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giovedì 16 dicembre 2010

lontano lontano nel tempo

Ieri pranzo natalizio in redazione. Sono seduto accanto a un collaboratore di lunga data. Uno che nella vita ha fatto il grafico, il pianista, il manager... Un tizio simpatico e interessante di cui sapevo abbastanza poco.

Chiacchieriamo un po' e mi racconta parecchie cose del suo passato, la più divertente è forse questa: lui è giovinotto a genova, più o meno coetaneo di gino paoli e luigi tenco, suoi amici dai tempi del liceo con cui suona nei locali della zona, fanno jazz. Lui è il pianista, paoli è alla batteria e tenco suona il sax "e cantava con una voce splendida, degna di nat king cole" mi dice.
Una sera, dopo una loro esibizione lo avvicina un impresario del posto, uno abbastanza noto, lo prende da parte e si complimenta con lui, suona proprio bene, "però" gli dice "se vuoi sfondare nel mondo della musica, devi mollare i tuoi due amici, che proprio non son capaci".

Neanche troppo tempo dopo paoli e tenco erano noti in tutta italia.


Luigi Tenco – Un giorno dopo l'altro (1966) 



Questa (che i più vecchi di voi magari ricordano come sigla finale dei Maigret con Gino Cervi) prima o poi ve la faccio sentire anche cantata da Steven Brown, quello dei Tuxedomoon...

4 commenti:

alsoit ha detto...

io sono giovanissima, per cui non me la ricordo di certo eheh...
buongiorno!
maremma'ntreno, fa un freddo birbone

403 ha detto...

anche qui... brrrrrr!

viadellaviola ha detto...

lo sai che quando metto le canzoni di tenco in libreria la gente si ferma un attimo e guarda in alto?
non tutti lo fanno, di guardare in alto. ma tutti si fermano, un attimo.

403 ha detto...

Fanno bene a fermarsi un attimo (e anche a guardare in alto, quelli che lo fanno). Questo tipo che conosco, e che lo ha conosciuto, di lui ne parla molto bene... E secondo me era pure proprio bello.

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