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giovedì 31 dicembre 2009

alla vostra, alla nostra...

Nel mio carcere non si possono bere alcolici. Prima c'erano dei reparti in cui si poteva (nel senso che i detenuti, nella spesina, potevano ordinare una certa quantità di vino o birra) e dei reparti dove non si poteva (che sono quelli coi detenuti un po' più "malamente", che se poi fanno i bravi possono sperare di essere trasferiti negli altri reparti, quelli a regime più leggero). Poi però alcuni detenuti si ubriacavano e facevano a botte e allora la direzione ha tolto gli alcolici da tutte le spesine.

Al mio detenuto la birra quando mangia la pizza gli manca un po' e la detenuta sarebbe una che un bicchiere di vino ogni tanto le farebbe pure piacere. Ma insomma, anche in galera capita che siano in molti a rimetterci per colpa di qualcuno. E quindi niente alcolici per tutti. Buoni e cattivi.

Visto però che la necessità aguzza l'ingeno, al femminile è poi capitato che "le sudamericane" (ve la racconto come l'hanno raccontata a me) hanno cominciato a fare "il vino" mettendo del lievito di birra nel succo di frutta e facendolo fermentare di nascosto dalle guardie. Per un po' ha funzionato. Poi però qualche sudamericana si è ubriacata, ha fatto a botte e allora si è fatta sgamare e la direzione ha pure tolto il lievito di birra dalle spesine. Solo per un po' però, poi l'ha rimesso. Di rimettere birra e vino non se ne parla neanche.

A natale e a capodanno, però, i carcerati possono, in via del tutto straordinaria, ordinare una bottiglia piccina di spumante. Quelle di natale sono già andate, le altre verranno stappate stasera.

Stanotte, a mezzanotte, capita che brinderò con alcuni dei miei affetti più cari e - idealmente - brinderò pure coi miei due detenuti, immaginandoli mentre cominciano il loro anno, eccezionalemente, con una sorsata di vino.

E brinderò pure alla vostra (che mi sa che stanotte di brindisi ce ne sarà abbastanza) di voi che leggete quello che scrivo qui, di quando in quando.

Buon 2010!
(io penso lo sarà)
senza passare dal via (11)






(questa serie di post su quello che vedo e mi capita quando vado in galera prende il nome dal gioco del Monòpoli, dove ci sono due modi di andare in prigione: come visitatore oppure "senza passare dal via", e in quel caso ci resti per un po'... io era una vita che non giocavo a monopoli,
ieri ci ho rigiocato, e - nonostante fossi stato strafavorito dalla sorte - ho preso una legnata memorabile. Strategia del tutto errata. Se ci avessi rigiocato mesi fa e allora avessi preso quella legnata lì, mica lo so se questa serie l'avrei intitolata così... che adesso il monopoli mi fa un po' antipatia... non lo so... be', ancora auguri)

mercoledì 23 dicembre 2009

christmas cheer

Cari tutti,
come ogni anno io sto per raggiungere la famiglia in toscana per le sante festività e questo mi porterà a stare un po' offline. Se non dovessimo sentirci di persona vi giungano da qui i miei migliori auguri di buon natale (per il felice anno nuovo mi sa che facciamo in tempo a rileggerci anche da queste parti).

Augurandovi ogni bene...
a.

martedì 22 dicembre 2009

dreaming squared

Nel sogno non sono solo. Accanto a me c'è quello che, evidentemente, è il mio Maestro. Il Maestro mi guida e mi dà un compito solo apparentemente semplice: addormentarmi e sognare. Ossia - lì, in quel sogno - abbandonarmi nuovamente al sonno e consegnarmi - senza resistenze - al sogno. Sognare di sognare.

È quello che vorrei anch'io, ma ancora non devo essere pronto perché non solo nel mio sogno non mi addormento, ma addirittura mi sveglio nella realtà. Guardo l'ora, sono le 5 e 10. Sto bene, sono sereno, nonostante il sonno mi appunto subito tutto (che questo è l'unico modo per non perderli, i sogni) e poi torno a dormire.

Mi riaddormento e al giro dopo va meglio. Sogno chi, da un po' di tempo, sta riempiendo le mie giornate. È la prima volta che succede. Bellissimo. Poi suona la sveglia. Mi alzo, insonnolito e di ottimo umore.




Per quanto ne so (cioè pochissimo) sognare dentro ai propri sogni, sognare di sognare, è una pratica sciamanica potente. Immagino che per me sia ancora presto ma sia io, sia il mio Maestro (Maestro che neanche sapevo di avere e che ho visto stanotte per la prima volta in vita mia, che stanotte si vede che era notte di "prime") eravamo sereni, tranquilli e fiduciosi.

Mi pare un buon inizio.

lunedì 21 dicembre 2009

when the cold bites, when the frost stings...

Rientro a casa dopo un giorno d'assenza e mi fiondo al computer senza neanche togliermi il cappotto per controllare urgentemente l'estratto conto, che ho il sospetto che mi abbiano clonato il bancomat. Poi forse è no, vedremo domani in banca. Intanto che smanetto al Mac mi accorgo di una cosa strana: sono lì ancora tutto intabarrato e ho lo stesso un po' freddo. Mi viene un dubbio. Scendo a vedere il termostato: 11 gradi. 11 gradi in casa (che fuori siamo più vivicini ai meno 11). Vado a vedere la caldaia e, ovviamente, è in blocco. Fortuna che riparte subito. Poi però devo scappare che ho un impegno (un attimo dopo scoprirò pure che anche l'auto non mi funziona più, ma pace, si vede che oggi gira così).

Rientro in serata e il termostato è salito a 13. Fa ancora un po' freschino. Lesto, elaboro un piano per riscaldare l'atmosfera: 1. tiro su la temperatura dell'acqua nei tubi dell'impianto, 2. accendo il camino a palla (facendo fuori in cinque ore un quinto della mia scorta di legna) e 3. estrema ratio: John Coltrane.






Be'... devo dire che alla fine ha funzionato il giusto, soprattutto Coltrane.

(la verità vera sarebbe: "soprattutto il camino", ma chiudere con "soprattutto Coltrane" mi suonava molto più figo)

lunedì 14 dicembre 2009

due mappe strane e una normale

Su FF shannafra si chiede dove comperare un planisfero a milano. Lei vuole un planisfero normale, tipo questo:




A me la cosa ha fatto venire in mente due mappe del mondo, diverse da questa qui sopra a cui siamo tutti abituati ma non per questo meno giuste.

La prima è la carta di Peters, pubblicata da Arno Peters nel 1973 impiega un altro tipo di proiezione. Sballa le distanze verticali, ma in compenso mantiene corrette le proporzioni delle superfici. Il risultato è una mappa che corregge la distorsione pro-nord del mondo delle vecchie mappe che usano la proiezione di Mercatore (in cui europa e stati uniti risultavano più grandi di quanto non siano rispetto ad africa e sud america).




La seconda è un banalissimo planisfero semplicemente sottosopra. Ci sembra del tutto "innaturale" ma non lo è, l'alto e basso delle mappe è solo una convenzione. Se ci se ne procura una e la si guarda con attenzione dopo poco sembra di esplorare terre incognite.




Altre mappe del mondo, belle e terribili, le avevo segnalate in uno di primissimi post di 403.

giovedì 10 dicembre 2009

ultime dal carcere

Io tutte le settimane vado in una prigione a fare una specie di fumetto/fotoromanzo assieme a due detenuti: un detenuto e una detenuta.

L'altro giorno al femminile c'è stata un'ispezione a sorpresa anti-droga, la detenuta era tutta contenta.

È che lei ama molto gli animali e uno dei cani dell'unità cinofila è stato un po' con lei a farsi fare le coccole. In galera per chi ama gli animali non è facile, che mica ti fanno tenere chessò un gatto. Un cane poi neanche a pensarci, com'è che faresti a portarlo fuori a fare pipì che tu puoi uscire solo se c'è con te un agente? (e lì le guardie, poracce, sono sotto organico, che a volte non ce n'è neanche per portare i detenuti dal dottore, figuriamoci pisciare il cane).

Lei una volta ha allevato in cella una cucciolata di lumachine (ed erano tante, eh) ma poi le ha liberate.

Il mio detenuto, invece, è stato intervistato da canale 5, per matrix.

È andata in onda un paio di giorni fa. Lui non era neanche tanto dispiaciuto però mi ha detto che quello che ha detto lui, quelli lo hanno tagliato e montato in modo da fargli dire un po' quello che volevano loro (tipo che lui dalla galera non vuole uscire).
Ridendo ha commentato che non è giusto, che così poi rischia che sui giornalisti finirà col dire quello che dice sempre Berlusconi.




Intanto stiamo ingegnandoci per capire se e come i miei due detenuti possono scrivere su 'sto blog, vi tengo informati.


senza passare dal via (10)


mercoledì 9 dicembre 2009

gli esami non finiscono mai...

Già, mai che finiscono.

Però quelli ritirati oggi sono andati bene. Salta fuori che sono tornato nei limiti col colesterolo, con le transaminasi, coi trigliceridi e pure con la glicemia (che, il giro prima, un disastro che non vi dico).

Insomma oggi ho fatto poker.


cuore di mamma

MM2, settimana scorsa

 

lunedì 7 dicembre 2009

a voi, l'amore, a me il platino

MM1, fermata duomo, oggi.






mercoledì 2 dicembre 2009

lampi d'inchiostro

A me parlare con Spari piace sempre moltissimo, e lo so perché mi piace.
Non solo perché è simpatico, non solo perché s'interessa di molte delle cose di cui mi interesso io, e quasi sempre la sa più di me. Non solo perché ammiro la sua capacità di prendere posizione, di avere convinzioni, di elaborare teorie e di proporle con decisione (e a me questa cosa sua piace proprio molto, tanto che lo ammiro anche quando non condivido le sue passioni/ossessioni/opinioni). A me parlare con Spari piace soprattutto perché lui, quando ti racconta qualcosa, è capace di vera passione. A volte è bella di suo questa passione, che quasi non t'importerebbe l'argomento, in realtà succede sempre che questa passione contagia pure te. Non sto dicendo che Spari è in grado di convincermi di qualunque cosa lui creda (anche se... ehm... a volte...) sto dicendo che se per Spari qualcosa è importante, tu puoi pensarla anche in modo diverso, anche opposto, ma non puoi pensare che quella cosa non sia importante. Magari all'inizio pensi che no, ma alla fine poi pensi anche tu che è importante.
È nel modo che ha lui di raccontartele 'ste cose.
E, se me lo fa in quel modo, può raccontarmi delle sue teorie sulle narrazioni che mescolano parole e immagini (e alcune sue teorie a riguardo, spaccano), può parlarmi di opere e autori che lui ama (e io magari neanche conosco o, peggio, snobbo) o può anche lamentarsi delle beghe che ha sul lavoro, che io sono contento lo stesso (cioè non sono contento che abbia delle beghe sul lavoro, sono contento se me le racconta).

Perché Spari è capace di farlo con la testa e col cuore.
Assieme.

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