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martedì 22 febbraio 2011

di musicassette e poco altro

Se ancora aggiorassi il blog, questa settimana l'avrei aggiornato pochissimo.

Non che proprio non mi siano venute delle idee (ma comunque meno del solito) è che il lavoro è padrone assoluto delle mie giornate.

Però un post sulle musicassette credo proprio che l'avrei fatto.



Io sono cresciuto assieme alle compact cassette, introdotte nel marcato europeo l'anno prima che nascessi (e in quello statunitense il mese prima che nascessi) hanno accompagnato la mia infanzia e soprattutto l'adolescenza.
Non le ho mai amate particolarmente, vuoi mettere la bellezza di un trentatré giri? E se poi volevi saltare una canzone? O risentirne una? Mille volte meglio il vinile.

Ma le cassette erano l'unico modo per farsi le proprie complilation, per registrare dalla radio, per registrare (di sfroso) i concerti a cui andavi, per farsi le proprie compilation con le canzoni registrate dalla radio o ai concerti. E quindi, anche se non le amavo particolarmente, ne ho usate a centinaia.



E sulla creazione delle proprie cassettine antologiche ci sarebbe da scrivere un libro, mica un post. Sull'arte di decidere la sequenza delle canzoni (ne parla anche Nick Hornby in Alta fedeltà), sullo scambio delle cassette con i propri brani preferiti come rito sociale tra adolescenti (ma quante ce ne saremo scambiate io e Carlo? a cementare un'amiciza nata sui banchi di scuola e cresciuta nei negozi di dischi, nei posti da concerto e poi fino in radio), ma anche la cassettina come forma di seduzione (anche questa da me praticata all'epoca e anche di questa ne parla Hornby nel suo romanzo).
Eravamo così abituati a ragionare sulla successione dei brani, sull'effetto che poteva fare giustapporre un pezzo a un altro, che a me non stupisce che poi, già da ragazzini, fossimo in grado di gestire la scaletta di una trasmissione radiofonica come se nulla fosse, era per via delle cassettine, ne sono sicuro (poi essere capaci di condurre, avere il ritmo giusto nel parlare, quella era tutta un'altra questione).

Se aggiornassi ancora il blog mi sarebbe venuta voglia di parlarvene dopo aver visto questo post dal blog di socks-studio, ma mi sarei trattenuto. Per poi cedere dopo quello che ha fatto Carlo sabato scorso.



Primissimi anni '80, gli anni del liceo. Ascolto di tutto, dal punk ai Duran Duran, ma i miei gruppi preferiti sono Police ed XTC. Una volta sento, e registro al volo, alla radio un brano dal titolo sconosciuto di un gruppo sconosciuto. Identici ai primi XTC, identici. Però non sono loro, la voce non è loro e poi noi la discografia degli XTC la sappiamo a memoria. Il brano finisce in una cassetta che faccio a Carlo. Da allora né lui né io abbiamo avuto pace (certo, abbiamo anche fatto altro nella vita, tipo che Carlo si è pure sposato nel frattempo, lavoriamo entrambi, abbiamo messo su case, disfatto giù case e rimesso su case, per dire, però quel rovello, in fondo, restava).
Anni fa grazie all'internet avevo anche capito chi era il gruppo, come s'intitolava il brano e che era un 45 uscito nel 1981 mai stampato su ellepì. All'epoca però né sul web, né sul mulo ce n'era traccia. Tornai a fare altro. Sabato Carlo se n'è ricordato e visto che oggidì è pieno di blog, specie su blogspot, che pubblicano mp3 di ogni cosa. Ho potuto finalmente riascoltare quella canzone (ché la mia cassetta è dispersa da tempo).


qfeel - Doctor On The Radio (1981)


Che poi la versione che avevo registrato io era comunque un po' diversa, specie nel finale, ma quello doveva essere un promo per le radio che davvero non troveremo mai e poi mai.

Galavanizzato dalla scoperta di Carlo, mi sono ricordato di un'altra canzone. Quella invece era sfacciatamente "alla Police". Di quella non ho neanche mai avuto una registrazione radiofonica su cassetta. Me la ricordavo così, per averla sentita un paio di volte, sempre nel 1981 (roba strana la memoria, specie la mia). Oggidì recuperarla è stato un attimo.


The Producers – I Love Lucy (da "The Producers", 1981)


Infine, visto che sto qui a parlar di musica derivativa dagli XTC mi pregio di pubblicare un brano dal primo EP dei Denovo, questo data 1984 e l'ispirazione gruppo inglese è evidente.


Denovo – Niente insetti su Wilma (1984)


Ecco, se ancora aggiornassi il blog, questa settimana non averi parlato di molto altro. Be', sì, ovviamente me la sarei presa coi nostri giornalisti che non perdono occasione di dimostrare quanto sciattamente facciano il loro lavoro. Ché nell'affittopoli milanese è saltato fuori il nome di Sergio Bonelli tra i beneficiati dal Pio Albergo Trivulzio (per un appartamento di 85 mq) e tutti giù a dire che si trattava dell'editore di Tex e Dylan Dog, un'idea grottesca sotto mille punti di vista per chiunque ci abbia mai avuto a che fare, con Bonelli. Poi non è compito dei giornalisti saperlo (che è un'idea grottesca) il loro compito però sarebbe verificare le cose come stanno (e sarebbe bastata una telefonata in casa editrice) e quindi raccontarlo ai lettori, nello specifico non c'era niente da raccontare ai lettori, si trattava di una banale omonimia. Buffoni (e pure "cialtroni", stavolta il tag lo metto per loro).
Me la sarei anche presa con l'ATM, la municipalizzata che qui a milano si dovrebbe occupare dei trasporti, che riesce a fare brutta figura anche quando estende la rete del metrò di due nuove fermate, ma vi va bene che, per davvero, non aggiorno e quindi non l'ho fatto e non lo fo.

Poi di sicuro non vi avrei parlato di ricette di cucina (anche se un po' avrei voluto), di Laurie Anderson e Art Spiegelman (ma questo forse prima o poi lo faccio), avrei continuato a non parlarvi degli interessantissimi libri da metro che continuo a leggere con diletto (sia pure, ormai, davvero solo in metrò) e forse non vi avrei neppure parlato Vincent Connare: l'uomo che inventò il Comic Sans.

Però, naturalmente, mi sarei occupato dei PostSecret, benché anche questa settima li abbia trovati poco interessanti (comincio a pensare sia colpa mia).

Ce n'è uno che dice che trova le biblioteche sessualmente eccitanti, e a me ne ha fatto venire in mentre un altro che pubblicarono quattro anni fa, lo avevo messo qui giù nei commenti (e me lo sono pure ricordato, roba strana la memoria).
Restando in tema (biblioteche, non sesso) ce ne sono due (uno e due) che parlano di post-it messi apposta nei libri che si restituiscono alle biblioteche (bella l'idea, brutte le cartoline relative).
Ce n'è pure uno che arriva da Orvieto.

Ma non ce n'è nessuno che mi piaccia davvero.
Per disdegnoso gusto, pubblico il segreto più stupido della settimana (e, almeno fin qui, dell'anno).



mi siedo sul cesso di lato


Di postsecret la prima volta ho parlato qui.


segreti della settimana (77)

8 commenti:

403 ha detto...

Così, giusto per verificare di non aver chiuso i commenti per sbaglio...

:-/

Shapa ha detto...

Ma no :)
Leggo sempre con interesse ma non sempre ho voglia di commentare, magari è così anche per gli altri.

ehvvivi ha detto...

splinder, ancora una volta, non mi ha aggiornata.
però ora non ho tempo di leggere. sto rubando una connessione.
sono esule coi mici. uf.
a dopo.

anonimo ha detto...

Bel blog! mi dai l'amicizia su FB?

403 ha detto...

Anonimo (Ipo): ROTFL!

Vivi, ma allora che aggiorno a fare?!

Shapa, ok, allora continuo ad aggiornare...

ehvvivi ha detto...

oh, prenditela con splinder!
e poi ogni tanto leggi la posta. dopo due mail senza risposta ti pensavo malato e moribondo :S

403 ha detto...

Ho smesso di prendermela con Splinder da tempo... Adesso me la prendo con chi crede in Splinder :)

anacreontica ha detto...

carini assai i Producers :-)

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