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giovedì 17 marzo 2011

aspettando la fine

Penso al mio post di lunedì prossimo e mi spavento da me. Qualcosa da scrivere ce l'avrei anche, perché questa settimana non è che sto lavorando e basta (anche se è ciò che dovrei fare) invece divago.

Solo che divago solo per sentieri buî. Un po' è che non vedo l'ora di essermi liberato da tutti questi impegni lavorativi che mi tolgono il fiato (e manca tanto, uh se manca tanto!) un po' è che le notizie dal giappone e, ancora di più, dalla libia mi opprimono.

Penso a Bengasi difesa da ragazzini poco più che quindicenni, male armati, ai giornalisti e fotografi che in queste ore l'abbandonano di corsa, alla croce rossa che se n'è andata ieri... e così anche quando faccio una pausa dal lavoro (una pausa, che splendido eufemismo) mi imbatto, volente o nolente, in storie di suicidi collettivi, in siti che – grottescamente – truffano la gente povera (di spirito e di pecunia) e finisco in questi recessi oscuri dell'internet, quale che sia il mio punto di partenza: una bella canzone, una pagina buffa.
In questi giorni il lato oscuro mi attrae a sé.

E così mentre guardo con preoccupazione ai miei poveri lettori di lunedì prossimo, mi viene da fare un post con un paio di filmati musicali, in teoria per alleggerire. Ma com'è, come non è, alla fin fine anche questi due filmati non sono molto rassicuranti (nulla in confronto ai suicidi di massa, però).

Si tratta di due video che sono accomunati dall'andamento narrativo. In entrambi c'è una situazione iniziale che lentamente monta in suspense e si protrae fin quasi alla fine del filmato, in entrambi lo spettatore è portato a chiedersi come andrà a finire?, com'è che i personaggi ne verranno fuori? E in entrambi i casi il finale, a sorpresa, è ottenuto con uno scamotaggio (due bei trucchi, per non parlar delle canzoni, a mio avviso belle pure quelle).

Entrambi funzionano meglio se ve li vedete in grande.


Radiohead - Just (1995)

Se non masticate l'inglese o non vi va di leggere i sottotitoli
questo lo potete anche saltare.


Foo Fighters - The Pretender (2007)


Il primo escamotage è di tipo narrativo e mi è tornato in mente, anni dopo, quando ho visto "Lost in Translation" che, pur non avendo un finale a sorpresa come questo clip qui dei Radiohead, usa lo stesso espediente per chiudere la storia.

In quello dei Foo Fighters invece si risolve tutto in modo grafico e surreale, con un improvviso scarto rispetto alla prospettiva, concretamente realistica, di venire riempiti di mazzate da parte dei celerini.

Mi sarebbe piaciuto metterne tre in fila, di video musicale con questo andamento narrativo, ma un terzo proprio non mi è venuto in mente.

4 commenti:

anonimo ha detto...

Quello di "Just" è un gran bel video, quello dei Foo Fighters non mi ha entusiasmato più di tanto.

- Luigi

403 ha detto...

Be', quello dei Foo Fighters è un videoclip (a mio avviso ben fatto) quello dei Radiohead è, sostanzialmente, un cortometraggio inframezzato da loro che suonano, c'è sicuramente un'idea narrativa molto più robusta alle spalle (però, ribadisco, che anche la cosina dei Foo Fighters ha il suo perché, a mio avviso).

anonimo ha detto...

Perché nel primo filmetto, dal minuto 3:12, l'uomo steso per terra ha un braccio prostetico?

Bello, peccato le continue interruzioni del deficiente con la chitarra elettrica (ma io ho guardato il filmetto col volume a zero, ah ah!)

Ipofrigio

403 ha detto...

> ma io ho ...

pirla!

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