e anche bambino, un "intrigante" era, né più né meno, una "persona che cerca di ottenere vantaggi o favori con intrighi o raggiri", la Milady dei Tre Moschettieri era un'intrigante, per dire.

Oggidì non faccio pari a sentir parlare di cose e situazioni (e pure persone) che sono imtriganti, ma nel senso di "interessanti, affascinanti e attraenti". E io, tutte le volte che lo sento dire, penso a Milady e ai suoi loschi piani.

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Quando ero ragazzo io si diceva "squillo di lusso" e a nessuno sarebbe mai venuto in mente di tirare fuori ricche carte da cento mila lire per scoparsi qualcosa del genere:


mercoledì 2 novembre 2011

il covo diaboliko

Oggi ricorrono i morti, mi pare giusto celebrare la cosa mostrandovi uno dei "covi" dove nascono (e sopratutto vengono rifinite) le storie di Diabolik che, trai personaggi del fumetto mondiale, è uno di quelli che ha lasciato più morti dietro di sé.



Questa è la mia scrivania presso la redazione Astorina (le spillette però di solito non ci sono). Facendo click sull'immagine potete guardarla un po' più grande. Dopo il continua, invece, una breve leggenda di quanto mostrato.




1. piani per un trucco di diabolik disegnati dal direttore mario gomboli in persona. Si tratta di un sistema per bloccare un furgone blindato, narcotizzandone gli occupanti. Non posso dire di più perché la storia è lungi dall'essere pubblicata.
Sotto a questo foglio la relativa sceneggiatura, che deve essere in parte riscriitta. Titolo di lavorazione: segreto.
2. sceneggiatura che ho appena finito di scrivere e che, quanto prima, sarà inviata al disegnatore giuseppe di bernardo. Titolo di lavorazione: "La catena di ghiaccio" è il seguito dell'albo "Fermate la ghigliottina", albo che ho appoggiato lì sopra per essere sicuro che non si leggessero certi appunti di lavorazione sul primo foglio della sceneggiatura (data la qualità della foto è stata una precauzione inutile, ma visto che svelavano parte del finale, meglio andarci cauti).
3. riassuntini per le quarte di copertina delle ristampe che stanno uscendo in edicola per Mondadori.
4. lingotto d'oro da 500 grammi. In realtà è una stampata in misura, poi ritagliata, di un lingotto. Nella storia che sto scrivendo adesso, Diabolik ne ruba una ragguardevole quantitià. Il modellino mi è servito per provare alcune scene.
5. scenggiatura di diego cajelli, titolo provvisorio "Gli adepti".
Sotto alla sceneggiatura una pila di soggetti inviati dai lettori, in attesa di essere esaminati.
6. flyer pubblicitario dei lingotti di diabolik.
Sotto la Guida turistica di Clerville, strumento indispensabile per scrivere e rivedere le sceneggiature del "maledetto criminale".
Sotto ancora un'altra sceneggiatura - questa di patricia martinelli - anch'essa dal titolo provvisorio segreto.
7. product placement: acqua lauretana.
8. altri soggetti mandati dai lettori, da leggere e valutare.

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Perché tanti titoli provvisori segreti? Visto che ci troviamo a lavorare su tante storie simultaneamente, è importante che il titolo di lavorazione ci faccia ricordare SUBITO di quale storia stiamo parlando. Quindi, molto spesso, il titolo di lavorazione si riferisce all'idea cardine della storia e, spesse volte, l'idea cardine è un colpo di scena. Qualche volta è IL colpo di scena, quello che salta fuori in fondo in fondo. Ciò fa sì che i titoli di lavorazione siano spesso segretissimi e non possano essere svelati a nessuno al di fuori della redazione.

A proposito di morti, in linguaggio interno alla redazione, col termine "cadevere" indichiamo la stampata della sceneggiatura piena di correzioni che è stata sostituita da una nuova versione corretta. Di ogni sceneggiatura abbiamo quindi la stampata e almeno un cadavere (che ci serve per riscotrare le correzioni fatte). Il termine credo l'abbia coniato licia ferraresi, la mia capa.

martedì 1 novembre 2011

la paura fa 50



Oggi è uscito, ufficialmente, il numero di novembre 2011 di Diabolik, quindi oggi Diabolik comincia il suo cinquantesimo anno di pubblicazioni.
Per festeggiare questi cinquant'anni ci inventeremo parecchie cose, di sicuro ci sarà una mostra dedicata ai primi dieci lustri del Re del Terrore, tra un anno uscirà una pubblicazione speciale (molto speciale) e in mezzo altre cose capiteranno.

Il primo, piccolo, segno di festeggiamento sono queste spilline qui (che si sono viste in anteprima a Lucca nei giorni scorsi) il secondo è il quadratino col medesimo logo che fa capolina in copertina dal numero uscito oggi. 




Quella che si vede qui sopra è la tastiera della mia postazione in redazione, magari domani vi pubblico una foto (con legenda) di tutta la scrivania, che è facile non freghi a nessuno, ma io quando posso mostrare il disordine in cui opero sono sempre infantilmente contento.

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