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venerdì 11 maggio 2007

sogno, che io sogno, che io... (5)

da "Serie di sogni istituzionali" (testi + fotografie, inedito) Laurie Anderson
(Institutional Dream Series, a personal study of narcolepsy and dreams, 1972-’73)


Toilette femminile Schermerhorn Library, Columbia University
3 aprile 1972, h. 13-16
Mi sdraio sul divano dal quale vedo le donne che vanno in bagno e ne escono. Mi copro la testa con un quadreno e metto le lenti a contatto sotto la lingua. Sogno che la biblioteca è un mercato all'aperto e che gli scaffali dei libri sono bancarelle cariche di frutta e verdura.

Porto di South Street Cuccetta di dritta della "Lettie G. Howard"
10 dicembre 1972, h. 11-14
Mi sdraio in cuccetta e sogno un bianco deserto luminoso.

Tribunale di notte 100 Center Street
29 dicembre 1972, h. 22:30-1:00
Il primo caso è una rapina con aggressione. L'aula giudiziaria è affollata e rumorosa. Appoggio la testa contro una parete. Vado lentamente alla deriva.
Ho l'impressione che nell'aula, appena sotto il soffitto, veleggino ombre o nuvole. Quando mi sveglio, mi accorgo che questa sensazione era dovuta alla visisera del mio berretto che, con il ciondolare della mia testa, copria e scopriva il fascio di luce della lampade.
Mi sveglio proprio mentre il giudice ci confisca la macchina fotografica. Sta dicendo: "Capite no? Scattare foto qui dentro è illegale; è un reato pari all'estorsione." Accenna ad estrarre il rullino dalla macchina ma non lo fa e ce la restituisce.


Coney Island
14 genniaio 1973, h. 16-18
Mi sdraio vicino all'acqua, con la bassa marea. Il freddo è pungente e la sabbia è bagnata. Mi copro la faccia con il collo del dolcevita. Dopo alcuni minuti, comincio a rilassarmi e a perdere conoscenza.
Sto cercando di dormire in diversi luoghi pubblici per vedere se i posti sono in grado di colorare o di controllare i miei sogni. Per il momento sembra un'assurdità. Sento la marea che sale. L'acqua sta cominciando a lambirmi i piedi ghiacciati. Non so se sono sveglia o addormentata, così serro forte le palpebre.
Dopo un paio d'ore sento un fragore impetuoso. Sembra il rumore di un'onda gigantesca che stia per riversarsi sulla spiaggia. Balzo in piedi e corro via. Un elicottero enorme si libra sopra di me.


“Per serie di sogni istituzionali ho provato ad andare a dormire in vari luoghi pubblici una panchina nel parco, la biblioteca comunale, I bagni pubblici, per vedere se i miei sogni ne erano influenzati. Cercavo di stancarmi il più possible per poi potermi addormentare. All’inizio l’idea mi è venuta perché ero interessata ai tabù. Anche se non è illegale, il fatto di dormire in un luogo pubblico non è visto di buon occhio, come se violasse un tacito contratto sociale che impone di non perdere il controllo e di non mettersi in una situazione di vulnerabilità"

Opere di Laurie Anderson
Wiki in italiano (meno approfondita di quella in inglese)

Il testo da Institutional Dream Series l'ho preso da Panta musica (Panta n. 14, 1996 RCS) la citazione finale l'ho invece presa qui.

L'unica foto che, presumibilmente, fa parte della serie di sogni istitzionali è quella della spiaggia.

4 commenti:

biancac ha detto...

Sì, decisamente sono contenta della tua decisione.

Mi sono letta un po' di cosine vista la ignoranza crassisima su questo personaggio e altro, molto, ancora.

Bellissima questa:

When an interviewer asked, "Do you like movies?", she replied, "There's something magical about a room full of strangers, sitting in the dark, eating."

403 ha detto...

La anderson è un'intellettuale brillante e spiritosa, una brava musicista (alcuni suoi dischi sono davvero belli) e un'ottima performer (purtroppo non l'ho mai vista dal vivo ma ho il suo film-concerto "Home of the brave")...


qui a milano ho visto due sue mostre che mi sono molto piaciute, una al pac con una retrospettiva di sue opere sonore (e non) molto ludiche, e una allo spazio prada in cui - tra l'altro - faceva "evadere" un detenuto di sanvittore (della banda vallanzasca) riprendedolo da dentro il carcere con una telecamera e poi proiettando in diretta la sua immagine, nello spazio della mostra, su un calco in gesso di lui (mmm... mi sa che spiegato così è meno affascinante che vederlo)...[IMMAGINE]
È anche da lungo tempo la fidanzata di Lou Reed, un uomo fortunato...

biancac ha detto...

a conferma che sei un pettegolo...

403 ha detto...

lo so, quella cosa della banda vallanzasca è un po' un gossip, lo ammetto...


:P

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