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lunedì 31 agosto 2009

senza passare dal via (2)

Finalmente riprende tutto. Riprende il lavoro (e a me l'idea di tornare tutti i giorni in ufficio mi mette di buon umore, che vi devo dire?) ma soprattutto questa settimana tornerò in galera dopo un mese di stacco. E non vedo l'ora. Tutto ciò secondo me dice tre cose:

1. che, in fondo, sono una brava persona
2. che in fondo e in superficie, sono una strana persona
3. che se l'ufficio e la galera mi paiono un traguardo agognato, questo agosto mica deve essermi girato poi tanto bene.

Comunque in galera dovremo metterci subito a lavorare sodo per fare la seconda puntata di quella specie di fotoromanzo che stiamo facendo. La prima è andata via liscia, ma è con la seconda che si capirà se la cosa funziona o meno. In più questa volta si parlerà di un libro sulle carceri che ha scritto la direttrice del carcere medesimo, e non ho idea i due autori come vogliano affrontare la cosa (un po' confido e un po' temo l'umorismo cattivo della detenuta). Per di più non ho capito se e quanto i due autori sono riusciti a parlarsi (perché uno è un autore ma l'altra è, in effetti, un'autrice e questo vuol dire che sono in due edifici separati e se non ci sono io a fare da chaperon, accompagnando lei da lui, questi neanche posso comunicare e riescono a vedersi solo alle riunioni di redazione congiunte del giornale del carcere, e ignoro se in agosto ce ne siano state, di riunioni).

Quando ho capito che il nostro compito era di produrre una pagina ogni due mesi mi è sembrata una cosa da nulla, probabilmente quando tutto sarà oliato, forse, la sarà pure. Al momento qualche preoccupazione per la seconda puntata io ce l'ho.

Ciò non di meno non vedo l'ora di passare quei cancelli.

giovedì 20 agosto 2009

spalancando sportelli sulla vita della gente

Scopro il progetto fotografico di Mark Menjivar: You are what you eat ("si è quel che si mangia"). Tre anni passati a girare gli Stati Uniti approfondendo il tema della fame, raccogliendo storie e chiedendo alla gente di poter fotografare l'interno del loro frigorifero, così com'era in quel momento.

E a me viene da pensare ai frigoriferi che conosco io. A mio cugino che con una famiglia di quattro persone ha un grande frigo completamente vuoto, con al centro una bottiglia da un litro e mezzo di cocacola, che tanto loro mangiano tutti, ogni giorno, dai suoceri che vivono lì accanto e lui mica vorrebbe. A me, che ho un frigo apposta solo per le cose da bere, che me l'hanno regalato e  in caso di feste o inviti estemporanei io sono già a posto (mica scherzavo a ferragosto, qui la birra c'è sempre per davvero). Alla mia amica che nel frigo ha sempre le stesse, poche, cose da bere e da mangiare, sempre quelle, sempre in quelle quantità.

Nell'ultima foto qui sotto si vede chiaramente un serpente nel freezer, la foto prima è da un signore del Texas che guadagna meno di 450 dollari al mese.

Ogni frigorifero è una storia.




[via dissapore > good magazine]

mercoledì 19 agosto 2009

un uomo da sposare...



Premessa: la maldestra fatina brasiliana che, normalmente, si occupa di tenere questa casa in realtiva grazia d'iddio è in Brasile. Torna tra un po'. Fine della premessa.

Tra i tanti possibili vantaggi dell'avere un cospicuo numero di piatti e bicchieri a me ne vengono in mente due. Uno è il poter avere a cena parecchia gente, tutta insieme, e a volte mi capita pure. L'altra è di poter mangiare per settimane senza dover lavare una stoviglia che sia una. Ecco, diciamo che a milano, nel mezzo di agosto, non è che ci siano poi così tanti amici pronti a rispondere a miei eventuali inviti, quindi sto sfruttando a fondo la seconda possibilità.

Però visto che mi sono stufato di sporcare nuovi piatti e visto che di lavare i miei vecchi proprio non se parla, ho trovato un modo per tirare avanti un po' senza aumentera la già notevole entropia di 'sta casa (no, non si tratta dei piatti di plastica che quelli li sopporto poco).
Con una scusa mi faccio prestare piatti e scodelle da qualche mio vicino, così poi - dovendogliele restituire - allora, almeno quelle, le lavo.

(questo post è solo parzialmente frutto di fantasia)

(quella cosina verde in primo piano nella foto non è uno scarrafo morto, è il picciuolo di un pomodoro)

sabato 15 agosto 2009

buon ferragosto!



Un abbraccio, giusto un filo sudaticcio, a quei pochi che passeranno di qui nel bel mezzo di agosto... e, se la si gradisce, una birra. Che a casa mia di birra ce n'è sempre.

giovedì 6 agosto 2009

senza passare dal via (1)

Sono nel cortile del carcere, accompagno la detenuta dalla sezione maschile (dove c'è la redazione in cui assieme stiamo lavorando a una specie di fotoromanzo) alla sezione femminile dove devo riportarla quando abbiamo finito di lavorare.

io - quindi oggi da voi al femminile c'è una festa...
lei - sì ma io non ci vado.
io - perché?
lei - troppa gente tutta assieme, ho dei problemi, mi mette a disagio.
io - ma sei agorafoba?
lei - proprio così...
io - be'... se sei agorafoba stare in prigione dovrebbe essere l'ideale!

(l'ho detta così, senza stare a pensarci, che se ti fermi a ragionare prima di dire una battuta perdi i tempi comici e metà dell'effetto se ne va)

lei ridacchiando - già, cosa posso volere di più?!...

(sembra avere apprezzato, forse è andata bene)

Se questo blog non torna in catalessi magari di questa cosa che tutte le settimane passo un pomeriggio in galera se ne riparla.

se al posto di lee e kirby ci fosse stato edward gorey

Alex Mitchell, giovine utente di DeviantART, dà una sua versione dei Fantastici 4 con toni goticheggianti, molto alla Edward Gorey. Bello!

... e non ho neanche uno straccetto da mettermi

In un post di Comic Alliance di qualche tempo fa, in cui si parla del restyling dei costumi dei super eroi, trovo una vertiginosa immagine dedicata ai cambi di look di Wasp (qui sotto ne vedete solo un terzo, per vedervela tutta fateci un salto e andate in fondo alla pagina).


sabato 1 agosto 2009

nuvole anomale fai da te

Da quando ho scoperto nuvole anomale (vedi post precedente) non solo seguo quel blog con costanza e divertimento, ma leggo anche i fumetti con un occhio un po' diverso, da lettore della settimana enigmistica a caccia dei dieci piccoli errori.

Eccone tre trovati di recente.

1) Il mio cuore batte a destra
Gipi pare un po' confuso, è vero che questa storia è un ideale outake da "La Mia Vita Disegnata Male" ma così male da mettere il cuore dall'altra parte è forse troppo.


(Gipi - "io, te il demonio e la magia nera" su Animals numero 3 - Coniglio Editore)



2) Se vai a Roma fa' come i romani
Questo non è proprio un errore, ma è quantomeno strano. Il sindaco di New York va in visita privata dal Papa e all'aeroporto viene a prenderlo un'auto con la guida a destra. Non che sia impossibile ma è quantomeno poco giustificato.

Io penso che per uno statunitense una cosa strana come Città del Vaticano (un minuscolo Stato europeo che sta tutto dentro la capitale di un altro Stato, difeso da buffe guardie svizzere, abitato da preti e governato da un monarca assoluto che è anche il capo religioso supremo) è così bizarra (altro che la Latveria!) che - come minimo - un'auto che ti porta lì deve avere la guida a destra, ma come minimo.


(Brian K. Vaughan testi, Tony Harris disegni, Jim Clark colori -
"Ex Cathedra"
volume 7 di Ex Machina - Wildstorm/DC Comics/MagicPress)


3) The smoking gun
Il protagonista in didascalia dice "non ho sparato un colpo" ma nella tavola dopo, in una bella splash, lo vediamo steso accanto alla propria pistola... fumante! Vatti a fidare dei poliziotti.


(Howard Chaykin e David Tischman testi - David Hahn disegni -
"Bite Club"
- Vertigo/DC Comics/Planeta Deagostini)

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