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lunedì 7 marzo 2011

come Y ma in Z

Verso la fine della settimana una piccola pausa dal lavoro mi ha regalato un fuggevole lampo d'intelligenza e di curiosità verso il mondo.
Quindi, se ancora aggiornassi il presente blog, settimana scorsa un paio di post – forse – le avrei pure fatti.

(Purtroppo il lampo già passato, sorry!)

Kenningar & high concept pitches – l'altro giorno mi è venuta in mente un'analogia tra analogie. In particolare ho notato una certa somiglianza tra un particolare tipo di metafora usato, dopo l'anno mille, dai poeti norreni e un altro usato, ai giorni nostri, dai cineasti hollywoodiani.

Mi è capitato in metropolitana. Il mio libro da metrò di questi giorni s'intitola Made to Stick (Why do some ideas survive and others die?) dei fratelli Chip e Dan Heath, sono a meno di un terzo e fin qui mi pare proprio buono. È un libro che in effetti è uscito anche in italiano (ma lo presi in inglese, per cui giocoforza cito dall'edizione originale, che fa pure più figo) e che insegna a metter giù le proprie idee in forma più efficace, in modo che quando le si comunica agli altri queste facciano più presa ("to stick" qui sta per "restare impresso").

Nel capitolo dedicato alla sintesi (che l'essere sintetici è uno dei dei trucchi per comunicare idee che rimangano in testa) gli autori parlano degli "high-concept pitches" usati nell'industria cinematografica statunitense. Un high concept pitch è una singola frase che racchiude il nucleo fondamentale del film in lavorazione.
Queste frasi non sono necessariamente delle metafore, ricordo di aver parlato millanta anni fa con un agente che si chiama Ervin che aveva per le mani un high-concept pitch che suonava così: "cowboy and aliens" (sintetico, efficace e non è una metafora) credevo che il progetto si fosse perduto per strada (io ne ho sentito parlare negli anni '90), ma ho fatto un controllo adesso, per questo post, e ho scoperto che alla fine il film si è fatto, esce questa estate, sono contento per Ervin.

Un high-concept pitch è uno strano oggetto, è una sola frase, ma può valere un mucchio di soldi. Se è sufficientemente forte può smuovere finanziamenti, convincere star a partecipare a un progetto, suscitare abbastanza attenzione per mettere in moto quella mastodontica macchina che è il cinema mainstream hollywoodiano. Secondo gli autori di Made to Stitck serve anche a imboccare la rotta giusta nelle prime fasi di lavorazione. Insomma sono solo parole, ma in certi momenti possono sembrare parole magiche.


Ho un divagato, dicevo che un high-concept pitch non necessariamente è una metafora ("un alieno, perso, diventa amico di un ragazzino, solo, per tornare a casa" non lo è) ma per comodità spesso lo sono: si descrive un film che ancora non c'è come un film precedente con qualcosa di diverso. Nel libro vengono fatti un paio di esempi, voi potete provare a indovinare di quali film si tratta (è abbastanza facile):

1. "Big" per ragazze
2. "Lo Squalo" in un'astronave
3. "Die Hard" sopra a un autobus

Le  soluzioni sono questa 1, questa 2 e questa 3 (ma spero che, a parte la prima, non abbiate neanche avuto bisogno di controllare).

Questo tipo di definizioni a me, per prima cosa, ha fatto venire in mente quella splendida definizione di Friendfeed che lo descrive come "Facebook senza i gattini" (di chi cazz'è questa definizione? Io continuo a trovarla seguita da "cit." tra parentesi, e nessuno che si prenda il disturbo di dire da chi è cit. la prima occorrenza che ho trovato è questa, ma anche qui c'è il cit., ma qui magari il cit. si riferisce solo ai gattini, mah...).

La seconda cosa che gli high-concept pitches mi hanno ricordato sono le kenningar.
Le kenningar sono figure proprie della poesia medioevale norrena, insomma scandinava. Una kenning è una frase usata al posto di un'altra o, più spesso, di una singola parola. È una sorta di definizione metaforico-enigmistica ("il bosco della mascella" invece di dire "la barba") usata al posto della parola originale, anche per questioni metriche e di allitterazione.
Ve ne riporto qualcuna così potete vedere se anche voi ci trovate una certa somiglianza con "lo Squalo" in un'astronave.

gallo dei morti - l'avvoltoio
tempesta di spade - la battaglia
mela nel petto - il cuore
rupi delle parole - i denti
pesce della battaglia - la spada
sole delle case - il fuoco
delizia dei corvi - il guerriero
rugiada della pena - le lacrime
campo del vichingo - il mare
frumento dei lupi - il morto
bronzo delle discordie - l'oro
signore degli anelli - il re
birra dei corvi - il sangue

Da notare come "guerriero" e "morto" siano, in buona sostanza, sinonimi (robe da vichinghi).

Sia per le kenningar sia per gli high-concept pitches la formula mi pare che sia: definisco X (la parola da sostituire nel poema oppure il film che vado a produrre) come Y (un'altra parola, un altro film) ma in (o con, o senza, o di, o per...) Z (ossia qualcosa che modifica la parola o il film che uso per definire X).

Ora, il fare una similitudine, una metafora, con annesso correttivo è pratica comunissima anche nella lingua di tutti i giorni (basti pensare a quando si dice "in gonnella" o "con le tette" per indicare una versione femminile di qualcuno: "Rambo con le tette", "Sherlock Holmes in gonnella") però a me pare che non capiti spesso  d'incappare in interi repertori di metafore costruite tutte in quel modo lì.

E questo primo pezzo l'ho finito.

Ah no, tutto ciò che so sulle kenningar l'ho letto da ragazzino in "Storia dell'eternità" di J.L. Borges, anche gli esempi sono andato a prenderli lì. Ci tenevo a dirlo.

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Siti inventati – è appena uscito "Il gioiellino", secondo lungometraggio di Andrea Molaioli. Il film racconta del crac Parmalat attribuendolo a una società alimentare fittizia, la Latte Leda.

In concomitanza all'uscita del film è stato anche messo in linea un finto sito internet della ditta: www.latteleda.it e a me, lo scoprirlo, mi ha fatto subito venire il mente il sito della Lacuna Inc. (già www.lacunainc.com) su cui capitai prima (!) dell'uscita di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (metto il titolo inglese perché "Se mi lasci ti cancello" – contrariamente al film – l'ho sempre trovato pessimo) e la cosa mi fece abbastanza impressione (visto che non sapevo ancora nulla del film e quello era un sito che pubblicizzava un servizio di rimozione dei ricordi che non vogliamo più portare con noi).

Il fatto è che il sito della Lacuna è stato cancellato e ora digitandone l'indirizzo si viene ridiretti sulla pagina del sito Universal dedicata al film in questione.

Stronzi.

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Ghost-trainspotting – ieri, domenica 6 marzo, era la IVa Giornata delle Ferrovie Dimenticate. Se, nel frattempo, il mio lampo d'ingegno non si fosse estinto mi sarei sicuramente fatto una cultura a riguardo visitando i siti: Ferrovie Dimenticate, o Ferrovie Abbandonate, o ancora Binari Morti, oppure Ferrovie Dismesse.

Ma non l'ho fatto.

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PostSecret – per questa settimana, per quanto mi riguarda, the winner is:


Quando quelli dei lavori stradali mi fanno guidare sul lato opposto della strada,
io faccio finta di essere in Inghilterra.


Sul lato di guida avrei da raccontarvi – da sempre – una bella storia, molto alla quattrozerotré. Chissà...


Di PostSecret la prima volta ho parlato qui.


segreti della settimana (79)

11 commenti:

alsoit ha detto...

pant pant... un fiume in piena. Ma menomale!

403 ha detto...

non ci se ne faccia l'abitudine

:)

anonimo ha detto...

Interessante questa teoria dell'high concerpt pitch.

Ma questo "gioiellino" vale la pena ?


- Luigi

stradaperduta ha detto...

L' high concept può funzionare in America dove sono convinti (beati loro) che se una storia può essere riassunta in tre righe ha un grado di universalità che ne garantisce il successo. Vorrei vederlo un regista italiano che va da un produttore italiano chiedendo finanziamenti sulla base di una frase.  "Buongiorno, ho una idea fantastica per un film. La trama? Lui incontra lei, e tutto intorno esplode..." sarebbe interessante osservare le reazioni. 

anonimo ha detto...

Beh il tutto sta a come la presenti, la storia.
Questo non vieta che il tutto sia iniziato nella tua testa da un concept "Lui incontra lei, e tutto intorno esplode".

-L

ehvvivi ha detto...

quando si dice le coincidenze.
non sapevo che domenica fosse la giornata delle ferrovie dimenticate.
proprio domenica ne ho usata una.
da casella a genova.
e poi: lo hai già visto il gioiellino?

403 ha detto...

Allora il gioiellino non l'ho visto e neanche so se lo vedrò ("La ragazza del lago" non lo vidi, hi poco tempo per il cine, vedremo – o forse, appunto, non vedremo). Il mio blog cinematografico di riferimento gli ha messo la bomba, ma si tratta di pre-giudizi: "se un si va, un si vede" (e io non so se ci vo).

Mi piace che due ai loro primi commenti da me si mettano a dibattere sguli high-concept qui da me: benvenuto "L" e benvenuto "stradaperduta".
In effetti quello è un meccanismo che funziona (se funziona) a Hollywood per i grandi film di cassetta (o aspitanti tali). Già per il loro cinema indipendente perde completamente di senso, figuriamoci da noi.
Però io il film "lui incontra lei, e tutto intorno esplode" lo andrei a vedere subito (ma solo se le esplosioni sono reali e non metaforiche).

Vivi: ma te la sei fatta a piedi?!
(ahahaha)
(per "dimenticate" mi è parso che s'intendesse "dismesse", non più in funzione)

ehvvivi ha detto...

ma come, andre', linki siti che poi non ti leggi? :)
la casella genova (che ho trovato nel sito linkato da te) effettua ancora viaggi.
in un'ora arrivi a genova manin attraverso l'appennino e i suoi boschi!

403 ha detto...

Ehm... quale parte di "mi sarei sicuramente fatto una cultura a riguardo visitando i siti [...] Ma non l'ho fatto" ti è sfuggita? :)

anonimo ha detto...

"un blogger chiude il suo blog per  ragioni di lavoro; ma a volte ritorna" 

una sola riga; potrebbe funzionare?

403 ha detto...

Potrebbe, se trovi il produttore che finanzia, ti faccio volentieri da consulente!

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